Nel centenario dell'assassinio di Giacomo Matteotti (1885-1924), questo libro ne ripercorre la vicenda in modo non rituale. Di uno dei delitti più simbolici dell'intero Novecento non si vuole, infatti, né offrire un racconto dettagliato, né scandire i canoni consolidati dei suoi quando, come, perché, né farsi sedurre dalle trame delle mille eredità, storiche e soprattutto memoriali, che da un secolo a questa parte si sono accumulate. Enzo Fimiani reinterpreta Matteotti, proponendo al lettore alcune sfide intellettuali e civili. Almeno tre emergono come principali: decostruire il suo mito su tutti i diversi piani nei quali si sviluppa, ideale o politico, celebrativo o ideologico, per ricondurlo alla storia e alle sue molteplici variabili; «normalizzare» la sua uccisione togliendole la patina di evento eccezionale, non per fare opera di deminutio bensì per inserirla in contesti più ampi e complessi, ridando così un peso e un significato non di maniera alla sua esistenza; riflettere sullo strano destino politico di Matteotti, icona del Novecento, ma, per certi versi, cattiva coscienza delle contraddizioni e dei cortocircuiti di tutte le famiglie politiche del secolo, nella «sua» sinistra come nelle destre, perché a nessuna omologabile, da nessuna manipolabile e, per tutte, «una macchia, una colpa».
Il testo trae la sua origine nell'invito rivolto da Papa Giovanni Paolo II a tutti i cristiani a trovare le forme in cui il ministero del Vescovo di Roma "possa realizzare un servizio dell'amore riconosciuto da tutti gli interessati" (Ut unum sint 95). Numerose risposte a questo invito sono state offerte da diverse comunioni cristiane, così come riflessioni pertinenti da vari dialoghi teologici ecumenici. Il Dicastero per la Promozione dell'Unità dei Cristiani ha visto nel 25° anniversario dell'Enciclica Ut unum sint, così come nella convocazione da parte di Papa Francesco di un Sinodo sulla sinodalità, l'opportunità di offrire una sintesi di questi recenti sviluppi ecumenici. Il libro, che riassume una trentina di risposte alla Lettera Enciclica di Giovanni Paolo II e cinquanta documenti di dialogo ecumenico sul tema, è il frutto di un'ampia consultazione ecumenica e sinodale.
The document The Bishop of Rome finds its origin in in the invitation addressed by Pope John Paul II to all Christians to find, "together, of course", the forms in which the ministry of the Bishop of Rome "may accomplish a service of love recognized by all concerned" (Ut unum sint 95). Numerous responses to this invitation have been offered from different Christian communions, as well as relevant reflections from various ecumenical theological dialogues.
The Dicastery for Promoting Christian Unity saw in the 25th anniversary of the encyclical Ut unum sint, as well as in the convocation by Pope Francis of a Synod on synodality, an opportunity to offer synthesis of these recent ecumenical developments. The Bishop of Rome, summarising some thirty responses to Ut unum sint and fifty ecumenical dialogue documents on the subject, is the fruit of a large ecumenical and synodal consultation.
It concludes with a brief proposal of the Dicastery, identifying the most significant suggestions put forward by the various responses and dialogues.
This document is published in the hope that it will stimulate further theological investigation and practical recommendations for an exercise of the ministry of unity of the Bishop of Rome "recognised by all concerned".
Teologia ed educazione: un binomio dato a lungo per scontato nella tradizione, che nel corso del XX secolo è andato incontro ad una progressiva crisi per i cambiamenti dei paradigmi teorici e culturali delle due discipline, a contatto con la nuova situazione caratterizzata dalla postmodernità. Dalla metà del Novecento il sapere teologico cerca però di rivedere e ricontestualizzare la prospettiva cristiana sul fenomeno educativo, proprio quando questo sembra monopolizzato dagli approcci scientifico-sociali con vocazione empirica. Questa raccolta di testi distingue tre fondamentali momenti: la prima sezione considera il rapporto, tra la fine del secolo XIX e la prima metà del XX, tra l'educazione e la teologia dominata dal progetto neoscolastico in ambito cattolico e dal protestantesimo culturale in quello evangelico; la seconda si sofferma sul cambiamento di paradigma della teologia contemporanea, mettendone in luce le implicazioni antropologiche, che costringono a rimettere in gioco il problema della libertà e le questioni relative al "senso" del vivere; infine, la terza sezione cerca di mostrare le intersezioni tra la nuova antropologia teologica dell'educazione e i contributi proposti dalle principali teorie pedagogiche, dalla psicanalisi e dalle concezioni evolutive dell'educazione.
