Che cos'è la massoneria? Società filantropica, rete d'influenza o realtà iniziatica con una propria visione dell'uomo e del divino? Questo volume ne racconta le origini e lo sviluppo storico, le genealogie culturali, la struttura dei primi tre gradi e dei principali alti gradi, il lessico e i simboli, fino alla ricezione ecclesiale e alle ragioni dell'incompatibilità con la dottrina cattolica. Con linguaggio accessibile, l'autore offre al lettore non specialista una guida essenziale per orientarsi in un tema spesso avvolto da miti e caricature ma al contempo serio e complesso: la massoneria è infatti l'officina segreta che ha forgiato la modernità e pone a tutti una sfida che non è solo culturale o politica, ma prima di tutto spirituale.
Don Tonino Bello ha lasciato di sé una impronta indelebile difficilmente eludibile nella società contemporanea, da numerosi punti di vista: poeta, costruttore di pace, non violento, uomo di Dio e soprattutto uomo del Sud, luogo che lo ha visto nascere, formarsi e agire con quella partecipazione "innamorata" che ha sempre caratterizzato il suo intervento in favore degli ultimi del mondo. Pienamente addentro ai processi di cambiamento, Don Tonino non si è limitato esclusivamente a contribuire al rinnovamento in ambito spirituale: il suo influsso ha permeato la sfera civile, culturale e persino politica della società, facendo di lui un "pastore scomodo" ostinatamente schierato dalla parte dei più deboli. Questo libretto si propone di tracciare un ritratto dell’uomo e del sacerdote sulle cui orme si cerca di proseguire ancora oggi: nessuna pretesa di esaustività o di completezza di fronte a una figura talmente peculiare e multiforme da sfuggire a qualsiasi tentativo di categorizzazione. Un ritratto che vuol essere anche un commosso e sentito ringraziamento a un uomo straordinario che ha profondamente segnato l’esistenza e la coscienza di intere generazioni.
Questa raccolta di articoli del prof. Giuseppe Lorizio sprona a pensare il "nesso" fra il kérygma, ovvero il nucleo essenziale della fede cristiana custodito nella Parola di Dio, e il kairós, ossia il tempo presente, che è sempre "propizio" per accogliere l’annuncio della vita nuova in Cristo. E questo "presente", contemporaneamente lento e veloce, ci sfida a riflettere sulle sue pericolose alternanze e contraddizioni umane, ma anche a trovare in esso quella speranza che va oltre ogni orizzonte terreno.
L’analisi dello spazio occupato dalla dimensione sportiva all’interno di alcune tra le principali mostre temporanee allestite in Italia dal regime fascista durante il Ventennio rappresenta il nucleo centrale della ricerca presentata in questo volume. Lo sport, fenomeno sociale e culturale di grande diffusione popolare negli anni compresi tra le due guerre e cardine dell’azione politica della dittatura mussoliniana, fu inglobato all’interno di una lunga serie di manifestazioni espositive a carattere commerciale, politico e culturale diventando un prezioso strumento di costruzione del consenso. L’esibizione pubblica della nazione sportiva consentì al regime di rendere concreta agli occhi degli italiani l’immagine dell’uomo nuovo fascista, palesando, altresì, il potere dei nuovi linguaggi massmediatici sottomessi alle contingenze della propaganda.
Per quindici anni, dal 1954 al 1970, il Villaggio San Marco a Fossoli di Carpi è stata la casa di oltre 150 famiglie giuliane provenienti dalla Zona B del Territorio libero di Trieste, assegnata alla Jugoslavia dopo la firma del Memorandum di Londra. In questo luogo, già campo di concentramento nel corso della Seconda guerra mondiale, si trovarono a dover ricomporre le loro vite lontano dalle terre d’origine e ad affrontare il lungo e complesso percorso di inserimento in un territorio inizialmente diffidente. Il volume prende spunto dall’esperienza degli esuli giunti a Fossoli in anni difficili e ancora segnati dalle ferite del conflitto per riflettere in maniera più ampia sull’esodo giuliano-dalmata, grazie a contributi che offrono uno sguardo plurimo sulla vicenda, inserendola nel quadro degli spostamenti forzati di popolazione che investirono l’Europa nell’immediato dopoguerra. A settant’anni dalla apertura del Villaggio San Marco, la Fondazione Fossoli ha inteso richiamare all’attenzione su questo capitolo doloroso della storia del nostro paese, rimasto a lungo in un cono d’ombra.
