Edith Stein è stata una delle più importanti filosofe tedesche del Novecento. Dopo un lungo cammino di ricerca, abbandonò l’ateismo per abbracciare la fede cattolica ed entrare nel Carmelo, senza mai rinnegare le proprie radici ebree. La sua è una vicenda affascinante e coinvolgente, che testimonia come l’incontro con Cristo possa avvenire anche lungo i sentieri più inattesi. In monastero assunse il nome di Suor Teresa Benedetta della Croce. La sua vita terrena si concluse tragicamente nel campo di sterminio di Auschwitz, durante la Seconda guerra mondiale. La Chiesa l’ha poi proclamata santa e oggi la venera come compatrona d’Europa, riconoscendo in lei una figura capace di unire mondi diversi: fede e ragione, ebraismo e cristianesimo, contemplazione e impegno culturale.
Dopo la presentazione generale dello scritto inviato da Paolo alla comunità di Roma, così rivoluzionario che - a giudizio dell'autore - il cosiddetto sensus fidelium è spesso sguarnito di fronte a ciò che la teologia di Romani vuole mettere in rilievo, il volume si concentra sull'analisi strutturale, filologica ed esegetica del testo della lettera. La parte finale propone, invece, uno studio sul contesto storico culturale dello scritto paolino.
Un’indagine potente e inedita su uno dei mondi più nascosti della Chiesa cattolica: quello delle suore e delle monache. Attraverso trentanove interviste, l’autore ricostruisce dall’interno la vita quotidiana delle consacrate, dando voce a esperienze spesso taciute, complesse e talvolta dolorose. Ne emerge un quadro sorprendente: accanto alla dimensione spirituale e alla dedizione, si delineano dinamiche di potere, relazioni gerarchiche rigide, tensioni comunitarie e difficoltà sistemiche che segnano profondamente l’esperienza religiosa femminile. Il libro affronta temi cruciali come l’obbedienza, la formazione, i rapporti con il clero, la sessualità, fino agli abusi e alle forme di sofferenza meno visibili. Con uno sguardo sociologico rigoroso, l’autore illumina anche le ragioni della crisi delle vocazioni e il cambiamento del ruolo delle donne nella Chiesa contemporanea. Le storie raccolte, spesso intense e drammatiche, rivelano un universo attraversato da contraddizioni profonde, dove fede, istituzione e identità personale si intrecciano in modi inattesi. Un libro coraggioso e necessario, che rompe il silenzio su una realtà poco conosciuta e invita a riflettere sul rapporto tra religione, potere e condizione femminile oggi.
Incontri tra popoli, culture e civiltà del Mediterraneo: questo è "Fantastico Medioevo", narrazione avvincente ma rigorosa di un passato che parla al presente e orienta il futuro. Nel 1130, a Melfi, crocevia del potere politico e religioso, nacque il Regno di Sicilia. A ‘inventarlo' dal nulla fu una figura controversa: l'antipapa Anacleto II. Nel corso dei secoli quell'istituzione, pur cambiando variamente denominazione, avrebbe influenzato le sorti dell'Italia e dell'intera Europa.
Nel cuore della guerra fredda, mentre il mondo vive sotto la minaccia nucleare con diversi conflitti aperti e le religioni sono ancora divise da secoli di diffidenze e scontri, Giovanni Paolo II compie un gesto destinato a cambiare la storia: invita ad Assisi, il 27 ottobre 1986, i leader delle grandi religioni mondiali a pregare per la pace. È la prima volta nella storia. Cristiani, ebrei, musulmani, buddisti, induisti, scintoisti e rappresentanti dei culti animisti siedono gli uni accanto agli altri nella città di san Francesco. Non per confondere le religioni, ma per mostrare che la pace è al cuore di ogni esperienza religiosa. Da quella giornata nasce e si diffonde ciò che Wojtyła definì "lo spirito di Assisi": un nuovo linguaggio spirituale e umano, capace di attraversare la fine del Novecento, di globalizzarsi e di parlare ancora al nostro tempo inquieto. Con la forza narrativa dello storico e la partecipazione del testimone diretto, Andrea Riccardi ricostruisce la genesi di quell'evento straordinario: le resistenze della Curia, le tensioni internazionali, il ruolo delle religioni nella crisi del mondo contemporaneo, i sogni di fraternità oltre i muri ideologici e politici. Questo tuffo nella storia non racconta soltanto una giornata memorabile ma anche le realizzazioni che ne seguirono, fino ad oggi. Prima tra queste la trasformazione delle religioni da elemento di conflitto a risorsa di pace sulla scena globale. Da Assisi ha preso forma una delle intuizioni più profetiche del mondo contemporaneo: l'idea che il destino dell'umanità dipende anche dalla capacità delle religioni di incontrarsi, parlarsi, stimarsi e disarmarsi.
