Via crucis con meditazioni del rettore della Basilica del Santo e immagini a colori del Cristo passo - affresco di Jacopo da Montagnana da poco restaurato e conservato all'interno della Basilica. Prefazione di Giancarlo Zamengo.
"Era una nave che conosceva la sua meta, capitano era un coraggioso esploratore che non si limitava a consultare le carte e voleva aprire vie nuove".
Amerigo e Laura
"Ho incontrato Sammy ed è stato un dono, perché incontrare l'allegria, la curiosità, l'intelligenza incarnate insieme in una persona è un dono raro.
La cosa che mi fa impazzire è quanto amore c'è intorno a te, Sammy".
Dalla prefazione di Jovanotti
È tempo di affiancare alla Protezione civile un sistema di Prevenzione civile che riduca i rischi nelle troppe aree vulnerabili del nostro paese. Prevenire è l'investimento più sicuro per il futuro dell'Italia Alluvioni, frane, terremoti, ondate di calore, eruzioni dei vulcani attivi, eventi meteoclimatici devastanti con temporali a carattere «esplosivo» e altri disastri: siamo una penisola-showroom di rischi naturali, con vittime e distruzioni a ogni evento. In vent'anni abbiamo speso come paese più di 230 miliardi solo per riparare i danni, come se fossimo sempre in guerra. In media quasi 12 miliardi l'anno contro appena 3,8 miliardi per la prevenzione, soprattutto antisismica. Il cambiamento climatico mette a dura prova luoghi e persone, ma cedere al catastrofismo non è la risposta. Abbiamo conoscenze e tecnologie, risorse economiche ed esperienze operative a livelli più alti di sempre. Dobbiamo mettere a frutto questi strumenti per adattarci alla natura che cambia. In questa direzione si colloca l'inchiesta firmata da Erasmo D'Angelis e Mauro Grassi, tra i maggiori esperti italiani di infrastrutture e protezione civile: un lavoro documentato e appassionato che smonta i luoghi comuni, ricostruisce i disastri che hanno segnato il paese e indica un piano concreto per voltare pagina.
Possono le pietre raccontare delle storie? A Gerusalemme sì. Il volume ripercorre l'evoluzione urbana e architettonica della città dal periodo ellenistico alla conquista araba, attraverso nove secoli di trasformazioni politiche, culturali e religiose. Integrando archeologia, fonti storiche ed epigrafiche, delinea un ritratto chiaro e aggiornato della Gerusalemme ellenistica, romana e tardoantica e mostra come templi, strade, mura e quartieri abbiano plasmato non solo lo spazio urbano, ma anche l'immaginario delle comunità che lo abitarono. Le stratificazioni del passato diventano così chiavi per leggere la città contemporanea, tra continuità e fratture ancora riconoscibili. Il libro offre dunque un'introduzione accessibile e al tempo stesso rigorosa, pensata per studiosi, studenti e lettori interessati alla storia del Medio Oriente.
"Cronache della centralità democristiana (1960-1980)" raccoglie articoli, saggi e interventi di Enrico De Mita dedicati a un ventennio cruciale della storia politica italiana, osservata dall’interno della Democrazia Cristiana. Attraverso un’analisi lucida, severa e sempre ancorata al metodo istituzionale, De Mita ricostruisce i passaggi che portarono dalla fine del centrismo alla crisi della solidarietà nazionale, affrontando temi come l’autonomia politica dei cattolici, il ruolo del degasperismo e del moroteismo, la stagione del centrosinistra, il rapporto con socialisti e comunisti, la questione delle alleanze democratiche e l’evoluzione del sistema politico italiano. Il volume si configura come testimonianza diretta di un intellettuale e dirigente che visse dall’interno la complessità delle scelte democristiane, offrendo una lettura critica e non ideologica della politica e della sua funzione istituzionale. Tra riflessione storica e analisi teorica, il libro mostra come la "centralità" della DC non fu un accidente, ma il risultato di un equilibrio democratico difficile, talvolta imperfetto, sempre legato a responsabilità storiche e culturali. A distanza di decenni, questi scritti riemergono con sorprendente attualità, fornendo strumenti per comprendere le crisi e le trasformazioni della democrazia italiana contemporanea.
