Che cosa significa restare umani nell'epoca dell'intelligenza artificiale? Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale, affronta questa domanda decisiva intrecciando Dottrina sociale della Chiesa, discernimento etico e analisi delle trasformazioni digitali. Senza demonizzare la tecnica, il testo ne mette in luce promesse e ambiguità, richiamando al primato della persona, della relazione e del bene comune. Un contributo autorevole per comprendere e governare l'innovazione senza smarrire ciò che rende l'uomo davvero umano.
La prima enciclica di papa Leone XIV fin dal titolo - Magnifica humanitas - fa emergere la centralità della persona e dell'umanità, nel senso più pieno. E diviene fin dalle prime pagine un appello alla responsabilità personale, ecclesiale e sociale. Nel tempo che vede le nuove tecnologie intelligenti e generative diventare sempre più pervasive e influenzare i processi decisionali, l'immaginario collettivo, i sistemi di governo e le coscienze, c'è una scelta decisiva da compiere: «innalziamo una nuova torre di Babele o edifichiamo la città dove Dio e l'umanità abitano insieme»? Magnifica humanitas vede la luce nel 135° anniversario della promulgazione della enciclica Rerum Novarum di Leone XIII, ma oggi non è più sufficiente ripetere i suoi insegnamenti, dice il Papa; è necessario interpretare e comprendere i progressi e le sfide del nostro tempo, e agire. Il Magistero del Papa ancora una volta sembra ribadire la centralità dell'umanità nella sua autenticità e singolarità e il dovere evangelico e morale della custodia.
La solitudine di Israele è il quinto numero di Limes del 2026, in edicola e in libreria dal 6 giugno. Il volume esamina la difficilissima condizione in cui versa oggi lo Stato ebraico. Un paese nato per unire gli ebrei e che oggi sondaggi alla mano li divide, ponendo in forse il futuro del progetto sionista. Un paese che si volle "Luce delle nazioni" (Ben-Gurion) e che oggi vive si vede sempre più isolato dal forte dissenso suscitato persino nei suoi più stretti alleati (Stati Uniti e Germania in testa) dalla guerra totale e su più fronti, scatenata dopo il massacro del 7 ottobre 2023. Uno Stato che si propone di salvare gli ebrei dalle persecuzioni, ma che ora rischia paradossalmente di metterli ancor più in pericolo con la ricerca di una "sicurezza totale" mediante la guerra permanente. E che così facendo trascina nella mischia un'America in confusione, ma anche indirettamente i paesi - Russia e Cina - che a vario titolo aiutano l'Iran a non soccombere. Oltre agli Stati arabi, orfani di una garanzia statunitense rivelatasi molto meno solida del previsto. Le tre parti del volume approfondiscono le principali dimensioni della questione, con abbondanza di voci israeliane filo- e anti-Netanyahu. La prima, Israele vuole diventare grande, dà conto del disegno strategico del "Grande Israele" perseguito anche e soprattutto in accordo con la destra ultraortodossa, che oggi sostiene l'esecutivo. Se ne illustrano motivazioni ideologiche e logica strategica, ma anche le aspre critiche che suscita dentro lo stesso Israele sotto il profilo morale e materiale. Particolare attenzione è dedicata ai fronti "attigui": Gaza, Libano, Cisgiordania e Siria. La seconda parte, I dolori di Sion, analizza con otto articoli le conseguenze materiali, psicologiche e sociali dello stato di mobilitazione permanente che da ormai tre anni logora un paese territorialmente e demograficamente esiguo, inadatto a guerre di lunga durata che infatti ha sempre, attentamente rifuggito. L'esagono contro la Turchia - questo il titolo della terza parte - approfondisce infine il disegno di alleanze regionali del governo Netanyahu in funzione anche e soprattutto antiturca, stanti le rinnovate, crescenti frizioni tra Ankara e Israele. Buona lettura.
La lettera enciclica Magnifica Humanitas è un monito all'umanità sul «pericolo di smarrire il proprio volto». La magnifica umanità la si ritrova in Gesù Cristo, nel quale il mistero dell'uomo «trova vera luce». L'enciclica si riconnette idealmente alla Rerum novarum di Leone XIII di cui si celebra quest'anno il 135° anniversario, e ripercorre quelli che sono, oggi, i problemi più urgenti della convivenza umana a livello globale. Dopo alcune riflessioni sul magistero sociale della Chiesa e sui beni non negoziabili che la Chiesa è chiamata a difendere, l'Enciclica affronta le sfide poste dall'uso dell'intelligenza artificiale, osservata nell'ambito più ampio del «paradigma tecnocratico», che vede i nostri limiti come un difetto da eliminare, mentre essi fanno parte integrante della nostra natura. La proposta cristiana è il compimento dell'umano, «non deriva da una divinizzazione tecnologica, ma da quella operata dalla grazia di Dio ricevuta in Cristo». Il lavoro della Chiesa e dei cristiani sarà dunque «custodire l'umano nella trasformazione». L'Enciclica conclude il discorso ponendo in primo piano l'importanza di una civiltà dell'amore che ha risonanze sia sociali sia personali, una civiltà nella quale «tutti possiamo fare la nostra parte». Guida alla lettura di Antonio Spadaro, S.I. (sottosegretario del Dicastero per la cultura e l'educazione).
