Fenomeno intellettuale che ha segnato profondamente la cultura cattolica tra xvi e xviii secolo, la Seconda Scolastica non è stata soltanto la prosecuzione della tradizione medievale, ma la sua riattualizzazione, in un tempo di nuove sfide: l'Umanesimo, la Riforma, la nuova scienza, il razionalismo. Questo libro non si limita a ripercorrere i grandi nomi - da Suárez a Vázquez, da Báñez a Molina - ma ricostruisce le dinamiche istituzionali e didattiche che hanno dato vita a un intero sistema di pensiero. Università, collegi e conventi diventano il cuore di una storia che intreccia dottrina e prassi, mostrando come la scolastica sia stata insegnata, trasmessa e trasformata in tre grandi fasi: la stagione creativa (1512/1517-1607/1617), il tempo del confronto serrato con scienza e Riforma (1607/1617-1665/1670) e l'epoca della ripetizione e dispersione (1665/1670-1773). L'indagine si apre alla pluralità delle scuole - tomiste, scotiste, bonaventuriane - e agli autori eclettici, senza trascurare il dialogo con pensatori come Erasmo, Galileo, Descartes, Newton, né le questioni al centro della riflessione: analogia, ente di ragione, prove dell'esistenza di Dio, primato di Cristo, Immacolata Concezione, secondo una prospettiva globale che supera i confini nazionali e riconosce alla "seconda scolastica" il suo ruolo nella storia del pensiero moderno. Il volume si conclude con l'analisi della "terza scolastica" (1773-1965), fino alle riformulazioni ottocentesche e novecentesche in chiave neo-tomista promosse dalla Chiesa cattolica dopo l'enciclica Aeterni Patris (1879) e alla stagione critica del Novecento post-conciliare.
Le nuove meditazioni di Padre Zambotti - camilliano, fondatore delle Tende di Cristo, luoghi di accoglienza per poveri ed emarginati, in Italia, Brasile e Messico - si incentrano sulla famiglia di Nazaret. Esempio unico di ascolto, contemplazione del mistero, fede e preghiera, realizzazione piena dell'amore e della tenerezza di Dio. Immaginando Gesù che scrive ai genitori, si snoda il racconto, intercalato dalle meditazioni di Padre Francesco. Un piccolo prezioso inno, lo stupore di fronte al creato, un canto di gloria e di attesa.
Nella complessità polarizzata del nostro tempo, dialogare ponendo domande è un metodo prezioso. Quando l'interlocutore è un intellettuale della statura di Rémi Brague, storico del pensiero e acuto osservatore della contemporaneità, i temi si moltiplicano. Questo volumetto, che racchiude una conversazione tra Brague e i membri dell'Associazione Patres, ne tocca alcuni: l'importanza della storia, l'originalità dell'avvenimento cristiano, il rapporto tra laicità, religioni e missione, la fisionomia e il destino culturale dell'Europa. Impreziosiscono il dialogo, ampliando ulteriormente l'orizzonte, due noti saggi di Brague, per la prima volta in traduzione italiana.
Dall'alba del XXI secolo l'Occidente appare in declino. Guerre, crisi economiche ricorrenti, instabilità politica e l'ascesa di nuove grandi potenze - in particolare la Cina, accanto ad altri attori sempre più assertivi - mettono in discussione l'ordine mondiale a guida occidentale. Molti temono il caos globale. Ma è un'illusione ritenere che l'Occidente detenga il monopolio dell'architettura politica che rende possibili cooperazione e pace tra le nazioni. Ripercorrendo cinquemila anni di vicende umane, Amitav Acharya - tra i più autorevoli studiosi di relazioni internazionali - mostra che un ordine mondiale esisteva ben prima dell'ascesa occidentale. Dall'antica Sumer e dall'Egitto all'India e alla Grecia, fino alla Mesoamerica, passando per i califfati medievali, gli imperi eurasiatici e l'Africa, emergono valori umanitari, interdipendenze economiche e norme di condotta tra Stati affermatisi in diverse aree del pianeta. La storia rivela che l'ordine non coincide con il dominio di un solo polo: è una tessitura plurale che si ricompone, integra nuovi attori e rinegozia gerarchie. Di qui la tesi centrale del libro: anche se l'Occidente arretra, l'ordine perdura. Il suo declino non preannuncia la fine della civiltà globale, ma apre la strada a più centri di potere e a un assetto più equo, in cui il "Resto" del mondo abbia maggiore voce e responsabilità. Invece di cedere alla paura, Acharya invita l'Occidente a imparare dal passato e a cooperare con le nuove potenze per forgiare un ordine condiviso, capace di affrontare sfide comuni - guerre, sicurezza energetica, disuguaglianze - senza ricadere nelle contrapposizioni tra blocchi. Oltre le interpretazioni geopolitiche convenzionali, "Storia e futuro dell'ordine mondiale" offre la prospettiva storica necessaria per comprendere il presente e orientarsi nel mondo che viene. Prefazione di Franco Cardini.
San Francesco non è solo un santo, ma un amico che parla al cuore dei più piccoli. Tra sogni e avventure, questo libro racconta la sua vita con parole semplici e immagini luminose: dall’incontro con il lebbroso al lupo di Gubbio, dal presepe di Greccio al Cantico delle Creature. Un viaggio nella gioia, nella pace e nell’amore per ogni creatura, perché anche i bambini possano scoprire la gioia di un uomo che ha scelto di vivere come Gesù. Un libro da leggere, colorare, guardare e custodire, per crescere insieme a Francesco. Età di lettura: da 4 anni.
