Chi è Maria, davvero, nei Vangeli? Questo libro accompagna il lettore in un itinerario spirituale e teologico che, seguendo i testi evangelici, ripercorre l'intera vicenda di Maria: dall'Annunciazione alla Risurrezione. Attraverso una lettura attenta della Scrittura, arricchita da riferimenti biblici, patristici ed esegetici, l'autore offre una meditazione profonda sulla fede, sull'obbedienza e sul silenzio della Madre di Gesù. Maria emerge come donna libera, credente radicale, compagna di cammino dell'umanità e Madre sempre presente nella storia della salvezza. Prefazione di Massimo Vedova.
Viviamo in tempi nervosi: si corre, si sbuffa, si pretende, si risponde male. La maleducazione fa spettadolo, la prepotenza alza la voce, e parole semplici come grazie", "prego", "scusa" sembrano quasi finite fuori catalogo. Eppure funzionano ancora benissimo. Il libro non è un trattato di buone maniere, nè una predica nostalgica. E' un viaggio leggero e concreto nella vita di tutti i giorni - in famiglia, al lavoro, nel traffico, sui social, nei conflitti, nelle giornate storte - dove la gentilezza smette di essere teoria e torna a essere pratica. Con ironia, esempi e uno sguardo attento all'umano, Diego Goso racconta una vertità semplice: la gentilezza non è zucchero e non è debolezza. E' misura, è intelligenza, è stile. Perchè essere sgarbati è facile. Essere gentili, invece, è da persone che hanno capito come stare al mondo.
Una delle più complete biografie pubblicate sino ad oggi. L'autore ricostruisce con grande accuratezza il percorso umano, spirituale e pastorale di Robert Francis Prevost, offrendo un ritratto completo di Papa Leone prima e dopo il Conclave. Attraverso un'analisi approfondita di omelie, interventi pubblici, interviste, messaggi sui social media e testimonianze dirette di quanti lo hanno conosciuto come allievo, missionario, vescovo, cardinale e guida spirituale, l'autore compone un quadro ricco e documentato, capace di restituire la complessità della sua figura. Ne emerge un papa figlio di sant'Agostino, teologo rigoroso e missionario. Prefazione di Antonio Staglianò.
"Forma di vita" è espressione che designa in ambito cristiano la "vita religiosa". Giorgio Agamben ne ha fatto un tema della sua filosofia cui ha assegnato una posizione e un ruolo eminenti. Nell'orizzonte teorico che egli ha cominciato a descrivere con il primo volume della saga filosofica Homo sacer (Einaudi, 1995), il concetto di "forma-di-vita" è introdotto quale contraltare al concetto di "nuda vita" e designa la vita inseparata e inseparabile dalla sua forma. Il presente libro si sofferma sul momento in cui il concetto di "forma-di-vita" giunge a più piena definizione, momento che coincide per Agamben con l'incontro con la tradizione letteraria e spirituale del monachesimo cristiano e la pubblicazione di Altissima povertà. Regole monastiche e forma di vita (Neri Pozza, 2011). All'interno del suo progetto filosofico tale incontro costituisce una "svolta": essa viene ripercorsa nei suoi tratti fondamentali cogliendo l'occasione per mostrare l'originalità e la fecondità dell'approccio di Agamben al monachesimo insieme ai limiti della sua interpretazione.
Terra di re, eroi e dei. Tra realtà e leggenda, gloria e inganno, il racconto di una città che non ha mai smesso di bruciare. Troia non è soltanto un luogo del passato: è un ponte tra storia e mito, un simbolo universale capace di attraversare i millenni e di rinnovare il proprio potere evocativo. Queste pagine accompagnano il lettore in un viaggio suggestivo articolato in tre tappe - la scoperta, la città, la memoria - con l'intento di restituire vita, tra verità archeologica e immaginario collettivo, a una delle vicende più affascinanti del mondo antico. Con Heinrich Schliemann ci addentreremo tra le rovine e i tesori che egli riportò alla luce, rivivendo l'entusiasmo della scoperta ma anche le ombre di una controversia ormai leggendaria con il governo ottomano. Ci spingeremo poi nel cuore della città, per indagare chi fossero i troiani e come si svolgesse la loro vita quotidiana, dalle origini nel III millennio a.C. fino all'età classica. Infine, seguiremo le tracce della memoria di Troia attraverso i secoli, da Omero ad Alessandro Magno fino ad Atatürk, senza tralasciare le moderne rappresentazioni cinematografiche che continuano a farne un'icona senza tempo.
Come sempre, domina nel mondo la dialettica degli opposti: a fronte di una sempre più incisiva logica del consumo, che identifica la felicità con il possesso di beni materiali, prende forma il desiderio, oggi largamente diffuso, di esperienze spirituali. Si avverte la necessità di andare alle origini della tradizione filosofica occidentale per riscoprire fonti antiche di spiritualità. Se nel recente passato oggetto di ricerca sono state correnti filosofiche come lo stoicismo e l’epicureismo, è venuto il momento di riportare l’attenzione sul pensiero di Socrate. I dialoghi socratici scritti da Platone rivelano un’interpretazione densa delle pratiche spirituali perché, mentre le sottraggono a una declinazione individualistica, di un soggetto ripiegato su di sé, disegnano mappe per orientarsi nell’incertezza della vita, per comprendere l’esperienza umana e agire su di essa.
