Ponzio Pilato, il governatore della Giudea che, secondo i Vangeli, ha consegnato Gesù alla morte in croce, lavandosene la mani, è una delle figure più conosciute nella storia umana che ha incuriosito e affascinato intere generazioni. Se per alcuni è responsabile della morte del Cristo, per altri è un martire (Chiesa copta) e addirittura un santo (Chiesa etiope). Attingendo a piene mani da fonti di ogni genere, Camillo Bartolini ricostruisce il racconto della vita di Pilato, dalla giovinezza, ai giorni della passione di Gesù, fino alla sua morte, restituendoci il lato oscuro e misterioso dell'uomo che ha cambiato per sempre la storia del mondo.
L'ascolto delle domande e dei vissuti dei diaconi europei mostra che essi concorrono alla vita della Chiesa senza una sufficiente riconoscibilità. Questo libro ricorda l'urgenza di un «tagliando» della figura del diacono. Se il gruppo di Gesù comprendeva discepoli e seguaci che vivevano delle relazioni diaconali che la Chiesa antica seppe valorizzare, tali modelli entrarono in crisi nella patristica. Questo saggio presenta una proposta seria e attuale sul tema.
Questo numero di «Credere oggi» affronta il complesso e affascinante intreccio tra neuroscienze, filosofia e teologia, esplorando le domande più profonde sulla mente umana. In un’epoca in cui la scienza tende a ridurre la mente e la coscienza al funzionamento del cervello, ci chiediamo: il nostro pensiero su Dio è solo un’illusione elettrochimica? può esistere la dimensione del trascendente?La Bibbia, con la sua antropologia lontana dal "cogitare" cartesiano, sembra suggerire risposte più vicine agli ultimi sviluppi neuroscientifici.Gli autori analizzano il legame tra cervello, mente, emozioni e responsabilità morale, interrogandosi sul libero arbitrio e la libertà decisionale. Inoltre, un focus sulle differenze cerebrali tra uomini e donne porta a riflettere su neuroscienza e sessualità. Un viaggio che svela le molteplici sfaccettature della mente, tra fede, scienza e vita quotidiana.
Pronunciate a Parigi nel 1273, le Collationes in Hexaëmeron di Bonaventura si collocano in un contesto universitario in cui le nuove ermeneutiche aristoteliche avevano depennato l’esemplarismo dall’orizzonte filosofico, marcando, in tal modo, un’irrimediabile dicotomia tra Dio e il mondo, molto pericolosa pure sul piano dottrinale. A fronte di un tale rifiuto, Bonaventura riafferma con forza la centralità dell’esemplarismo mediante il quale si può rileggere, e interpretare in modo corretto, il rapporto tra la Trinità e la creazione, tra la Trinità e il decursus mundi, tra la Trinità e le varie gerarchie. Benché il mistero del Dio trino e uno sia presentato con differenti strumenti teologici che vanno dalle processioni intradivine alla circumincessione, l’esemplarismo permane quel filo rosso che rende ragione del rispecchiarsi del mistero di Dio in ognuna di queste realtà, siano esse la creazione, la storia o i vari ordinamenti gerarchici, diventando così quel legame imprescindibile che congiunge la Trinità con il mondo.
Il volume presenta riflessioni filosofico-teologiche su Dio nel mondo contemporaneo. In questo periodo di crisi globale, che è anche un'occasione di svolta, Dio si trova al centro del crocevia dei tempi, delle fedi e dei saperi. Nella parte iniziale dell'Opera si cerca di chiarire perché, ma soprattutto come sia possibile parlare di Dio oggi; nella parte centrale si prendono in considerazione i rapporti tra Dio, filosofia e rivelazione, ripercorrendo i classici «sentieri verso Dio», da Anselmo d'Aosta a Wittgenstein, da Tommaso d'Aquino a Teilhard de Chardin, da Kant a Rahner; nella parte finale si affrontano le questioni della teodicea ovvero si indaga la relazione tra Dio Amore e il mistero del male.
La domanda sulla necessità del confessionale per il perdono sacramentale si colloca all'interno della prolungata crisi del sacramento della Penitenza, che rivela una distanza crescente tra la dottrina della riconciliazione e la sua recezione da parte dei fedeli. Lo studio individua come nodo decisivo la riscoperta del significato sacramentale della Penitenza-Riconciliazione radicato nel mandato del Risorto, nella sua mediazione ecclesiale e in una rinnovata attenzione allo spazio liturgico, non come semplice contenitore ma come luogo teologico per un’esperienza (epifania) della misericordia di Dio.
"Ritengo che questo studio offra un duplice contributo. Da una parte invita a rilanciare una riflessione sul sacramento della riconciliazione: oltre ad essere necessaria, trova oggi un contesto che, pur nella sua complessità, la può favorire. Dall'altra suggerisce alcune indicazioni che, se accolte, permettono fin da subito di migliorare la prassi celebrativa, rendendola più coerente con i principi esposti nei Praenotanda dell'Ordo. E questo a cominciare dal luogo nel quale ci viene dato di incontrare la forza liberante della misericordia di Dio" (dalla Prefazione di mons. Vittorio Francesco Viola O.F.M.).
