Il Dizionario critico di teologia offÌe una panoramica a carattere quasi enciclopedico eppure sempre di alto profilo, non dimenticando d'accostare ì principali protagonisti della storia della teologia e le principali questioni dibattute nel suo seno. Mostrandosi così fruibile, oltre il resto, a una cerchia assai più vasta dei semplici addetti ai lavori e dei cuI tori delle scienze ecclesiastiche, per aprirsi ai diversi ambiti disciplinari e alle molteplici esigenze culturali del mondo universitario e in genere colto. L'iniziativa lodevolmente promossa dall'Editrice BorIa, di concerto con Città Nuova, viene con ciò incontro a una crescente richiesta, anche se spesso non esplicitamente espressa, del nostro mondo culturale: conoscere appunto in modo critico e insieme - senza nulla togliere a ciò che è peculiare della teologia cristiana e del suo rigore metodico mondato da incrostazioni ormai desuete, e perciòscostanti, la costruzione complessiva e multiforme dell'intelligenza della fede nel suo percorso diacronico, nella sua inferiore sistematicità e nella sua dialogale plausibilità. Tale finalità, in realtà, è rigorosamente perseguita da quest'opera magistrale col tener conto, costitutivamente, di tre dinamiche specifiche della teologia cristiana così come s'è profilata in questi 2000 anni di storia. . . Alle soglie di un nuovo millennio di storia della fede cristiana, ripercorrere, grazie a una corretta chiave di lettura, il lascito dei due straordinari millenni che precedono, aiuta perciò a intuire le vie concretamente percorribili nel futuro. Vie inedite, certamente, che chiamano ad aprire l'incontro, così propizio e senz'altro imperdibile, tra illogos greco e la rivelazione cristiana, assumendo la lezione della modernità e le sfide del nostro tempo, ad altri universi di vita, di cultura e di pensiero. Per tutti questi motivi, sono certo che l'offerta di quest'opera alla cultura del nostro Paese sarà stimolante e produttiva. Alcune integrazioni contenutistiche e non soltanto bibliografiche alle voci più impegnative, così come l'aggiunta di nuove voci, hanno obbedito al criterio non solo di contestualizzare l'opera, per quanto possibile, nella tradizione teologica e culturale italiana e nella sua vivace attualità, ma anche di esprimere alcuni contributi e persino orientamenti innovativi che in questi ultimi anni, grazie a esse e in esse, si sono profilati.
Dopo il volume D’un tratto del tutto. Una femminista alle prese con Dio, pubblicato nel 2002 e che raccoglieva i testi dal 1995 al 2000, in questo volume sono raccolti i saggi e gli interventi pubblici inerenti il suo singolare rapporto con Dio che Rosetta Stella ha scritto dal 2000 ad oggi. Una sorta di “lettera” su fatti ed eventi, cose e persone, per dire le risonanze che questi hanno avuto in lei.L’autrice affronta con una buona dose di temerarietà le “questioni ultime” (Dio, l’aldilà, ecc) e la teologia che ne parla, senza essere teologa. Ma lo fa lo stesso, perché ha qualcosa di nuovo da dire. E lo dice in mezzo al magma post laicista, post femminista, post secolarista.
GLI AUTORI
Rosetta Stella si è dedicata allo studio del pensiero della differenza sessuale incrociato alle forme della spiritualità cristiana. Già collaboratrice del quotidiano "L'Unità" per la pagina delle religioni, collabora attualmente a "Il Manifesto" e a diverse riviste tra cui "Noidonne", "Bailamme", "Liberal", "Religiosi in Italia", "Prospettiva Persona". E' stata dirigente nazionale dell'UDI (Unione Donne Italiane) e docente presso il centro culturale Virginia Woolf di Roma. Ha contribuito alla fondazione della rivista “Via Dogana” della Libreria delle donne di Milano.
Per Marietti ha ideato e curato nel 2000 il volume Sul Magnificat, che raccoglie il commento di autori diversi ad ogni singola riga del Magnificat.
L'autore
JEAN-YVES LACOSTE, teologo francese
PIERO CODA, docente di Teologia sistematica presso la Pont. Università Lateranense, consultore del Pont. Consiglio per il dialogo interreligioso e membro della Pontificia Accademia Teologica
Il libro
Dalla Prefazione di Jean-Yves Lacoste, direttore dell’opera:
“Nel momento in cui il lettore arrischia la sua prima incursione in un voluminoso dizionario (a fortiori se si tratta di un dizionario di teologia...), può esigere dal suo direttore un segno di carità elementare: che questi ne precisi l'oggetto e l'utilità. Qualche annotazione sul titolo scelto risponderà a questa esigenza.
