Articolate riflessioni sulla felicità a partire dalla Scrittura. Facendo parlare, in brevi riflessioni tutte incentrate su un brano biblico diverso, tratto sia dall’Antico che dal Nuovo Testamento, l’autore interpella il lettore sul tema spesso dimenticato dalla predicazione cristiana: l’autentica felicità promessa da Dio all’uomo. Unendo competenze bibliche alla tradizione tomistica più autentica e attingendo alla sua esperienza di guida spirituale, l’autore offre un affresco di grande fascino che può interessare credenti e non credenti.
In questo libro, don Francesco Cristofaro ci guida in un percorso spirituale alla scoperta del Volto di Gesù nel Vangelo di Matteo. Dalla nascita a Betlemme fino al Discorso della Montagna, dalle tentazioni nel deserto agli incontri che hanno segnato la vita dei discepoli e delle persone ferite, ogni pagina ci avvicina al Cuore del Maestro e alla sua misericordia. L’autore intreccia il racconto evangelico con esperienze personali, episodi di vita quotidiana, incontri pastorali e testimonianze, creando un dialogo vivo tra Parola di Dio e vita di ogni giorno. A impreziosire il percorso offerto al lettore, numerosi riferimenti alla tradizione della Chiesa, in particolare con ampi riferimenti a sant’Agostino, che con la sua sapienza illumina e approfondisce i temi trattati. Questo testo, nello stile di don Francesco, non è solo un commento al Vangelo, ma un invito alla contemplazione per il lettore: è un viaggio da fare insieme, che sollecita a fermarsi, ad alzare lo sguardo e a lasciarsi trasformare dall’incontro con Cristo. Il Volto di Gesù diventa così specchio in cui riconoscere la nostra umanità e scuola di amore, umiltà e speranza. Un libro da leggere con calma, da meditare e da portare nel cuore, come compagno di preghiera e guida nel quotidiano.
Il rotolo e il libro, in quanto strumenti di supporto per la scrittura, rappresentano simbolicamente l’evoluzione e la trasmissione dei testi scritti. Per questo il volume in omaggio a Jean-Pierre Sonnet presenta una serie di contributi in cui si riflette sul significato che il medium della forma scritta ha assunto nella composizione della Bibbia. La miscellanea è formata da quindici contributi scritti da amici, colleghi, confratelli ed ex studenti di Jean-Pierre. Alcuni si concentrano sulla qualità narrativa e sull’arte poetica delle sacre Scritture, commentando anche passi biblici in cui si fa esplicito riferimento all’atto di scrivere. In diversi saggi si riflette sulla figura degli scribi di Israele e sul ruolo che hanno esercitato nel processo di composizione dei libri biblici e nella tradizione scritturistica.
In questo volume, l’autore ci invita a scoprire il significato profondo e la ricchezza spirituale della preghiera più amata dai cristiani: il Padre Nostro. Attraverso riflessioni ispirate alle Sacre Scritture, ai Padri della Chiesa e ai grandi maestri di fede, il lettore viene accompagnato in un percorso di contemplazione che svela il mistero di Dio come Padre, la dignità di essere figli, e il senso della volontà divina nella nostra vita quotidiana. Un’opera che invita alla preghiera autentica e alla fiducia in un amore infinito, capace di trasformare il cuore di chi si rivolge a Dio.
Nella strada del pane fragrante è un percorso meditativo e narrativo ispirato al Vangelo di Luca, che invita il lettore a compiere un viaggio spirituale e relazionale alla scoperta del «Gesù vero uomo». Antonio Manganella, sacerdote e studioso di spiritualità biblica, accompagna passo dopo passo tra gli eventi della vita di Cristo - dall’annuncio a Zaccaria e la nascita di Giovanni, fino alla Passione, alla Risurrezione e al cammino verso Emmaus - offrendo una lettura quotidiana del testo evangelico. Ogni meditazione è una tappa del cammino di fede: brevi riflessioni che intrecciano parola, emozione e vita concreta, pensate per essere lette con calma, un paragrafo al giorno. Con linguaggio limpido e accessibile, l’autore unisce la profondità spirituale alla semplicità narrativa, aiutando il lettore a incontrare Gesù come compagno di strada e presenza viva.
