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In questo libro vengono presentati tredici religiosi, personaggi nati dalla creazione letteraria che ogni lettore ha incontrato nel corso delle sua formazione scolastica o di cui possiede l’opera da cui sono tratti. Sono figure spesso difficili, attraversate e talvolta consumate da vissuti nettamente in contrasto con quelli della nostra attualità. Il loro essere, però, conserva in sé quasi un’eco delle nostre stesse domande sulla fede, su Dio, su Gesù, sulla grazia, sul perdono, sul mistero della sofferenza e della morte, sulla preghiera. O meglio è in noi che rimane come una lontana eco dei loro quesiti, in un’epoca che ha dimenticato oppure che sembra volere dimenticare tali questioni.
Destinatari
Tutti.
Autore
Lucio Coco,(1961) ha svolto studi filosofici laureandosi con una tesi sulla teoria della conoscenza (Urbino, 1986). Vive e lavora a Verbania. Si è occupato di letteratura greca classica, storia della medicina greca e letteratura cristiana antica greca e latina. Sul tema della depressione ha pubblicato la lettera A Stagirio tormentato da un demone (2002) di Giovanni Crisostomo e sempre del padre antiocheno Le omelie sulla Passione del Signore (2006). È inoltre curatore di antologie patristiche sul tema dell’invidia e della lettura. Attualmente è impegnato nello studio del corpus ascetico di Evagrio Pontico.
Il presupposto alla base di questo libro è che le quattro stagioni della natura (inverno, primavera, estate, autunno) presentano un'analogia con i cambiamenti che si verificano nel matrimonio. La prima parte dell'opera descrive e spiega le quattro stagioni del matrimonio e aiuta ogni coppia a identificare la stagione che sta attraversando. Nella seconda parte l'autore presenta sette strategie pratiche per gestire emozioni, atteggiamenti e azioni per passare da una stagione all'altra. La terza parte risponde ad alcune domande specifiche sull'argomento. Infine, una "guida" per utilizzare il volume in gruppo.
Perché il giorno della morte è chiamato dai cristiani "dies natalis" (giorno della nascita)? Davanti al dramma e all'assurdità della morte, a cosa serve la fede? Siamo certi che esiste un aldilà? Cielo, Paradiso, Inferno dove si trovano? La fine del mondo è prossima?... Questo libretto illustrato si propone di rispondere a queste e altre fra le domande più comuni sull'aldilà: una catechesi semplice, fatta di riflessioni, poesie e testimonianze.
Questo sussidio, attraverso riflessioni, poesie, immagini e meditazioni, intende presentare i "Novissimi", cioè le "realtà ultime", ed aiutare a riflettere su alcune domande che ciascun credente si pone. A chiusura del volume viene riportato quanto scritto da sant'Agostino e che risuona come risposta alla domanda del titolo: «Riposeremo e vedremo; vedremo e ameremo; ameremo e loderemo, nella fine che non avrà fine».
Il libro raccoglie brevi riflessioni e suggestioni già apparse mensilmente su «Luoghi dell’infinito», nella rubrica «Mistici luoghi». Sono spunti alla contemplazione di Dio nel creato e sono segno dell’instancabile ricerca di quell’armonia universale – tra uomo e cosmo, tra uomo e uomo, tra uomo e Dio – che è l’anelito di ogni creatura, la mèta finale della storia di salvezza: il compimento del regno dei cieli, Dio tutto in tutti.
Destinatari
Tutti.
Autore
ANNA MARIA CANOPI, benedettina, fondatrice dell'Abbazia «Mater Ecclesiae» dell’isola san Giulio, sul lago d’Orta (Novara), è autrice di testi di spiritualità e grande conoscitrice dei padri della chiesa.
Quella di Edith Stein è una biografia filosofica non convenzionale.
Di origini ebraiche, assunse posizioni atee all'inizio dei suoi studi filosofici. Si formò con Edmund Husserl, il fondatore della Fenomenologia, divenendo una pioniera del nascente movimento filosofico. Nel corso della Prima Guerra Mondiale prestò servizio come infermiera negli ospedali militari, si convertì poi al cattolicesimo entrando a far parte dell'ordine religioso carmelitano. Fu uccisa nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau nel 1942. E' stato canonizzata da Giovanni Paolo II nel 1998.
Alasdair McIntyre presenta un'affascinante esposizione dello sviluppo intellettuale e filosofico di Edith Stein, contestualizzato nell'ambiente filosofico di Edith Stein, contestualizzato nell'ambiente filosofico tedesco dei primi decenni del XX secolo.
