Nelle pagine dei Vangeli, Gesù appare come colui che «vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati» (Mt 14,14). Il volume raccoglie, seguendo un inedito criterio spaziale, una costellazione di questi racconti e accompagna il lettore alla scoperta di guarigioni che non sono state soltanto rilevanti in sé, ma che vanno intese come "segni", ovvero come un anticipo del Regno di Dio che sta per venire. Si tratta quindi di non limitarsi ad ammirare Gesù nel suo operato a favore dei malati, ma di riconoscere in quegli episodi una chiamata per i cristiani di oggi a continuare la sua stessa missione di amore e cura verso gli altri. Prefazione di Mons. Giuseppe Baturi.
Se fin dalla creazione la natura del mandato all’umanità è quella di soggiogare la terra (cfr. Gen 1,28) e di coltivarla e custodirla (cfr. Gen 2,15), la rottura del rapporto con il Creatore diventa rottura del rapporto con la Creazione, al punto tale da arrivare alla rottura del rapporto con la terra (Laudato si’, 66), rendendola - per opera delle sue mani e della sua tecnologia - addirittura pericolosa per l’uomo stesso. Questo agile volume si inserisce in una consolidata storia di ricerca dedicata al tema del rapporto tra salute, ambiente e lavoro. Le voci sono diverse, si susseguono partendo dal principio espresso da papa Francesco che "tutto è in relazione". L’obiettivo non si ferma mai solo a denunciare, ma sempre anche - a partire dallo stare vicino alle persone che vivono una condizione di sofferenza - a incontrare, confrontarsi e dialogare con chi svolge attività di studio e di ricerca, come pure con chi riveste un ruolo istituzionale.
Non c’è dubbio che Gesù di Nazaret abbia lasciato una traccia decisiva all’interno della storia e della cultura. Il suo messaggio e il suo stile di vita hanno cambiato il modo di guardare al mondo e di organizzare l’esistenza. Sebbene il suo progetto non sia facile, né convincente a prima vista. Eppure, le sue parole, i suoi gesti, le scelte che hanno disegnato un volto inedito della religione e dell’etica, costituiscono un prezioso itinerario perché ogni donna e uomo possa mettersi alla ricerca del senso della vita.Il presente testo, dunque, può offrire l’opportunità di mettersi sulle sue tracce per riscoprirne il fascino e la singolarità, ma anche per individuare ciò che può aiutare a costruire un mondo più abitabile e conviviale. Gesù, infatti, provoca un pensare alternativo per quanto riguarda l’identità umana e la possibile, ma preziosa, relazione con Dio.
La vita in fotogrammi, con brevi didascalie, del più giovane dei santi, l'allievo prediletto da Don Bosco.
Ermes Maria Ronchi passa in rassegna tutte le presenze di Maria nel Nuovo Testamento e le commenta in un'ottica esistenziale e spirituale. A chi apre i vangeli, Maria appare figura di frontiera: madre di cielo e di terra. Il suo cammino tocca le regioni del cielo: va dalla riflessione alla contemplazione alla dossologia. D'altro canto, il cammino della donna di Nazaret tocca anche le regioni della terra: diventa subito servizio all'uomo che rischia di smarrirsi, si fa generazione, accoglienza e cura della vita. In questa duplice dinamica, Maria diventa paradigma di apertura e porta di umanità: lei, la prima della lunga carovana dei credenti che attraversa la storia, si pone al servizio tanto della Gloria quanto della vita. Devozione a Maria non può dunque significare estetismo o sentimentalismo. Sarà invece rispetto, difesa, amore della vita. E sarà invito a denunciare tutto ciò che offusca l'immagine dii Dio, tutto ciò che attenta alla dignità di qualsiasi figlio o figlia, tutto ciò che conduce verso la diminuzione dell'umano.
Luisa Piccarreta (1865-1947) è una delle grandi mistiche del Novecento. La sua vita semplice e nascosta, vissuta nella preghiera, nella sofferenza e nell'offerta totale a Dio, custodisce un messaggio straordinario: vivere nella Divina Volontà. Questo libro accompagna il lettore alla scoperta della sua vita e dei suoi scritti, con una sintesi chiara dei temi principali del Libro di Cielo: il ritorno all'ordine primiero della creazione, il valore della sofferenza offerta in unione a Cristo, l'armonia con la creazione, il ruolo della Madonna come modello del Fiat e l'annuncio del Regno della Divina Volontà. Non mancano, anzi sono riportati integralmente, i passaggi più intensi e profetici, in cui Luisa riceve rivelazioni su guerre, purificazioni e castighi, sempre presentati come richiami alla conversione e come motivazione della sua offerta totale come anima vittima. Questi estratti permettono al lettore di entrare direttamente nelle rivelazioni ricevute da Luisa, comprendendo la profondità della sua missione e il ruolo delle sue sofferenze nell'opera di misericordia divina.
