«Non sono del mestiere: mi occupo di politica quel tanto che è di dovere per un uomo che non accetta di lasciarsi ciecamente condurre»: al di là di quest'affermazione un po' ironica su di sé del dicembre 1945 e sebbene estraneo alla politica dal punto di vista della militanza, di certo Mazzolari non lo fu sotto il profilo della preoccupazione per il bene comune, dell'impegno nel realizzare una società più giusta, dell'appassionato amore per la libertà, della convinta appartenenza alla vita della città. Anzi, in tale prospettiva egli può essere a ragione considerato una delle voci più significative dell'Italia cattolica del Novecento.
L'accurato e impegnativo lavoro di Truffelli si propone di fornire uno strumento utile a delineare la presenza di don Primo nel confronto politico-culturale del proprio tempo. Attraverso una paziente raccolta di testi sparsi di un'opera vasta e insieme frammentaria, distribuita su un arco di tempo più che quarantennale, viene ricostruito un quadro sufficientemente ampio della prolungata e originale riflessione mazzolariana. Ne emerge un uomo pienamente calato nel confronto pubblico a lui contemporaneo, sempre proteso a portare il proprio contributo di pensiero ai processi politici in atto, riconducendoli, a suo modo di vedere, alle ragioni di fondo.
Accanto ai corposi volumi dei Discorsi, curati da P. Trionfini (2006) e degli Scritti sulla pace e sulla guerra, curati da G. Formigoni e M. De Giuseppe (2009), il volume viene a formare un trittico prezioso per l'ampiezza dei documenti, l'apparato di note e la cura dell'edizione critica.
Sommario
Prefazione (G. Campanini). Introduzione (M. Truffelli). Criteri editoriali. Tavola delle abbreviazioni. I. Dalla Grande Guerra alla crisi del fascismo (1916 - 1943). II. La rinascita della democrazia (25 aprile 1945 - 2 giugno 1946). III. Il periodo dell'Assemblea Costituente (giugno 1946 - dicembre 1947). IV. Il 1948. V. I primi anni di Adesso (gennaio 1949 - marzo 1951). VI. Dalla ripresa di Adesso alla morte (ottobre 1951 - aprile 1959). Indice delle riviste. Indice dei nomi.
Note sull'autore
Don Primo Mazzolari (1890-1959), prete dal 1912, dopo essere stato cappellano militare al tempo della prima guerra mondiale, trascorse la sua vita come parroco di piccoli paesi di campagna. I suoi scritti e le sue predicazioni lo imposero all'attenzione pubblica, ma attirarono su di lui anche molte misure disciplinari della gerarchia. Don Primo si sforzò di vivere e di proporre il vangelo nella sua integralità, anticipando molte acquisizioni del concilio Vaticano II. Di grande rilievo furono le sue riflessioni sulla parrocchia, sui «lontani» e sui poveri, sulla pace e la giustizia sociale.
Note sul curatore
Matteo Truffelli è ricercatore di Storia delle dottrine politiche presso l'Università degli studi di Parma. Le sue ricerche sono indirizzate soprattutto allo studio delle culture politiche dell'Ottocento e del Novecento. Tra le sue pubblicazioni: L'ombra della politica. Saggio sulla storia del pensiero antipolitico, Rubbettino, Soveria Mannelli 2008; La "questione partito" dal fascismo alla Repubblica. Culture politiche nella transizione, Studium, Roma 2003.
Un volume sul concetto di Santità, per Luigi e Mario Sturzo. Questo volume, attraverso gli scritti dei fratelli Sturzo; di Luigi, il fondatore del P.P.I., e di Mario, Vescovo di Piazza Armerina, disegna in modo organico l'itinerario alla santità, secondo i consigli che il Cristo ha indicato per ogni suo seguace. I brani scelti dall'Autore, si illuminano e si completano a vicenda, evidenziando nel contempo quella complementarietà di carattere psicologico e spirituale che ci fu tra i due fratelli.
Una scintilla d'amore. Una vita vissuta come dono per gli altri. Così, intensamente, ha vissuto Paola Massenz (1968-2005), morta da quando, ancora ventenne, incontra la spiritualità dell'unità di Chiara Lubich. Le parole del Vangelo - in particolare la frase "Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te" (Mt 7,12) - diventano da allora il motivo ispiratore della sua quotidianità. All'età di ventitré anni incontra Luigi, un giovane militare alpino, che condivide con lei la scelta radicale di Dio. È l'inizio di una seconda, luminosa tappa della sua vita, di sposa e madre di quattro figli. Attraverso il racconto del marito Luigi e di quanti l'hanno conosciuta, Anna Maria Gatti ripercorre il luminoso cammino di Paola, dall'infanzia fino agli ultimi mesi di vita segnati da una grave malattia.
