L’uomo è fatto per la felicità, ma se la cultura dominante afferma che tutto è nulla, che la felicità non esiste, che è solo un’illusione, che l’unica cosa vera è la morte e la vita è tutta una promessa non mantenuta, allora la vita è solo una tragedia, è un inferno. Eppure questo nichilismo sembra una sorta di miracolo nelle mani di Dio. Sembra che, in certa cultura laica, agnostica o addirittura atea, il nichilismo dilagante sia un grido talmente forte e incontenibile verso l’Assoluto e il Trascendente da poter dire, paradossalmente, che anche il mondo laico canta la nostalgia di Dio, il desiderio di Lui, il bisogno dell’Assoluto e dell’Eterno. E allora? Non è forse evidente che questo Nulla è già l’annuncio e la rivelazione di Colui che è il Tutto? Il miracolo che sta accadendo sotto i nostri occhi, distratti e disattenti, è proprio questo: quello che doveva essere il motore della secolarizzazione, dell’agnosticismo e dell’ateismo, cioè il nichilismo, sta diventando, proprio nel nostro mondo occidentale, sazio e opulento, l’espressione di un bisogno profondissimo di trascendenza, l’espressione di una nostalgia incontenibile di eterno, di Infinito, di Assoluto.
La dottrina sull'anticristo in sant'Ireneo di Lione, in san Girolamo, in sant'Agostino e di san Gregorio Magno è molto attuale. In questo tempo sembra di essere testimoni di alcuni segni che preannunciano la fine dei tempi, tra i quali, quelli particolarmente evidenti e diffusi, sono la grande apostasia dalla fede in Cristo e l'ateismo mondiale. Tutto ciò sembra preparare l'avvento dell'"uomo iniquo nel tempio di Dio", cioè l'anticristo, che sarà distrutto con il ritorno di Cristo nella gloria (cfr. 2 ts 2,3-12). L'esercito della città del diavolo (Babilonia) avanza e conquista, dopo le due guerre mondiali, il mondo e l'umanità consolidando le posizioni della globalizzazione del mistero dell'iniquità. I successori di Pietro negli ultimi secoli hanno contrastato la marcia conquistatrice di questo esercito senza però riuscire a fermarlo. In questo libro si ripropone sia l'insegnamento dei padri della chiesa che quello dei papi su l'anticristo e sul suo avvento.
Un invito a riconciliarsi con se stessi, lasciare le paure e uscire dalla comfort zone per abbracciare il cambiamento. Con linguaggio chiaro e tono empatico, Francesca Bisogno intreccia la concretezza del coaching con la profondità della fede cristiana, guidando il lettore in un cammino di consapevolezza e libertà interiore. Attraverso esempi concreti, riflessioni e spunti pratici, imparerai a compiere piccoli passi, scegliere nuove parole e prendere decisioni nuove, ritrovando equilibrio e direzione. Così ogni storia personale può trasformarsi - e diventare, davvero - tutta un’altra storia.
Questo volume è un manuale essenziale per il credente che desidera nutrire la propria fede attingendo direttamente alla sorgente della Parola di Dio. Attraverso un’ampia e curata selezione di brani del Nuovo Testamento, il testo accompagna il lettore in un itinerario toccando le verità fondamentali della fede: la creazione, la salvezza, la vita nuova in Cristo e la preghiera. Un vero vademecum biblico per imparare a credere e pregare con le parole stesse di Dio.
Questo libro offre una panoramica approfondita della Bibbia, esplorando il mistero dell’ispirazione divina che caratterizza i testi sacri. Attraverso un’analisi teologica e storica, l’autore guida il lettore alla scoperta della relazione unica tra Dio e gli scrittori biblici, come definita nel Concilio Vaticano II. Un percorso che aiuta a comprendere non solo la genesi dei testi biblici ma anche la loro continua attualità e rilevanza spirituale per i credenti di oggi.
Il segreto più profondo di san Francesco non è anzitutto la fraternità, ma la minorità. È l’umiltà, vissuta davanti a Dio e agli uomini, a rendere possibile una vera fraternità. Francesco si fa "frate minore" tra Dio e la gente, ed è proprio questa scelta a renderlo fratello universale, capace di parlare ancora oggi al cuore di tutti, credenti e non credenti. Il saio, colore della terra e dell’humus, diventa così il segno di un’umiltà che apre le porte del cuore di Dio e degli uomini. Solo rivestendoci di questa veste interiore possiamo abitare il mondo come credenti autentici e testimoni credibili del Vangelo.
"Queste preghiere l'autore le ha viste". E' questa la frase che spiazza ma anche consola e che presenta questo libro.Le ha viste là dove la vita si mostra senza trucco: nei volti, nei sorrisi, nelle lacrime delle persone che ogni giorno incontra, dialoga con lui oppure, semplicemente sta, in silenzio perchè ha esaurito le parole. Questo libro è un piccolo breviario del quotidiano, in cui l'autore alterna preghiere e racconti, per i tempi della gioia e della fatica, della fiducia e della prova. Un libro da tenere accanto.
