Descrizione dell'opera
Il volume si apre su alcune questioni metodologiche, affrontando, in tre capitoli, lo specifico della spiritualità biblica rispetto alla teologia biblica, il rapporto tra esegesi e spiritualità biblica, i metodi usati nell’esegesi.
La teologia biblica fa attenzione soprattutto agli enunciati della rivelazione-fede biblica, nella loro dimensione veritativa; la teologia spirituale biblica, invece, indaga la risonanza della confessione di fede nel vissuto, la capacità del linguaggio di evocare l’esperienza e di preparare, suscitare e dirigere nuove esperienze.
Il corpo del volume è poi dedicato ai filoni costitutivi della spiritualità dell’Antico Testamento, ovvero il dinamismo della Parola, il vissuto della vocazione profetica, il camminare biblico, il vissuto dei poveri, la preghiera dei Salmi, il dramma della fede nel dolore.
Il Corso di teologia spirituale inaugurato dallo studio è a cura dell’Istituto Francescano di Spiritualità della Pontifica Università Antonianum. Esso si scandirà in dodici volumi: 1. Metodologia del lavoro teologico spirituale; 2. Spiritualità dell’Antico Testamento; 3. Spiritualità del Nuovo Testamento; 4. Storia della spiritualità; 5. Teologia della vocazione e stati di vita; 6. Teologia spirituale sistematica; 7. Storia del francescanesimo; 8. Scritti di Francesco e Chiara; 9. Agiografia francescana; 10. Spiritualità francescana sistematica; 11. Psicopedagogia della vita spirituale; 12. Antropologia francescana.
Sommario
Presentazione. 1. Per una spiritualità anticotestamentaria. 2. Teologia spirituale biblica e teologia biblica. 3. Esegesi e spiritualità biblica. 4. Dinamismo della parola nella Bibbia. 5. Il vissuto della vocazione profetica. 6. Spiritualità del camminare biblico. 7. Il vissuto spirituale dei poveri. 8. Il vissuto della preghiera salmica. 9. Il dramma esperienziale di una fede pura in Giobbe. Bibliografia.
Note sull'autore
Frederic Raurell, catalano, laureato in teologia, in Sacra Scrittura e in scienze semitiche, è professore di esegesi e di ermeneutica presso la Facoltà di teologia di Barcellona e la Pontificia Università Antonianum di Roma. Ha pubblicato diverse opere e numerosi articoli e contributi scientifici.
Il saggio è dedicato a quattro “arazzi” biblici di straordinaria intensità e bellezza: Giona, il Cantico dei Cantici, il libro di Giobbe e Genesi 22, con Abramo che alza il coltello sul figlio Isacco, per immolarlo.
I testi scelti sono “esperienze-racconto” profonde, capaci di interpellarci e coinvolgerci ad ogni livello. I personaggi fanno esperienza della vita, in tutto il suo “fascinoso e tremendo”. Può essere l’esplodere dell’amore, il morso del dolore o una richiesta divina che sfiora l’assurdo. Ed eccoli allora, gli uomini biblici, precipitare nel fondo, scendere negli abissi oscuri dell’esistenza, dove angoscia, non-senso, oscurità sembrano prevalere. Eppure nella Bibbia qualcosa sempre i personaggi vedono: può essere la mirabile visione di Giobbe, il perdersi e ritrovarsi incessante degli amanti del Cantico o solo uno spiraglio, come Giona finalmente fuori dal ventre del grande pesce.
L’esperienza biblica è esperienza umana: nessuno se ne può dire estraneo, perché di amore, di dolore, di ricerca incessante di se stessi, di Dio, della realtà intera si parla.
I racconti biblici sono viaggi iniziatici e di divinizzazione: narrano iniziazioni e chiamano il lettore a viverne, perché scenda dentro se stesso, visiti la sua interiorità, si apra alla realtà tutta e la scopra trinitaria, umana, divina e cosmica insieme, «cosmoteandrica» (Panikkar)
Il saggio propone una lettura "intera", olistica, che tenga insieme il livello letterario con quello psicologico e mistico, il simbolo con la poesia e la vita.