Un gioco per conoscere i numeri contenuti nella Bibbia. Un gioco perfetto per il tempo libero in famiglia, durante le ore di catechismo o durante le attività dell’oratorio.
Lo scopo del gioco è arrivare alla fine del percorso accumulando più carte BENEDIZIONE possibile; non vince quindi chi arriva per primo alla meta.
Quattro percorsi biblici diversi: Abramo (GENESI), Mosè (ESODO), Pietro (VANGELO) e Maria (APOCALISSE), per arrivare a Gesù, la meta della vita cristiana, su un tabellone puzzle da comporre prima di cominciare a giocare.
La scatola contiene anche tre tipi diversi di carte: DOMANDA sui numeri nella Bibbia, SFIDA contenenti piccole operazioni divertenti, BENEDIZIONE con vantaggi che aiutano ad arrivare alla fine del precorso. Vince chi alla fine ha raccolto il maggior numero di carte benedizione.
Dalla penna agile e vivace di mons. Angelo Spina, Arcivescovo di Ancona-Osimo, vengono raccolti in un unico volumi i commenti dei Vangeli dell'anno liturgico ciclo B (festivi, feriali, solennità, feste e memorie).
Cosa ci aspetta dopo la morte? Che cosa dobbiamo temere o sperare? siamo destinati al nulla o a un altro tipo di esistenza? Che cos’è «la vita del mondo che verrà»? Sono domande che da sempre inquietano l’umanità e a cui la Bibbia offre risposte sorprendenti, tutt’altro che immediate. Gérard Billon e Sophie Ramond ci guidano in un affascinante viaggio attraverso l’Antico e il Nuovo Testamento, rivelando come la speranza nella vita dopo la morte si sia sviluppata gradualmente all’interno della fede biblica. Partendo dall’esperienza di liberazione del popolo d’Israele dalle forza del male e della morte nell’Antico Testamento, gli autori esplorano le prime timide aperture alla speranza nel libro di Giobbe, nei Salmi nella visione delle ossa inaridite di Ezechiele: lì l’idea di una risurrezione per i giusti inizia a farsi strada. Con l’avvento del Nuovo Testamento, la figura di Gesù Cristo diviene la chiave di volta per comprendere il mistero della vita eterna: la sua risurrezione inaugura una speranza nuova per l’umanità, celebrata nel cuore della liturgia eucaristica con la proclamazione della sua morte, risurrezione e del suo imminente ritorno. Ripercorrendo con rigore filologico e chiarezza espositiva le Scritture, Billon e Ramond ci invitano a riscoprire la ricchezza e la complessità della tradizione biblica sull’aldilà, mostrando che se il nostro futuro si gioca davvero in ciò che viviamo oggi, allora la domanda "Quale vita dopo la morte?" è destinata a diventare "Quale vita prima della morte?".