Si tratta innanzitutto di un dizionario di teologia, ciò che indica, in un senso restrittivo ma anche preciso, la massa di discorsi e dottrine che il cristianesimo ha organizzato su Dio e sulla sua esperienza di Dio. Ci sono anche altri discorsi su Dio, e la teologia è stata sovente la prima a difendere la loro ragionevolezza. Questo è inoltre un dizionario, con cui si intende uno strumento universitario messo al servizio della trasmissione del sapere. Una cosa è produrre il sapere e ben altra cosa è trasmetterlo. Non ci si aspetterà dunque dall'opera collettiva che si sia fatta opera di creazione. Nel disordine organizzato cui presiede l'ordine alfabetico delle voci trattate, la sua ambizione era modesta; offrire ai suoi lettori un primo accesso ai principali elementi teologici.
Il lettore che vorrà bighellonare sulle ali di una qualsiasi domanda vi troverà ogni volta l'informazione quasi esauriente e il punto sulla sua questione. Il lettore amico dei lunghi percorsi potrà far affidamento su tanti segnali per iniziarsi, per esempio, articolo dopo articolo, alla "teologia biblica" in genere, o alla teologia medievale, o alla teologia luterana, o ad altre. E in mancanza di un consenso di dotti che non esiste da alcuna parte, ci si attenderà da quest'opera che mantenga le promesse inerenti al suo genere scientifico: promesse di leggibilità, di onestà intellettuale e di precisione storica. Infine, questo vuol essere un dizionario critico, ciò che non lega il suo destino a una qualunque temerarietà sconquassatrice, ma sottolinea la condizione fontale di ogni servizio universitario alla verità. Una ragione critica ha anzitutto bisogno di sapersi autocriticare…”
dalla Premessa di Piero Coda, curatore dell’edizione italiana:
“Il DIZIONARIO CRITICO DI TEOLOGIA offre una panoramica a carattere quasi enciclopedico eppure sempre di alto profilo, non dimenticando d'accostare i principali protagonisti della storia della teologia e le principali questioni dibattute nel suo seno. Mostrandosi così fruibile, oltre il resto, a una cerchia assai più vasta dei semplici addetti ai lavori e dei cultori delle scienze ecclesiastiche, per aprirsi ai diversi ambiti disciplinari e alle molteplici esigenze culturali del mondo universitario e in genere colto. L'iniziativa lodevolmente promossa dall’Editrice Borla, di concerto con Città Nuova, viene con ciò incontro a una crescente richiesta, anche se spesso non esplicitamente espressa, del nostro mondo culturale: conoscere appunto in modo critico e insieme - senza nulla togliere a ciò che è peculiare della teologia cristiana e del suo rigore metodico -mondato da incrostazioni ormai desuete, e perciò scostanti, la costruzione complessiva e multiforme dell'intelligenza della fede nel suo percorso diacronico, nella sua inferiore sistematicità e nella sua dialogale plausibilità.
Tale finalità, in realtà, è rigorosamente perseguita da quest'opera magistrale col tener conto, costitutivamente, di tre dinamiche specifiche della teologia cristiana così come s'è profilata in questi 2000 anni di storia…
Alle soglie di un nuovo millennio di storia della fede cristiana, ripercorrere, grazie a una corretta chiave di lettura, il lascito dei due straordinari millenni che precedono, aiuta perciò a intuire le vie concretamente percorribili nel futuro. Vie inedite, certamente, che chiamano ad aprire l'incontro, così propizio e senz'altro imperdibile, tra il logos greco e la rivelazione cristiana, assumendo la lezione della modernità e le sfide del nostro tempo, ad altri universi di vita, di cultura e di pensiero. Per tutti questi motivi, sono certo che l'offerta di quest'opera alla cultura del nostro Paese sarà stimolante e produttiva. Alcune integrazioni contenutistiche e non soltanto bibliografiche alle voci più impegnative, così come l'aggiunta di nuove voci, hanno obbedito al criterio non solo di contestualizzare l'opera, per quanto possibile, nella tradizione teologica e culturale italiana e nella sua vivace attualità, ma anche di esprimere alcuni contributi e persino orientamenti innovativi che in questi ultimi anni, grazie a esse e in esse, si sono profilati.”