Tassello dopo tassello, verità dopo verità, il libro di Anna Maria Turi, giornalista investigativa, ricostruisce per intero la vita del fisico Ettore Majorana, scoperchiando eventi celati e soprattutto le grandi svolte esistenziali trascurate finora dall’analisi storica e dalla mancata applicazione dei metodi dell’inchiesta. La ricostruzione si conclude con l’ultima fase della vita dello “scomparso”, che è spirato là dove da sempre aveva desiderato trovarsi: l’eremo del saio e del silenzio. Il libro fornisce ampia documentazione fotografica anche della sepoltura dove Ettore oggi riposa in pace. La sua vita è stata complessa e travagliata. Il “genio” speciale, il “cittadino di due mondi” che stava “coi piedi per terra e la testa alta verso il cielo”, è stato oggetto di stupore, ma anche di incomprensione, invidia e inganno nel suo vagare da una terra all’altra, da un continente all’altro. Presso i fisici era circolata la voce della sua presenza in Argentina. Ma “quelli del Nobel” costruttori di bombe atomiche non fecero nulla, anzi, si cucirono la bocca: Majorana doveva restare nel limbo delle vite sospese, solo un’icona, una reliquia da non rivivificare. A suo discapito, l’aver affermato che la scienza del suo tempo si era messa su una strada sbagliata. Quest’inchiesta, tuttavia, se alza il velo sul colpevole silenzio di alcuni, riconosce i meriti di quanti, con raccolte di documenti e, in qualche caso, con viaggi transoceanici sono andati di persona nel “Nuovo mondo” a cercare notizie dello “scomparso”. Il libro vuole anche essere di utilità. Termina infatti col vibrante appello rivolto a quei volenterosi disposti a cercare le ultime carte di Ettore Majorana là dove egli ha concluso i suoi giorni – e non ha potuto non mantenere la vecchia abitudine di scrivere formule sui pacchetti di sigarette e sui tovaglioli del ristorante. Infatti nella ricca biblioteca del monastero egli forse non fumò, ma la carta non gli mancava.
Ex operaio, uomo mite e riflessivo, sceglie di abbandonare l'ambiente urbano, industriale e conflittuale per rientrare ad Alba Rosanna, il paese di montagna della sua infanzia. Nella casa di famiglia, tra mobili recuperati, silenzi ritrovati e la compagnia discreta della gatta Nerina, Marius ricostruisce una vita semplice e lenta, in profonda armonia con la natura e con il Picco Rosso, la “montagna nera” che diventa per lui maestra interiore e baluardo contro un progresso disumanizzante. Tra ricordi, sogni e lunghe riflessioni, il suo ritorno alle radici si trasforma in una rinascita spirituale: la fede, la preghiera, la comunità del Santissimo Sacramento e una quotidianità quasi monacale gli donano una pace nuova, luminosa e radicale. Ma questa scelta, così netta e controcorrente, accende un odio oscuro. Quando un evento improvviso spezza l'equilibrio apparente di Alba Rosanna, la comunità è costretta a confrontarsi con le conseguenze di un odio che non tollera la luce facendo di Marius un martire moderno.
Via crucis con meditazioni del rettore della Basilica del Santo e immagini a colori del Cristo passo - affresco di Jacopo da Montagnana da poco restaurato e conservato all'interno della Basilica. Prefazione di Giancarlo Zamengo.
"A tutte le persone, ovunque siano, a tutti i popoli, a tutta la terra, la pace sia con voi. Questa è la pace del Cristo risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio. Dio che ci ama a tutti, incondizionatamente". Queste le parole con cui Robert Francis Prevost - sacerdote agostiniano e primo Papa americano - ha esordito affacciandosi in Piazza San Pietro. Una nomina che ha sorpreso molti e generato la speranza nel cuore dei fedeli; non da ultimo per il nome scelto, Leone XIV, un chiaro riferimento al pontefice fondatore della Dottrina sociale. Statunitense ma con radici missionarie in America latina, Prevost godeva della massima fiducia di Francesco. Da monaco agostiniano dal carattere riservato, è stato chiamato a Roma da Papa Francesco per assumere un ruolo strategico: prefetto del Dicastero per i Vescovi. In questa posizione chiave ha gestito centinaia di nomine episcopali, contribuendo a formare una nuova generazione di pastori più aperti, meno giudicanti e più vicini alle ferite della gente. Una "fucina di riforme" in linea con il programma bergogliano, che ha trovato in Prevost un esecutore fedele e attento. Queste pagine ne raccontano, la vita, gli anni in Perù, la sua riconosciuta capacità di dialogo e le sfide, su tutte quella della pace, che dovrà affrontare nei prossimi anni. Prefazione del card. Pietro Parolin.