Edith Stein è stata una delle più importanti filosofe tedesche del Novecento. Dopo un lungo cammino di ricerca, abbandonò l’ateismo per abbracciare la fede cattolica ed entrare nel Carmelo, senza mai rinnegare le proprie radici ebree. La sua è una vicenda affascinante e coinvolgente, che testimonia come l’incontro con Cristo possa avvenire anche lungo i sentieri più inattesi. In monastero assunse il nome di Suor Teresa Benedetta della Croce. La sua vita terrena si concluse tragicamente nel campo di sterminio di Auschwitz, durante la Seconda guerra mondiale. La Chiesa l’ha poi proclamata santa e oggi la venera come compatrona d’Europa, riconoscendo in lei una figura capace di unire mondi diversi: fede e ragione, ebraismo e cristianesimo, contemplazione e impegno culturale.
Dietrich von Hildebrand, tra i più grandi pensatori cattolici del Novecento e protagonista del realismo fenomenologico, offre in questo volume una meditazione rara e luminosa sul mistero della musica. Lontano dalla critica specialistica, dalla biografia e dalla semplice celebrazione, queste pagine colgono ciò che più difficilmente si lascia dire: lo spirito stesso dell’opera musicale. Con sguardo contemplativo e appassionato, Hildebrand si accosta ai tre grandi del classicismo viennese riconoscendo in ciascuno una diversa rivelazione della bellezza: in Mozart la gioia radiosa e l’armonia del vero, in Beethoven la forza interiore che trasfigura il dolore in vittoria, in Schubert la profondità poetica di una malinconia aperta all’infinito. La musica si rivela così non solo esperienza estetica, ma via privilegiata di accesso alla realtà e al senso. Arricchita da un saggio in appendice di Wagner, questa edizione italiana — tradotta e curata da Elisa Grimi — restituisce al lettore contemporaneo un testo di straordinaria intensità, introdotto dalla prefazione di Chiara Bertoglio e dalla prefazione all’edizione inglese di Manfred Honeck. Un invito ad ascoltare la musica come epifania del vero e della bellezza.
La sesta guida del Progetto Catechistico Passodopopasso completa il cammino di Iniziazione Cristiana dei ragazzi con la presentazione dello Spirito Santo, il "personaggio misterioso" e meno conosciuto della Trinità. Particolare risalto viene dato alla celebrazione del Sacramento della Confermazione e al "dopo Cresima" per aiutare i "cresimati" a continuare il cammino di fede. Tenendo presente il "cambio di passo" imposto dalla pandemia che ha sconvolto le abituali scadenze e le impostazioni degli incontri, il testo offre originali suggerimenti per raggiungere i ragazzi con proposte sui social da loro abitati.
Il 25 giugno 1946 si insediò in Italia l’Assemblea costituente, incaricata di redigere la nuova Costituzione dello Stato. L’elezione dei deputati che ne fecero parte avvenne contestualmente al referendum istituzionale sulla scelta tra monarchia e repubblica. I cattolici sostennero senza esitazioni l’iniziativa, prima, e il suo risultato, poi. Il ruolo che svolsero durante i lavori dell’Assemblea fu centrale e Paolo Pombeni ci aiuta a capire come essi si inserirono nel "momento costituente", cioè in quella fase di destrutturazione e di ricostruzione del sistema politico italiano che si aprì nel luglio 1943 e si chiuse a dicembre del 1947, quando fu approvata la nuova Carta: non si trattò semplicemente di diventare membri il più possibile eminenti di una società civile data, ma di entrare nel "drappello di testa" di quella che apparve sin da subito come una vera e propria rinascita.
Come nasce Israele? Che cosa accade quando una storia antichissima irrompe nel tempo della politica, intrecciandosi con le aspirazioni nazionali, i conflitti del Novecento e gli squilibri del Medio Oriente? Mario Sznajder ripercorre la nascita e l'evoluzione di Israele, dalle origini del movimento sionista alla fondazione dello Stato nel 1948, fino ai profondi mutamenti che hanno caratterizzato il Paese negli ultimi decenni, dall'ascesa di Benjamin Netanyahu alle tensioni che continuano a ridefinirne il ruolo nella regione. Attraverso l'intreccio di storia, politica, ambizione e tradizione, ricostruisce il complesso rapporto tra identità, territorio e sovranità. Un racconto storico rigoroso e accessibile che restituisce la complessità di una delle vicende fondative e più controverse del mondo contemporaneo.
In un momento in cui la politica sembra ridursi a uno scontro senza coraggio, senza speranza e senza visione, il volume ci invita a riflettere su temi affrontati dalla rivista «Mondoperaio» e dall'Istituto Luigi Sturzo in riferimento alla costruzione di una politica adeguata alle nuove sfide. Il punto di partenza sono le idee e le posizioni emerse nei due seminari «Cristianesimo e socialismo alla prova della politica», «Le idee del socialismo ci salveranno» e in un terzo dedicato ai cattolici e al Codice di Camaldoli. Appare opportuno, inoltre, un rimando al volume «Macinare la Prima Repubblica» (pubblicato dal Mulino nel 2024), in cui si riflette sul momento virtuoso, tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio dei Sessanta del secolo scorso, in cui si realizzò un confronto politico, tra esponenti della cultura cattolica e di quella laica e socialista, su come guidare e aiutare l'Italia a non perdersi di fronte ai mutamenti, nei consumi e nei costumi, dettati dalla modernizzazione post-bellica. La combinazione è ancora oggi valida, capace di far emergere le condizioni da cui trarre una ispirazione intelligente e coraggiosa per affrontare l'attuale mutamento. Un passaggio radicale e drammatico che richiede un effettivo salto di qualità per fare appello al risorgere di una cultura cattolica e laica ispirata a un nuovo riformismo progressista.
