Quanto c'è di vero a proposito della convivenza apparentemente «tesa» tra i due Papi di cui tanto si è parlato negli ultimi anni? Dove finisce la realtà e dove comincia il mito nella ricostruzione di una vicenda storica senza precedenti, che ha suscitato e continua a suscitare giudizi contrastanti? Per chiarire che cosa è avvenuto dietro le mura vaticane in un decennio decisivo per il futuro della Chiesa cattolica, sostiene Javier Martínez-Brocal, non si è tenuto conto del punto di vista di un personaggio principale, l'unico in grado di fare luce sul tema dall'interno: papa Francesco. Intenzionato a consegnare al lettore la versione di Bergoglio, il vaticanista di lungo corso lo ha incontrato varie volte tra l'estate del 2023 e l'inizio del 2024, e insieme hanno ripercorso le tappe fondamentali dei due pontificati, tra cui la rinuncia di Benedetto, i momenti più intimi e dolorosi, le cerimonie più significative. Bergoglio non si sottrae, al contrario incoraggia gli interrogativi del giornalista, che sempre lo incalza attingendo al confronto tra la biografia di Benedetto e quella di Francesco, a quanto avevano detto l'uno dell'altro prima e dopo essere divenuti successori di Pietro, a cronache e interviste, alla ricerca dei punti di contatto e delle differenze. Il risultato è un dialogo vivace e mai scontato che, al riparo dalle semplificazioni e dal sensazionalismo dei titoli della stampa, permette al Papa di aprirsi e raccontare per la prima volta la verità sul suo rapporto con Benedetto XVI. Ricca di rivelazioni e di riflessioni, questa straordinaria testimonianza in presa diretta è profondamente toccante per le esperienze umane e spirituali su cui getta nuova luce.
È certo che mai, in nessuna epoca, gli uomini sono stati così lontani da Dio, così sprezzanti della santità che egli esige; eppure, mai si è manifestata così chiaramente la necessità di essere santi. «In questi giorni apocalittici - scrive Léon Bloy - sembra veramente che soltanto un sottilissimo strato ci separi dagli abissi eterni... C'è una sola tristezza nel mondo ed è quella di non essere santi». In effetti siamo stati creati per essere santi. La santità ci è talmente richiesta, è talmente inerente alla natura umana che Dio la anticipa, per così dire, in ciascuno di noi, mediante i sacramenti della sua Chiesa, cioè con i segni mistici che operano invisibilmente nelle anime l'inizio della gloria. Ma come si fa ad essere santi? Riceviamo lo Spirito Santo, ma poi c'è un cammino da percorrere. Padre Serafino Tognetti, discepolo del Servo di Dio don Divo Barsotti, alla scuola della vita monastica, traccia un itinerario semplice ed esaltante, sulla base della Tradizione e delle vite dei santi, per mettersi sulla via, per ritrovare, con la santità, la propria felicità, che consiste nell'amare e nell'essere amati. Ne è nato questo libro agile e, diremmo, necessario, per rimettersi in cammino decisamente verso Dio. Sono i tempi che viviamo che lo esigono.
Questa raccolta propone pagine scelte di testi, quasi tutti inediti in Italia e alcuni persino in Polonia, di Karol Wojtyla. Si tratta di frasi tratte da omelie, incontri, frammenti di opere teatrali, lezioni, che ci permettono di intravvedere il suo spessore umano e spirituale prima che diventasse Papa col nome di Giovanni Paolo II, quando i riflettori non erano ancora puntati su di lui. In forma di aforismi, il lettore potrà gustare e meditare, ogni giorno una diversa, pillole di pensiero, sapientemente organizzate per tematiche e parole chiave, spaziando dalla mistica alla poetica, dalla catechesi alla riflessione puntuale sull'attualità. Prefazione di papa Francesco.
Noi mangiamo veramente il corpo di Cristo e beviamo il Suo sangue. Gesù non è un fatto privato, intimistico, Lui è davvero il Logos del mondo, è il senso di ogni cosa, è la logica delle cose. Quando una persona è lontano da Gesù è il caos, si comporta in modo assurdo. Chi sta attaccato a Gesù invece funziona, non è che lo dice a parole, lo dimostra la sua vita, la sua macchina va più veloce, funziona meglio. L'Eucarestia è il centro di tutto. E queste catechesi ci spiegano il perché. Prefazione di Costanza Miriano.
