Educare a una pace disarmata e disarmante invita a riscoprire la centralità di Cristo "nostra pace" in ogni annuncio e impegno per promuovere la riconciliazione e la concordia, e si inserisce nel solco della Dottrina sociale della Chiesa, con un’analisi attenta della situazione attuale segnata da numerosi conflitti; dall’"inutile strage" di persone, per lo più civili e bambini; da una mentalità che rincorre la strategia della deterrenza degli armamenti, che può cambiare l’economia e la cultura dei nostri Paesi; da una violenza diffusa che rischia di diventare una cultura che affascina soprattutto i più giovani. Per questo, è necessario un rinnovato annuncio di pace al quale la presente Nota può offrire un contributo.
Un libro-gioco pensato per provare a vedere com’è navigare nella rete. Quattro storie brevi che partono da situazioni super quotidiane - un compito, una partita online, lo spogliatoio, i racconti in classe - e si trasformano in bivi da scegliere, faccio così o cosà?, che conducono a finali diversi. Si può provare, giocare, sbagliare, tornare indietro e riprovare. Quando la rete entra nella vita quotidiana dei ragazzi cominciano tante preoccupazioni nuove per i genitori; questo libro permette loro di sperimentare in sicurezza emozioni, rischi e conseguenze delle scelte digitali, scoprendo che non esiste solo ciò che è giusto o sbagliato, ma una catena di effetti possibili. Un’occasione per stimolare dialogo e consapevolezza anche con insegnanti e genitori. Età di lettura: da 8 anni.
"Il birraio di Preston", del 1995, è considerato da molti il capolavoro di Andrea Camilleri. Lo spunto del romanzo nasce da un episodio realmente accaduto, riportato nell’Inchiesta sulle condizioni della Sicilia del 1875-76: un succedersi di intrighi, delitti e tumulti seguiti alla incomprensibile, ostinata determinazione del prefetto di Caltanissetta di inaugurare il teatro regio con una sconosciuta opera lirica, "Il birraio di Preston", melodramma di Luigi Ricci. Siamo nel 1874 e la recente Unità d’Italia è messa a dura prova da questa scelta «settentrionale» alla quale la popolazione oppone Vincenzo Bellini. In breve si scatenano disordini che culminano con l’incendio del teatro. I fatti, le versioni, gli imbrogli, gli equivoci si inseguono e in paese si incrociano più verità mentre ognuno dei protagonisti - ufficiali piemontesi, congiurati mazziniani, uomini di rispetto, e una girandola di personaggi minori - interviene a modo suo. Un romanzo di potente forza comica e sapienza narrativa che attinge alla Storia come punto di partenza; ha detto Camilleri: «Io non ho una possibilità di invenzione che non abbia riferimento reale; ho sempre bisogno di un punto di partenza, qualcosa che è già successo». E la Storia qui si presenta con la smorfia violenta e assurda della farsa. Nota di Marco Malvaldi.
«Lei non ha mai scritto niente di simile» disse una volta Paul Morand a Simenon, dopo aver letto "La vecchi"a. Il romanzo è quello che, a teatro, si definirebbe un 'huis clos': una vicenda la cui azione si svolge quasi interamente in uno spazio chiuso. La scena è un appartamento dell'Île Saint-Louis, a Parigi, dove quattro donne si osservano, si spiano, pronte in ogni momento a umiliare e a colpire. Sophie Émel, la proprietaria - celebre paracadutista che conduce un'esistenza molto dissipata e molto alcolica, e condivide la propria stanza da letto con giovani donne più o meno sbandate -, ha accettato, per una sorta di svagata curiosità, di ospitare la nonna, che non vede da tempo: una temibile ottantenne che si era barricata nella sua casa destinata alla demolizione, minacciando di buttarsi dalla finestra. Tra la giovane e la vecchia si innesca un complicato gioco al massacro, fatto di reciproci sospetti e sottili crudeltà, che finisce per coinvolgere anche l'ultima amichetta di Sophie e l'occhiuta domestica. In un'atmosfera ogni giorno più claustrofobica e inquietante, Simenon compone, in modo magistrale, un crescendo che sfocerà, inesorabilmente, nel la violenza.
Due magistrati, con una lunga esperienza professionale, spiegano le ragioni del no e la posta in gioco in questo referendum. I sostenitori del sì faranno leva su questioni molto sentite dalla generalità dei cittadini: la lunghezza dei processi, i veri o presunti errori giudiziari, le responsabilità dei magistrati, i motivi del conflitto tra politica e magistratura. In realtà, la revisione costituzionale si occupa assai poco della giustizia italiana e punta a ridefinire, a tutto vantaggio del governo, l’equilibrio tra i poteri dello Stato rendendo la magistratura più debole. Se la riforma andrà in porto, l’attuale maggioranza di governo si sentirà incoraggiata a procedere con il premierato sulla via di una modifica in senso autoritario dello Stato.
Nel matrimonio, marito e moglie sono chiamati a donarsi l’uno all’altra generosamente, senza perdere di vista che fanno parte della stessa squadra. Questo libro offre 365 meditazioni quotidiane, pensate per delle coppie cattoliche sposate. Leggendole e accogliendole, marito e moglie saranno incoraggiati a vivere, giorno per giorno, le promesse del loro matrimonio. Ogni pagina di "Noi Due" si apre con una citazione della Sacra Scrittura o di un santo, seguita da una breve riflessione, spesso arricchita da testimonianze, per raccontare le gioie e le fatiche della vita matrimoniale. A conclusione di ogni meditazione, una preghiera aiuta la coppia a coltivare l’abitudine - preziosa e feconda - di rivolgersi insieme al Signore. Il libro è pensato per delle coppie immerse in una vita frenetica, in cerca di strumenti semplici e concreti che sostengano il matrimonio nella quotidianità.
Questo libro intende analizzare le principali questioni riguardanti la natura della leadership attraverso le diverse definizioni, concezioni e dinamiche di gruppo verificandone la validità all’interno di un contesto ecclesiale come la parrocchia. La leadership, oggi, non è più forza bruta, imposizione esterna, ma capacità di guidare le persone con il cuore e la mente in una generosità creatrice. La leadership in un contesto ecclesiale incarna il Vangelo, fermento di rinnovamento e risposta di libertà. Nello specifico l’autore propone l’esperienza vissuta nella Parrocchia "San Michele Arcangelo" di Noha (LE), al fine di delineare il modello di leadership che incarni e guidi lo spirito della comunità verso il progresso umano.
Francesco ha accompagnato Mazzolari durante tutta la sua vita e, come un innamorato lontano, don Primo ha intessuto con gli scritti e la testimonianza del Santo d’Assisi una corrispondenza fatta di prediche, meditazioni e articoli. Al centro di ogni testo c’è il Vangelo, la carica rivoluzionaria della Parola che rimette sempre al centro la povertà, unica via per la vera libertà. A ottocento anni dalla morte di Francesco, questa raccolta di dieci scritti fra i molti che Mazzolari gli ha dedicato ricorda come, per entrambi, la forza della Parola non è mai affidata solo alla predicazione ma va sempre testimoniata con le scelte, a volte scomode, di chi ha vissuto l’esperienza cristiana come un «ribelle obbediente». Prefazione di Felice Accrocca.