Prefazione di Raimon Panikkar
GLI AUTORI
GIANNI VACCHELLI è professore di letteratura italiana in un liceo classico milanese e insegna al Dipartimento di Italianistica (Scienze della Formazione) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Tiene corsi e conferenze, scrive libri per la scuola, racconti e saggi. La Bibbia e Dante, letti in una prospettiva simbolica che tenga insieme il livello interiore con quello letterario e mistico, sono i suoi principali oggetti di studio. La sua lettura, attenta al dialogo interculturale, è al crocevia delle tradizioni spirituali d’Oriente e d’Occidente.
La Parola di Dio non è uno strumento tra tanti per il cammino personale e spirituale, ma costituisce “il” riferimento autorevole che riconosce concretamente al Padre, e a nessun altro, il ruolo di formatore nel processo educativo d’ogni figlio suo, chiamato a nutrirsi d’ogni parola che esce dalla sua bocca.
Questo libro propone, in particolare a sacerdoti, religiosi e religiose, un metodo per vivere alla luce della Parola, lasciando che sia essa a dare ritmo all’ esistenza.
Amedeo Cencini, sacerdote canossiano, ha conseguito la licenza in scienze dell’educazione all’Università Salesiana e il dottorato in psicologia all’Università Gregoriana; si è poi specializzato in psicoterapia all’Istituto Superiore di Psicoterapia analitica. Docente e formatore, ha scritto numerose opere, tra le quali ricordiamo una trilogia sul celibato sacerdotale e religioso (Per amore, Con amore, Nell’amore, Dehoniane 1994-20013), una trilogia sulla vita comune (Com’è bello stare insieme, Come rugiada dell’Ermon, Come olio profumato, Paoline Editoriale Libri 1996-19993) e una trilogia sulla formazione permanente (Il respiro della vita. La grazia della formazione permanente; L’albero della vita. Verso un modello di formazione iniziale e permanente; La verità della vita. Formazione continua della mente credente, San Paolo 2002-2006).
L'autore
VÌCTOR MORLA ASENSIO, si è licenziato in filosofia, teologia e filologia trilingue e ha conseguito il titolo di dottore in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma. Insegna attualmente Filosofia Medievale e Lingue Classiche presso l'Università di Deusto (Bilbao). Fra le sue pubblicazioni, oltre a numerosi contributi su riviste specializzate: El fuego en el Antiguo Testamento. Estudio de semàntica linguistica (Valencia, 1988), Proverbios. Texto y comentario (Estella 1992), Eclesiàstico. Texto y comentario (Estella, 1992), Cien libros al seruicio del estudio de la Biblia (Bilbao, 1993), Libros sapienciales y otros escritos (Estella, 1994), La Biblia por fuera y por dentro (Estella, 2003) e, tradotto in italiano, Poemi d'amore e desiderio. Cantico dei Cantici (Borla, Roma 2006). Ha collaborato come direttore assistente all'opera, diretta da Luis Alonso-Schökel, Diccionario biblico ebreo-espanol (Madrid, 1994). Ha infine diretto la revisione dell'Antico Testamento della Nueva Biblia de Jerusalen (Bilbao, 1998).
Il libro
Lamentazioni, uno dei libri più piccoli della Bibbia ebraica, riecheggia paradossalmente la più grave catastrofe storica conosciuta dal popolo ebraico: la distruzione di Gerusalemme e la definitiva scomparsa delle sue istituzioni politiche e religiose ad opera delle truppe neobabilonesi nei primi anni del VI secolo a.C. Il libro delle Lamentazioni si caratterizza per la sua aura di abbandono, solitudine, morte e desolazione, situazioni, queste, accompagnate da continui rimproveri al Dio nazionale Yahvè, ripetutamente accusato di aver abbandonato il suo popolo eletto e di connivenza con il nemico. La tragedia (anche psicologica ed etica) rivestì dimensioni tali da influire in maniera decisiva sul risorgere, nel corso dei secoli successivi, di una rinnovata concezione teologica della storia e di una nuova visione del ruolo delle istituzioni. Si aggira per le pagine del libro l'ombra di un uccello di mal augurio teologico, che trafigge il poeta, o i poeti, con la tragica domanda:«dov'è il tuo Dio?». Sebbene sotto certi aspetti somiglino a numerosi modelli del Salterio, i poemi che compongono questo libro sono in parte caratterizzati dalla mancanza di una sincera confessione della colpa nazionale e dall'incomprensibile assenza di parole di perdono.