Informazioni sull'autore
Andrea Dall'Amico, OFM (1972), ordinato sacerdote nel 2002 ha conseguito la Licenza in Teologia liturgico-pastorale (2012) a Padova e il Dottorato in Sacra Liturgia presso il Pontificio Istituto Liturgico di Sant'Anselmo in Roma (2019). Dal 2009 al 2014 è stato aiuto cerimoniere nelle celebrazioni papali presso la Basilica di San Pietro. Ha inoltre conseguito il Diploma di Counselling Educativo presso l'Università Pontificia Salesiana (2011) e la Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e Riabilitativa presso l'Università Niccolò Cusano (2022). Collabora con architetti nella progettazione e realizzazione di nuove chiese in Italia, offrendo consulenza e docenza nell'ambito liturgico.
Non è facile rispondere a questa domanda. Molti ingenuamente pensano di avere tutto chiaro e neppure si pongono il problema, mentre altri si accontentano dei luoghi comuni in circolazione, senza cercare precisazioni. In realtà il tema della tradizione è complesso e merita approfondimenti. Il testo propone dunque un itinerario che, poste alcune riflessioni preliminari, esamina il concetto biblico, per poi prospettare i principali significati della riflessione teologica lungo il tempo e gli insegnamenti del Concilio Vaticano II. Alla fine del percorso sarà chiaro che cosa sia la tradizione e come essa sia profondamente legata alla Chiesa così che chi non capisce la tradizione non capisce la Chiesa e viceversa. Il testo, adatto a tutti i lettori, acquista un particolare significato per gli studenti e i cultori del sapere teologico.
Informazioni sull'autore
Francesco Testaferri, docente nell’Istituto Teologico di Assisi e nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose, tiene corsi di Teologia fondamentale e Cristologia. Ha pubblicato articoli su riviste scientifiche (Rivista biblica, Bibbia e Oriente, Lateranum, Convivium Assisiense, Giornale di metafisica, Cristianesimo nella storia) e, per i tipi di Cittadella Editrice, numerosi volumi.
«Il termine “sacrificio” rimane una di quelle parole originarie e inaggirabili, in cui l’umano stesso è in gioco, con le sue ambiguità e promesse. È quindi una categoria fondamentale, che esige una paziente e rinnovata ripresa» (A. Cozzi).
«Con il sacrificio noi siamo al centro del mistero di Cristo e dell’esistenza cristiana. Per questo una comprensione autentica del sacrificio è di capitale importanza, e ogni errore, anche teologico, è così dannoso» (B. Sesboüé).
Informazioni sull'autore
Ezio Prato, sacerdote della diocesi di Como, è professore ordinario di Teologia fondamentale nella Facoltà Teologica di Milano.
Il volume si propone, attraverso la valorizzazione della dimensione interdisciplinare, di rendere ragione della speranza che abita l’esistenza del credente anche in situazioni di sofferenza e di malattia. Tale metodo consente infatti di allinearsi a quella antropologia che costruisce il proprio discorso attraverso la connessione tra le dimensioni biologica, psicologica, sociale, spirituale, che appartengono alla vita umana. Prende forma, in tal modo, un ripensamento della teologia pastorale sanitaria nel contesto vasto e complesso delle dinamiche biofisiche e psichiche che caratterizzano l’esistenza umana nel momento in cui si sperimenta nella condizione di corpo malato incapace di bastare a se stesso. Dall’assunzione di questa prospettiva nasce la possibilità di liberare la pastorale sanitaria da mentalità che la intendono unicamente come somministrazione di pratiche devote.
Quale atteggiamento assumere, da una prospettiva cristiana, nei confronti della miriade di temi che vengono proposti nella società attuale e rimbalzano da un capo all’altro del mondo come in un villaggio globale? Come deve affrontare un cristiano temi come la famiglia, l’uso dei social network, l’ecologia, la guerra o l’intelligenza artificiale? Questo testo vuole presentare con semplicità e chiarezza una visione dell’esistenza sociale della persona fondata su verità che si possono conoscere con la ragione naturale, e che sono e sono state illuminate dalla fede lungo secoli di tradizione cristiana e, attraverso di esse, fare luce sugli argomenti che ci vengono continuamente proposti nell’odierno dibattito pubblico.
Ogni sapere teologico è a servizio dell' unità della fede. Soprattutto quando tale sapere scaturisce da una vita dedicata ad investigare sul senso della verità rivelata e trasmessa, condizione per ogni autentica ricerca. Gli studi che in questa miscellanea vengono presentati,rappresentano una variazione tematica sul sapere teologico e sul suo metodo,a partire dall'insegnamento del prof. P. Jared Wicks, la cui esistenza è stata interamente impegnata a perlustrare la possibile unità della fede tra i membri delle varie chiese cristiane,in cui viva vox Vangelii resonat (DV8). Come mostra il titolo , L'attenzione è focalizzata su i due campi di studio che hanno caratterizzato il lavoro e l'insegnamento del P. Wicks nella Pontificia Università Gregoriana: l'area della teologia fondamentale e l'area delle questioni ecumeniche. In tal senso, i contributi presenti nel volume ad opera di professori docenti in varie parti del mondo, ma anche di giovani ricercatori, esprimono il fil rouge della ricerca attuale, a testimonianza di un'amicizia che si traduce nella passione per il teologare.