Chesterton definì padre McNabb come «uno dei pochi grandi uomini che ho mai incontrato nella mia vita; ... è grande sotto molti aspetti, mentalmente e moralmente e misticamente e praticamente... nessuno che lo abbia mai incontrato o visto o sentito lo ha mai dimenticato». Vincent McNabb era un domenicano nativo dell’Irlanda. Visse gran parte della sua maturità a Londra: abitualmente la domenica pomeriggio predicava all’aperto nei giardini di Hyde Park. Fondò insieme a Chesterton, di cui fu amico e maestro, il movimento sociale del Distributismo. Per più di cinquant’anni fu protagonista della vita religiosa e culturale inglese, fu un profeta che aveva intravisto i drammi della modernità. Una figura a tutto tondo tutta da scoprire.
Contenuto
Ludovico Necchi (1876-1930) è stato un esponente significativo della cultura cattolica italiana dell’inizio ‘900 dall’esemplare vita spirituale vivificata da sentite pratiche di pietà. Stretto collaboratore di padre Agostino Gemelli nella realizzazione dell’Università del Sacro Cuore di Milano, la sua esperienza cristiana è presente in tutte le sue scelte di vita, armonizzate da una sapiente organizzazione nei diversi e multiformi impegni professionali, familiari, amministrativi, accademici.
Destinatari
Tutti.
Autore
AGOSTINO PICICCO si è laureato presso l’Università Cattolica di Milano e attualmente vi lavora presso la Presidenza di Facoltà. Ha conseguito l’abilitazione professionale di avvocato e giornalista pubblicista. Collabora, come giornalista, con diverse riviste locali e coordina le attività culturali dell’Associazone Regionale Pugliesi.
In che cosa consiste la sua santità? Come emulare un tale eroe? Che cosa c’è in lui che suscita una tale risonanza sociale in tutto il mondo e fa sì che la sua tomba sia già stata visitata da diciotto milioni di persone? Un viaggio attraverso la vita di don Jerzy attraverso i ricordi diretti delle persone che hanno conosciuto Popiełuszko negli anni del suo ministero a Varsavia e della vicinanza a Solidarnos ́c ́. Uno spaccato di un periodo cruciale nella storia dell’Europa.
Questo libro rappresenta il tentativo di invitare il lettore a compiere un viaggio. Un viaggio che, dal punto di vista umano, ha un finale tragico: termina con la morte. Anzi, col martirio. Ma che in definitiva risulta vittorioso. È la vittoria del bene sul male, dell’amore sull’odio, della vita sulla morte.
Jerzy popiełuszko nacque il 14 settembre 1947 a Okopy, nel voivodato di Podlachia. Ordinato sacerdote il 28 maggio 1972 dal primate di Polonia cardinale Stefan Wyszyn ́ ski, fu destinato alla parrocchia di San Stanislao Kotska nel quartiere di Zoliborz, a Varsavia. Si distinse in particolar modo nell’apostolato svolto presso i lavoratori durante la rivolta anticomunista degli anni Ottanta: per loro organizzò conferenze, incontri di preghiera e servizi di assistenza. Fu vicino al sindacato indipendente Solidarnos ́c ́, e le sue prediche durante le messe per la Patria ottennero un largo seguito. Inviso al regime, subì diversi attentati, tra cui un incidente stradale dal quale uscì illeso. Il 19 ottobre 1984 fu rapito e ucciso da agenti del servizio di sicurezza del Ministero dell’Interno; il suo corpo fu in seguito ritrovato nelle acque della Vistola, nei pressi di Włocławek. La sua tomba, che si trova presso la chiesa in cui prestava servizio, è meta continua di pellegrinaggi di fedeli provenienti dalla Polonia e dal mondo intero.
destinatari
Un libro indispensabile per conoscere un grande martire dell’Europa. Il 6 giugno 2010 Popiełuszko sarà beatificato a Varsavia.
l’autrice
Milena Kindziuk si è laureata in filologia polacca all’Università di Varsavia e ha lavorato come giornalista per diversi settimanali e per l’Agenzia Cattolica di Informazione. Attualmente collabora all’edizione di Varsavia del settimanale «Niedziela» (Domenica). È autrice di diversi libri.
