La giustizia riparativa propone un radicale cambio di prospettiva: mentre la giustizia "tradizionale" mira a ristabilire l’ordine violato dalla norma, quella riparativa si concentra su ciò che resta irrisolto dopo l’esito formale del processo, quando la sofferenza continua ad abitare le persone e le relazioni. La frattura prodotta dal reato non è più letta soltanto come un fatto individuale da sanzionare o risarcire, ma come una ferita che interpella l’intera comunità. Il dolore causato diviene così il centro di una riflessione condivisa sulla cura, che coinvolge chi ha subito l’ingiustizia, chi ne è stato autore e il contesto sociale in cui essa si è prodotta. Con questo volume corale, Caritas Italiana offre uno strumento prezioso di comprensione e di impegno: dall’approfondimento teologico all’analisi aggiornata del quadro normativo, fino alle pratiche concrete delle città riparative. Un libro rivolto alle persone, ai territori e alle comunità che intendono interrogarsi su come sia possibile, oggi, «vivere riparativamente», facendo della giustizia riparativa uno stile di vita.
Aggiornato a:
D.L. 30 giugno 2025, n. 95 (antiriciclaggio)
D.Lgs. 19 giugno 2025, n. 88 (trasformazioni, fusioni e scissioni transfrontaliere)
L. 9 giugno 2025, n. 80, di conversione del D.L. n. 48/2025 (decreto sicurezza)
L. 6 giugno 2025, n. 82 (reati contro gli animali)
L. 23 maggio 2025, n. 74, di conversione del D.L. n. 36/2025 (cittadinanza)
L. 14 marzo 2025, n. 35 (responsabilità dei componenti del collegio sindacale)
L. 11 marzo 2025, n. 28 (intermediazione finanziaria e sistema sanzionatorio)
Leggi complementari in materia di:
Ambiente ed energie rinnovabili - Assicurazione - Consumatore - Contratti agrari - Cooperative - Credito - Diritto d’autore - Edilizia e urbanistica - Espropriazione - Fallimento - Famiglia - Impresa - Informatica - Lavoro - Locazioni - Marchi e brevetti - Notariato - Organizzazioni non lucrative - Persone - Società - Titoli di credito - Vendita
Un ritrovamento unico: un frammento inedito, il più antico, del romanzo su Clemente Romano. Avventure rocambolesche e romanzo d'amore, ricerca del sé e riflessione esistenziale, testimonianze e raccordi storici sulla vita di Gesù, incontri di culture e mentalità sono gli ingredienti di questo frammento inedito, un romanzo cristiano finora ritenuto perduto, che ha Clemente Romano come protagonista e si evolverà in seguito nei più famosi ritrovamenti tradotti in latino da Rufino († ca. 410). Grazie allo zelo pastorale del vescovo Esichio di Salona (405-426), i "Gesta Sancti Clementis" sopravvivono come la più antica fonte sugli inizi del cristianesimo in Occidente: uno scorcio unico sulla vivacissima società mediterranea dei primi secoli.
Il volume intende presentare al lettore la traduzione italiana, accompagnata dall’originale testo greco a fronte, di due delle più importanti opere di tutta la produzione letteraria di Basilio: le nove omelie sull’Esamerone e le due omelie sulla creazione dell’essere umano. Queste opere, che contengono una ricca e affascinante interpretazione del racconto della creazione dell’universo narrato all’inizio del libro della Genesi, offrono una sintesi del metodo esegetico e della prospettiva teologica dell’autore.
Un epistolario prezioso che svela l'anima del venerabile servo di Dio Enrique Ernesto Shaw e di sua moglie Cecilia Bunge, nell'Argentina della prima metà del Novecento. Tra queste lettere, raccolte con cura dalla nipote, Sara Critto de Eiras, pulsa un amore coniugale autentico, radicato nella fede e nella gioia del dono. In un’epoca di legami fragili, la loro testimonianza brilla come un faro per i giovani, invitandoli a riscoprire la bellezza di un destino condiviso e di un patto eterno: un cammino di santità che si compie nel cuore della vita quotidiana.
In questi anni ci siamo concentrati sullo scontro tra democrazie occidentali e regimi autoritari. La realtà ci mostra che siamo noi occidentali ad avere un grave problema: i nostri regimi non sono più delle vere democrazie, se consideriamo la democrazia il sistema in cui le decisioni chiave vengono prese in sintonia con le preferenze dei cittadini. Negli ultimi decenni, l’evaporazione dei partiti di massa, la globalizzazione economica, il trionfo di megamultinazionali globali, la nascita di una governance con decisioni prese a livelli sovranazionali in sedi tecnocratiche, la crisi dei media indipendenti, hanno fatto perdere alle nostre democrazie questa capacità. Il successo in tutto il mondo occidentale dei cosiddetti movimenti ‘populisti’ apparirà in una luce inedita: come la richiesta inevasa, da parte dei cittadini, di protezione in un contesto che è diventato sempre più competitivo e avaro di sicurezze. Una crisi, quella della democrazia occidentale, non passeggera ma strutturale, che richiede risposte innovative.
Che cosa sappiamo di Sparta? Città guerriera, popolata di eroi programmati per combattere a difesa della patria senza temere la morte. Società dove il singolo non conta di fronte alla comunità. Soprattutto, Sparta è l’antitesi di Atene: se questa è la culla della democrazia, della filosofia, della poesia, della libertà, Sparta è la roccaforte dell’oligarchia, città senza cultura, austera ed essenziale. Ma è davvero così? Questo libro prova ad andare oltre lo stereotipo. Di Sparta sappiamo essenzialmente quello che ci ha raccontato la sua storica rivale, Atene. Ma a leggere bene tra le testimonianze del passato, emerge un’altra storia, tutta da raccontare.
«Conosciamo le regole del calcio, ma non abbiamo una padronanza nemmeno paragonabile delle regole del discutere, un gioco molto più vitale. E mentre sappiamo giudicare di testa nostra le prestazioni in campo di un calciatore, non sappiamo valutare, con altrettanta autonomia di giudizio, le prestazioni di due che discutono. Una volta tanto, facciamo diventare oggetto di dibattito il dibattito stesso. Riflettiamo sulle sue mosse e le sue regole». A vent'anni dall'uscita di Botta e risposta torna, in un'edizione aggiornata, il libro di culto che ha reintrodotto l'arte della disputa nel nostro Paese. Una lettura agile e brillante che non si limita a definire cosa sia un dibattito regolamentato, ma suggerisce schemi argomentativi tipici, mosse prevalenti (nel duplice senso di più frequenti e più forti) e criteri di valutazione utili per mettere in difficoltà l'interlocutore e difendersi dagli attacchi verbali.
La vita di ogni giorno ci fa sentire in contraddizione: l’orizzonte ideale al quale tendiamo ci propone infatti mete che si scontrano con la realtà della nostra esperienza. La mente, il corpo e il cuore fanno fatica a trovare l’accordo e l’armonia che vorremmo, e spesso non sappiamo legare tra loro l’ideale e il reale, il desiderio del bene con l’esperienza della nostra e altrui fragilità. Lo sguardo della fede può inserirsi in questa dinamica favorendo in noi la sfida di una riflessione libera che entra nella concretezza delle relazioni a partire dalle relazioni familiari, cuore della nostra esistenza.