Le origini del pane, uno degli alimenti più consumati al mondo, affondano nella notte dei tempi. Nel sito di Ohalo, sul lago di Tiberiade in Israele, sono stati rinvenuti resti di pane risalenti a 23.000 anni fa. Oltre al valore nutrizionale, il pane ha una notevole valenza simbolica, soprattutto nelle religioni ebraica e cristiana. Elemento principale del vitto sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, il pane è citato nella Bibbia ben 361 volte. Nel cristianesimo, durante la celebrazione eucaristica, la transustanziazione indica la conversione della sostanza del pane nella sostanza del corpo di Cristo e della sostanza del vino nel sangue di Cristo. L’ostia consacrata è inoltre il «Pane degli Angeli» che ha nutrito molti mistici, e i Padri del deserto spesso sono sopravvissuti grazie al solo cibo-pane accompagnato da qualche erba selvatica. Santa Ildegarda di Bingen, grande mistica vissuta nell’Alto Medioevo, nei suoi testi medici parla dei differenti tipi di cereali utilizzati per la panificazione, esaminandoli dal punto di vista della salute del corpo. Un’ampia panoramica di ricette da ogni parte del mondo conclude la trattazione.
Il lungo processo diventa l'occasione per Paolo per testimoniare la sua fede nel Cristo risorto, la cui gloria aveva visto sulla strada per Damasco e dal quale era stato chiamato per poter portare la sua Parola ai gentili. Nella visione lucana la fede di Paolo, fariseo figlio di farisei, nel Cristo risorto non comporta l'abbandono della fede dei padri. Luca ritiene che Paolo sia l'espressione più perfetta della continuità, nel disegno salvifico voluto da Dio e rivelato da Gesù Cristo, tra Israele e la Chiesa. Per Luca non c'è alcuna cesura tra le promesse divine annunciate nell'Antico Testamento, la venuta di Gesù riconosciuto come il Messia, la successiva nascita della Chiesa, dopo la risurrezione del Cristo, e la missione ai pagani. La promessa nella risurrezione dei morti, in cui anche l'Israele autentico credeva, si è già adempiuta in Cristo. Con il trasferimento del processo a carico di Paolo a Roma si avvera quello che il Signore risorto aveva predetto ai suoi discepoli prima di ascendere al cielo: «e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra» (At 1,8). E che successivamente in due visioni, accennate anche in 2Cor 12,1, Cristo risorto aveva preannunciato allo stesso Paolo (At 22,21; 23,11).
A sessant'anni dalla conclusione del Concilio Vaticano II, il suo lascito e la sua interpretazione continuano ad essere oggetto di studio. Per meglio comprenderne i documenti e per riflettere sulla loro importanza per la chiesa di oggi, questo libro offre una prospettiva ratzingeriana sul Vaticano II, sia indagando il contributo specifico del teologo e pontefice tedesco che sviluppandone le intuizioni. Dai diciotto capitoli del testo, che riprendono gli interventi della giornata di studi tenuta presso l'Ateneo Regina Apostolorum, emerge come la capacità di Ratzinger di integrare fede e ragione, tradizione e novità, dogma e spiritualità, rappresenti una bussola particolarmente affidabile per accostare i testi del concilio e restituire al Vaticano II la sua vera portata missionaria: un'apertura al mondo, che nasce dall'incontro con il verbo incarnato, crocifisso e risorto, per riproporre all'uomo contemporaneo il vangelo in tutta la sua radicalità.
Uno studio critico che espone le petrine ragioni della fede in Cristo e offre una visione della civiltà umana, non allineata al pensiero oggi dominante, ben documentata grazie ai titoli universitari dell'autore, ai suoi studi e al suo vivere cristiano. Dopo aver letto questo libro non si potrà facilmente associare a Cristo nessuno degli umani inventori di religioni o rimanere nell'ignoranza nella società moderna. Il libro cancella le pseudoragioni escogitate contro Gesù considerato come figlio di Dio. Un affresco veramente innovativo e critico sulla costruzione del mondo in cui viviamo che presenta la modernità in una veste assolutamente originale e depurata dalle mistificazioni del pensiero dominante. Il libro è un valido strumento per educatori, insegnanti, persone che vogliano usare lo spirito critico per capire il mondo attuale.