Il libro ci porta a riscoprire Maria nella sua concretezza storica: una donna che ha lottato, il cui cammino e stato un pellegrinaggio di fede, con i suoi momenti di oscurita.
Perchè il Concilio Vaticano II adotta il concetto di "auto-comunicazione di Dio" per esprimere la rivelazione? Da dove derivano i Padri Conciliari questo concetto o chi ha influenzato il loro pensiero a questo riguardo? La ricerca conduce a due grandi teologi del XX secolo: Karl Barth e Karl Rahner, le cui riflessioni sull'auto-comunicazione di Dio all'umanità hanno senza dubbio avuto un impatto decisivo sulle delibere conciliari riguardanti il concetto di rivelazione.
Scetticismo e professione di fede non sono, per Berger, in contraddizione: "Il mio ragionamento è scettico perché non presuppone la fede e non si sente vincolato da nessuna delle tradizionali autorità in materia di fede: la Chiesa infallibile, la Scrittura infallibile o un'irresistibile esperienza personale. Nondimeno, il mio ragionamento sfocia in una professione di fede cristiana, per quanto eterodossa. Naturalmente il lettore sarà libero di non seguirmi in questa conclusione". Peter L. Berger compie un "esercizio di teologia laica" che interpella le coscienze di credenti e non credenti.
Si tratta di un libro nato dall’esperienza trentennale dell’autore come accompagnatore di gruppi di pellegrini in Terra Santa. Quest’opera è divisa in capitoli dedicati ai vari luoghi citati nei Vangeli, seguendo il filo del racconto biblico.
Un libro che ne racchiude tre:
una guida per chi si prepara ad andare in Terra Santa (contiene tutte le indicazioni storiche e archeologiche legate ai luoghi solitamente visitatati);
una ricostruzione della vita di Gesù contestualizzata nei luoghi e nel quadro storico di allora;
una meditazione sui Vangeli arricchita dalla conoscenza del contesto storico-geografico e dalle impressioni "di prima mano" dell’autore.
La condizione particolare delle scienze teologiche nel contesto culturale italiano risulta determinata dalla scelta di esclusione delle Facoltà teologiche dalle Università statali, a seguito dei provvedimenti legislativi di fine Ottocento. Partendo dalla diagnosi di questa presenza anomala delle scienze religiose nella realtà italiana, nonché della religione e della fede nella società attuale globalizzata, il volume cerca di fare spazio al dialogo interreligioso per ripensare la teologia, sino a considerare i nuovi temi secondo cui declinare la proposta teologica – il rapporto tra la Chiesa e il mondo nel Nuovo Testamento, i diritti umani, la città quale categoria teologica – e a valutare la collocazione della teologia e delle scienze religiose nelle istituzioni accademiche pubbliche.
I vari contributi proposti costituiscono gli atti del convegno Teologia nella città - teologia per la città. Sulla dimensione secolare delle scienze teologiche tenutosi a Trento il 26-28 maggio 2004.
Sommario
Introduzione (A. Autiero). Quali spazi per la religione nella società globale? (G. Campanini). Il sapere della fede nel villaggio globale (G. Lorizio). L’ebraismo e la sfida della secolarità (G. Bodendorfer). Islam e secolarità (M. Aydin). Alternative a Dio? Le religioni nella sfera pubblica globale (J. D’Arcy May). Chiesa e mondo nel Nuovo Testamento: Pastora (T. Tosatti). I diritti umani come luogo di secolarità della teologia (K.-W. Merks). La città come categoria teologica (H. Vorgrimler). La teologia come diaconia politica (L. Karrer). Tavola rotonda: teologia e scienze religiose nelle istituzioni accademiche pubbliche (A. Autiero, A. Zanotti, L. Prenna, E. Prinzivalli, K. Lüdicke).
Note sul curatore
Antonio Autiero insegna teologia morale alla Facoltà di teologia cattolica dell’Università di Münster e dirige il Centro per le Scienze Religiose in Trento. Le sue ricerche spaziano dalle questioni di morale fondamentale ai problemi di bioetica e di etica ambientale. Si è occupato del pensiero rosminiano soprattutto sotto il profilo etico-teologico.