"Le pagine che seguono vi accompagneranno attraverso alcuni dei temi più profondi ed alti della fede cristiana: la via che conduce al Padre, la promessa dello Spirito, il rimanere in Cristo, il comandamento dell'amore, la preghiera sacerdotale di Gesù e la sua invocazione per l'unità dei discepoli. Poi il Vangelo vi porterà sotto la croce e davanti al sepolcro vuoto. Vi conduce alla Pasqua, là dove la morte non ha l'ultima parola. Il Risorto viene poi incontro ai suoi discepoli, entra nelle loro paure, nel loro smarrimento, nei loro dubbi. Anche Tommaso, con la sua fatica a credere, appartiene a questa storia. E Pietro, che ha conosciuto la fragilità del rinnegamento, viene nuovamente raggiunto dal Signore e chiamato ad amare e a pascere il suo gregge. È forse uno dei messaggi più consolanti dell'ultima parte del Vangelo di Giovanni: la missione non nasce dalla perfezione degli uomini, ma dalla misericordia di Cristo [...]. Invito tutti coloro che prenderanno in mano questo sussidio [...] a utilizzarlo con attenzione e fiducia. Sarà un aiuto per entrare personalmente nelle pagine del Vangelo, per ritornarvi nella preghiera, per lasciarsi interrogare e, soprattutto, per permettere alla Parola di raggiungere la vita concreta". (dalla Prefazione di Francesco Moraglia)
Un supporto. Un aiuto che forse mancava, per argomentazione, per didattica, per prospettiva, per la natura dei confronti proposti, per le analisi concettuali a tutto campo. L'intenzione di questo libro è offrire un punto di riferimento che sia a un tempo duttile ed esaustivo, lineare e rigoroso. È destinato a studenti di scienze religiose e laici impegnati nel sociale; insegnanti di religione e di lettere; a parroci e catechisti; a intellettuali e semplici cristiani che desiderano approfondire la propria fede; a filosofi e teologi, come a ragazzi che si interrogano sulla ragionevolezza del Cristianesimo. Quattro grandi sezioni; una successione continua di settanta paragrafi, anche esaustivi in sé; una ripetizione dialettica dei passaggi concettuali più difficili, da diversi punti di vista; un linguaggio a volte provocatorio e non sempre politicamente corretto, affinché ogni tesi sia stimolante e costringa a pensare, a riflettere, a rielaborare criticamente ogni posizione. L'esistenza di una filosofia cristiana è un dato di fatto: i dogmi hanno assunto concetti filosofici; l'evangelizzazione - radicata nelle Scritture e nella Rivelazione e attuata dall'opera sacramentale della Chiesa - ha assunto un linguaggio e una logica, nell'attendibilità dei fatti storici, nel confronto con dottrine alternative, nel tentativo di raggiungere il cuore e la mente di ogni uomo e di ogni donna. Non è affatto in contraddizione con ciò che Paolo chiama «scandalo per i giudei e stoltezza per i pagani» (1Cor 1,23). Il pensiero cristiano contempla invece la contraddizione: Cristo mostra la contraddizione di ogni cuore, contraddizione che porterà alla resurrezione oppure (aut) alla caduta (cfr. Lc 2,34-35). Il Cristianesimo rivela l'irriducibile contraddizione e inconciliabilità tra lo Spirito Santo e lo spirito del mondo, tra grano e zizzania. Il peccato originale di Adamo pone l'uomo nella condizione universale e irreversibile di peccato, colpa, condanna, pena e morte. L'unico modo - assurdo - di risolvere l'irrisolvibile è proprio e solo l'Incarnazione di Dio: solo una Persona che sia vero Uomo e vero Dio, che abbia quindi senza confusione le due nature, è in grado di pagare ciò che la Giustizia di Dio esige. La filosofia cristiana si radica in questo e si pone nel pensiero occidentale che le è proprio, tra coloro che l'hanno preceduta, coloro che l'hanno elaborata e coloro che l'hanno combattuta. Si tratta ora di capire, come, dove e perché.