I santi, secondo una comune definizione, espressa per primo da Mario Pomilio, sono il quinto evangelo vivente, per cui conoscere gli uomini di Dio, significa approfondirne la storia e i luoghi nei quali Dio ha agito con essi. Tra questi uomini di Dio emerge nella Roma, e soprattutto nella Napoli del XIX secolo, la figura di una monaca e Madre, che pur nelle mura di una clausura ha avuto un influsso nella storia di queste città. È in questi luoghi, dove lei ha profuso tutte le sue maggiori energie, che Dio l’ha plasmata, come fa il vasaio con la creta, per usare una immagine cara a Geremia e ad altri profeti. Partendo da questo presupposto, cercheremo di entrare nel mondo di questa ancora poco conosciuta Serva di Dio. Descrivere la sua vita di Monaca significa raccontare la storia di un lungo viaggio. Infatti, spende dieci anni della sua vita in Napoli; cinque in Calabria; diciotto in Roma; diciannove in Ischia di Castro (VT), sua città natale. Ma il viaggio più affascinante che ella percorre è quello interiore. Il suo cammino la porta ad uscire sempre più da se stessa, e dopo un lungo sola a solo, come la Vergine accanto alla Croce, giunge alla soglia del faccia a faccia con Dio per riconoscere la sua identità di contemplativa e di Madre delle centinaia di persone incontrate e da lei accompagnate, oltre che di generazioni di monache sue figlie ed eredi.
I due quaderni del diario di Sr. Chiara che rivelano l'indicibile, e per noi quasi incomprensibile, grado di eroicità di fede, speranza e carità al quale il Signore ha voluto portare quest'anima.
Perché il Signore permette che viviamo il dolore, perché talvolta ci sembra che Lui ci abbandoni? Sr. Chiara risponde in queste pagine intense e semplicemente meravigliose...
Dal testo:
19 Marzo 1946
"Il nostro cuore è piccolo, ma la preghiera lo dilata e lo rende capace di amare Dio, quell'Essere infinito che ascolta il gemito del cuore che ama…".
Nato nel 1905 presso Bologna, Bernardino Piccinelli entrò nell'Ordine dei Servi di Maria e fu ordinato sacerdote. Come educatore, promosse un metodo basato sul senso della responsabilità personale. Fu parroco ad Ancona per 47 anni, mettendosi in luce quale pastore affabile e generoso. Come Vescovo ausiliare, fu collaboratore attento e fedele. Morì nel 1984. E' stato proclamato dalla Chiesa "Servo di Dio" ed è avviato alla gloria degli altari. Questo libretto illustrato ne tratteggia il profilo biografico e spirituale.
Monsignor Marcel Lefebvre (1905-1991), un nome che fa quasi sempre sobbalzare. Quanti errori, quante affabulazioni si costruiscono attorno alle persone che pensano, che ragionano, che avanzano verità scomode e perciò divengono loro stesse scomode. Scomode come Lefebvre. Conosciuto per lo più come il Vescovo ribelle, monsignor Lefebvre è stato, finora, posto sotto un cono di luce diffamante, non per il suo comportamento di vita, peraltro ineccepibile e altamente virtuoso, da tutti verificabile, ma per la sua forte presa di posizione contro un Concilio pastorale, il Vaticano II, nei cui dettami vedeva e denunciava le conseguenze scristianizzanti e relativistiche che ne sarebbero sorte. Oggi, a distanza di quasi vent'anni dalla sua scomparsa e a quarantacinque dalla chiusura del Concilio stesso, possiamo storicamente avvicinarci a lui con maggiore serenità e senza acrimonia, considerando quest'uomo, meglio, questo sacerdote, non come il nemico di qualcuno, bensì come un impavido e lungimirante soldato di Cristo, paladino dell'integrità della Fede e di Santa Romana Chiesa, del Primato Petrino e dell'Eucaristia. Lefebvre, grazie anche ai figli che ha lasciato, i sacerdoti della Fraternità san Pio X, è ancora lì a indicare che nella tradizione, nella dottrina cattolica, nella celebrazione del Santo Sacrificio della Messa di sempre, nella santità sacerdotale stanno le risposte ai problemi di un mondo che si è perso nel suo orgoglio e nella sua vanagloria, detronizzando Cristo Re.