L’inferno esiste davvero? O forse è solo un espediente per incutere timore? La misericordia di Dio va intesa come un liberi tutti? La libertà umana è fare ciò che si vuole? Oppure è, piuttosto, un orientarsi verso il bene? A queste e tante altre domande risponde mons. Antonio Suetta, invitandoci a una riflessione sul delicato equilibrio tra giustizia e misericordia e sul ruolo centrale della libertà umana, nel tentativo - perché no! - di riportare un po’ di sano e sacro timore nelle nostre coscienze. La paura previene tanti mali. Non dovrebbe essere così anche per la nostra anima?
Stuzzicare l'interesse di chi non crede portandolo a ragionare su un mondo a lui ignoto ma per nulla assurdo, ed esporre serenamente a chi crede un tema spesso trascurato o snobbato da certa teologia e predicazione che impone così alla fede cristiana una deriva intellettualistica e moralistica: ecco i due fini di queste pagine. La morte del diavolo accompagna, accelera o addirittura precede la morte di Dio. Il nostro modesto ragionare tratteggia una figura molto simile a quella della copertina: un soggetto personale davvero esistente, potente, inquietante, astuto, che osserva attentamente l'uomo per trascinarlo nel suo regno di malvagità e di orgogliosa solitudine. Un soggetto, tuttavia, che non merita di essere assecondato e, ancora meno, celebrato: il suo sguardo, per quanto ostile, punta intimorito e rassegnato verso l'alto e lascia trasparire la consapevolezza della creatura decaduta, ormai perdente e vinta, sapendo che gli resta poco tempo (Apocalisse 12,12).
Fenomeno intellettuale che ha segnato profondamente la cultura cattolica tra xvi e xviii secolo, la Seconda Scolastica non è stata soltanto la prosecuzione della tradizione medievale, ma la sua riattualizzazione, in un tempo di nuove sfide: l'Umanesimo, la Riforma, la nuova scienza, il razionalismo. Questo libro non si limita a ripercorrere i grandi nomi - da Suárez a Vázquez, da Báñez a Molina - ma ricostruisce le dinamiche istituzionali e didattiche che hanno dato vita a un intero sistema di pensiero. Università, collegi e conventi diventano il cuore di una storia che intreccia dottrina e prassi, mostrando come la scolastica sia stata insegnata, trasmessa e trasformata in tre grandi fasi: la stagione creativa (1512/1517-1607/1617), il tempo del confronto serrato con scienza e Riforma (1607/1617-1665/1670) e l'epoca della ripetizione e dispersione (1665/1670-1773). L'indagine si apre alla pluralità delle scuole - tomiste, scotiste, bonaventuriane - e agli autori eclettici, senza trascurare il dialogo con pensatori come Erasmo, Galileo, Descartes, Newton, né le questioni al centro della riflessione: analogia, ente di ragione, prove dell'esistenza di Dio, primato di Cristo, Immacolata Concezione, secondo una prospettiva globale che supera i confini nazionali e riconosce alla "seconda scolastica" il suo ruolo nella storia del pensiero moderno. Il volume si conclude con l'analisi della "terza scolastica" (1773-1965), fino alle riformulazioni ottocentesche e novecentesche in chiave neo-tomista promosse dalla Chiesa cattolica dopo l'enciclica Aeterni Patris (1879) e alla stagione critica del Novecento post-conciliare.