In questa edizione aggiornata del suo testo di riferimento, Mardi Horowitz ripropone la concettualizzazione della Case Formulation, arricchita da nuove riflessioni e da numerosi casi clinici dettagliatamente descritti. Questo approccio alla pianificazione del trattamento psicoterapeutico ha da tempo dato prova della propria efficacia come strumento di raccolta, comprensione e concettualizzazione delle informazioni che possono essere ottenute nell'assessment del paziente. Il clinico è guidato, passo dopo passo, a identificare i problemi più significativi sottesi alla sofferenza e alla richiesta di aiuto e ad affrontarli nelle fasi progressive della terapia. Non mancano i riferimenti all'esperienza maturata nell'applicazione ormai ventennale del metodo, che ne hanno consentito l'affinamento, ma è anche importante l'attenzione rivolta ai dati della ricerca empirica contemporanea. Un testo aggiornato e in linea con le tematiche proposte dalle forme attuali della psicopatologia, nel rispetto tuttavia delle caratteristiche originarie che sono state a lungo apprezzate da psichiatri, psicologi clinici e operatori sociali. Prefazione di Glen O. Gabbard.
Nella cultura giuridica della chiesa, e dunque nel codice di diritto canonico, lo stupro e l'abuso sessuale sono considerati trasgressioni del sesto comandamento e mai atto contro un'altra persona. Ma questo comandamento è l'unico del decalogo ad aver cambiato denominazione nel corso della storia: il «non commettere adulterio» delle origini bibliche è divenuto nel XVI secolo «non commettere atti impuri». Anche se si tratta sempre di norme relative al comportamento sessuale, la differenza è importante. L'adulterio è un atto che rompe gli equilibri comunitari e familiari, sconvolgendo le relazioni sociali, mentre gli atti impuri riguardano solo il peccatore, che diventa impuro. L'attenzione quindi si sposta dalle relazioni, danneggiate dalla trasgressione, all'impurità del solo colpevole: ecco perché la chiesa fa molta fatica a occuparsi delle vittime. Del resto, a causa di una concezione sbagliata della sessualità, di tipo solo maschile, nella cultura cattolica si crede che le vittime provino comunque piacere e quindi diventino così complici nella trasgressione. Per affrontare le radici degli abusi bisogna, dunque, ritornare a riflettere sul sesto comandamento.
Le preghiere più belle per i piccoli in un volume cartonato e illustrato. Età di lettura: da 2 anni.
Il volume offre al lettore i contributi presentati in occasione del secondo seminario del progetto di ricerca “Giovani, affetti e identità”, un percorso che coinvolge, in un cammino triennale, tutte le Facoltà dell’Università Pontificia Salesiana.
Si pone in continuità con il primo volume: “La cultura affettiva. Cambiamenti e Sfide”, che ha fornito una panoramica introduttiva sulla cultura affettiva contemporanea sottolineandone le implicanze antropologiche, storiche e sociologiche.
I tre contributi presentati affrontano il tema della differenza sessuale secondo tre approcci disciplinari differenti: filosofico, teologico e psicologico.
Filippa se n’è andata, in un incidente stradale, dopo soli cento giorni di matrimonio, lasciando in chi l’ha conosciuta un grande e incolmabile vuoto e un’ultima comunicazione nella segreteria del telefonino: «Non ci sono, ma lasciate un messaggio».
Ma grazie al diario ritrovato dopo qualche mese, Filippa continua a comunicare con giovani e adulti. Aveva otto anni quando iniziò a scrivere il suo diario e diciannove quando vi appuntò l’ultimo pensiero. Su queste pagine ha annotato le gioie e le fatiche di un’adolescente che si affaccia alla vita, suda sui libri di scuola, vive le prime cotte e i conflitti della sua età.
Con il linguaggio tipico dei giovani ha affidato alla parola scritta avvenimenti e incontri: ne traspare il mondo a tratti fiabesco nel quale vive – è una vera principessa, quarta di sette fratelli – ma anche il cuore di una ragazza con una forte spiritualità, una fede non scontata, vivace, critica e capace di cercare sempre la volontà di Dio nelle sue giornate.
Filippa Sayn-Wittgenstein, principessa discendente di un antico lignaggio, quarta di sette figli, è morta a 21 anni in un incidente stradale, il 30 settembre 2001. Era sposata da soli cento giorni con Vittorio Mazzetti d’Albertis, anch’egli discendente da famiglie nobili.