"Ti ringrazio, o Signore, che in Angiolino Bonetta mi hai fatto conoscere una delle opere meravigliose della tua grazia e penso che questo lo devo alla Madonna, che con squisita gentilezza ha voluto venire incontro al mio vivo desiderio di conoscere un'anima ripiena di Dio.
Cercherò di raccogliere in queste brevi righe ogni ricordo che serbo di lui, onde sempre abbia presente la sua splendida figura da cui trarre rinnovato fervore a donarmi totalmente a te, o Signore, per le mani di Maria santissima".
Dal diario personale di P. Mario Pezzi
Domenico Mondrone, con la biografia di Angiolino, ha voluto dare una risposta non soltanto ai molti sofferenti che nel dolore si accasciano e si sentono un peso inutile a sé e agli altri, ma anche alle tante anime che vivono attorno a noi senza affermare il senso dell'esistenza.
La vita di Angiolino è, inoltre, un delicato regalo che il caro padre della "Civiltà Cattolica" ha voluto fare alla famiglia dei Silenziosi Operai della Croce, i quali della propria vita fanno un dono alla Vergine Immacolata per dedicarsi all'attuazione del suo programma, manifestato a Lourdes ea Fatima specialmente tra i sofferenti.
Sac. Luigi Novarese
Il 10 luglio 2020, papa Francesco ha proclamato Angiolino Bonetta Venerabile Servo di Dio.
Giacomo si trova in Sudafrica. In Italia i suoi compagni di catechismo si stanno preparando alla Prima Comunione. E lui? Dovrà aspettare un anno? I genitori e il sacerdote trovano una nuova via per accompagnare Giacomo alla Prima Comunione. Sarà un cammino verso l'Eucaristia fatto di alcune tappe, fino alla Pasqua, che coinvolga e interessi i fratelli maggiori e, nello stesso tempo, permetta ai genitori di continuare a passare la fede ai figli.
Una cosa appare subito chiara: non c'è Eucaristia senza Pasqua. E Pasqua si fa a Gerusalemme. Allora, andiamo a Gerusalemme! Andiamo a incontrare il mistero di Pasqua di Gesù Cristo. Per entrare in questo mistero è necessaria la fede. La fede di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. La fede di Israele. La fede di Gesù.
Queste sono le cinque tappe di questo cammino: Abramo, Isacco, Giacobbe, la Pasqua d'Israele, la Pasqua di Gesù. Per ogni tappa c'è la presentazione dei personaggi biblici attraverso il racconto di alcuni Midrash e c'è il lavoro dei ragazzi, per mezzo del disegno. Altri ragazzi potranno usare questo sussidio per percorrere con i loro genitori questo stesso cammino verso Gerusalemme e fare altri bellissimi disegni.
Michi COSTA È stato itinerante in Sud Africa e in Olanda, è stato il primo rettore del Seminario Diocesano Missionario Redemptoris Mater della diocesi di Haarlem-Amsterdam in Olanda, poi parroco in Naarden (Olanda). Ora è padre spirituale del seminario. È autore di vari testi di catechesi biblica, tra gli altri:
Angeli i racconti del tuo angelo; Chi schiaccerà la testa del nemico? Giuditta; Le cinque madri; Come ai giorni di Noè; Fammi udire la tua voce; Gerusalemme ricostruita; Il nipote di zio Paolo; Noi non siamo scappati!; L’ora della spada; Perché vuoi scappare?; Quando tuo figlio ti interrogherà; L’uomo di Babilonia; Voglio andare a Gerusalemme.