L'autore
ERNESTO BORGHI, nato a Milano nel 1964, sposato e padre di famiglia, ha studiato all'Università degli Studi di Milano e all'Università di Fribourg, conseguendo la laurea in lettere classiche, la licenza in scienze religiose e il dottorato in teologia. Insegna attualmente esegesi biblica presso il Corso Superiore di Scienze Religiose a Trento e presso l'Istituto di Scienze Religiose di Bolzano. Presiede l'Associazione Biblica della Svizzera Italiana e coordina la formazione biblica nella diocesi di Lugano. Ha pubblicato diversi libri e numerosi articoli nei campi dell'esegesi e teologia bibliche e della divulgazione umanistica in campo letterario e filosofico. Tra i suoi ultimi saggi: Donna e uomo, femmina e maschio, moglie e marito. Per interpretare la vita secondo la Bibbia (Padova 2007), La giustizia per tutti. Lettura esegetico-ermeneutica del Discorso della montagna (Torino 2007). Per le Edizioni Borla ha curato, con Renzo Petraglio, il volume La fede attraverso l'amore. Introduzione alla lettura del Nuovo Testamento (Roma 2006).
Il libro
Leggere la Bibbia è certamente una delle esperienze culturali più formidabili e suggestive che si possa vivere oggi. Ciò è vero in particolare se si è nati e cresciuti nell'Occidente euro-mediterraneo, la porzione della Terra più influenzata, a livello culturale complessivo, dai valori etici ed estetici che i testi biblici esprimono, da qualche millennio a questa parte. Per accostarsi a questa splendida e complessa raccolta di scritti antichi, occorrono certamente alcuni strumenti tecnici, ma è necessario soprattutto non avere paure religiose o culturali di sorta, non essere laicisti, e neppure clericali. Questo libro vuole essere un modesto contributo mirante a far comprendere come e perché è straordinariamente importante aprirsi alle Scritture ebraiche e cristiane con coraggio, serietà e passione, in vista di un umanesimo intelligente e vitalizzante, al di fuori di pregiudizi antireligiosi e arroccamenti apologetici. Leggere la Bibbia nella storia e nella cultura occidentali, dall'antichità ai nostri giorni, appare una strada impegnativa ed entusiasmante per cercare realmente di vivere nel nostro tempo da esseri umani consapevoli ed appassionati. Esperte ed esperti professionali di Bibbia e di teologia, come anche persone di varia ispirazione culturale, potranno trovare in queste pagine intense e stimolanti parecchi elementi per approfondire positivamente, a vari livelli, le ragioni che spingono verso un confronto effettivo con i testi biblici. Un confronto che, oggi più che mai, rappresenta una grande opportunità per la crescita interiore e sociale di tutti.
Questo volume è la seconda edizione riveduta e aggiornata di un celebre saggio che ha segnato una svolta nella ricerca neotestamentaria, in particolare per lo studio dei quattro vangeli canonici. La novità e l'originalità del saggio di Richard Burridge sta nella comparazione dell'opera degli evangelisti cristiani con quella dei biografi classici di lingua greca e latina, da Isocrate e Senofonte a Tacito, Plutarco e Svetonio tra altri. Il ricco e documentato esame del genere letterario di queste biografie antiche consente all'autore di mostrare quanto fuorviante sia l'opinione diffusa dei vangeli come opere di un genere letterario che non avrebbe riscontro nell'antichità classica.