Alcuni mesi dopo, viene trovato il suo diario, iniziato da Filippa all’età di 8 anni e proseguito sino all’incontro con colui che avrebbe sposato. Fatto circolare prima fra parenti e amici, che rimangono profondamente colpiti dalla carica umana e di speranza che esce dalle sue pagine, viene quindi pubblicato perché più persone possano trarre beneficio da questa lettura.
Il successo sancito dal pubblico di lingua tedesca, e poi da quello spagnolo, conferma la bontà dell’intuizione.
La prefazione per il libro è stata scritta dal Cardinale Christoph Schönborn, parente di Filippa.
Descripción
Índice
INTRODUCCIÓN 11
Siglas y abreviaturas 13
Capítulo I.
CÁNONES COMUNES A TODOS LOS LUGARES SAGRADOS 17
1. Introducción 17
2. Noción 19
2.1. Lugares destinados al culto o enterramiento de los fieles (causa final) 19
2.2. Por dedicación o bendición (causa eficiente) 21
3. Autoridad competente para la dedicación 25
4. Autoridad competente para la bendición constitutiva sobre los lugares 26
5. La prueba de la dedicación o bendición 29
5.1. Prueba documental 30
5.2. Prueba testifical 31
6. Actividades permitidas y prohibidas en un lugar sagrado (c. 1210) 32
6.1. Lo que es “propio”, lo “prohibido” y lo “permitido” en los lugares sagrados 33
6.2. El Ordinario podría permitir excepcionalmente otros usos no contrarios a la santidad del lugar 34
7. Profanación-violación de un lugar sagrado (c. 1211) 35
7.1. Condiciones para que se pueda dar la profanación-violación de un lugar sagrado 35
8. La pérdida de la dedicación o la bendición: la execración de los lugares sagrados (c. 1212) 42
9. Los poderes y funciones que la autoridad eclesiástica ejerce en los lugares sagrados (c. 1213) 45
Capítulo II.
LAS IGLESIAS, LOS ORATORIOS Y LAS CAPILLAS PRIVADAS 49
1. Introducción 49
2. Las iglesias 51
2.1. Noción 51
2.2. Las condiciones para construir una iglesia (c. 1215) 59
2.3. Criterios para construir o reparar las iglesias (c. 1216) 65
2.4. La dedicación o bendición de la iglesia (c. 1217) 69
2.5. El título de una iglesia (c. 1218) 75
2.6. Las celebraciones que pueden realizarse en una iglesia (c. 1219) 78
2.7. Cuidados y ornato de la iglesia 79
2.8. El libre acceso en la iglesia de los fieles (c. 1221) 87
2.9. La reducción al uso profano de una iglesia (c. 1222) 90
2.10. ¿Quién puede interponer un recurso por la reducción de una iglesia a uso profano? 101
2.11. El destino de las iglesias que se reducen a uso profano y legislación que le puede afectar 104
3. Los oratorios y capillas privadas 104
3.1. Introducción 104
3.2. Noción de oratorio (c. 1223) 107
3.3. La licencia para crear un oratorio (c. 1224) 108
3.4. Celebraciones permitidas en los Oratorios (c. 1225) 110
3.5. Noción de Capilla privada (c. 1226) 112
3.6. La capilla privada del Obispo (c. 1226) 113
3.7. Condiciones para celebrar en una capilla privada (c. 1228) 114
3.8. Bendición de los oratorios y de las capillas privadas (c. 1229) 116
3.9. Reducción a uso profano de estos lugares 117
Capítulo III.
LOS SANTUARIOS 119
1. Introducción 119
2. Noción 121
2.1. Noción de santuario hasta el CIC 83 121
2.2. Noción descriptiva de santuario (c. 1230) 123
3. Clasificación de los santuarios (c. 1231) 130
4. Los estatutos que rigen el santuario y la autoridad que los aprueba 134
5. Los privilegios anejos al santuario (c. 1233) 137
6. Actividad pastoral en los santuarios (c. 1234 §1) 139
6.1. El contenido del §1 139
6.2. La predicación abundante de la Palabra de Dios 140
6.3. Celebraciones cultuales en los santuarios 140
6.4. La piedad popular 141
6.5. Reflejo de esta vida pastoral en los estatutos 142
7. La custodia y conservación de los exvotos en los santuarios (c. 1234 §2) 142
Capítulo IV.