Oltre i confini delle terre note, a est, c’erano le terre ignote - buio, orchi, ferro, fuoco, dolore - divise da secoli di guerre, odio e desiderio di vendetta. Il Capitano dei Mercenari, il re bastardo degli uomini dal nome potente e magico, Rankstrail, che aveva battuto gli Orchi e da tempo si riteneva disperso, ne era diventato l’imperatore, seguito, forse guidato, nella mirabile impresa dal soldato semplice Skardrail, ultimo mago del fuoco, stirpe di sacerdoti orchi sterminata da un potere crudele. La pace tra i due popoli era diventata possibile, la fratellanza poteva regnare, ma stava arrivando una nuova minaccia ancora più terribile degli orchi, gli Yurdioni, e una funesta maledizione. Questo volume è la riedizione della seconda parte dell’Ultima profezia del mondo degli uomini, arricchita da un’intera nuova storia e da nuovi, straordinari, personaggi.
Il volume raccoglie e approfondisce i contenuti della Giornata di studio e di formazione professionale per giornalisti promossa dall'Associazione ISCOM e dalla Pontificia Università della Santa Croce, dove si è svolta il 15 aprile 2026. I cambiamenti dell'informazione nell'ecosistema digitale contemporaneo e l'impatto dell'intelligenza artificiale sulla professione nel confronto tra grandi firme del giornalismo, insigni accademici, qualificati professionisti e autorevoli voci della Chiesa cattolica. Nel comune convincimento che le trasformazioni in atto non richiedono soltanto un adattamento tecnologico, ma un più profondo ripensamento culturale e formativo. Per un nuovo umanesimo dell'informazione come bene pubblico fondato su affidabilità, verità e servizio alla comunità. Contributi di: Manuel Sánchez, Lucio Adrian Ruiz, Massimo Martinelli, Flavia Perina, Pina Debbi, Giovanni Zagni, Alberto Puliafito, Marzia Antenore, Diego Contreras, Roberto Navigli, Luisa Di Giacomo e Vincenzo Quaratino. E un'intervista ad Andrea Ciucci.
A seguito della rapidissima evoluzione qualitativa dei sistemi di IA generativa, i testi sintetici prodotti con l’ausilio dei modelli linguistici di grandi dimensioni sono recepiti sempre più spesso come autentici, cioè scritti da esseri umani. Le analisi linguistiche condotte finora mostrano però che i testi sintetici presentano caratteristiche distintive rispetto a quelli naturali. Nel bagaglio di conoscenze che dovrebbe possedere oggi chiunque utilizzi strumenti come ChatGPT per scrivere in italiano - e, più in generale, chiunque legga e produca testi in italiano - è auspicabile che trovi posto anche una panoramica delle principali caratteristiche dei testi sintetici prodotti con l’IA generativa. L’obiettivo centrale del presente volume è proprio questo: offrire una rassegna chiara e documentata delle caratteristiche linguistiche, testuali, pragmatiche e stilistiche di una nuova forma di italiano scritto, che chiamiamo italiano sintetico.
Roger Scruton esamina i pensatori e le idee che hanno avuto maggiore influenza sulla sinistra contemporanea. Quali sono oggi le principali posizioni della sinistra e come si sono evolute nel corso del tempo? Il filosofo inglese inizia il suo libro con un’analisi spietata della nuova sinistra e lo conclude con una critica ai filoni chiave del suo pensiero soffermandosi su figure come Gyorgy Lukacs, Jean-Paul Sartre, Jacques Derrida, Slavoj Zizek. Ne emerge una disamina puntuale e senza sconti con una certezza: conoscere la sinistra è il modo migliore per evitarla.
26 luglio 2016, Rouen. Padre Jacques Hamel viene assassinato da due giovani jihadisti mentre sta celebrando la messa. Il mondo intero è sconvolto. Un altro drammatico capitolo della serie di attentati più terribile che la Francia abbia mai conosciuto: Charlie Hebdo, Bataclan, Nizza… Eppure, l’odio non ha l’ultima parola. Nel dolore, avviene un incontro. Roseline e Nassera: l’una piange la perdita di suo fratello, padre Hamel, l’altra è la madre di uno dei terroristi che lo hanno ucciso, Adel Kermiche. Due donne di fedi e culture diverse. Due donne che non sono sorelle di sangue, ma che, nel perdono e nella speranza, si scoprono «sorelle di dolore».
«C'è un tempo di fango, di palta, un tempo che scorre tra le mani e che non puoi trattenere: ti lascia le mani sporche. Il tempo delle banalità volgari, dedicato ai discorsi cattivi, ai capricci umilianti, il tempo che non serve a niente e a nessuno. Io voglio fare l'elogio del tempo carezza, che ti accarezza come un sollievo gentile. È il tempo che ti dedica un amico, una presenza desiderata. Che versa olio sulle ferite e allevia il dolore. Quello che quando ti incontra sorride, come per dirti: sono contento di incontrarti, di starti vicino. Il tempo carezza, quando è passato, ti accompagna come una rivelazione, una buona ragione per aver stima dell'umanità, fiducia in Dio.» Il male esiste, esistono la sofferenza, le guerre, il dolore. Ma esiste anche la consolazione, un luogo dell'anima in cui l'amore è possibile, e così la speranza, la pace. Il male è uno specchio: non esiste soltanto là fuori, nel mondo in cui non vogliamo riconoscerci, ma anche dentro di noi. Nei nostri cuori c'è una radice di cattiveria, di indifferenza: possiamo coltivarla oppure estirparla. Decidere sta a noi. Possiamo essere i cattivi, gli infelici, oppure essere gli uomini «dell'invece»: gli uomini che invece di fare la guerra lottano per la pace, che invece di vedere il bicchiere mezzo vuoto scelgono di vederlo mezzo pieno, che inseguono la luce anziché le tenebre. Mario Delpini, arcivescovo di Milano, dedica a loro questo libro: ai figli della luce, ai figli di Dio, ma anche a tutti coloro che non sanno ancora di esserlo. Pagine e parole che suonano come una confessione, il precipitato di una vita dedicata all'amore. Una missione di fede, di pace e di gioia.