Di Gesù sono note soprattutto le parabole. Fin dalle origini, però, anche i suoi "detti" autentici (i lóghia) hanno colpito i lettori dei vangeli per la loro concisione, immediatezza e potenza. In questo suo importante lavoro postumo, Gerhard Lohfink si dedica all’analisi di settanta "detti" cruciali del Signore, ricercando la voce stessa di Gesù nei testi evangelici. Lontano dalle sterili controversie accademiche, attinge a un vasto "strumentario" esegetico, confrontando i vangeli sinottici, esplorando le loro forme e offrendo paralleli illuminanti dall’Antico Testamento e dal giudaismo antico. Ciò che emerge è un’immagine potente e spesso sorprendente di Gesù, della radicalità del suo messaggio: Lohfink rivela la forza, la bellezza e la serietà delle parole di Gesù. Esaminando temi cruciali come l’avvento del Regno, la missione dei dodici, l’esistenza del discepolo, l’etica della comunità, la crisi di Israele e soprattutto la rivoluzionaria "pretesa di autorità" di Gesù, Lohfink mette in luce la "maestà" che si manifesta in modo discreto ma chiaro in ogni "detto". Questo lavoro, frutto di una indagine seria e rigorosa, sa sfidare e nutrire: offre nuove e inaspettate prospettive. Non a caso è stato acclamato dalla critica internazionale. È un’opera essenziale per teologi, pastori, guide spirituali e per chiunque desideri approfondire la conoscenza di Gesù storico e confrontarsi con l’immortale vividezza delle sue parole.
Perché la madre di Gesù, di cui i vangeli parlano poco e con estrema sobrietà, è diventata la vergine purissima, la mediatrice celeste, il modello di ogni obbedienza femminile? E che cosa resta di lei, se si toglie tutto ciò che venti secoli di devozione e di politica ecclesiastica le hanno sovrapposto? Anne Soupa e Sylvaine Landrivon procedono in tre tempi. Decostruiscono l'immagine ereditata: l'opposizione con Eva, l'ossessione per la verginità, la maternità eretta a destino di tutte le donne. Raccolgono poi le prove nei testi: le quattro donne irregolari della genealogia di Matteo, il Magnificat riletto dai teologi della liberazione. E ricostruiscono infine una figura più nitida (e più scomoda): una donna ebrea del I secolo che decide da sé, che infrange un tabù del suo tempo, che prende la parola. Profetessa prima che madre, discepola prima degli apostoli, sorella prima che regina. Non è un libro contro la devozione mariana: è un libro per la sua verità. L'edizione italiana si apre con una Prefazione inedita delle autrici sulla nota vaticana Mater populi fidelis, con cui nel novembre 2025 il Dicastero per la dottrina della fede ha dichiarato inappropriato il titolo di "corredentrice": la stessa strada - osservano, non senza ironia, le autrici - che queste pagine avevano già percorso.
Che cosa significa veramente "servire" nella chiesa? Come e perché sono nati i ministeri nelle comunità cristiane delle origini? Quale ruolo hanno avuto le donne nella fondazione e nella guida delle prime chiese locali? L'evoluzione dei ministeri nella chiesa può considerarsi conclusa oppure è ancora aperta? Michael Theobald risponde a queste domande con un percorso che risale alle origini dei ministeri nel Nuovo Testamento e getta una luce nuova sui movimenti di riforma della chiesa di oggi. A fronte della sacralizzazione e della clericalizzazione delle strutture ecclesiastiche lungo i secoli, Gesù insegna che «servire, non dominare» è il principio fondamentale per chi vuole occupare posizioni di responsabilità nella comunità del Regno. Strutturato in tre sezioni - Fondamenta, Sviluppo e Tradizione - il volume ricostruisce la genesi storica dei ministeri, ne analizza gli sviluppi e li confronta con la tradizione ecclesiale fino al concilio Vaticano II. Sullo sfondo della domanda di riforma che attraversa oggi la comunità cristiana, Theobald mostra come il Nuovo Testamento custodisca una lezione ancora dirompente per rinnovare l'autocomprensione della chiesa nel XXI secolo.