Milleduecentoottantacinque chilometri quadrati (senza contare tutto quello che le sta attorno). Un paio di centinaia di musei, oltre novecento chiese, più di duemila ettari di parchi. Da dove si comincia a scoprire la Città Eterna? Perché se è vero che Roma è immensa e meravigliosa quasi in ogni sua via, è anche vero che senza una guida esperta il rischio è quello di perdersi il bello e di finire in qualche trappola per turisti. Ecco perché Themino si è guadagnato il titolo di «Cicerone social di Roma»: con i suoi consigli da grande appassionato e il suo genuino entusiasmo per l'amata capitale (che conosce come le sue tasche) ha conquistato il web e nel suo primo libro riunisce il meglio delle sue imperdibili chicche. Una Roma così non l'hai mai vista è un manuale d'istruzioni da tenere sempre sotto mano, una guida ragionata, esaustiva, originale, perfetta per chi visita la città per la prima volta, ma anche per chi ci ha sempre vissuto. Contiene 75 mete imperdibili e 13 passeggiate che vi porteranno a scoprire luoghi insoliti e capolavori imprescindibili, storie misteriose e antiche leggende, belvederi indimenticabili e quartieri da riscoprire. Da nord a sud, da est a ovest, sopra e sotto terra, Roma vi lascerà comunque, a ogni passo, a bocca aperta.
Segretario del PCI tra il 1972 e il 1984, a conclusione e culmine di una lunga militanza, Enrico Berlinguer è considerato uno dei personaggi più iconici, carismatici e indiscutibili della cosiddetta «Prima Repubblica». In questo libro Marcello Sorgi ripercorre la sua parabola politica dall'enunciazione della strategia del «compromesso storico», che porterà al confronto con il presidente della DC Aldo Moro e ai governi di solidarietà nazionale presieduti da Andreotti, al progressivo distacco dall'Unione Sovietica, definitivamente sancito dopo il colpo di Stato in Polonia del 1981, alle elezioni del 1976 con il risultato storico del 34,37 per cento alla Camera - a un'incollatura dalla DC -, fino alla morte prematuramente sopraggiunta durante un comizio, quando il partito era ormai avviato al declino. Contrapponendo la storia alla leggenda e la cronaca all'agiografia, Sorgi offre una lettura inedita della leadership di Berlinguer attraverso la propria diretta testimonianza e i ricordi di alcune figure chiave di quegli anni, tra cui Achille Occhetto, Massimo D'Alema, Giuliano Ferrara e Walter Veltroni. Nell'osservare così da vicino il mausoleo dell'«ultimo capo del popolo comunista» sarà impossibile non riconoscerne le crepe, né evitare di interrogarsi sulle ragioni per cui, ancora oggi, la sinistra italiana continua a vivere nella sua ombra.
Gesù è stato un rivoluzionario, un capo politico sfortunato nella sua iniziativa di ribellione antiromana, oppure un difensore dell'ordine stabilito? Oscar Cullmann, di fronte alle teorie scientifiche contrastanti del suo tempo, ha voluto in questo libro - edito per la prima volta nel 1970 e più volte ristampato - esaminare sul piano puramente storico ed esegetico l'atteggiamento di Gesù sulle questioni fondamentali del culto ebraico, del problema sociale e di quello politico. Gesù attende un Regno che non è di questo mondo ponendosi oltre l'alternativa tra ordine stabilito e rivoluzione. Sebbene non risparmi le critiche più aspre alle istituzioni esistenti, altrettanto nettamente respinge le tendenze politiche rivoluzionarie del suo tempo: nel loro ideale, che mescola il messianismo religioso alle aspirazioni politiche, vede una, se non la tentazione diabolica per eccellenza e proclama la necessità prioritaria assoluta della conversione personale del cuore. Una pietra miliare nel dibattito sul Gesù storico.
Da tempo la ricerca storico-religiosa e antropologica ci ha insegnato che la mitologia non è prerogativa del mondo greco, e soprattutto che il "mito" - quale forma del pensiero espressa mediante la figura e il racconto - è, almeno in certi casi emblematici, l'unica maniera possibile per rappresentare quanto vi è di enigmatico nel rapporto dell'uomo con ciò che sta al fondo dell'esperienza, con Dio. Vi sono però culture religiose, come quelle di tipo monoteistico a cominciare dal giudaismo, che sono refrattarie al pensare mediante il mito perché ciò è giudicato incompatibile non solo con la loro visione di Dio, ma anche e soprattutto con il ruolo in essa svolto dalla morale. Il mito tuttavia si può scorgere nella preistoria del testo biblico, e talvolta riconoscere come materiale inerte riciclato in un lavoro redazionale che comunque ha provveduto a neutralizzare o a snaturare il significato originario in vista di finalità diverse. Un esempio interessante di questo lavoro demitizzante della Bibbia è fornito proprio dal racconto del giardino di 'Eden - con i suoi protagonisti, Dio, Adamo ed Eva, e i suoi eventi, il peccato e la cacciata - alla cui indagine è dedicato questo libro.