Le pagine di questo cofanetto in due volumi, intitolati "Fedeltà e perseveranza", «evocano, illustrano e approfondiscono» - come scrive, nella Presentazione, Sua Ecc.za mons. Filippo Iannone o.c., Prefetto del Dicastero per i Testi Legislativi - «due valori spesso richiamati dal Magistero e dai documenti del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata (=IVC) e le Società di Vita Apostolica (=SVA)». Il primo volume - a vantaggio delle varie persone che vivono e operano nelle Comunità di vita consacrata, nei monasteri e conventi, nonché nelle Società di vita apostolica - esamina la rilevanza pastorale della gestione amministrativa ed economica dei beni, illustrando i vari aspetti e profili giuridico-ecclesiali della "economia" da parte dei responsabili e degli economi degli Istituti e realtà che debbono agire, da un lato, in ottemperanza alle leggi canoniche e civili, e, dall'altro, nel rispetto del voto di povertà. Il secondo volume è concepito quale vero e proprio Vademecum operativo, articolato in 117 voci analitiche: è un Prontuario aggiornato per Religiosi e Religiose (soprattutto se Superiori, Economi, Équipes formative, Postulanti e novizi), facilmente consultabile, grazie ad un ricchissimo indice analitico. Le numerose Appendici al secondo volume offrono schemi, fac-simili, bozze… dei più rilevanti documenti per la corretta e sapiente animazione, nonché la gestione apostolica e amministrativa degli Istituti religiosi.
Un viaggio unico lungo i sentieri percorsi da Gesù, ricostruiti con rigore storico, cartografico e spirituale. Alla luce degli scritti di Maria Valtorta, e delle fonti geografiche e archeologiche, questo libro offre una mappa inedita delle peregrinazioni del Maestro in Palestina: non solo luoghi, ma strade, pendenze, altimetrie, stagioni e paesaggi che hanno plasmato il ritmo della vita quotidiana di Gesù e dei suoi discepoli. L’Autore accompagna il lettore tra ritrovamenti storici, antiche vie carovaniere e tracciati realistici, mostrando come fatica, clima e asperità non siano semplici “sfondi”, ma parte integrante dell’Incarnazione: Dio entra nella storia anche attraverso la geografia. Un approccio che intreccia fede e scienza, esperienza mistica e metodo di ricerca, per restituire una dimensione profondamente umana e una prospettiva concreta sulla vita del Cristo. Ma soprattutto per mostrare la scientificità dell’opera di Maria Valtorta.
Gianluigi Porrà (Cagliari, 1955) è ingegnere, topografo e insegnante. Legge e studia Maria Valtorta da diversi anni approfondendo in particolare gli aspetti topografici e geografici dell’Evangelo. Promotore del Cenacolo valtortiano nella parrocchia di S. Giovanni Evangelista di Quartu S. Elena (CA), ha pubblicato con MIMEP-DOCETE Maria Valtorta - Ho visto tutta la vita di Gesù (2024).
Il presente volume si propone di indagare alcuni aspetti connessi all'attuale riacutizzazione del conflitto israelo-palestinese: la relazione tra la firma nel 2020 degli storici Accordi di Abramo e la ripresa della violenza di Hamas; la potenziale islamizzazione dell'Occidente in corrispondenza e in ragione del sostegno delle piazze democratiche, europee e non, alla causa palestinese; la necessità di chiarire il modo in cui debba essere inteso Hamas, se come formazione politica legittimamente resistente o come gruppo armato terroristico. Fulcro del testo è l'interpretazione dell'antisionismo, disallineata rispetto alla modalità corrente. Partendo dall'estensione semantica che il concetto di 'sionista' avrebbe assunto, secondo lo studioso Abraham B. Yehoshua, dopo il 1948, per cui lo Stato di Israele non appartiene solo ai suoi cittadini, ma all'intero popolo ebraico, l'Autore riflette sulla possibilità di impiego della nozione di 'antisionismo anti-semitico' per designare quel tipo di contemporanea particolare avversione nei confronti di Israele e degli ebrei nella loro totalità, che, passando strumentalmente per la 'semplice' e 'legittima' critica nei confronti del governo dello Stato ebraico, troppo spesso, ormai, si volge nella delegittimazione e nella richiesta di annientamento di Israele, oggi imprescindibile principio informatore dell'identità 'normalizzata' degli ebrei. Chiude il testo l'esposizione (critica) dei termini in cui si stanno presentando tanto la questione dell'accusa rivolta dal Sudafrica a Israele per genocidio nei confronti del popolo palestinese, sottoposta nel dicembre 2023 alla Corte internazionale di giustizia, quanto la relativa discussione pubblica, che vede contrapposti docenti universitari, avvocati, esperti giuristi, esponenti politici e intellettuali, in un'atmosfera che aggiunge tensione continua a una guerra che sembra non avere fine.