Dalla sua biografia della Stein si evince come la filosofia sia in grado di formare integralmente una persona e non sia, semplicemente, una fredda e astratta formulazione accademica. McIntyre paragona la conversazione di Edith Stein con le differenti conversioni di Adolf Reinach, Franz Rosenzweig e George Lukacs. La chiara e concisa esposizione della formazione di Edith Stein nel contesto universitario tedesco dell'epoca illustra assai bene le questioni cruciali e le idee che i suoi scritti ancora oggi possono offrire agli studiosi di Husserl, Heidegger o del tomismo degli inizi del XX secolo.
Uno dei pregi dell'opera è quello di essere scritta con una chiarezza che la rende immediatamente fruibile anche a un pubblico non specialistico. Inoltre, offre una ricostruzione del profilo di Edith Stein da più punti di vista: filosofa, donna e santa.
La storia si dipana a partire dalla prima apparizione a Bernadette dell’11 febbraio 1958 attraverso il diffondersi delle voci in paese, il crescere del clamore, l’intervento delle autorità e i primi miracoli, per terminare con l’ultima apparizione, quella del 16 luglio. Una narrazione in cui numerosi personaggi concorrono a raccontare in prima persona la vicenda della piccola quattordicenne della Bigorre: Bernadette, i famigliari, la gente del villaggio... un coro di diverse voci contribuiscono a formare un racconto che fluisce ininterrotto.
Perché il divino si rivela agli ultimi, ai più piccoli e ai più umili, a «una miserabile come ce ne sono tante»? È questa la domanda di fondo a cui cerca di rispondere l’Autrice.
destinatari
Un ampio pubblico
l’autore
Catherine rihoit è nata a Caen nel 1950. Dopo gli studi di lingua inglese, ha lavorato alla Sorbona come assistente. Ha esordito come autrice con Gallimard e ha pubblicato numerosi romanzi, saggi e biografie su svariati argomenti – religione, arte, cinema, spettacolo, storia – presso editori come Presses de la Renaissance, Éditions du Rocher e Plon. Ha vinto il Prix des Deux-Magots nel 1983 con La Favorite, il suo romanzo più conosciuto. L’unico titolo finora pubblicato in Italia è La piccola principessa di Dio (Paoline, 19943), una biografia di Teresa di Lisieux. È anche autrice di sceneggiature cinematografiche e televisive.
Luca testimonia la maturazione storica della comunità impegnata a vivere la radicalità del Vangelo nella quotidianità della vita.
A partire da alcune parole-chiave (vicinanza, bellezza, gratuità, ecc.) l'Autrice percorre i tanti sentieri che attraversano la felicità: "una pienezza da cui si è posseduti".
La transessualità è un fenomeno in crescente espansione. L'Autore indaga sul disturbo dell'identità di genere e offre indicazioni per fronteggiarlo.
La presente pubblicazione, contiene una scelta molto condensata dei capitoli più interessanti del Diario dello schimonaco. I capitoli sono stati tradotti selezionando quelli dedicati alla pratica vera e propria della preghiera di Gesù e alle condizioni dell’unione mentale con Dio, come alcuni altri passaggi complementari. Completa il volume una scelta di passi di autori vari sulla Preghiera di Gesù.
punti forti
La preghiera di Gesù è un tema che attira sempre, insieme alla spiritualità ortodossa. Semplicità della scrittura.
destinatari
Cultori della spiritualità ortodossa e cristiani comuni che desiderano approfondire la propria preghiera.
autore
Lo Schimonaco Ilarion era nato in Russia intorno al 1845, nel governatorato di Vjatka (Kirov). Fin da giovane si consacrò alla vita monastica e visse più di venti anni nel monastero russo di San Panteleimon sull’Athos, quindi ritornò con i suoi discepoli in Russia, nel Caucaso, per continuare a praticare l’esicasmo. Quando lo starec Disiderij morì, lo schimonaco trascrisse le conversazioni spirituali avute con lui in Sulle Montagne del Caucaso, colloquio di due eremiti sulla preghiera di Gesù (Diario), pubblicato nel 1907 e già nel 1912 era alla terza edizione con enorme successo. Il libro però fu anche oggetto di una forte controversia e quindi dimenticato per quasi 100 anni, e riscoperto solo recentemente.
curatore Vincenzo noja, laico consacrato, specialista in testi mistici e di spiritualità pubblicate con diverse case editrici. Con le Paoline: Esperienze mistiche negli scritti dei grandi maestri (2008) e Visioni bibliche e contemplazionei mistiche di K. Emmerick (2009).
La tradizione apostolica è l'opera di Ippolito di Roma che ha suscitato maggior interesse. Con la Didachè è la più importante e antica delle costituzioni della Chiesa dei primi secoli. Le prime due parti svolgono in modo unitario il tema della gerarchia ecclesiastica (scelta, ordinazione, funzione) e quello della iniziazione cristiana. La terza - riservata alle norme di vita cristiana - tocca vari argomenti senza giungere a una trattazione organica e completa, fatta eccezione forse per la preghiera quotidiana