Quest’opera riscopre Pavel A. Florenskij come uno dei grandi anticipatori del pensiero complesso. Radicato nella fede trinitaria e insieme aperto al dialogo con scienza, filosofia e arte, Florenskij invita a guardare la realtà nella sua profondità simbolica e relazionale. Il volume mostra sorprendenti consonanze con Edgar Morin e con l’epistemologia transdisciplinare di Basarab Nicolescu, offrendo al lettore una chiave attuale e feconda per ripensare il pensiero stesso.
Il volume propone un'analisi approfondita del Cantico dei Cantici, ponendo attenzione alla sua dimensione simbolica ed esistenziale. L'autore parte dall'idea che il Cantico sia stato spesso travisato, o ridotto a una semplice allegoria dell'amore tra Dio e il suo popolo; al contrario, esso celebra l'amore del Signore per la sua sposa, la Chiesa, in termini umani in tutte le sue sfaccettature, inclusa la dimensione erotica. L'eros, infatti, parte dell'esperienza umana, è considerato un riflesso dell'amore divino. Nell'essere umano, concepito come unità di corpo, anima e spirito, non è concepibile la separazione tra il divino e il carnale se non come una distorsione in conseguenza del peccato. L'esperienza amorosa espressa nel Cantico sarebbe, pertanto, un'ombra dell'intimità dell'anima con Dio.
In questa dotta meditazione teologica, Daniélou invita a prendere coscienza in modo attento e rigoroso della presenza della Trinità nell'universo, nella storia e nella nostra esistenza personale - presenza mistica e sensibile al tempo stesso. Tratteggiando una visuale di ampiezza cosmica, di immenso respiro, Daniélou porta il linguaggio ai limiti estremi delle sue possibilità espressive per consentirci di dischiudere gli occhi del cuore e della mente alla contemplazione del roveto ardente dell'Amore trinitario: roveto che brucia senza consumare, ma inebria di luce e di vita la creazione tutta intera. «La vera questione, per la fede cristiana, è quella di tener desto o di risvegliare, nel cuore della modernità, l'originario avvento del divino. Non come alternativo o come aggiunta estrinseca all'umano, ma precisamente come l'Altro che ne promuove l'essere e il divenire», aprendo la città dell'uomo alla prospettiva di un nuovo e integrale umanesimo (dalla Postfazione di Piero Coda, ordinario di teologia sistematica e preside dell'Istituto Universitario Sophia). Postfazione all'edizione italiana di Piero Coda.
Dov'è Dio quando ne ho bisogno?, se è buono, perché non mi ascolta?, se è onnipotente, perché non fa niente con tutto il male che c'è nel mondo?. Queste domande nascono quando, di fronte al male, ci sembra che Dio sia assente. Altre volte il male viene giustificato, facendolo addirittura apparire come voluto da Dio: se Dio ha voluto questo, ci sarà un perché. In quale modo la teologia classica, la Scrittura e la liturgia affrontano il problema? Le storie di Giuseppe venduto dai fratelli e di Gesù offrono possibili risposte a queste domande. La provvidenza divina è uno dei grandi temi della fede cristiana. Da essa nascono la preghiera, la speranza e la spinta a prendersi cura di quanti sono in difficoltà, affinché tutti gli uomini incontrino il Padre che provvede a ciascuno dei suoi figli.
"La finalità della mia vita è nettamente segnata: essere nel mondo il missionario del Signore: e quest’opera di apostolato va da me svolta nelle condizioni e nell’ambiente in cui il Signore mi ha posto". In queste parole, Giorgio La Pira esprime la direzione profonda della sua esistenza: un laico che, nel cuore del Novecento, ha scelto di vivere la fede non come mera apparenza, ma come impegno concreto nella società. Il saggio, ripercorrendo la vasta bibliografia di scritti del Sindaco Santo, restituisce con chiarezza il ritratto di un protagonista capace, ancora oggi, di parlare al mondo con il suo pensiero e la sua azione: oltre le ideologie, la politica intesa come servizio, la pace come scelta di vita.