Nei nostri Paesi i preti stanno diventando rari, almeno in rapporto a un passato ancora recente e, più in generale, a lunghi secoli di vita cristiana. È una realtà che va osservata con coraggio, evitando sia l'illusione di un ritorno a situazioni del passato, quindi con un clero presbiterale più numeroso, sia la fuga verso improbabili soluzioni miracolose.Attraverso un'analisi degli aspetti teologici, canonici e pastorali, l'autore si interroga sull'annuncio del Vangelo nel tempo presente e su come liberare le risorse non ancora valorizzate del popolo che è la Chiesa.
Il volume studia in maniera sistematica la struttura di governo pastorale della Chiesa, soffermandosi su ciascuno degli organismi, uffici e comunità che la compongono, in conformità con la disciplina attualmente vigente nell'ordinamento canonico. Nei primi capitoli si analizzano le fondamenta sacramentali della potestà di governo e dell'esercizio della funzione pubblica e dei ministeri nella Chiesa, declinando a partire dalla realtà teologica le conseguenti implicazioni giuridico-canoniche. I capitoli successivi trattano ordinatamente di ciascuna delle istituzioni pastorali di governo, appartenenti alla struttura centrale, alle Chiese locali e all'organizzazione sovra diocesana, seguendo la medesima metodologia: a partire dalla normativa vigente, analizzata alla luce della teologia e del magistero ecclesiastico, si illustra la configurazione giuridica degli istituti e le responsabilità canoniche che corrispondono a ciascuna delle funzioni ecclesiastiche.
Questa edizione del Codice di diritto canonico, a cura della Redazione di «Quaderni di diritto ecclesiale», presenta: il testo integrale - latino e italiano - del Codice, aggiornato al 31 maggio 2024, comprensivo della nuova edizione del Libro VI; i rimandi alle fonti dei singoli canoni; le interpretazioni autentiche; l'indicazione degli articoli dell'istruzione Dignitas connubii a lato dei canoni del Libro VII; in appendice: il testo del Libro VI abrogato. Il volume si affianca al Codice di diritto canonico commentato, sempre a cura della Redazione di «Quaderni di diritto ecclesiale». Edizione riveduta e aggiornata.
La problematica relativa ai casi dei delitti riservati al Dicastero per la Dottrina della Fede richiede una puntuale individuazione dei delicta graviora e l’applicazione ai casi delle corrette procedure da seguire nelle diverse cause penali. A seguito dei cambiamenti apportati nel 2021, il testo normativo, ritoccato a livello sistematico, chiarisce meglio i vari momenti e le peculiarità proprie delle due tipologie processuali penali canoniche (giudiziale ed extragiudiziale). Nel volume, studiosi esperti nel settore analizzano con la dovuta cura i profili dei singoli aspetti di volta in volta trattati. Il testo, che per una diretta consultazione include il documento delle Norme sui delitti riservati alla Congregazione per la Dottrina della Fede (7 dicembre 2021), è destinato a operatori delle curie diocesane e degli istituti religiosi, operatori dei tribunali, ordinari e superiori, sacerdoti, religiosi e studenti di diritto canonico.
Nel manuale viene affrontata l'intera materia processuale canonica. L'autore procede a un attento esame della normativa vigente osservata anche nella sua evoluzione storica. Di seguito al chiarimento dei concetti generali, indispensabili a una retta comprensione delle varie problematiche, egli analizza i fondamenti giuridici e gli aspetti procedurali dell'indagine previa, delle forme processuali canoniche e dell'azione risarcitoria. Si sofferma anche su questioni meno approfondite dalla dottrina, come, ad esempio, gli elementi che debbono caratterizzare il contenuto della notitia criminis, il diritto a difendersi dell'imputato, l'esercizio dell'azione criminale da parte del promotore di giustizia e la successiva rinuncia ad essa, nonché la figura della parte lesa. Questa nuova edizione, riveduta e aggiornata, si è resa necessaria soprattutto alla luce delle rilevanti modifiche apportate alla normativa concernente i delitti "più gravi", riservati alla competenza della Congregazione per la Dottrina della Fede, introdotte con decisione del Santo Padre del 21 maggio 2010 (il testo integrale italiano/latino delle Normae de delictis reservatis viene riportato in appendice).