Le nuove meditazioni di Padre Zambotti - camilliano, fondatore delle Tende di Cristo, luoghi di accoglienza per poveri ed emarginati, in Italia, Brasile e Messico - si incentrano sulla famiglia di Nazaret. Esempio unico di ascolto, contemplazione del mistero, fede e preghiera, realizzazione piena dell'amore e della tenerezza di Dio. Immaginando Gesù che scrive ai genitori, si snoda il racconto, intercalato dalle meditazioni di Padre Francesco. Un piccolo prezioso inno, lo stupore di fronte al creato, un canto di gloria e di attesa.
Nella complessità polarizzata del nostro tempo, dialogare ponendo domande è un metodo prezioso. Quando l'interlocutore è un intellettuale della statura di Rémi Brague, storico del pensiero e acuto osservatore della contemporaneità, i temi si moltiplicano. Questo volumetto, che racchiude una conversazione tra Brague e i membri dell'Associazione Patres, ne tocca alcuni: l'importanza della storia, l'originalità dell'avvenimento cristiano, il rapporto tra laicità, religioni e missione, la fisionomia e il destino culturale dell'Europa. Impreziosiscono il dialogo, ampliando ulteriormente l'orizzonte, due noti saggi di Brague, per la prima volta in traduzione italiana.
Dall'alba del XXI secolo l'Occidente appare in declino. Guerre, crisi economiche ricorrenti, instabilità politica e l'ascesa di nuove grandi potenze - in particolare la Cina, accanto ad altri attori sempre più assertivi - mettono in discussione l'ordine mondiale a guida occidentale. Molti temono il caos globale. Ma è un'illusione ritenere che l'Occidente detenga il monopolio dell'architettura politica che rende possibili cooperazione e pace tra le nazioni. Ripercorrendo cinquemila anni di vicende umane, Amitav Acharya - tra i più autorevoli studiosi di relazioni internazionali - mostra che un ordine mondiale esisteva ben prima dell'ascesa occidentale. Dall'antica Sumer e dall'Egitto all'India e alla Grecia, fino alla Mesoamerica, passando per i califfati medievali, gli imperi eurasiatici e l'Africa, emergono valori umanitari, interdipendenze economiche e norme di condotta tra Stati affermatisi in diverse aree del pianeta. La storia rivela che l'ordine non coincide con il dominio di un solo polo: è una tessitura plurale che si ricompone, integra nuovi attori e rinegozia gerarchie. Di qui la tesi centrale del libro: anche se l'Occidente arretra, l'ordine perdura. Il suo declino non preannuncia la fine della civiltà globale, ma apre la strada a più centri di potere e a un assetto più equo, in cui il "Resto" del mondo abbia maggiore voce e responsabilità. Invece di cedere alla paura, Acharya invita l'Occidente a imparare dal passato e a cooperare con le nuove potenze per forgiare un ordine condiviso, capace di affrontare sfide comuni - guerre, sicurezza energetica, disuguaglianze - senza ricadere nelle contrapposizioni tra blocchi. Oltre le interpretazioni geopolitiche convenzionali, "Storia e futuro dell'ordine mondiale" offre la prospettiva storica necessaria per comprendere il presente e orientarsi nel mondo che viene. Prefazione di Franco Cardini.
San Francesco non è solo un santo, ma un amico che parla al cuore dei più piccoli. Tra sogni e avventure, questo libro racconta la sua vita con parole semplici e immagini luminose: dall’incontro con il lebbroso al lupo di Gubbio, dal presepe di Greccio al Cantico delle Creature. Un viaggio nella gioia, nella pace e nell’amore per ogni creatura, perché anche i bambini possano scoprire la gioia di un uomo che ha scelto di vivere come Gesù. Un libro da leggere, colorare, guardare e custodire, per crescere insieme a Francesco. Età di lettura: da 4 anni.