Francesco rifiuta ogni genere di potere: questa scelta si fonda sul Vangelo. L'istituzionalizzazione dell'Ordine impone,pero, un uso del potere. L'autore analizza il modo in cui Francesco e l'Ordine hanno usato il potere. La ricerca spirituale di francesco d'assisi ha per origine un rifiuto categorico di ogni forma di potere. Questa esigenza attira attorno a francesco numerosi compagni che verranno riuniti in un ordine chiamato dei frati minori". Bisogna accettare questa istituzionalizzazione dell'intuizione origi nale? Rifiutare di accogliere e governare questi fratelli, non sarebbe andato contro la provvidenza? Ma si puo`governare senza dominare? Questi sono alcuni problemi centrali dell' esperienza di francesco d'ass isi. Rifiutando una stretta definizione giuridica dei rapporti gerarchici dell'ordine dei frati minori, francesco guidera l'ordine in nome della sua autorita carismatica. Cosi`facendo aprira un vuoto istituzionale che, dopo la sua morte, lascera campo libero a ogni deriva e a ogni tipo di dibattito. La negligenza istituzionale del fondatore ha dunque costretto i frati minori a una esplorazione inedita delle possibili forme di governo, che si offre oggi a noi come una veritiera parabola circa il potere. "
Luigi Maria Epicoco accompagna il lettore in un vero e proprio ripensamento delle potenzialità della vita cristiana, partendo dalla contestazione di una certa visione "buonista" della fede e ricordandoci che la vita del credente non dipende da nessuna legge che non sia quella della Carità di Cristo a noi donata nel Battesimo. Non a caso «i santi sono quelli a cui funziona il Battesimo», è scritto in queste pagine; e le potenzialità che il Battesimo immette in noi sono riassumibili nelle tre virtù teologali — Fede, Speranza e Carità — che sfociano in quella che è la condizione della vita secondo Cristo: un’esistenza gioiosa e libera, perché amata. Il libro di Luigi Maria Epicoco si propone, dunque, di riflettere e ripensare queste "tre virtù- a partire dalla vita stessa, illuminata da alcune storie bibliche, che divengono traccia e provocazione per l’esistenza di ognuno.
Roma, 1541. Tra le colossali e spettrali rovine delle Terme di Diocleziano, una luce improvvisa squarcia i buio dei secoli. Il sacerdote siciliano Antonio Lo Duca riceve un mandato che scotta: erigere un tempio dove il sangue dei martiri incontra la gloria dei Sette Principi Celesti.
L'avvocato e angelologo Carmine Alvino scava nelle pieghe di una vicenda umana e spirituale senza precedenti. Un'indagine serrata che svela miracoli taciuti e verità scomode: perché, a differenza di Gaudi o Bartolo Longo, Lo Duca fu negato l'onore degli altari?
Mentre il mondo dimenticava, il "Servo di Dio" combatteva una guerra invisibile contro la censura ecclesiastica per difendere il culto dei Sette Assistenti al Trono.
Una riscoperta necessaria per chiunque cerchi il volto nascosto del sacro, tra antiche profezie e un silenzio durato troppo a lungo.
Gli angeli, i messaggeri di Dio, sono presenze misteriose che attraversano la storia delle religioni e l'immaginario spirituale dell'umanità. In questo volume, don Marcello Stanzione accompagna il lettore in un viaggio alla scoperta degli spiriti celesti nelle grand religioni monoteiste Ebraismo, Cristianesimo e Islam senza trascurare le radici più antiche e il contesto culturale da cui nasce l'angelologia, l'autore mostra come l'idea di creature spirituali che mediano tra Dio e l'uomo sia un dato quasi universale.
Con linguaggio chiaro, ampia documentazione biblica, patristica, rabbinica e islamica, e una sensibilità pienamente cattolica, don Marcello Stanzione restituisce agli angeli loro posto autentico: non frutto di superstizione o di moda "New Age", ma presenza viva nella storia della salvezza, testimoni della trascendenza di Dio e segni della sua vicinanza all'uomo. Un libro per chi desidera approfondire la fede, per chi ama confrontare le religioni e per chi, semplicemente, intuisce che il mondo visibile non esaurisce il mistero del reale.