Frutto di ricerche inedite, i saggi raccolti nel volume affrontano le fasi cruciali del passaggio dalla dittatura alla democrazia in Italia, dopo il 1945, e in Spagna, con il difficile superamento della lunga dittatura, dopo la morte di Franco nel novembre del 1975. Privilegiando una prospettiva di analisi attenta alla dimensione di genere, comparativa e interdisciplinare, autrici e autori esaminano questa complessa fase storica lungo tre diverse aree disciplinari, la storia, la lingua e la letteratura, mettendo in luce sia l’inedito protagonismo femminile nel campo politico, sociale e culturale sia la persistenza di contradditori modelli di genere. In questa prospettiva, attenta alle rappresentazioni per la definizione degli immaginari sociali, il cinema, accanto alla letteratura, offre testimonianza e allo stesso tempo veicola modelli per molti versi inediti, concorrendo all’affermazione di nuovi stili di vita. Processi complessi e certamente non lineari che meritano di essere interpretati anche alla luce delle relazioni transnazionali più solide e fitte nei nuovi contesti politici. A una parte iniziale, con saggi di carattere generale che presentano un quadro sullo stato dell’arte, seguono interventi dedicati ai due paesi; chiude il volume un’antologia di brani di memorie, conservate presso l’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, prodotte da donne diverse per appartenenza generazionale, provenienza sociale e regionale, formazione e convinzioni politiche, ma tutte partecipi testimoni della transizione postbellica. Scritti di: Laura Branciforte, Tullia Catalan, Giulia Cioci, José Ignacio Díez, Laura Di Nicola, Paolo Ferrari, Patrizia Gabrielli, Stephen Gundle, Rocío Luque, José Francisco Medina Montero, Mónica Moreno Seco, Ignacio Oliva Mompeán, Michela Rossi Sebastiano, Monica Cristina Storini e Jorge Torre Santos.
Celso Costantini (1876-1958) è una figura geniale oggi riscoperta. Integrò profili diversi e di assoluto rilievo. Fu pastore esemplare, scultore rinomato, scrittore fecondo, protagonista nell'arte sacra del secolo XX. Durante le due guerre mondiali fu insigne operatore di carità e pace riuscendo a salvare molte vite, dai "figli della guerra" a personaggi come Alcide De Gasperi. Amministratore apostolico di Fiume, fronteggiò Gabriele D'Annunzio evitando un bagno di sangue alla città martoriata. Primo delegato apostolico in Cina, vi compì gesta indelebili. Convocò e presiedette il Primo - finora unico - Concilio Cinese a Shanghai nel 1924. Accompagnò a Roma i primi sei vescovi autoctoni per essere consacrati dal Papa e da lui stesso nel 1926. Fondò il primo istituto religioso clericale indigeno nel 1927. Inaugurò L'Azione Cattolica Cinese nel 1928. Diede vita all'Università cattolica di Pechino. Sviluppò un intenso dialogo con le autorità politiche, sfociato nelle piene relazioni diplomatiche tra Santa Sede e Cina. Nel 1946 rinunciò a ricevere la porpora a favore del primo Cardinale cinese. Da segretario del dicastero missionario della Curia romana dal 1935 al 1952, incentivò la decolonizzazione religiosa, promosse il clero indigeno e favorì l'inculturazione cristiana nei paesi di recente evangelizzazione. Divenuto Cardinale Cancelliere di Santa Romana Chiesa, fu tra i più stretti collaboratori di Papa Pio XII nell'ideare una casa comune europea, nel sostenere un ordine mondiale giusto e benefico e nel costruire un "ponte" stabile tra l'Oriente e l'Occidente del pianeta.
«Esiste qualcosa che, in mancanza d'altro nome, chiameremo "il sentimento tragico della vita", che porta dietro di sé tutta una concezione della vita stessa e dell'universo, tutta una filosofia più o meno formulata, più o meno cosciente. Questo sentimento possono averlo, e l'hanno, non solo uomini individuali, ma interi popoli; è un sentimento che non nasce dalle idee, ma piuttosto le genera, sebbene dopo, è chiaro, queste idee reagiscano su di esso, fortificandolo. Può nascere da una malattia accidentale, da una dispepsia, per esempio, ma può anche essere costituzionale. E non serve parlare di uomini sani e malati. A parte il fatto che non abbiamo una nozione normativa della salute, nessuno ha provato che l'uomo debba essere per natura gioioso. C'è di più: l'uomo, per il fatto di essere uomo, di avere coscienza, è già, rispetto all'asino o al gambero, un animale malato. La coscienza è una malattia».
La Sindone di Torino, il famoso lenzuolo di lino che secondo la tradizione ha avvolto il corpo flagellato di Gesù Cristo, rimane un affascinante mistero. Nonostante molti credano che si tratti di un clamoroso falso medievale, resta un oggetto misterioso e pieno di significato che affascina gli uomini di ogni tempo e si presta al confronto con la scienza in tutte le sue branche. Questo libro è un'indagine sui più recenti e importanti risultati della ricerca sulla Sindone: la nuova datazione di un campione del Santo Lenzuolo, ottenuta attraverso l'uso dei raggi X, ha mostrato che dovrebbe avere 2.000 anni e ha anche indicato una possibile nuova ipotesi per ricostruirne la storia nascosta prima del suo arrivo in Europa.