LOS ALTARES 145
1. Introducción 145
2. Noción y especies de altares (c. 1235 §1) 146
2.1. Noción de altar 146
2.2. Altar fijo y móvil 148
3. Tipo de altar a erigir en los diferentes lugares sagrados (c. 1235 §2) 150
3.1. El canon y sus fuentes 150
3.2. Los contenidos del parágrafo 152
4. La materia del altar (c. 1236) 154
4.1. Materia del altar fijo (§1) 154
4.2. Materia del altar móvil (§2) 157
5. Dedicación y bendición de los altares (c. 1237 §1) 158
6. Colocación de las reliquias bajo el altar (c. 1237 §2) 159
7. Perdida de la dedicación o de la bendición de los altares (c. 1238 §1) 161
7.1. El §1 del canon y sus antecedentes 161
7.2. Los contenidos del §1 163
8. El altar conserva su dedicación o bendición, aunque el lugar sagrado quede reducido a uso profano (c. 1238 §2) 164
9. Uso exclusivo del altar para el culto divino (c. 1239 §1) 165
10. Prohibición de enterramiento de cadáveres debajo del altar (c. 1239 §2) 166
Capítulo V.
LOS CEMENTERIOS 169
1. Introducción 169
1.1. Cementerios y columbarios-cinerarios: descripción y equiparación 169
1.2. Los criterios para la revisión de esta parte del Código 172
1.3. La denominación y la sistemática en el CIC 17 y las modificaciones del CIC 83 173
1.4. El “derecho de asilo” en “lugar sagrado” 175
2. Derecho de la Iglesia a poseer cementerios propios donde sea posible (c. 1240) 176
2.1. El CIC 17 y las aportaciones del proceso de redacción 176
2.2. El canon actual 177
3. Quiénes pueden poseer cementerios en la Iglesia (c. 1241) 180
3.1. El CIC 17 y las aportaciones del proceso de redacción 180
3.2. Los contenidos del canon actual 183
4. Prohibición de enterramiento en las Iglesias (c. 1242) 188
5. La regulación de los cementerios en la legislación particular 191
Bibliografía 195
Fuentes 195
1. Romanos Pontífices 195
2. Concilios 196
3. Libros litúrgicos 196
4. Curia Romana 198
5. Conferencia Episcopal Española y acuerdos Santa Sede-Estado Español 202
Libros 203
Artículos de revistas y capítulos de libros 205
Come psicologo di lunga esperienza ho potuto vedere sempre, in ogni stato psicofisico, la presenza di un qualcosa di inquietante, di oscuro, di profondo, che si oppone al raggiungimento del benessere interiore. Anche quando il paziente è in uno stato di grazia, anche quando il suo cervello è cullato dal ritmo alfa (il ritmo della quiete) e produce endorfine (le molecole del benessere), lì vicino c'è il Nemico tentatore che lo spinge a ritornare tra le braccia del ritmo beta (il ritmo degli stati di veglia) e di essere lui il protagonista del suo destino, senza fidarsi di quella quiete illusoria. Cos'è questa tendenza a distruggersi, a «farsi del male»? Gli studi finora condotti su questo tema hanno portato a galla una miriade di intuizioni, quasi tutte geniali e interessanti, ma nessuna esaustiva. In questo saggio cercheremo di gettare un po' di luce in questo mondo misterioso che, ad ogni passo, apre orizzonti sconfinati. Non dobbiamo scoraggiarci per questa condizione umana di «continua lotta». Ho visto molte persone piegare il loro Satana e farlo ritornare nella sua tana. Esso resterà sempre con noi ma senza essere capace di insinuarsi nell'immunità che ci siamo conquistati. Se ci siamo «vaccinati» in modo giusto, con iniezioni di luce pura (ideali, valori, senso della vita, sviluppo dell'autotrascendenza che è in noi) riusciremo sempre a non farci azzannare dai suoi velenosi morsi. Se seguiamo l'istinto di vita, se voliamo alto col pensiero, se riusciamo ad amare in modo donativo, se sviluppiamo le nostre attitudini artistiche e riusciamo a dialogare col Mistero che ci circonda, Satana in questi spazi eterei non ci segue.