L'udito e la vista sono i due sensi più importanti dell'essere umano, Oggi rischiamo il loro ottundimento, perché siamo circondati senza sosta da rumori, immagini e informazioni che si rovesciano su di noi come una pioggia battente. C'è chi in casa tiene il televisore acceso tutto il giorno. C'è chi anche quando va a correre al parco o a passeggiare in centro ha le cuffie sulle orecchie e ascolta musica. Così, però, non sentiamo quello che avviene introno a noi. Qualcosa di simile avviene con l'atto di vedere. Prendendo lo spunto da alcuni episodi biblici, dalla Regola di san Benedetto, da illuminanti intuizioni filosofiche, Grün dimostra come l'ascolto e la visione - due pilastri della nostra vita di ogni giorno - si ripercuotano sulla nostra interiorità. Sono vie a una vita ricca e intensa. Ci aiutano a giudicare e ad agire in maniera diversa, più consapevole e più attenta: con le orecchie del cuore e gli occhi del cuore. Ci aprono al mistero di Dio: ci portano a sentire l'Inudibile e a vedere l'Invisibile. Senza clamori, dall'ascoltare e dal guardare passa dunque l'azione di Dio verso di noi - e passa la risposta che noi diamo a lui!
Nell’Antico Testamento, l’espressione «Giorno del Signore» si trova solo nei libri profetici, attraverso i quali si dipana come un filo rosso. Il volume di Arsenij Sokolov, analizzando il contesto di ogni oracolo profetico che include questa espressione, offre un commento storico ed esegetico di tutti i passaggi in cui essa compare, nonché di quelli in cui si trovano formule simili che si riferiscono al concetto di Giorno del Signore. Lo studio ha il carattere di una sintesi, è preceduto da una ricostruzione storica del dibattito sull’origine e sul significato dell’espressione ed è completato da un’ampia bibliografia tematica.
Informazioni sull'autore
Arsenij Sokolov (1968) è un prete e monaco ortodosso. Nel 1998 si è laureato all’Accademia teologica di Mosca e nel 2012 ha difeso la tesi di dottorato presso la All-Church Postgraduate School (Mosca) sul tema Il libro del profeta Amos: storia dell’interpretazione nelle tradizioni ebraica e cristiana e nella ricerca scientifica moderna. Dal 1997 al 2013 è stato parroco in diverse parrocchie ortodosse in Russia, Italia, Spagna e Portogallo. Dal 2014 al 2022 è stato rappresentante del Patriarcato di Mosca presso il Patriarcato di Antiochia a Damasco (Siria). Dal 2022 risiede nel monastero ecumenico di Bose (Italia). È professore di Esegesi nel Seminario teologico di Ugreša (Russia). In Russia sono stati pubblicati i suoi commenti a Giosuè, Amos, Osea, Michea e Sofonia.
«Il felice rischio del confronto. Questa è la immediata sintesi che mi è sorta spontanea leggendo il lavoro di Carmelo Anile e Giancarlo Corvino. Cosa può nascere da un incontro, da un confronto tra un uomo di scienza, dedito a studi riguardanti il sistema intracranico umano, e un biblista? Secoli di scontri fra mentalità scientifica e fideismo, fra incomprensioni e pregiudizi, non sembrerebbero facilitare il dialogo. Ma a volte, o forse spesso, è proprio l’incomprensione o il fra-intendimento che lascia superare certi confini e tabù, per cercare di avviare l’intelligenza umana verso avventure, verso paesaggi e lingue differenti che stimolano e rendono fecondo l’incontro fra persone che la pensano diversamente... Quella che qui il lettore troverà è una sfida che sa di “pericolo”, di apertura e quindi della inaspettata forza dell’amore che lascia superare freddezza e ottusità per far radicare il cuore nel superamento di ogni paura. Sotto questo aspetto per il teologo la riflessione scientifica – e per lo scienziato quella di natura teologico-biblica – diventa un “pungolo” che spinge fecondamente, nella sottile sofferenza che la sapienza sempre comporta, verso nuovi sentieri in cui non si ha timore di confrontarsi con i dati scientifici o con la Rivelazione» (dalla Presentazione di Settimio Luciano).