«I miei tentativi di pregare fallivano in continuazione. Finché, a un certo punto, mi sono detto: la tua fede ha bisogno di un tetto sulla testa. Compi sempre gli stessi gesti, resisti, non far dipendere la tua preghiera dalla voglia che ne hai o dai capricci: un approccio metodico purifica il cuore. Inserisciti nel solco dell'esperienza delle moltissime persone che hanno pregato prima di te. E così, un giorno meraviglioso, la preghiera ha incominciato a sgorgare dentro di me quasi spontaneamente. Oggi provo una grande riconoscenza perché non chiedo più troppo alla mia preghiera, ma cerco di vivere tutta la mia vita alla presenza di Dio. Continuo a far fatica, certo, ma la preghiera non è più un peso». Questo il retroscena. A partire da qui Jürgens ha sviluppato una piccola scuola di preghiera. Non aspira ad essere completa, non è una trattazione sistematica, né un corso di base. In compenso, però, è "tutta farina del suo sacco", ponderata nell'esercizio e testata nella pratica.
Il volume indaga il concetto di entropatia (Einfühlung), centrale nel pensiero di Edith Stein, nell’orizzonte della fenomenologia, mostrando il modo in cui si costituiscono l’individuo e la comunità. Attraverso un’analisi sistematica delle principali opere steiniane, l’entropatia è interpretata come un vissuto sui generis, caratterizzato da una presentificazione non-originaria, non riducibile a una semplice forma di partecipazione emotiva, che consente l’accesso all’esperienza dell’altro. In questa prospettiva, il volume mette in luce la correlazione tra entropatia, individuo e comunità, mostrando come tali elementi non costituiscano realtà separate, ma momenti costitutivi di una struttura dinamica e necessaria. Si propone così una rilettura sistematica dell’antropologia steiniana, evidenziando come l’essere umano si costituisca nella relazione con l’altro, nella sua irriducibile alterità. Il volume, infine, riconsidera l’entropatia come condizione necessaria per la costituzione dell’individuo e della comunità, offrendo una nuova prospettiva sistematica e fondativa nel dibattito contemporaneo sull’intersoggettività e sulla comunità.
L'esperienza spirituale di Padre Pio è stata caratterizzata da una profonda e tenera devozione mariana espressa anche nell'Epistolario. Il Rosario per lui è il pane quotidiano, la contemplazione, la meditazione, la costante preghiera di intercessione. Lo definisce sintesi della nostra fede, esplosione della nostra carità, sostegno della nostra speranza. La preghiera dei misteri dei Rosario e le brevi riflessioni di Padre Pio aiutano a contemplare il volto di Gesù e alimentano nei cuori la fiducia, la speranza e l'impegno per la pace.
Il Sommo Pontefice Francesco, dando seguito ad alcuni orientamenti già posti dal Suo predecessore, è intervenuto più volte, fin dall'inizio del Pontificato, sull'amministrazione economica della Curia romana. Ora tali innovazioni normative si collocano nel nuovo contesto offerto dalla riforma della Curia romana stabilita dalla Costituzione apostolica Praedicate Evangelium. Il libro, che raccoglie gli atti del Convegno della Facoltà di Diritto Canonico San Pio X tenutosi il 22 marzo 2023, si propone di approfondire gli aspetti innovativi così introdotti di carattere istituzionale e concernenti l'attività economica della Santa Sede, nel contesto economica-finanziario internazionale e a servizio delle finalità proprie della Chiesa universale e delle Chiese particolari.
Se un tempo il potere era un’entità visibile, incarnata in monarchi, Stati o istituzioni, oggi si presenta come una forza disincarnata e onnipresente. Non risiede in un palazzo, ma in una rete, in un algoritmo, in un’infrastruttura di dati che attraversa i confini nazionali e invade la sfera privata. È il potere computazionale. È capace di modellare le nostre opinioni, le nostre abitudini e persino la nostra identità. Non si impone con la forza o la legge, ma attraverso la persuasione, la predizione e il controllo. Ci sfida a ridefinire concetti come libertà, giustizia e democrazia perché i dati sono la nuova moneta e gli algoritmi i nuovi legislatori. Non appartiene a un solo attore, ma è frammentato tra le grandi aziende tecnologiche, i governi e gli individui che lo usano per scopi diversi. Come possiamo assicurarci che sia usato per il bene collettivo e non per gli interessi di pochi? Di fronte a un potere così vasto e pervasivo, l’etica della tecnologia non è un semplice accessorio, un’appendice morale da aggiungere a posteriori, ma la condizione necessaria per garantire la coesistenza democratica e la giustizia sociale. Paolo Benanti affronta con grande chiarezza e organicità questi temi scrivendo un libro indispensabile per capire il nuovo, e sempre mutevole, volto del potere.