Virginia de Leyva è la donna a cui si è ispirato Alessandro Manzoni per la monaca di Monza deI promessi sposi. Manzoni la liquidò in tre parole - «la sventurata rispose» - e lasciò due immagini così efficaci da essersi impresse in chiunque sia andato a scuola: la bambina che gioca con le bambole vestite da suora, perché è già dalla nascita avviata alla clausura, e la ciocca di capelli che spunta sotto la benda sul capo, segno minimo e ostinato di trasgressione. Sono entrambe inventate. Quel che Manzoni non raccontò è stato riempito da romanzi, film, melodrammi, ciascuno con la propria versione: la monaca lasciva, la ribelle, la vittima del patriarcato. Questo libro torna alla documentazione storica. A partire dagli atti del processo e dai pochi scritti autografi sopravvissuti, ricostruisce l'intera vicenda: la monacazione forzata a tredici anni, la relazione quasi decennale con Gian Paolo Osio, le gravidanze clandestine, gli omicidi, la condanna a essere murata viva in una cella di tre metri per due. Ma soprattutto racconta ciò che il mito ha risolto troppo in fretta: Virginia de Leyva sopravvive. E quello che fa della propria vita dopo il carcere è forse la parte più inquietante dell'intera sua storia. Ne emerge una figura irriducibile a qualsiasi semplificazione, che non subisce mai del tutto, che manipola anche quando cede. Quella che ci racconta Lisa Roscioni è la storia vera dietro il più celebre silenzio della letteratura italiana, più estrema di qualsiasi sua reinvenzione.
Il volume propone il dettaglio delle specifiche descrittive della scheda CEI-OA utilizzata nel Progetto diocesano d'inventariazione dei beni storici artistici dalle Diocesi italiane, ricostruendone il contesto e restituendone le tappe principali a trent'anni dall'avvio (1996-2026). Muovendo da un'analisi tecnica, lo sguardo dell'autrice, partecipe in prima persona degli avvenimenti, porta a comprendere la visione profetica della Chiesa in Italia vocata a scommettere sulle risorse culturali come occasione d'incontro con Dio e strumento di dialogo tra popoli e religioni. L'impostazione progettuale dell'iniziativa contribuisce a consolidare l'identità diocesana, a rafforzare la struttura di governo dei beni culturali ecclesiastici e insegna concretamente la programmazione degli interventi. L'inventario ottenuto, oltre a tutelare e certificare la proprietà dei beni, è utilizzato per la gestione delle risorse, per promuovere iniziative di conoscenza e valorizzazione per la missione della Chiesa: il culto, la catechesi e la carità. Il portale BeWeB, pubblicato dal 2000, rende largamente fruibile il risultato dei censimenti ed evidenzia la natura sacra di questo patrimonio attraverso narrazioni, approfondimenti e visite virtuali.
L’apertura eccezionale degli archivi del pontificato di Pio XII (1939-1958) nel 2020 non ha posto fine alle polemiche sul silenzio del papa di fronte alle atrocità naziste. Questo volume restituisce le motivazioni, le riflessioni e i dilemmi delle persone coinvolte in questa storia, le loro parole ma anche i loro silenzi, superando un approccio più "tradizionale" incentrato tutto sul papa e sulla diplomazia; e mette in luce le implicazioni politiche, umanitarie, religiose e culturali delle scelte della Santa Sede ricollocandole nel lungo periodo delle relazioni tra la Chiesa e gli ebrei, al fine di valutare il peso di una cultura plurisecolare di ostilità nelle risposte del Vaticano alle persecuzioni antisemite, prima e durante la guerra, ma anche dopo la Shoah. Dando voce ai protagonisti e alle vittime delle persecuzioni, in particolare alle famiglie miste ebraico-cristiane, Nina Valbousquet si interroga più in generale sul senso della religione di fronte al genocidio e sulla capacità delle nostre società civili di rispondere alle violenze di massa.
Tra i riferimenti più importanti per comprendere le origini del cristianesimo gli autori dei primi scritti cristiani di poco successivi al Nuovo Testamento sono fondamentali: parliamo del piccolo trattato della Didachè, della lettera e del racconto del Martirio di san Policarpo, delle lettere di san Clemente Romano, di sant'Ignazio di Antiochia e di Barnaba, oltre a quella, di autore ignoto, a Diogneto. Questi testi vengono qui riproposti in una edizione, corredata da schede che aiutano la comprensione e la possibilità di utilizzo per i singoli e nelle comunità cristiane di oggi. Il volume è il primo di una serie con la quale la casa editrice intende riproporre ai suoi lettori e lettrici gli scritti fondamentali della Chiesa dei primi secoli, non come opere appartenenti a un lontano passato, da tramandare passivamente, ma come testi vivi, preziosi tanto per la loro originalità quanto per la capacità di parlare ancora oggi agli uomini e alle donne di fede.