In questo libro Massimo Recalcati offre una sintesi del suo lavoro clinico nelle organizzazioni. Viene delineata una teoria inedita del soggetto collettivo, dei suoi fantasmi inconsci, dei suoi sintomi prevalenti e delle sue risorse. Le figure del vuoto centrale e del fuoco sono descritte come decisive per consentire a una organizzazione di attivare il suo potenziale generativo: il vuoto consente la circolazione plurale dei discorsi mantenendo acceso il fuoco del desiderio e, a sua volta, questo fuoco preserva il vuoto da ogni possibile otturazione mortifera. Si tratta di una circolarità virtuosa che ogni organizzazione che respira bene deve sapere attivare e preservare nel tempo. Se i populismi contemporanei hanno descritto le istituzioni come nemiche della vita, in questo libro esse ritrovano tutta la loro poetica: come durare nel tempo mantenendo vivo lo slancio "misterioso e commovente", come direbbe Pasolini, del loro inizio? Quando una organizzazione respira bene ed è generativa e quando invece si ammala disperdendo la sua potenza? Un ripensamento radicale del soggetto collettivo attraverso la luce della psicoanalisi.
Sessant'anni anni dopo la promulgazione del Decreto del Concilio Vaticano II sugli strumenti di comunicazione sociale Inter Mirifica, tre università pontificie decidono di approfondirne la storicità, la pastoralità e l'attualità. Da questa riflessione condivisa nasce la presente miscellanea, con contributi di vari professori correlati alle tre istituzioni accademiche coinvolte: la Facoltà di Comunicazione Istituzionale dell'Università della Santa Croce, l'Istituto Pastorale Redemptor Hominis dell'Università Lateranense e la Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’Università Salesiana. Il volume intende proporsi come un'opportunità per approfondire un documento che ha segnato una svolta decisiva nella riflessione della Chiesa universale sulla comunicazione. Nello stesso tempo, rappresenta un valido strumento scientifico e bibliografico destinato a docenti, studenti, operatori dei media, per approfondire l’articolato legame tra realtà ecclesiali e società. Il libro è suddiviso in tre parti, ad ognuna delle quali corrisponde un focus specifico: la dimensione storico-istituzionale, la prospettiva socio-pastorale e le pratiche e i formati della cultura digitale.
L'approccio di questo libro integra l'attenzione ai diversi modelli teorici dell'orientamento con una parte più pratica e esperienziale, su cui il lettore può sperimentarsi direttamente. Si tratta di un volume che se da una parte affronta le principali tematiche della psicologia dell'orientamento, dall'altra propone al lettore delle pratiche che facilitano l'osservazione dei processi di crescita attraverso una metodologia di assessment sensibile alla crescita identitaria della persona. Si tratta di un approccio che aiuta la persona a sintonizzarsi con un progetto di vita che essa stessa costruisce man mano che passa attraverso i molteplici momenti di transizione sia nel mondo della scuola che in quello del lavoro. In tal senso il libro propone una visione di orientamento come parte di un percorso educativo prospettico e intenzionale. Prospettico, perché direzionato verso il senso della vita, intenzionale in quanto sostenuto dalla capacità di autotrascendersi per aprirsi ad una progettualità futura dove trovano spazio di attuazione le risorse personali come pure le esperienze formative scolastiche e non nelle quali il soggetto è inserito.
«Ho molti dubbi, troppi. E una domanda che chiunque scriva memorie, qualunque scrittore grande o piccolo, conosce: servirà a qualcuno questo mio mesto racconto?». È l'interrogativo che Varlam Salamov si pone nell'introdurci ai suoi ricordi della Kolyma, «racconto di uno spirito che non trionfa, ma che piuttosto viene calpestato». In queste pagine - nucleo centrale degli scritti autobiografici qui radunati - Salamov rivive e ci fa vivere l'inferno del lager: l'implacabile freddo siberiano, la fame assillante, l'umiliazione continua dei lavori forzati e delle violenze, e le efferate tecniche messe in atto dal potere sovietico per ridurre i detenuti a «relitti umani» - termine ultimo di un processo di decadimento del corpo e dello spirito perseguito con caparbia brutalità. Un resoconto secco, aspro, intransigente, giacché quel che preme a Salamov è scandagliare un'«esperienza sottoterra» che, riducendo l'uomo a istinto e spirito di conservazione, ne mette a nudo la natura profonda. Ma le sue rievocazioni ci riportano anche alla Vologda dell'infanzia, dove precoci si manifestano l'amore per la poesia e l'insaziabile sete di libri; alla Mosca degli anni Venti, dove rifulgono le stelle di Sklovskij, Majakovskij e Bulgakov - un «sottobosco luminosissimo» presto «spazzato via dalla scopa di ferro dello Stato»; e da ultimo al tempo della riabilitazione ufficiale, del ritorno a Mosca e dell'inattesa amicizia con Pasternak. Il percorso di un'intera vita, insomma, che trova il suo fil rouge nell'anelito costante, quasi viscerale alla letteratura: «Scrivo perché leggendo la mia prosa lontanissima dalla menzogna qualcuno possa fare nella sua vita qualcosa di buono anche in minima parte. Perché qualcosa bisogna fare».
