Attingendo a documenti originali e a testimonianze ancora inedite, Saverio Gaeta ricostruisce uno dei capitoli più interessanti della vita di don Amorth, quello che lo vide stimatissimo mariologo alla direzione del mensile paolino «Madre di Dio», e fautore presso le alte sedi italiane della consacrazione della nostra nazione a Maria, come risposta alla richiesta fatta dalla Madonna a Fatima. La consacrazione, inizialmente osteggiata, dopo una peregrinatio che vide protagonisti milioni di fedeli nelle più importanti città italiane, si celebrò a Catania 60 anni fa. Gaeta racconta la storia e gli aneddoti del percorso che condusse a questo significativo capitolo della devozione mariana e rilegge alcuni decisivi avvenimenti della nostra nazione a partire da quel segno di protezione mariana. La parte conclusiva del testo fa riferimento anche a un altro impegno della vita di don Amorth: a causa di alcune prese di posizione riguardanti Medjugorje, egli si scontrò nuovamente con alcuni ambiti ecclesiali. Anche di questa storia Gaeta traccia un percorso di interpretazione e restituzione al lettore di una eredità del grande esorcista, non completamente svelata fino a oggi. Una porzione di storia del popolo italiano e della devozione a Maria mai raccontata prima.
Attento alle condizioni di vita di ciascuno, soprattutto dei più poveri, papa Francesco ha affidato a queste pagine un forte messaggio di speranza e di cambiamento: il Vangelo è vita nuova per tutti. I suoi insegnamenti e le sue riflessioni hanno intrecciato in modo originale l’annuncio cristiano e le grandi questioni sociali del nostro tempo, denunciando la logica dello scarto, dell’egoismo e del possesso senza limiti, e indicando la via di una cultura della responsabilità, del dialogo, dell’incontro e della solidarietà. Con parole semplici e radicali, emerge una visione di Chiesa vicina all’umanità ferita, capace di ascolto e di compassione. Un libro che raccoglie alcuni dei temi più cari al magistero di papa Francesco e che resta una voce profetica e attuale di fronte alle ferite della società contemporanea.
Nell’antichità i greci usavano due termini diversi per definire il tempo: chronos per indicare lo scorrere dei minuti (e quindi la sua natura quantitativa) e kairos per indicare la natura qualitativa dello stesso, ovvero l’abilità di fare la cosa giusta al momento opportuno. Una delle sensazioni più comuni oggi è quella di sentirsi sempre fuori tempo, in ritardo rispetto alla vita. Ma ciò che proviamo è il bisogno di essere schiavi del tempo che scorre o vogliosi di un tempo vissuto? Spesso ci perdiamo nella classica frase «Scusa, non ho tempo…», lo facciamo in maniera convinta, quasi come se la categoria temporale non dipendesse da noi, bensì il contrario. I rischi del chronos sono dietro l’angolo: la tendenza a sentirsi fuori tempo ci induce spesso a sentire il vuoto della frenesia per poi fuggire in un altrove che ci ripropone gli stessi nuclei problematici. Alfredo Altomonte con questo testo ci dice che non è mai troppo tardi per cambiare strada, per sentirsi amati e amare. Non è mai troppo tardi per diventare sé stessi. Per farlo, però, dobbiamo ricominciare a respirare. Respirare è inteso come stare, stare nel vuoto, sentirlo e non fuggire, mentre tutti invitano a correre, riempire il vuoto con le cose del mondo. Nessuno, o quasi, dice invece che ogni tanto è giusto fermarsi, che va bene anche quando ci si sente persi e che non si è rotti solo perché non si sa dove si sta andando.
Che cos'è la Comunione? Perché si chiama così? E in che modo ci fa stare insieme a Gesù? In questo libro potrai scoprire il sacramento che più ci mette in contatto intimo con il Signore. Tante spiegazioni, riflessioni e frasi celebri pronunciate dai Papi per i bambini, per ricevere con la giusta preparazione il sacramento che dà forza e coraggio quotidiani al cristiano. Età di lettura: da 6 anni.
In queste pagine troverai i personaggi e le storie del Nuovo Testamento raccontati con testi semplici, molte immagini da colorare, giochi e attività. Un libro per iniziare a conoscere il Vangelo divertendosi. Età di lettura: da 5 anni.
La lotta alla mafia comincia dalla memoria. La memoria è il primo atto di resistenza civile. Non è un esercizio del passato, ma un compito che riguarda il presente e che chiama in causa ciascuno di noi. Ricordare significa custodire i nomi, i volti, le storie; significa restituire dignità a chi è stato colpito dalla violenza mafiosa e responsabilità a chi oggi vive in una società che non può permettersi l’oblio. In questo primo Pizzino della NoMafia, con parole essenziali e dense, gli autori Umberto Santino e Andrea Cozzo invitano a non lasciare che il tempo consumi i nomi e i volti delle vittime, e a trasformare il ricordo in impegno quotidiano.