L'essere umano è naturalmente egoista?
Economia politica e intelligenza artificiale: tra innovazione e incertezza
Gli Usa catturano Maduro e controllano il Venezuela
I piccoli passi della COP30 di Belém
Contrapposti. Sulla frattura intergenerazionale nella fede cattolica
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La lettera apostolica In unitate fidei di papa Leone XIV
Thomas Mann, un letterato incantatore
Il Codice di Norme Vaticane contiene una raccolta di oltre un centinaio di documenti normativi attualmente vigenti nello Stato della Città del Vaticano che costituiscono il fondamento dell'ordinamento dello Stato. In questo volume vengono pubblicate le norme promulgate dal legislatore vaticano, o concordate con lo Stato italiano, mediante criteri redazionali scelti al fine di rendere più agevole la comprensione del peculiare sistema giuridico vaticano: vengono proposti inoltre commenti e richiami ad altri testi, generalmente riportati nel volume, utili per l'interpretazione o per eventuali integrazioni. Questa nuova edizione, la terza, del Gennaio 2022, contiene le novità introdotte nel diritto dello Stato vaticano dopo l'edizione del Marzo 2021.
Via crucis con meditazioni del rettore della Basilica del Santo e immagini a colori del Cristo passo - affresco di Jacopo da Montagnana da poco restaurato e conservato all'interno della Basilica. Prefazione di Giancarlo Zamengo.
"Era una nave che conosceva la sua meta, capitano era un coraggioso esploratore che non si limitava a consultare le carte e voleva aprire vie nuove".
Amerigo e Laura
"Ho incontrato Sammy ed è stato un dono, perché incontrare l'allegria, la curiosità, l'intelligenza incarnate insieme in una persona è un dono raro.
La cosa che mi fa impazzire è quanto amore c'è intorno a te, Sammy".
Dalla prefazione di Jovanotti
È tempo di affiancare alla Protezione civile un sistema di Prevenzione civile che riduca i rischi nelle troppe aree vulnerabili del nostro paese. Prevenire è l'investimento più sicuro per il futuro dell'Italia Alluvioni, frane, terremoti, ondate di calore, eruzioni dei vulcani attivi, eventi meteoclimatici devastanti con temporali a carattere «esplosivo» e altri disastri: siamo una penisola-showroom di rischi naturali, con vittime e distruzioni a ogni evento. In vent'anni abbiamo speso come paese più di 230 miliardi solo per riparare i danni, come se fossimo sempre in guerra. In media quasi 12 miliardi l'anno contro appena 3,8 miliardi per la prevenzione, soprattutto antisismica. Il cambiamento climatico mette a dura prova luoghi e persone, ma cedere al catastrofismo non è la risposta. Abbiamo conoscenze e tecnologie, risorse economiche ed esperienze operative a livelli più alti di sempre. Dobbiamo mettere a frutto questi strumenti per adattarci alla natura che cambia. In questa direzione si colloca l'inchiesta firmata da Erasmo D'Angelis e Mauro Grassi, tra i maggiori esperti italiani di infrastrutture e protezione civile: un lavoro documentato e appassionato che smonta i luoghi comuni, ricostruisce i disastri che hanno segnato il paese e indica un piano concreto per voltare pagina.
Possono le pietre raccontare delle storie? A Gerusalemme sì. Il volume ripercorre l'evoluzione urbana e architettonica della città dal periodo ellenistico alla conquista araba, attraverso nove secoli di trasformazioni politiche, culturali e religiose. Integrando archeologia, fonti storiche ed epigrafiche, delinea un ritratto chiaro e aggiornato della Gerusalemme ellenistica, romana e tardoantica e mostra come templi, strade, mura e quartieri abbiano plasmato non solo lo spazio urbano, ma anche l'immaginario delle comunità che lo abitarono. Le stratificazioni del passato diventano così chiavi per leggere la città contemporanea, tra continuità e fratture ancora riconoscibili. Il libro offre dunque un'introduzione accessibile e al tempo stesso rigorosa, pensata per studiosi, studenti e lettori interessati alla storia del Medio Oriente.
"Cronache della centralità democristiana (1960-1980)" raccoglie articoli, saggi e interventi di Enrico De Mita dedicati a un ventennio cruciale della storia politica italiana, osservata dall’interno della Democrazia Cristiana. Attraverso un’analisi lucida, severa e sempre ancorata al metodo istituzionale, De Mita ricostruisce i passaggi che portarono dalla fine del centrismo alla crisi della solidarietà nazionale, affrontando temi come l’autonomia politica dei cattolici, il ruolo del degasperismo e del moroteismo, la stagione del centrosinistra, il rapporto con socialisti e comunisti, la questione delle alleanze democratiche e l’evoluzione del sistema politico italiano. Il volume si configura come testimonianza diretta di un intellettuale e dirigente che visse dall’interno la complessità delle scelte democristiane, offrendo una lettura critica e non ideologica della politica e della sua funzione istituzionale. Tra riflessione storica e analisi teorica, il libro mostra come la "centralità" della DC non fu un accidente, ma il risultato di un equilibrio democratico difficile, talvolta imperfetto, sempre legato a responsabilità storiche e culturali. A distanza di decenni, questi scritti riemergono con sorprendente attualità, fornendo strumenti per comprendere le crisi e le trasformazioni della democrazia italiana contemporanea.