La ricerca che è alla base delle pagine che seguono è stata condotta in modo razionale, senza l'enfasi della «passione» per le proprie tradizioni, ma con osservazione accurata e equilibrio metodologico. La connessione tra Torino e un mondo dell'occulto ha trasformato la città in un'icona certamente poco edificante, ma divenuta, malgrado l'effettiva realtà dei fatti, uno stereotipo. Si aggiunga che, secondo una credenza molto radicata, la nostra città, con Lione e Praga, costituirebbe uno dei vertici del triangolo nero d'Europa. Prefazione di Mariano Tomatis.
Il calendario da muro 2025 è dedicato agli Angeli, unendo estetica e funzionalità per accompagnarvi giorno dopo giorno. Ogni mese presenta una galleria di immagini artistiche che portano un tocco originale e suggestivo alle pareti di casa, dell'ufficio o di qualsiasi attività commerciale. Caratterizzato da una grafica moderna, semplice e pulita, questo calendario è tanto elegante quanto pratico. I numeri grandi e ben leggibili permettono di segnare facilmente appuntamenti giornalieri, pianificare impegni, turni, scadenze, compleanni, anniversari e ferie in modo ordinato e preciso. Nell'era digitale, il calendario da muro 2025 continua a essere uno strumento indispensabile per una gestione efficace del tempo, aggiungendo al contempo un elemento decorativo alle vostre pareti.
Questo memoir è il racconto di un percorso transgender compiuto all'inizio degli anni '70. Perché James Morris - ufficiale dell'esercito durante la Seconda guerra mondiale, celebrato giornalista, avventuroso scrittore di viaggi - è diventato Jan? La risposta è semplice: fin dall'infanzia, James si era sentito in un corpo "sbagliato", non-femminile. E, arrivato a quarant'anni, dopo aver avuto cinque figli dall'amatissima moglie Elizabeth, ben consapevole del processo fisicamente ed emotivamente doloroso che lo aspettava, aveva deciso che era giunto il momento di prendere possesso del suo "vero" corpo. Come ha affrontato le sfide di questa decisione? Come ha vissuto il suo ruolo pubblico, sotto i costanti riflettori della curiosità - spesso morbosa - dei media? Cosa ne è stato della sua famiglia? Ma, soprattutto, quanta forza e quanta follia ha dovuto avere per diventare completamente sé stessa? In queste pagine viscerali, eleganti e attualissime, dal respiro ora letterario e spirituale, ora quotidiano e concreto, l'enigma di Jan emerge in tutta la sua forza, provoca e fa riflettere ancora oggi. Prefazione di Vittorio Lingiardi.
Apparso nel 1992, il cofanetto con le opere di Friedrich Nietzsche fu accolto favorevolmente dalla stampa e dal pubblico per la possibilità di usufruire, a un prezzo accessibile e in un formato maneggevole, di tutti i principali libri del filosofo. A distanza di oltre trent'anni si ripresenta l'opera di Nietzsche in cofanetto, con l'aggiunta dei nuovi volumi nel frattempo pubblicati. «Nietzsche non ha bisogno di essere interpretato in nessun modo, di essere cioè determinato concettualmente secondo l'una o l'altra direzione, proprio perché la sua azione sulla vita individuale è diretta. Basta soltanto accoglierlo, non secondo frammenti casuali o variamente suggestivi, ma nella sua totalità e unità» (G. Colli e M. Montinari)
Una Sinistra intesa a perseguire i valori, i principî e gli obiettivi della democrazia, della rappresentanza politica e della difesa sociale del mondo del lavoro in Italia ha ancora storicamente senso e un possibile avvenire? E se sì, su quali basi? Partendo da questo interrogativo, Massimo L. Salvadori tocca il cuore stesso dell'esistenza di un partito di Sinistra in Italia. Cosa vuol dire, oggi, essere di Sinistra? Nelle sue molteplici incarnazioni la Sinistra è stata invariabilmente respinta dalla guida del paese, subendo una serie di ininterrotte Caporetto: nel 1919-1922, ad opera del fascismo; poi, nell'aprile 1948, la sconfitta che inaugurò il lungo regno della Democrazia cristiana e dei suoi alleati; ancora, nel 1994, la vittoria di Berlusconi e l'inizio del suo ventennio al potere; passando, nel 2013 e nel 2018, per l'affermazione del Movimento 5 Stelle e poi della Lega; fino all'ultima, clamorosa Caporetto, nel 2022, che ha consegnato le redini del potere ad una Destra di matrice neofascista. In questa ormai lunga storia di occasioni mancate, di svolte in cui sembrava esserci la possibilità di diventare maggioritari e invece si è assistito all'esatto contrario, Salvadori ravvisa una costante: la «separatezza» della Sinistra dalla maggioranza degli italiani che, nei momenti di crisi dei sistemi politici, ne hanno rigettato gli orientamenti, schierandosi a favore di correnti politiche e sociali di volta in volta di centro, populistiche o addirittura di destra. Arrivando all'oggi, tuttavia, l'analisi si tinge di qualche speranza, qualora il PD di Elly Schlein, come ha dimostrato alle elezioni europee del 2024, si riveli capace di superare la distanza del partito dai ceti soprattutto popolari - ma non solo - che non si sentono più da esso rappresentati. Solo assumendo la fisionomia di una forza riformistica autenticamente socialdemocratica il PD potrà superare questa condizione di separatezza, di estraneità, dal corpo sociale e scongiurare in futuro nuove Caporetto.