La continuità e la discontinuità del cristianesimo con il giudaismo, con la sua fede e le sue istituzioni, agitano ogni pagina del Nuovo Testamento. E la discussione sulle radici ebraiche del cristianesimo è tornata in primo piano in seguito al ritorno alla Bibbia, alla persecuzione nazista degli Ebrei e alla conseguente vicenda palestinese. Il Vangelo di Marco contribuisce a far luce sui paradigmi del passaggio dal giudaismo al cristianesimo. L’Evangelista, nel mettere a fuoco la cifra simbolica del tempio di Gerusalemme, delineò la sua visione del rapporto tra cristianesimo e giudaismo in termini di superamento, non nella continuità ma nella rottura. Non solo e non tanto per l’inadempienza cultuale, ma per l’inadeguatezza della sua stessa natura come del suo senso, il tempio per Marco è impari alla novità evangelica, pertanto: sarà distrutto e sostituito con un altro ‘non edificato con mani d’uomo’.
In questa edizione aggiornata del libro pubblicato nel 1987, andato esaurito e dalla critica tenuto come un ‘classico’, l’Autore introduce all’esperienza della contemporaneità con le parole e i pensieri dell’Evangelista che, più degli altri, presenta la figura rivoluzionaria del Messia e propone, come fondamento della conversione alla nuova fede, il compimento dell’economia giudaica con la pienezza nella rivelazione salvifica di Gesù Cristo.
La Bibbia, ' codice culturale dell'Occidente', può ancora svegliare emozioni, suscitare pensieri vitali, aprire squarci inediti? E tutto questo anche su registri non necessariamente seriosi, ma arguti ed umoristici? Molto dipende dall'atteggiamento interiore di chi vi si accosta. Tuttavia l'inedito e l'ironico non sono solo negli occhi di chi legge, frutto di letture proiettive. Il testo stesso delle Scritture invita a battere questi sentieri, opponendo alla tentazione della presunzione di sapere già ed al logoramento dell'abitudine una strategia narrativa capace di sorprendere e spiazzare il lettore. Il libro mostra che cosa può ancora accadere, di nuovo e di intrigante, quando il Primo ed il nuovo Testamento vengono letti con gli occhi di una donna: una donna cristiana che svolge il ministero pastorale nella chiesa battista.
Come convivono il Dio spietato e vendicativo dell'Antico Testamento e il Dio compassionevole del Nuovo?
Una rilettura dei passi controversi alla luce delle più recenti scoperte veterotestamentarie
Verso il superamento di un facile dogmatismo
Al rifiuto dell'Antico Testamento da parte di molti teologi e filosofi per le immagini del Dio "spietato e vendicativo" che vi compaiono, Römer oppone una rilettura dei passi controversi alla luce delle più recenti scoperte veterotestamentarie, presentandoci un Dio inconsueto alle prese con la vita concreta degli esseri umani.
Dalla quarta di copertina
Il Dio dell'Antico Testamento chiede ad Abramo il sacrificio del figlio, uccide i primogeniti egiziani la notte precedente l'Esodo, elimina senza pietà gli israeliti dediti al culto del vitello d’oro…
Proprio a causa di tali tratti "barbari", che non si accorderebbero con le immagini del Dio buono e compassionevole dei Vangeli, nei secoli molti teologi e filosofi hanno rifiutato l'Antico Testamento.
Per Römer – che propone una rilettura dei passi controversi alla luce delle recenti scoperte veterotestamentarie – tali tratti mettono tuttavia in guardia contro i vani chiacchiericci di certa dogmaticità e introducono immagini inconsuete di un Dio alle prese con la vita concreta degli esseri umani.
II volume raccoglie le meditazioni tenute da mons. Grampo in Terrasanta, un'antologia di testi spirituali da leggere nei luoghi santi, una testimonianza del cardinale Carlo Maria Martini sulla sua presenza a Gerusalemme. L'introduzione è di mons. Toual, che a maggio 2008 diventerà patriarca di Gerusalemme.
Ogni lemma è presentato da un punto di vista rigorosamente biblico, con ampio spazio dedicato in primo luogo a questioni semantiche, filologiche ed esegetiche e, in secondo luogo, a problematiche di ordine interpretativo; grande attenzione è dedicata alla comparazione con i dati provenienti dall'archeologia, dalla storia e da tutti i campi di ricerca che hanno a che fare con lo studio della Bibbia.