Quando il 14 gennaio 1875 venne pubblicata la "Lettera al Duca di Norfolk", l'Inghilterra era attraversata da polemiche accese contro la pubblicazione del Sillabo e la definizione del Concilio Vaticano I circa l'infallibilità del Papa. Il grande statista inglese Gladstone aveva attaccato pubblicamente i cattolici ritenendo che la loro fedeltà al Papa li privasse della libertà intellettuale e morale e fosse incompatibile con la fedeltà allo Stato, dal momento che avrebbero dovuto vincolare la loro coscienza ad una potenza straniera. A distanza di 125 anni il tema affrontato nella lettera offre lo spunto per una rilettura della storia del papato e della riflessione intorno all'infallibilità del Papa, a partire dai primi del secolo.
Dilexi Te è la prima esortazione apostolica di Papa Leone XIV, documento incentrato sull’amore verso i poveri, in continuità con l’enciclica Dilexit Nos di Papa Francesco. Un testo rivolto a tutti i cristiani. «Avendo ricevuto come in eredità questo progetto, sono felice di farlo mio - aggiungendo alcune riflessioni - e di proporlo ancora all’inizio del mio pontificato, condividendo il desiderio dell’amato Predecessore che tutti i cristiani possano percepire il forte nesso che esiste tra l’amore di Cristo e la sua chiamata a farci vicini ai poveri». «L’amore per i poveri è un elemento essenziale della storia di Dio con noi e, dal cuore stesso della Chiesa, prorompe come un continuo appello ai cuori dei credenti». Un’edizione speciale che si avvale della Guida alla lettura di Mons. Vincenzo Paglia.
Una proposta di preghiera per avvicinarsi al Natale. A partire da una pagina di Vangelo, con racconti e riflessioni che prendono spunto dalla vita reale dei ragazzi. Mentre la Porta Santa del Giubileo sta per chiudersi, è proprio il momento in cui inizia un nuovo viaggio. A raccontare questa avventura è Angelo, un ottimo osservatore, insieme ai suoi inseparabili amici: Giacomo, allegro, vivace e molto curioso…Pietro, così testardo, ma che idee geniali sa tirare fuori! Francesca, un vulcano, piena di energia, Paola, con la testa fra le nuvole e i pensieri che toccano il cielo. Si parte dalla Porta Santa aperta da Papa Francesco nel Carcere di Rebibbia a Roma, per arrivare in nove giorni, fino al Duomo di Milano, dove arriveranno proprio la notte di Natale! Metti tutto l’occorrente nello zaino e porta Gesù con te, per tutto il mondo! Primo giorno: Roma, Carcere di Rebibbia. Nello zaino… libertà Secondo giorno: Orvieto, Monastero di San Bernardino. Nello zaino… fedeltà Terzo giorno: Assisi. Nello zaino… bontà Quarto giorno: Loreto, Santa Casa di Nàzaret. Nello zaino… gioia Quinto giorno: In treno. Nello zaino… speranza Sesto giorno: Ravenna, Casa delle culture. Nello zaino… amore Settimo giorno: Parma, Mensa della Fraternità di Caritas. Nello zaino… gentilezza Ottavo giorno: Milano, basilica di Sant’Eustorgio. Nello zaino… fede Nono giorno Milano, Duomo. Nello zaino… pace per il mondo. Età di lettura: da 6 anni.
Il presente lavoro inaugura una trilogia che seguirà l'andamento trinitario suggerito dal Cardinale Carlo Maria Martini nel suo celebre scritto pastorale "Dio educa il suo popolo" (1987), cruciale per comprendere la natura spirituale dell'esperienza educativa cristiana - o, in altri termini, la natura educativa dell'esperienza spirituale cristiana - in relazione al testo degli "Esercizi spirituali" ignaziani; ogni punto, quindi, sarà oggetto di costante confronto con il dinamismo dell'itinerario di conversione suggerito da Ignazio di Loyola, al fine di cogliere i legami fondanti con la proposta martiniana proprio a partire dalla comune connotazione trinitaria. In particolare, l'attuale volume, il primo - appunto - di una trilogia, prenderà le mosse dalla considerazione della paternità di Dio e, ex parte hominis, della figliolanza come fondamentale paradigma teologico-spirituale di questa opera educativa sui generis, in cui Dio incontra l'uomo da padre e l'uomo incontra Dio da figlio; tale elaborazione troverà un riscontro soprattutto nel riferimento al «principio e fondamento» (EESS 23) ignaziano, con cui si apre l'intero itinerario degli "Esercizi spirituali".