Filo conduttore di Mille anni di storia è l’idea della sostanziale continuità del processo di formazione e di sviluppo della civiltà europea. Le correnti politiche e culturali dell’europeismo contemporaneo hanno spesso collocato l’inizio del cammino nell’età di Carlomagno e dei gruppi di intellettuali, religiosi e guerrieri che hanno operato sotto la sua direzione. Qui invece l’accento è posto sulla rinascita delle città, un movimento che coinvolse l’insieme delle popolazioni, investì tutti i campi di attività e creò una stabile rete di rapporti che coprì l’intero continente. Grandi contrasti e profonde fratture hanno attraversato il millennio. Ma l’universalità e la forza espansiva iniziali non si sono esaurite. La ricostruzione storica delle fasi successive mette in evidenza la molteplicità dei fattori che hanno contribuito alla formazione dell’identità europea e la straordinaria capacità dei singoli popoli di riprendere, dopo le lacerazioni e le catastrofi, il cammino interrotto. Le pagine di Villari hanno la qualità e il merito della grande storia: far comprendere le ragioni profonde che sono all’origine del patrimonio comune di esperienze civili e morali e del suo costante incremento e restituire ai problemi dell’oggi una prospettiva nel tempo.
Quali sono gli elementi davvero essenziali nell'intreccio teorico e clinico su cui si basano le psicoterapie dinamiche? Glen Gabbard presenta con eccezionale concretezza i principi fondamentali della psicoterapia psicodinamica, focalizzandosi sul lavoro a lungo termine nella terapia individuale degli adulti. Nel volume si forniscono indicazioni precise su come applicare i concetti chiave della teoria psicodinamica anche ai casi più complessi e su come governare le incertezze che emergono durante il lavoro terapeutico. L'autore affronta temi quali la valutazione, l'inizio e la conclusione della terapia, la resistenza, il controtransfert, i sogni e le fantasie, la supervisione. In questa nuova edizione, l'aggiunta dei risultati dei più recenti studi di neuroscienze cognitive sul funzionamento mentale inconscio tiene il lettore al passo con i progressi nel campo. Il DVD allegato offre inoltre la possibilità di osservare un clinico esperto come Gabbard al lavoro. Con gli accorgimenti necessari per celare l'identità delle persone coinvolte, le scene mostrano episodi effettivamente accaduti nel corso di una psicoterapia. Questi esempi sono integrati nel testo, in cui si indica al lettore quando dovrebbe guardare un particolare caso clinico e si fornisce un commento per spiegarlo più dettagliatamente.
La vicenda del rapimento e della morte di Moro rimane fra le più misteriose e peggio spiegate della nostra Storia, e fra le meno compatibili con le versioni ufficiali che continuano ad essere propagandate da commissioni d'inchiesta, stampa e TV. "L'ultima notte" di Aldo Moro di Paolo Cucchiarelli rappresenta una tappa decisiva e irreversibile verso il chiarimento della reale dinamica e dei motivi profondi di quei tragici 55 giorni. Qui Cucchiarelli ricostruisce - grazie a documenti inediti, nuove testimonianze e perizie, fotografie mai viste prima - il rapimento, la prigionia e le ultime ventiquattr'ore del presidente DC, scardinando pezzo dopo pezzo il castello di menzogne costruito negli anni. Ne emerge una realtà sconcertante, fatta di operazioni d'intelligence internazionali - che per la prima volta vengono qui precisate, con tanto di nomi e cognomi -, trattative fra istituzioni e terroristi, patti con la malavita organizzata, personaggi rimasti totalmente ai margini delle vicende giudiziarie. Anche se il termine è ormai screditato, proprio di un complotto bisogna parlare: un piano articolato, volto alla distruzione politica e poi fisica di quello che sarebbe con ogni probabilità divenuto il presidente della Repubblica.
Gli psicologi clinici - come gli altri operatori della salute mentale - in presenza dei molteplici disturbi che vengono proposti alla loro attenzione, devono frequentemente prendere decisioni negli ambiti della valutazione diagnostica, dell'intervento terapeutico, della riabilitazione, della prevenzione. L'esperienza pregressa, la formazione professionale e i risultati proposti dalle ricerche rappresentate in letteratura costituiscono le risorse alle quali attingere per effettuare, di volta in volta, il ragionamento clinico che si tradurrà nella decisione auspicabilmente più corretta ed efficace al servizio del paziente. Se l'esperienza e la formazione rappresentano in genere solidi punti di riferimento ai quali lo psicologo può ricorrere in modo pressoché automatico, non è sempre così per i dati desumibili dalla letteratura, a volte contraddittori, di difficile interpretazione, oppure espressi con una terminologia che può essere poco familiare a molti operatori. Questi ultimi, d'altra parte, sono spesso restii a misurarsi con la possibilità di condurre ricerche che utilizzino metodologie di raccolta e di analisi dei dati più prossime alle loro competenze e ai loro interessi. In questo modo, il divario fra clinici e ricercatori si approfondisce sempre più, a svantaggio sia dei primi che dei secondi. Questo volume si propone un duplice obiettivo: descrivere - anche attraverso la proposta di numerose situazioni esemplificative - le strategie di ricerca che possono essere messe in pratica dagli psicologi clinici che vogliano utilizzare quello straordinario laboratorio naturale che è la loro attività quotidiana, per verificarne empiricamente i risultati e comunicarli alla comunità professionale. Inoltre, suggerire alcuni criteri fondamentali che consentano di orientarsi fra i moltissimi contributi di ricerca proposti dalla letteratura, per scegliere i risultati più affidabili.
