Il volume conclusivo della collezione "Piccole storie per l'anima". Brevi racconti e ancor più brevi, essenziali riflessioni, in "compresse" di saggezza spirituale per la meditazione personale, l'uso nella catechesi e nell'animazione, la lettura in famiglia...
Obiettivo primario del Sinodo è far sì che lo «stile sinodale» diventi il modo abituale di vivere e anche «guidare» la Chiesa. Oggi l’autorità dei vescovi è in crisi: la collegialità è complicata e il rapporto con i fedeli non è sempre basato sull’ascolto reciproco. Sbiadita e debole anche l’identità poco chiara, tanto che molti di essi chiedono di rielaborare il loro ruolo. Serve anche per i vescovi ripensare la teologia e imparare davvero la sinodalità.Questo numero di «CredereOggi» si chiede che tipo di vescovo serve oggi, come si prendono decisioni insieme e qual è il ruolo dei sinodi e delle conferenze episcopali. Si tratta di capire meglio chi è il vescovo, come si forma e come può guidare il popolo di Dio camminando davanti, dietro e in mezzo ad esso. Se ne parla da sessant’anni, ma c’è ancora molta strada da fare.
Due sono le domande che segnano tutta la produzione poetica di padre David Maria Turoldo: quale Dio? e quale immagine del Senso ultimo delle cose? La sua poesia parla di fatto sempre della sua relazione con Dio, in un certo senso non è altro che un diario di questo rapporto. E i temi a cui Turoldo è continuamente ritornato - come ad esempio quelli del Nulla e del silenzio - li ritroviamo già in germe fin dalle sue prime opere, per poi via via imporsi sempre più nel corso degli anni e nel susseguirsi delle varie raccolte. La sua può essere definita una poesia essenzialmente profetica e, accostandosi ad essa, se ne può ravvisare la rilevanza (anche se la sua produzione non è qualitativamente tutta dello stesso spessore) e il distacco dalle "correnti" poetiche in voga ai suoi tempi, per rifarsi soprattutto ai modelli biblici.
Come giudicare e abitare la diversità di opinioni, le tensioni e i dissensi all’interno della Chiesa? Quando vanno accolte come occasioni di crescita e quando sono da accusare come motivo di divisione? La ricerca multidisciplinare di questo libro affronta il tema a partire da alcuni episodi storici e teologici. I contributi riguardano: la situazione dopo il cosiddetto concilio di Gerusalemme (F. Manzi), la cristologia pneumatica (P. Brambilla), la denuncia dell’eresia al tempo di Ambrogio (P. Banna), il dissenso di M. Lefebvre nei confronti del Concilio (N. Valli). Vi sono poi alcuni sguardi sull’attualità: la posizione del Magistero nei confronti del dissenso teologico (L. Massari), lo stato della discussione sul diaconato femminile (A. Piola), le evoluzioni del cattolicesimo nordamericano (R. Buttiglione), il disordine informativo contro papa Francesco (F. Mastrofini).
Sesto volume del ciclo di testi dedicati alla formazione dei docenti di religione della diocesi di Milano. Diviso in tre sezioni (rispettivamente: la scuola dell’infanzia; la scuola primaria; la scuola secondaria di I e II grado), il libro si rivolge, nella sua interezza, a tutti gli insegnanti, che possono trovare spunti utili al loro lavoro in ciascuna sezione. Per mezzo di un codice QR è possibile accedere a una sezione di contenuti digitali.
È tutto un fermento nel bosco, perché domani è Natale! Minutina e i suoi amici stanno preparando una bellissima festa, a cui parteciperanno anche gli animali che di solito vanno in letargo! Ma ci sono due problemi: prima di tutto non nevica, e in tanti si demoralizzano, e poi trovano la loro installazione di Natale completamente rovinata! Chi sarà stato? Riusciranno a rimettere tutto in ordine, ma soprattutto… nevicherà?! Età di lettura: da 3 anni.
La nascita di Gesù bambino raccontata dal suo asinello.
Età di lettura: da 6 anni.
"Vi è mai capitato di sentirvi amici di una persona che non avete mai conosciuto? Vi siete mai sentiti talmente vicini a qualcuno che è vissuto millenni prima di voi da mettervi a conversare con lui? Suppongo di sì: i libri e lo spirito compiono di questi miracoli. Di recente a me è capitato con Giona, un po’ per caso. Credevo di sapere già tutto di lui dopo aver ascoltato la sua storia innumerevoli volte. Mi sbagliavo. Questa volta, mettendomi a leggere le pochissime pagine della Bibbia che raccontano la sua bizzarra vicenda, mi è sembrato di incontrarlo davvero". In queste brevi pagine l’autore entra in dialogo con Giona, intrattiene una corrispondenza con lui, lo interpella, lo chiama a fare verità in sé stesso, gli si fa accanto per aiutarlo a compiere quel passo, tanto faticoso quanto liberante, che porta verso la vita adulta. Ciascuno di noi può riconoscersi in quel Giona che si ribella a Dio e sceglie, per paura, strade mortifere, ma che porta in sé un profondo desiderio di una vita piena.