La presente pubblicazione vuole essere una proposta per approfondire il vasto corpus origenianum all’interno del campo della teologia spirituale, della formazione mistagogica cristiana e della spiritualità martiriale. Grazie alla lettura integrale dell’esegesi allegorica e della riflessione dogmatica di Origene, si apre un orizzonte interpretativo nuovo, non tanto per le sue opere pastorali ed esegetiche, quanto soprattutto per il suo Perì Archôn, spesso considerato come un’opera di natura filosofica e apologetica rivolta al proselitismo culturale. In modo particolare, lo studio dell’influsso delle correnti filosofiche sullo sfondo dell’esercitazione spirituale, insieme a una lettura attenta del Commento e delle Omelie sul Cantico dei Cantici, ha permesso di reinquadrare e risituare l’opera dogmatica nell’ambito della cura dell’anima in favore della formazione ad intra Ecclesiam, più precisamente nel contesto della catechesi mistagogico-ecclesiale.
Questo libro discute i fondamenti della giustizia a partire dalla vittima. Rispetto alla giustizia retributiva, la giustizia riparativa rappresenta un cambio di paradigma su indicazione europea, parzialmente recepito in Italia dalla Legge Cartabia. Lo Stato, nelle funzioni giudicante, che sentenzia, e requirente, che tutela le parti nella ricostruzione dei fatti, dovrebbe svolgere, nella giustizia riparativa, il ruolo di garante per la riconciliazione tra vittima e reo. Anche la pena cambierebbe modalità nelle sue funzioni, afflittiva e rieducativa, e diventerebbe una prova iniziatica in vista di un’autentica riparazione con la vittima, che otterrebbe finalmente soddisfazione.
Il volume, in un’ottica interdisciplinare, vede i contributi di un giudice, di uno psicologo e di un avvocato, per la cura di Roberto Tagliaferri, un teologo. Gli autori non prendono posizione su problematiche specifiche attinenti all’ingegneria del diritto ma dialogano sul tema mai risolto della giustizia nei suoi fondamenti, provando a immettere nel dibattito sensibilità non direttamente giuridiche, che salgono come un grido dal mondo della vita.
"Padre nostro. Preghiera di tutti" è il titolo del volume che raccoglie i contributi dell’omonimo corso di aggiornamento che l’Istituto di Teologia ecumenico-patristica "S. Nicola" della Facoltà Teologica Pugliese ha organizzato nell’anno accademico 2024-25. Pensato sulla base delle parole di papa Francesco, pronunciate a Ginevra in occasione del 70° anniversario della costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese, il volume raccoglie contributi di studiosi di diverse confessioni cristiane che sono stati chiamati a offrire un’interpretazione attuale delle sette domande della preghiera che Gesù ha insegnato. Ne risulta un volume dai tratti agili e vivaci che offrono al lettore spunti di riflessione sul presente ecclesiale e sociale.
Dopo il successo di "Resurrezione. Fisica quantistica, teologia e mistica a confronto", torna la proposta che vede come autori alcune tra le menti più brillanti e avanzate presenti in Italia. E' convinzione degli autori che Coscienza, Conoscenza e Relazione costituiscono, insieme, i fondamenti di ogni autentico processo di Esistenza e Umanizzazione. In queste pagine il grande tema della Conoscenza e della Coscienza viene affrontato in un dialogo fecondo e convergente tra Scienza e Spiritualità. Alla luce dei diversi ambiti della scienza contemporanea - dalla fisica e informazione quantistica, alle scienze della psiche e delle neuroscienze - e alla luce delle diverse tradizioni spirituali - bibliche, orientali, mistiche ed eco-teologiche - il testo affronta il tema della Conoscenza come processo universale, che attiene in qualche modo al "divino", ovvero all’Uno, ma anche come percorso di crescita e maturazione di ogni essere umano in relazione al Tutto e agli altri. Prefazione di Claudia Fanti. Postfazione di Elizabeth E. Green.