Una secolare tradizione iconografica e una vasta letteratura si sono diffusamente interrogate sulla sequenza centrale del processo a Gesù: il «faccia a faccia» con Ponzio Pilato e con le istituzioni degli occupanti romani, le sole tenute a eseguire la sentenza. Pressoché sconosciuta, invece, è la sequenza precedente, cioè la disputa tra farisei e sadducei intorno all’identità di Cristo come Messia. Una sequenza che ora Israel Knohl restituisce in modo magistrale, seguendo in un percorso inedito lo sviluppo millenario di due correnti contrapposte del pensiero biblico, messianica e antimessianica, che collidono drammaticamente nel processo a Gesù. Portatori di una visione «popolare», i farisei credono alla venuta di una «figura eccelsa» in grado di restaurare «la grandezza della Casa di Davide», e pur non riconoscendo in Gesù quella figura, abbracciano la posizione filomessianica. All’opposto, è l’idea stessa di messianismo a risultare blasfema per i sadducei, che ne rigettano le ragioni ultime, dalla resurrezione dei morti ai concetti di premio e castigo. Alfa e omega di questa radicalità dottrinaria, la distanza incolmabile tra il divino e l’umano, a sua volta riconducibile a un’interpretazione severa della Torah. Nel rimarcare come il giudizio su Gesù spettasse proprio ai sadducei - egemoni nel Sinedrio -, Knohl smantella con la sua avvincente narrazione una serie di stereotipi e pregiudizi consolidati: dimostra come le radici teologiche del processo a Gesù siano da ricercarsi in un conflitto interno al giudaismo, non tra giudaismo e (proto)cristianesimo; e come le responsabilità della sua morte non si possano in alcun modo ascrivere al «popolo ebraico nel suo complesso» (Concilio Vaticano II), come vuole l’adagio «deicida» a lungo impresso quale marchio indelebile su un’intera comunità.
Questo lavoro di Giancarlo Toloni è nuovo non soltanto per affrontare nei suoi aspetti linguistici, letterari, ecclesiali e storici un argomento solitamente preso in esame da angolature circoscritte, ma per tentare di ricostruire la storia contrastata della Bibbia in italiano nel quadro più generale di una storia europea, alla quale la cultura italiana ha concorso in modi e termini specifici. La Bibbia giunta a noi ha attraversato epoche e stagioni non tutte gloriose, combattuta o favorita da istituzioni e uomini spesso tra loro in dissidio, sempre sulla spinta di grandi passioni. Elemento di novità non ultimo sono due capitoli dedicati l’uno alla Bibbia in lingua italiana in Svizzera, l’altro alla Bibbia degli ebrei italiani, dal giudeo-italiano al toscano all’italiano dei giorni nostri. Un’opera imponente, arricchita di nutriti indici di nomi, luoghi, edizioni, temi e motivi, lingue e fonti.
Paolo e Nerone:
l'Epistola ai romani alla luce della storia e dell'archeologia.
L'Epistola di Paolo ai romani viene letta alla luce del peculiare contesto geografico, storico e archeologico nel quale il documento tu concepito, scritto e fatto circolare. Questo testo, inserito nel canone biblico palesa uno scontro culturale tra la visione giudaica (che va caratterizzandosi come cristiana) e quella classica, la quale subisce le influenze dell'assiologia neroniana. Il messaggio paolino determina un antitesi con gli assunti della filosofia stoica allora dominante negli ambienti romani, cosi come del fatalismo astrologico e degli influssi del pensiero politico ellenistico (nella sua versione egiziana). Questo commentario s'avvale dei contributi della storia e dell'archeologia senza ignorare alcuni aspetti teologici. Sotto questo punto di vista esso costituisce una novità nel campo degli studi di storia ed esegesi biblica.
Questo libro si rivolge a chiunque abbia fatto esperienza della malattia nell'arco della propria esistenza o a chi ne sia stato in qualche modo coinvolto. Si rivolge, quindi, a tutti. Di qui la domanda stringente dell'essere umano sul perché del dolore, della sofferenza e del male. Con Giobbe, Paolo, ma soprattutto attraverso l'incontro di Gesù con i malati - L'indemoniato di Gerasa, I lebbrosi, L'epilettico indemoniato, La donna guarita, Il buon samaritano, Il paralitico di Cafarnao, Il cieco nato, Maria di Magdala... - gli Autori mostrano che la Bibbia è sempre una risposta sapiente alle domande esistenziali dell'uomo e della donna. Comprendere questi interrogativi è una preziosa indicazione per essere "prossimo" a chi è malato. Di più: è una rivelazione, uno sguardo alternativo sulla realtà umana.