Veggenti carismatici e mistici, attraverso rivelazioni private cosa ci stanno dicendo? Si tratta di pie fantasie o di avvertimenti da prendere sul serio?
Il libro raccoglie in un’unica, ampia opera migliaia di messaggi tratti da apparizioni e rivelazioni private, organizzati e suddivisi per grandi temi. Profezie riguardanti il futuro dell’umanità e della Chiesa, richiami alla conversione e alla preghiera, guerre e catastrofi, castighi e purificazione, il destino delle nazioni, la crisi della fede, l’azione dell’Anticristo, i tre giorni di buio, il rapimento degli eletti e molti altri argomenti vengono presentati attraverso le parole di diversi veggenti e le testimonianze di differenti esperienze soprannaturali. l particolare lavoro di selezione e confronto permette così di accostare messaggi diversi che affrontano lo stesso tema, offrendo al lettore una panoramica ampia e facilmente consultabile del mondo delle rivelazioni private.
Trentacinque anni dopo la sua prima pubblicazione questo lavoro torna disponibile in una nuova edizione, con una veste grafica completamente rinnovata e il contenuto dell’edizione originale.
A distanza di quarant'anni dalla pubblicazione di La Chiesa in missione, Severino Dianich riprende le tematiche che avevano reso quel testo una pietra miliare per l'ecclesiologia e le rilegge arricchendole con le nuove prospettive e i nuovi problemi che, in questi decenni, hanno obbligato la Chiesa a fare i conti con se stessa, con il mondo e con il Vangelo. In particolare, il Pontificato di papa Francesco ha dato un'accelerazione forte ad alcune domande ormai inevitabili, quando si parli della comunità cristiana come luogo di annuncio e di missione: in questo senso, la categoria dell'altro diventa necessaria per poter interpretare presente e futuro dell'annuncio evangelico, nella storia, in vista della proposta di salvezza che contraddistingue il cristianesimo fin dalle sue origini. L'altro, che non è semplicemente "distanza- da colmare o "diversità- da integrare, bensì la necessaria pro-vocazione che muove ogni progetto di costruzione di una comunione che non sia esclusiva ma capace di rimodellarsi «per aiutare tutti i fedeli a sentirsi corresponsabili, nella molteplicità dei carismi che lo Spirito di Gesù diffonde, nell'unica missione» (dalla Prefazione di Giacomo Canobbio).
Questo saggio intende affrontare il tema del diaconato basandosi sulle fonti bibliche, patristiche e liturgiche, precisando le caratteristiche di tale ministero alla luce del concilio Vaticano II. Ciò che emerge dall'analisi è un diaconato chiamato a servire là dove la Chiesa sperimenta le proprie fragilità e insufficienze, là dove c'è da riparare l'infedeltà o l'inadeguatezza. Il diaconato è il ministero che aiuta la comunità cristiana a crescere nella fedeltà al Vangelo. Un ministero che non può essere descritto per quello "che può fare" ma per quello "di cui si preoccupa". Un servizio "liquido" perché si adegua, più di ogni altro, alle necessità che la Chiesa vive per la sua missione. Il testo presenta in appendice due approfondimenti, uno biblico-teologico e l'altro liturgico, per chi è interessato a un'analisi più attenta delle ragioni che hanno portato l'autore alle sue conclusioni.
C'è una sensazione sottile ma persistente che accompagna l'esperienza umana da sempre: la percezione che qualcosa, nel mondo e dentro di noi, non funzioni come dovrebbe. Per quasi due millenni abbiamo chiamato questa condizione peccato originale. Questo libro invita a riscoprire il significato autentico di un'idea complessa e controversa, liberandola dai pregiudizi moderni e dalle interpretazioni troppo letterali accumulate nei secoli. Dalle inquietudini dei pensatori antichi fino alle sfide della modernità, il percorso attraversa la storia del pensiero per interrogare ciò che ci definisce come esseri umani: l'abisso della nostra incapacità di salvarci da soli e la portata radicale di una Grazia che ci raggiunge proprio dove ci eravamo smarriti. Prefazione di Gianmario Pagano.