Non sono molti gli autori della letteratura cristiana antica che, come Agostino, possono vantare anche oggi un seguito così largo e fecondo. Non è solo perché egli si trova all’incrocio di tante strade della teologia e della filosofia su cui ha lasciato la sua originale impronta. È anche perché alcune sue opere continuano ad esercitare un particolare richiamo, per il dono che hanno di saper sempre parlare in modo nuovo all’intelletto e al cuore. Nel novero di tali scritti ci sono indubbiamente Le Confessioni: un libro di grande intensità spirituale e umana, che questa edizione aiuta a scoprire in tutta la sua ricchezza e profondità.
La famiglia afroamericana dei Watson vive a Flint, nel gelido Michigan, affrontando le difficoltà quotidiane con una buona dose di umorismo. Kenny è un ragazzino ingenuo e studioso, spesso preso in giro dai compagni, Joetta una bambina docile e allegra. A dare grattacapi a mamma e papà è invece Byron, l’esuberante figlio maggiore. Per evitare che Byron si cacci ancora nei guai, i genitori decidono di mandarlo dalla nonna a Birmingham, in Alabama. Così, approfittando delle vacanze scolastiche, tutta la famiglia parte per il Sud degli Stati Uniti. È l’estate del 1963. Folle di neri protestano pacificamente contro la segregazione razziale in atto. Per i Watson sarà un viaggio memorabile, che li vedrà coinvolti in uno degli avvenimenti più drammatici della storia del Movimento per i diritti civili e della lotta contro il razzismo. Di lì a poco Martin Luther King pronuncerà il suo immortale discorso: «Io ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione dove non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per ciò che la loro persona contiene. Io ho un sogno oggi!» Età di lettura: da 10 anni.
In Italia il carcere fa "notizia" solo quando si segnalano, con poche righe di commento, l’ennesimo caso di suicidio di un detenuto (o di un agente di Polizia Penitenziaria), o la violenza degli agenti contro i detenuti, oppure un episodio di protesta che agita la popolazione in custodia dello Stato costretta a condizioni di vita inaccettabili per un Paese civile. La nostra gestione della pena e del reinserimento dei condannati è sotto osservazione da molto tempo da parte delle autorità europee e ha anche subito gravi condanne per la mancata difesa dei diritti umani in carcere. Il quadro descritto da questa situazione potrebbe far pensare che — oltre a una messa in discussione dello strumento carcere — sia necessaria una radicale riforma del sistema penitenziario, complessa e di difficile attuazione. Ma non è così. La "rivoluzione normale" che Luigi Pagano illustra e motiva in questo libro consiste nell’applicazione coerente delle leggi che riguardano il sistema penitenziario che già fanno parte del nostro ordinamento. Esse applicherebbero alla pena il dettato dell’art. 27 della Costituzione (che definisce che essa deve mirare al recupero e al reinserimento del detenuto nella società), ma non vengono rispettate e applicate. Se ciò avvenisse, potremmo dire che, se proprio abbiamo bisogno di un carcere, esso sarebbe all’altezza della civiltà di un Paese democratico.
Nell’esperienza di vita quotidiana, è inevitabile imbattersi nella dialettica io-noi. In un tempo segnato dalla lacerazione del tessuto sociale e dalla radicalizzazione dei conflitti, nel quale l’io è sempre più centrale ed è stimolato ad accrescersi a discapito di un noi che sembra dover scomparire, tale binomio sta soffrendo una profonda crisi. La riflessione sulle relazioni diventa, più che mai, urgenza culturale e spirituale. Emilia Palladino affronta questo nodo essenziale e riflette sulla costruzione di un sistema paritario di relazioni, sulla possibilità di ricucire gli strappi e di ridare vita a un noi che si configuri come uno spazio di costruzione e di rischio condiviso. Si disegna qui un itinerario che, senza facili ottimismi, restituisce concretezza alla possibilità di una convivenza sociale fondata sulla cura, sulla prossimità e sul rispetto radicale dell’altro e dell’altra. L’autrice fornisce strumenti analitici per comprendere la complessità delle relazioni umane, nella consapevolezza che il noi non è un dato immediato, ma una costruzione fragile inserita in una trama relazionale che, per essere davvero umana, non può mai ridursi a dinamiche di potere, di prestazione o di scarto.