Il volume, frutto della ricerca per il conseguimento del dottorato in Diritto Canonico, si inserisce nello sguardo rinnovato sul matrimonio e sulla famiglia, inaugurato dall’esortazione apostolica postsinodale Amoris Laetitia. Leone XIV, nel messaggio del 19 marzo 2026 in occasione del decennale della promulgazione, raccogliendo i frutti del discernimento operato dal suo predecessore Francesco, ha ribadito la necessità di custodire l’attenzione pastorale alle famiglie, le quali in modo speciale e specifico partecipano alla missione della Chiesa, tanto da convocare per l’ottobre 2026 i presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo sul tema dell’annuncio del Vangelo alle famiglie oggi e sulle prassi delle Chiese locali. La prospettiva particolare del processo canonico per la dichiarazione di nullità matrimoniale, ed in essa la valutazione del fondamento antropologico della prova peritale, pur non essendo ambiti specificatamente pastorali, hanno una necessaria componente pregiudiziale, perciò da assumere nel vissuto delle parti coinvolte e da sviluppare nel contesto tecnico della procedura. Il lavoro presenta la prospettiva interdisciplinare come sede propria per il raggiungimento della verità sul vincolo matrimoniale, tenendo conto dell’unità della persona e dell’ottica collaborativa tra scienza e diritto. Esattamente in questa visione di cooperazione interdisciplinare, si è studiato il contributo della psicologia di padre Agostino Gemelli e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, secondo le proposte del personalismo funzionalista gemelliano e il modello relazionale-simbolico della scuola dell’ateneo, in piena continuità con la visione conciliare del Vaticano II. L’ingaggio di padre Gemelli ha permesso di produrre uno schema nuovo, adeguato rispetto all’antropologia cristiana, eventualmente ripetibile, in cui trovare una prospettiva scientifica idonea alla visione integrale della persona coinvolta nel processo, destinataria non soltanto della verità del procedimento ma anche della salvezza sempre possibile. Il luogo del processo canonico si rivela come incontro tra verità, giustizia e misericordia: tre vie per comprendere tutta la realtà degli uomini e delle donne che vivono l’amore nel sacramento del matrimonio e ne scoprono la vulnerabilità.
La distinzione tra potestas ordinis - di natura e origine sacramentale - e potestas iurisdictionis - di natura e origine extrasacramentale - sembra appartenere da sempre alla Tradizione della Chiesa, essendo presente, seppur in modo irriflesso, già a partire dall'epoca sub-apostolica. Questa distinzione si è progressivamente formalizzata nel secondo millennio, con la nascita della scienza canonistica, fino a essere recepita nel Codice di diritto canonico del 1917 e riconosciuta da canonisti e teologi come dottrina certa a unanimità morale. Il Concilio Vaticano II non ha voluto definire l'origine della potestà di governo né abolire la tradizionale distinzione tra le due potestà, che infatti permane anche nella seconda codificazione, pur con alcune incertezze. Tale distinzione emerge ancora oggi nelle scelte di governo e nei recenti testi legislativi del Romano Pontefice, confermandone la rilevanza e l'attualità.
Il libro, frutto di diversi anni di insegnamento alla Facoltà di Diritto Canonico dell'Università Gregoriana, risponde a un quesito assai importante della vita pastorale: è necessaria la fede per celebrare validamente un matrimonio? L'autore affronta l'argomento in maniera multidisciplinare, mettendo in dialogo la teoria generale sui sacramenti, la dogmatica giuridica del matrimonio, il Magistero, i principali documenti ecclesiali e la giurisprudenza del Tribunale Apostolico della Rota Romana. Si tratta di un approccio diverso rispetto ad altri studi, il cui frutto principale, per il lettore, sarà la comprensione della ratio che soggiace alle molteplici questioni. Il testo si rivolge non solo agli studenti di teologia e di diritto canonico, ma anche ai professionisti del foro e agli studiosi. È strutturato in quattro capitoli, è concepito come unità organica e conduce il lettore passo dopo passo addentro alle singole questioni con l'intento di favorirne una comprensione olistica e critica.
«Ad un primo sguardo, parrebbero non rinvenirsi novità significative o particolari degni di nota circa il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica in seguito alla promulgazione della costituzione apostolica Praedicate Evangelium. Tuttavia, proprio nell'analisi attenta delle competenze attuali di questo Organismo di giustizia emergono profili interessanti che apportano qualche modifica, oppure che aprono la strada ad ulteriori approfondimenti o specificazioni, o - ancora - si evincono questioni che necessitano, de iure condendo, di miglioramenti o di decisioni chiarificatrici o definitive da parte del Supremo Legislatore. Il nucleo basilare e fondante di tutto il ragionamento è che anche nella Chiesa - anzi, soprattutto nella Chiesa deve risplendere agli occhi del mondo quale speculum iustitiae - deve rispettarsi la giustizia» (dalla Presentazione di Juan Ignacio Arrieta). «Il presente saggio, che sicuramente offre stimolanti riflessioni circa la nuova legge della Curia Romana, entra in dialogo con gli scritti sull'argomento di altri autori che, sui cambiamenti operati dalla Praedicate Evangelium, hanno già fornito i loro commenti; in più, suggerisce risposte alle questioni che possono essere sollevate nell'ambito delle competenze contenzioso-amministrative e amministrative del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica» (dalla Prefazione di Javier Canosa).
Il volume, prendendo in considerazione sistematicamente tutta la parte generale della struttura latina, insiste sugli aspetti microlinguistici frequenzialmente più rilevanti e sulla comparazione tra italiano e latino per quelle parti in cui le interferenze possono pregiudicare la produzione scritta. Obiettivo specifico è di legare l'apprendimento della lingua allo studio dei testi canonistici.
Un aspetto del dinamismo in "uscita" che caratterizza la Chiesa nel pontificato di papa Francesco, è stato quello riguardante la riforma della Curia romana presente fin dall'inizio del suo ministero petrino. Il volume desidera affrontare alcune tematiche di particolare rilievo concernenti la riforma operata dalla costituzione apostolica Praedicate evangelium, partendo dai suoi principi ispiratori, fino all'esame di problematiche che nascono dal nuovo assetto che ha assunto questo organismo.