Il volume offre una presentazione sintetica, ma completa, della teologia di Hans Urs von Balthasar, così come viene proposta nella sua grande Trilogia (Gloria, Teodrammatica, Teologica, Epilogo). Vengono esaminati nove temi - caratteristici dell'autore - presentandone una sintesi e, allo stesso tempo, mettendo in luce il contributo originale e la novità della sua teologia: rivelazione, Trinità, antropologia teologica, teologia della storia, cristologia, soteriologia, pneumatologia, ecclesiologia ed escatologia. La lettura del volume permette di cogliere l'articolazione complessiva del suo pensiero e di approfondirne i fondamenti teologici e filosofici. Ne emerge una riflessione profonda e suggestiva sul mistero cristiano per l'uomo e la donna di oggi.
Questo volume raccoglie 24 omelie di Cirillo di Gerusalemme. Le prime 19 sono indirizzate ai catecumeni e sono state pronunciate nei giorni immediatamente precedenti il loro battesimo, che era celebrato nella grande veglia di Pasqua. Mentre le ultime 5, quelle mistagogiche, sono rivolte ai neofiti nei giorni immediatamente successivi al battesimo. Rispecchiano il tono dell’immediatezza e della familiarità con cui furono pronunciate. Sembra che furono improvvisate e trascritte subito dagli stenografi. Grazie a una prodigiosa memoria mediante ricorrenti citazioni della rivelazione divina Cirillo spiega il battesimo e il simbolo della fede nelle prime 19 e illustra l’infinito valore e gli effetti divini dei sacramenti appena ricevuti, cioè battesimo, cresima e eucaristia. Sono meditazioni radicate nella Parola di Dio, che testimoniano la piena ortodossia di Cirillo. Sono di capitale importanza per l’aspetto liturgico e storico archeologico, perché furono pronunciate, intorno al 350, in prossimità del Golgota e Cirillo fa continui riferimenti a ciò che allora si poteva ammirare a Gerusalemme. È la prima edizione italiana con testo greco a fronte curato da Antoine Augustin Touttée. Introduzione, traduzione e note di Maria Benedetta Artioli.
Questo volume nasce dal desiderio di offrire al popolo di Dio uno strumento che lo aiuti a interpretare il nostro tempo e lo incoraggi ad annunciare il Vangelo in un contesto socio-culturale profondamente mutato. Siamo di fronte al tramonto del cristianesimo in Occidente o stiamo invece vivendo un’epoca di straordinarie opportunità per la fede? Come rispondere in sede pastorale alle sempre più frequenti esortazioni del magistero della Chiesa verso una nuova evangelizzazione, elaborandole in sede teologica? Gli autori di questo volume corale sono persuasi della convenienza di dare vita a una "teologia dell’evangelizzazione" che si giovi di un più stretto dialogo con la filosofia e con le scienze sociali e, soprattutto, sappia estendere l’oggetto e il soggetto della teologia pastorale oltre a una prospettiva esclusivamente ministeriale. La nuova evangelizzazione si configura sempre più come un gioco di squadra, dove sacerdozio ministeriale e sacerdozio comune dei fedeli sono chiamati a cooperare con coraggio, sviluppando le competenze necessarie. Oggi è urgente discernere la posta in gioco di questa sfida, favorire l’ascolto dello Spirito, individuare i mezzi e i linguaggi da impiegare suggerire nuove strade da percorrere - riconoscendo, come a Emmaus, in quali viandanti può nascondersi il volto di Cristo.
La teologia fondamentale vuole essere un dialogo vissuto con l'uomo di oggi, con le culture e le scienze.