In un paese come l'Italia, che si pensa e rappresenta come mono-etnico e mono-religioso, la diversità indotta da fenomeni religiosi variabili è sia un dato di fatto sia una sfida culturale e politica, che fa emergere identità ibride, multietniche e multiconfessionali. La diversità di fede, incarnata dalle nuove generazioni, diventa un prisma tramite cui leggere i percorsi di crescita di giovani cresciuti in Italia, ma con un retroterra familiare di origine straniera. Anche in seguito al conseguimento della cittadinanza italiana, l'alterità religiosa, vera o assegnata dall'esterno, contribuisce ad attribuire loro un'immagine di estraneità. Il volume indaga, tra curiosità e diffidenze, la comparsa di una «cittadinanza religiosa», vista come il faticoso cammino di un'italianità ormai religiosamente plurale.
Il Novecento è stato il secolo del cattolicesimo politico in Italia, dalla sua prima sperimentazione, al suo successo e infine alla sua crisi. Si sono sviluppate in quel periodo forme organizzate di militanza e partecipazione politica di credenti che hanno proposto un'identità strettamente legata ai valori cristiani. Il volume ne segue la parabola, indagandone lo sviluppo nel tempo, tra continuità e mutamento, in un'ottica segnata dalla sua fine. L'attenzione viene posta sui risvolti organizzativi, sul rapporto con il mondo cattolico, sulle relazioni sociali e la collocazione nel sistema politico di tali gruppi e partiti. Al centro di questa evoluzione viene sicuramente posta la stagione della centralità democristiana nella storia del Paese, con l'obiettivo però di interpretarla sul lungo periodo e sulle sue estese relazioni. Una sezione comparativa collega l'approccio designato per l'Italia alle esperienze accadute in Germania, Francia, Spagna, Austria e America Latina, collocando il percorso storico in un orizzonte più ampio.
«Non sono ciò che sono, ma ciò che fanno: nella storia degli angeli si nasconde la più antica teoria del potere». Quando appaiono non si lasciano riconoscere facilmente. Hanno un aspetto ordinario, il volto e il corpo di un uomo qualunque. Ridono, piangono, parlano, litigano anche tra loro. Eppure non sono mai ciò che sembrano. Gli angeli sono di gran lunga le creature più curiose della mitologia cristiana: hanno un corpo fatto d'aria, volano e sono divini solo per partecipazione. Ma soprattutto, stando al mito, fanno parte della più antica delle società del cosmo, quella dove tutto dovrà tornare alla fine della storia. Il nome che la teologia riservava alla loro comunità era gerarchia, letteralmente 'potere sacro', la misura della fusione tra divinità, potere e socialità. Per essi, la divinità non era però una qualità del loro essere, ma la pura esperienza sociale di esseri superiori agli altri. Con la raffinata scrittura di tutti i suoi libri, Coccia racconta la storia e la logica di questi miti e mostra come essi continuino a influenzare il pensiero politico e sociale occidentale nella modernità europea.
Comunque vada a finire, lavorare stanca, e senza la generosità, l'attenzione, la freschezza delle mie meravigliose cavie, la pigrizia avrebbe preso il sopravvento. A loro, a voi, va tutta la mia riconoscenza e tutto il mio affetto. Vi guardo in questo momento, e so che questo fermo immagine non mi abbandonerà mai. Il mondo non è tutto ciò che accade, ha detto Wittgenstein. Sarà vero? A giudicare da quello che succede nel mondo reale, accadere non basta. Nessuno può pretendere un amore eterno, ma un amore che durasse meno di un secondo difficilmente si potrebbe definire tale. Il mondo è composto prima di tutto di cose che restano, e di effetti che sopravvivono alle loro cause. Non è fatto solo di enti (come ci hanno insegnato troppe volte all'Università), ma anche di operazioni tecniche, di conoscenze scientifiche, di atti di volontà. Il mondo, e il suo variopinto arredamento, è tutto ciò che resta: così dice l'autore, tra confessioni, riflessioni e deduzioni in questo libro nato dalla sua ultima lezione universitaria, e prolegomeno a una nuova metafisica del restare, non dell'essere.
La tesi di questo libro è scomoda: l'estremismo non è soltanto una deviazione o un'eccezione, ma un modo sempre più comune di abitare il presente. Comunicazione, politica, lavoro: anche in ambiti così diversi troviamo l'impulso di eliminare ogni mediazione, ogni misura, ogni limite. Lo stesso esercizio del pensiero oggi si trasforma spesso nel suo opposto e al dubbio si preferiscono dogmi e opinioni che non ammettono repliche. Anche a partire da episodi legati alla vita quotidiana, l'autore risale ad alcuni nodi fondamentali del pensiero occidentale, intrecciando Aristotele e i social media, Kant e l'intelligenza artificiale, Nietzsche e quella "volontà di potenza" che esprime il bisogno di avere ragione a ogni costo. Ne nasce una filosofia del limite: non un invito alla rinuncia, ma la ricerca delle condizioni che rendono ancora possibile il confronto. Un libro per cercare un punto d'incontro tra chi la pensa diversamente, senza confondere il dialogo con la resa.