Pronunciate a Parigi nel 1273, le Collationes in Hexaëmeron di Bonaventura si collocano in un contesto universitario in cui le nuove ermeneutiche aristoteliche avevano depennato l’esemplarismo dall’orizzonte filosofico, marcando, in tal modo, un’irrimediabile dicotomia tra Dio e il mondo, molto pericolosa pure sul piano dottrinale. A fronte di un tale rifiuto, Bonaventura riafferma con forza la centralità dell’esemplarismo mediante il quale si può rileggere, e interpretare in modo corretto, il rapporto tra la Trinità e la creazione, tra la Trinità e il decursus mundi, tra la Trinità e le varie gerarchie. Benché il mistero del Dio trino e uno sia presentato con differenti strumenti teologici che vanno dalle processioni intradivine alla circumincessione, l’esemplarismo permane quel filo rosso che rende ragione del rispecchiarsi del mistero di Dio in ognuna di queste realtà, siano esse la creazione, la storia o i vari ordinamenti gerarchici, diventando così quel legame imprescindibile che congiunge la Trinità con il mondo.
Presenza e influenza di Paolo nel cristianesimo dei primordi vanno oltre l’orizzonte delle sette lettere autentiche che l’apostolo scrisse ai primi gruppi cristiani. Paolo fu venerato e ferocemente osteggiato in un numero ancora maggiore di lettere scritte a suo nome, e in narrazioni diffuse su di lui e contro di lui, che vennero incluse nel nostro Nuovo Testamento e, molto più spesso, custodite e trasmesse al di fuori di questo. Richard Pervo delinea un quadro illuminante e in tutto esaustivo dell’eredità di Paolo e dei vari modi in cui tra le prime chiese egli venne ricordato, onorato o anche vilipeso. Il primo volume del suo saggio è dedicato alla costruzione della sua figura come apostolo e come libro: il primo libro cristiano!
Il cardinale Tarcisio Bertone prosegue il racconto delle sue memorie in questo secondo volume in cui è possibile cogliere l'evoluzione della sua primaria vocazione salesiana, sacerdotale e accademica.
Lo vediamo Vescovo di due Arcidiocesi italiane: dapprima a Vercelli e poi a Genova. Con l'intermezzo settennale di Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, importante Dicastero della Santa Sede. Maestro e pastore dunque, in cui esprime un dinamismo impressionante.
Non sono molte le persone che possono vantare una vita così piena di rapporti, di esperienze umane, di interessanti viaggi nel mondo, di responsabilità istituzionali ad alto livello. L'Autore lascia scorrere il racconto del suo percorso personale in un clima di fede profonda, dove non manca l'amicizia e la gioiosità, insieme all'assidua cura delle realtà ecclesiali e del contesto sociale in cui esercita il suo ministero. Da un considerevole apporto allo studio di documenti magisteriali, diventando così un fidato collaboratore dei Papi Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco.
In questo volume che segue quelli dedicati all'Inizio del Vangelo, al Discorso della montagna, ai Miracoli di Gesù e alle Parabole di Gesù vengono esaminati quei capitoli del Vangelo di Giovanni che costituiscono un materiale originale rispetto alla narrazione dei sinottici. Ponendosi in chiaro approccio critico nei confronti di insigni biblisti del Novecento, Ilarion segue la concezione secondo cui l'autore del quarto Vangelo sia veramente l'apostolo Giovanni, il discepolo che Gesù amava, ritenendo priva di consistenza ogni altra ipotesi di attribuzione del testo. Quella di Giovanni non è stata una semplice narrazione di avvenimenti di cui è stato testimone oculare, ma in misura molto superiore agli altri evangelisti, egli ha condotto una riflessione teologica su Gesù Cristo, Figlio di Dio. Ilarion fa ampio ricorso ai Padri della Chiesa e agli studi esegetici più raffinati di cui è profondo conoscitore, guidando il lettore alla conoscenza del Cristo giovanneo e offrendo al tempo stesso occasioni di grande riflessione. Prefazione di Rosanna Virgili.
Nell’anno 1938 uno dei più grandi teologi del XX secolo, Hans Urs von Balthasar, allora trentetreenne, pubblicava quest’opera che intitolava "Spirito e fuoco". Dalla sterminata opera letteraria di Origene aveva tratto un’antologia ragionata divisa per temi, così da poter cogliere nella sua completezza il pensiero del grande scrittore del III secolo. Nel 1952 von Balthasar ne pubblica una seconda edizione ampliata che tiene conto di alcune opere di Origene che al momento della prima edizione erano ancora sconosciute. Nella collana Studia Ephemeridis Augustinianum viene ora proposta una nuova edizione italiana: la traduzione è stata interamente rifatta da Elisa Zocchi e si basa questa volta sulla seconda edizione tedesca, senza operare alcun taglio. Impreziosisce la pubblicazione un’ampia introduzione di Marco Rizzi, uno dei massimi esperti attuali di Origene.
Un itinerario ascetico, in piena conformità a Maria, è l’ideale per ogni cristiano. Lei non abbandona mai chi desidera imitarla e si pone sotto la sua protezione. Maria è come il giorno radioso della nostra esistenza: colei che insegna a dire sempre con gioia il sì all’Amore. L’esempio di Maria, donna del sì, ci assicura che non c’è niente di brutto da temere a subire il fascino della bellezza e dell’avventura per Dio. Chi ama e segue Cristo guarda a Maria.