Il libro, a firma di un noto studioso che è anche molto attivo da decenni sul fronte antimafia, si propone di rispondere - brevemente ma efficacemente - alla domanda: "Cosa può fare ognuno/a di noi qui e ora per contrastare le mafie?" La risposta è articolata in 5 punti: 1. conoscerle, 2. boicottarle economicamente, 3. negare consenso elettorale ai loro complici, 4. concentrarsi nell’educazione dei minori più a rischio. Condizione preliminare e permanente, per attuare tali strategie, 5. una radicale opzione etica sul senso da dare alla propria vita.
La figura di un fedele laico esemplare: Una percorso segnato dalla passione per l'uomo, dal dramma del nazifascismo e da un'eredità cruciale per la Chiesa di oggi. Giuseppe Lazzati ha attraversato il Novecento, con tutti gli orrori e le speranze, le contraddizioni e le intuizioni che hanno caratterizzato il suo tempo. A quarant’anni dalla morte, molte sfide contemporanee non sono poi così diverse: un futuro di pace da immaginare, forze democratiche da costituire, l’emergenza educativa delle nuove generazioni e la capacità mai scontata di leggere i segni dei tempi. Da qui la necessità di una pubblicazione che, da una parte, presenti i tratti essenziali della biografia e della spiritualità di Lazzati e, dall’altra, ne riproponga l’estrema attualità del tratto umano e dell’esperienza cristiana mediante quattro "chiavi di lettura" della sua vita: la fede, l’educazione, la cultura, la politica. Ne emerge la figura di un cristiano con il sorriso, dedito tanto all’azione quanto alla contemplazione. È, questa, un’espressione di profezia della quale siamo riconoscenti al venerabile Giuseppe Lazzati.
In questo libro di preghiere mariane il card. Comastri, innamorato della Madonna, ci accompagna per un anno intero attraverso un percorso di preghiera secondo i momenti più importanti dell’anno: il Santo Rosario, un mese con Maria (con 30 meditazioni, brevi preghiere e un passo scritturistico mariano e patri- stico), le Novene (all’Immacolata, all’Assunta e al Natale), la Via Crucis, una Veglia di preghiera e una rassegna di preghiere scelte. Un libro di preghiere mariane da utilizzare dalle solennità alle feste e ri- correnze dell’anno dedicate alla Madonna.
Quando le strade di Roma si svuotano, le luci si abbassano, il lungo il Tevere emerge un'umanità che resta invisibile agli occhi dei tanti. Uomini e donne ferite dalla vita, senza casa, senza nome, spesso senza voce, ma non per questo privi di dignità. L'autore non racconta da spettatore, ma da compagno di strada, da uomo che ha scelto di fermarsi, ascoltare e condividere. Ogni pagina è fatta di volti, silenzi, gesti piccoli e necessari. Non ci sono eroi, nè soluzioni facili. Un libro che coinvolge, anche nelle ferite. Un libro che accompagna la nascita e lo sviluppo di "Missione Solidarietà" fondata dall'autore, in cui il logo del Cireneo raprresenta la forza trainante per stare accanto a chi crede di aver perso la dignità e l'attenzione. Prefazione di don Antonio Coluccia.
«La fede e la carità resero Pier Giorgio Frassati attivo e operoso nell'ambiente in cui visse, in famiglia e nella scuola, nell'università e nella società; lo trasformarono in gioioso ed entusiasta apostolo di Cristo, in appassionato seguace del suo messaggio e della sua carità. Il segreto del suo zelo apostolico e della sua santità è da ricercare nell'itinerario ascetico e spirituale da lui percorso; nella preghiera, nella perseverante adorazione, anche notturna, del Santissimo Sacramento, nella sua sete della parola di Dio, scrutata nei testi biblici; nella serena accettazione delle difficoltà della vita anche familiari; nella castità vissuta come disciplina ilare e senza compromessi; nella predilezione quotidiana per il silenzio e la "normalità" dell'esistenza». (Giovanni Paolo II).
San Francesco aveva una spiccata predilezione per il Padre nostro. Nella sua profonda unione con Gesù Cristo sentiva spontaneo, irresistibile il bisogno di pregare come lui, con le sue stesse parole...Per accompagnare ogni giorno della settimana, in queste pagine, viene proposto il suo prezioso commento al Padre nostro. Semplice, intimo, profondo.