In questo pregevole volumetto è narrata la storia vera e incredibile del Bambino Gesù diventato Uomo di sofferenza per la salvezza dell’umanità e di una suorina, la Sposa del divino Olocausto, divenuta riparatrice e consolatrice del suo Amico d’infanzia!
La missione di suor Olive?
“Farai amare la sua regalità e lo farai regnare”.
Questa è la rivelazione del Cristo Re, Principe della Pace, Re delle Nazioni...
Quando cinque anni fa gli hanno dato quattro mesi di vita, Leonardo ha preso una decisione: «Non se ne parla neanche, ho troppi sogni in corso, troppe cose da fare». Ha chiesto scusa alla mamma perché si era ammalato di un male inguaribile, ha festeggiato il capodanno a novembre per portarsi avanti, si è tirato su le maniche della tuta e si è dato da fare per rendere il tempo che gli restava il migliore possibile. Da buon maratoneta, ha detto al suo cancro «io continuo a camminare, vedi un po' se riesci a starmi dietro». E il suo "ospite", così lo chiama lui, ha dovuto rassegnarsi e seguirlo fino a New York, correndo con lui ben due maratone. Quest'anno ha battuto il suo record concludendo il percorso in 4 ore e 6 minuti e dedicando l'impresa a tutti i malati di cancro. Da vero imprenditore di se stesso, ha pensato di costruirsi una nuova vita dal momento che quella di prima faceva acqua da tutte le parti. Da matto autentico, sta muovendo mari e monti per rendere la vita dei malati di cancro una vita di buona qualità e non un'esistenza che susciti compassione. Tutto in queste pagine è una testimonianza che Leonardo lascia per farci comprendere il suo punto di vista: malato di cancro non vuol dire arreso, credere non significa illudersi, essere consapevole non vuol dire consegnarsi all'ospite il giorno della diagnosi. E ogni segno che Leonardo traccia, si compone in un disegno sorprendente, dove il cancro diventa una presenza con cui contrattare lo spazio vitale, un suggeritore di nuove soluzioni, un'occasione per camminare verso nuove scelte, nuovi equilibri.
Era solo due numeri fa. L’Italia andava verso il voto, in una situazione complicata. E in un clima di divisioni e rancori che si respira anche altrove, in questo anno in cui molti Paesi importanti sono chiamati alle elezioni, abbiamo riproposto lo splendido discorso di Cesena in cui papa Francesco riprendeva il filo del bene comune, di un tessuto sociale da ricucire come urgenza più seria di oggi. Accanto, c’erano esempi e testimonianze di persone impegnate nella ricerca di questo filo, con una tenacia e una passione che andavano controcorrente rispetto allo scontento generale.
Bene, il voto è passato, almeno da noi. Che cosa resta di quel tentativo? Ha generato qualcosa? Sta costruendo, ora?
Il “Primo Piano” è dedicato a questo. Con una rassegna di fatti, episodi, incontri a tutto campo che rispondono da soli a questa domanda. Fatti piccoli, dirà qualcuno; inincidenti rispetto alle grandi manovre in corso per formare alleanze in Parlamento e creare un Governo. Ma chiunque, leggendo, è in grado di giudicare. Di decidere se l’esperienza di centinaia di persone in tutta Italia impegnate a capire senza affidarsi solo ai pareri di “chi sa di politica”, a incontrare l’altro al di là degli steccati predefiniti, a creare un clima di dialogo reale dove sembrava impossibile persino parlarsi, siano o meno un patrimonio prezioso per questo Paese, dove il bene comune resta il problema più grande anche dopo il voto.
Ma c’è di più. Perché la proposta di cui si dava conto in queste pagine era ancora più profonda. Don Julián Carrón, presidente della Fraternità di CL, l’ha definita più volte così: «Un’occasione per verificare la fede». Le elezioni - la politica - come circostanza in cui si può vedere se e come la proposta cristiana è pertinente alla vita, e in cui la fede stessa può farsi più matura, consapevole, cosciente. Fino a conoscerne di più il punto sorgivo: Cristo. Proposta spiazzante, in un momento in cui al massimo si discuteva di partiti e programmi. Cosa è successo da questo punto di vista?
La “Pagina Uno” permette di vederlo più a fondo. Di comprendere meglio che razza di avventura può essere vivere la fede in questa situazione e che compito abbiamo noi cristiani in questo mondo. Anche in contesti che sembrano lontanissimi dall’Italia impegolata nella tornata elettorale, come l’Uganda e il Kenya raccontati nel reportage di Ignacio Carbajosa. O il Venezuela, di cui si parla più avanti.
È il racconto, sorprendente, di ciò che Cristo continua a generare nel mondo, ovunque ci sia un uomo disponibile ad accoglierLo. È il cuore del nostro lavoro, da sempre. E lo sarà anche in futuro, con una veste rinnovata. Dal prossimo numero, Tracce cambia faccia: una nuova grafica, una struttura diversa. A pagina 10 trovate le ragioni e un assaggio di quello che verrà. Intanto, buona lettura. E buon proseguimento.
L'universo è un'immensa foresta abitata da feroci predatori. Nascondersi significa sopravvivere, rivelarsi significa diventare prede. È quello che ha fatto la Terra, e ora i predatori stanno arrivando. Impiegheranno 400 anni, attraverso gli spazi siderali, e la Terra tenta di organizzare una disperata resistenza. I terrestri che avevano cercato di collaborare con i Trisolariani sono stati sconfitti, ma sul pianeta sono presenti i sofoni, particelle subatomiche in grado di dare agli alieni accesso istantaneo a tutte le conoscenze umane: ciò comporta che i piani difensivi sono a totale disposizione del nemico. Solo la mente umana rimane inaccessibile: è questa l'unica speranza di salvezza attorno a cui si costruisce il Progetto Asceti Impenetrabili, un audace programma che garantisce enormi risorse e affida poteri straordinari a quattro persone perché trovino una strategia difensiva efficace: tre sono importanti uomini politici e scienziati. Il quarto è un oscuro, mite astronomo e sociologo cinese, stupito che abbiano voluto affidargli quell'incarico. Eppure è proprio lui quello che gli invasori Trisolariani vogliono morto...
1. “REJOICE AND BE GLAD” (Mt 5:12), Jesus tells those persecuted or humiliated for his sake. The Lord asks everything of us, and in return he offers us true life, the happiness for which we were created. He wants us to be saints and not to settle for a bland and mediocre existence. The call to holiness is present in various ways from the very first pages of the Bible. We see it expressed in the Lord’s words to Abraham: “Walk before me, and be blameless” (Gen 17:1).
2. What follows is not meant to be a treatise on holiness, containing definitions and distinctions helpful for understanding this important subject, or a discussion of the various means of sanctification. My modest goal is to repropose the call to holiness in a practical way for our own time, with all its risks, challenges and opportunities. For the Lord has chosen each one of us “to be holy and blameless before him in love” (Eph 1:4).
Al lavoro: schede, memorandum, presentazioni. A scuola: temi, tesine, relazioni. Nel privato: post su Facebook, email personali, chat sul cellulare. Sarà anche l'epoca degli audiovisivi e della comunicazione in tempo reale, ma non abbiamo mai scritto tanto. E più dobbiamo scrivere, meno sembriamo capaci di farlo. Ma, mette subito in chiaro Claudio Giunta all'inizio del libro, «non s'impara a scrivere leggendo un libro sulla scrittura, così come non s'impara a sciare leggendo un libro sullo sci. Bisogna esercitarsi: cioè leggere tanto (romanzi, saggi, giornali decenti), parlare con gente più colta e intelligente di noi e naturalmente scrivere, se è possibile facendosi correggere da chi sa già scrivere meglio di noi». E quindi? Non potendo insegnare come si scrive, Claudio Giunta prova a spiegarci come non si scrive, passando in rassegna gli errori, i tic, i vezzi, le trombonerie e le scemenze che si trovano nei testi che ogni giorno ci passano sotto gli occhi: dall'antilingua delle circolari ministeriali alle frasi fatte dei giornalisti, dal gergo esoterico degli accademici e dei politici al giovanilismo cretino della pubblicità... Ma in questo slalom tra sciatterie e castronerie Giunta trova per fortuna il modo di contraddire la sua dichiarazione iniziale, perché insegnare Come non scrivere significa anche dare delle utili indicazioni su come si scrive: per ogni cattivo esempio se ne può trovare uno buono da opporgli, per ogni vicolo cieco argomentativo c'è una via di fuga creativa, e spesso basta un punto e virgola per risolvere una frase ingarbugliata. In questo anti-manuale spregiudicato, arguto e divertente, nella tradizione di Come si fa una tesi di laurea di Umberto Eco ma aggiornato all'era di Google, scopriamo che per scrivere bene bisogna ripartire da un po' di affetto per la nostra bistrattata lingua italiana, ma soprattutto bisogna tenere a mente poche regole di buon senso: se scriviamo lo facciamo perché qualcuno ci legga, capisca quel che vogliamo dire e, se possibile, non si annoi a morte. Sembra facile, no? Con ebook scaricabile fino al 30/06/2018.