Andrea Carandini racconta Vespasiano, l'uomo che salvò Roma nell'ora della sua crisi più grave. Il migliore imperatore dopo Augusto. L'anno 69 d.C. è uno degli snodi più drammatici della storia antica: quattro imperatori in dodici mesi, guerre civili, rivolte nelle Gallie e in Giudea, il Campidoglio in fiamme, le casse dell'impero vuote. Da questo caos emerge Tito Flavio Vespasiano, uomo di modesta origine sabina, militare pragmatico, privo di ogni divina pretesa, eppure destinato a diventare il miglior imperatore dopo Augusto. È lui a spegnere l'incendio, a rimettere in ordine i conti pubblici, a restituire ai Romani quello spazio urbano che Nerone aveva loro sottratto con la sfrenatadomus Aurea: sul lago artificiale del ‘re crudele' sorgerà il Colosseo. Vespasiano, con gesto senza precedenti, accolse a palazzo i rotoli del Pentateuco e le spoglie del tempio di Gerusalemme distrutta dal figlio Tito nel 70. Per la prima volta nella storia di Roma, il Dio del monoteismo giudaico, Jahvè, trovava spazio nel palazzo degli imperatori. Principe clemente nell'assolutismo e dirigista nell'amministrazione, Vespasiano salvò sì l'impero ma rifondando una dinastia, quella dei Flavi. Solo la sua estinzione consentì la successiva ‘epoca d'oro' tra Nerva e Marco Aurelio, unica al mondo. Carandini racconta questi eventi con la maestria narrativa e la profondità che i lettori ben conoscono: la storia antica comparata al tempo presente e le grandi crisi come punto di vista privilegiato sulle civiltà.
Un incidente banale e la vita sembra darci un avviso, suggerirci che tutto quello che avevamo ritenuto stabile, assodato, potrebbe andare in pezzi. E nel momento in cui ci si ferma, la galassia di sentimenti e risentimenti che emergono è fatta dalla memoria delle cose vissute nel passato, nel proprio intimo, attraverso gli altri, intrecciata alle cose apprese anche attraverso la vita scritta, i libri, la letteratura. Da Montaigne a Heidegger, da Nietzsche a Derrida, da Proust a Yourcenar, da Fitzgerald a Hemingway: tutto questo e altro ancora è precipitato in questo libro unico, emozionante e ricco di riflessioni. Vivere, sopravvivere, previvere, convivere sono le stazioni attraverso cui questo libro ci fa passare per riflettere su un mélange di argomenti che ruotano attorno alla vita e a come si possa imparare a vivere.
Nessun potere è assoluto. È la sfida dell’Esodo, il racconto che ha insegnato a generazioni a immaginare la libertà. Ma che cosa accade quando chi si libera si crede l’unico popolo eletto? Konrad Schmid rilegge Mosè, le piaghe, il passaggio del mare e i Dieci Comandamenti alla luce della ricerca biblica e della loro eredità politica e culturale. Dalla lotta contro gli imperi a Martin Luther King, un percorso che distingue storia e racconto, indaga la violenza religiosa e restituisce alla Bibbia la sua forza critica. Perché uscire dall’Egitto non significa risolvere, una volta per tutte, il problema della libertà. «I movimenti verso la libertà finiscono spesso in nuove dipendenze, perché le classi dominanti consolidano i propri privilegi. Libertà e dominio sono legati in modo inseparabile; la vera libertà esiste solo nell’atto della liberazione. Per questo il racconto biblico dell’Esodo è un modello particolarmente adatto per rappresentare la libertà: esso concentra infatti l’attenzione sull’evento della liberazione del popolo di Israele dall’Egitto, non sulla rappresentazione di un’esistenza libera. Per la filosofia politica contemporanea questa analisi significa che la critica deve diventare permanente: non esiste uno stato finale della libertà che, in quanto tale, sia stabile e non più capace né meritevole di critica». Konrad Schmid
Il libro affronta un tema quasi del tutto inesplorato dalla storiografia europea: il ruolo delle donne legate all’Ordine del Tempio. Attraverso un rigoroso esame delle fonti normative, statuarie e diplomatiche, il volume mette in discussione il diffuso luogo comune secondo cui le cosiddette "suore templari" non sarebbero mai esistite. La ricerca ricostruisce forme, funzioni e limiti della partecipazione femminile all’interno della realtà templare, offrendo una lettura critica fondata su un ampio lavoro archivistico. Completano l’opera diversi documenti inediti o poco noti. Un contributo originale agli studi sugli ordini militari e sulla storia religiosa del medioevo.
Trento, 1943. Tra le sirene, le macerie e l’ombra della guerra, una giovane maestra di nome Silvia Lubich scopre una certezza capace di sfidare la paura: Dio è Amore. Da quel momento sceglie di diventare Chiara e dedicare la propria vita a un sogno apparentemente impossibile: ricomporre un mondo lacerato da ideologie, miseria, conflitti e solitudini. Accanto alle prime compagne, nei rifugi antiaerei e nelle case povere della città, nasce un patto di amore reciproco destinato a trasformarsi nel Movimento dei Focolari. Dalle montagne trentine all’idea delle Mariapoli, dai laboratori come Loppiano all’Economia di Comunione, la sua intuizione si trasforma in un’esperienza concreta che coinvolge popoli, famiglie, giovani, politica e cultura. Il suo cammino la porta a incontrare persone da tutto il mondo: rappresentanti di altre religioni, attivisti, politici, gente comune. Volti e vissuti differenti, uniti dalla ricerca della fraternità. Una narrazione intensa di fede, coraggio e dialogo. La storia di una donna che ha scelto di credere che la pace non è un’utopia, ma un’opera quotidiana. Con interviste esclusive a Piero Coda e Anna Maria Rossi.
Per essere santo, quale vescovo non cederebbe l’anello, la mitra, il pastorale, quale cardinale la porpora, quale pontefice la veste bianca, i ciambellani, gli svizzeri e quanto possiede di temporale? Chi non vorrebbe avere la forza di condurre questa straordinaria avventura? Perché la santità è un’avventura, anzi, l’unica avventura.
Calendario a strappo cm 14,5 x 10 (lunghezza da appeso cm 31)
In copertina Icona Madonna della Tenerezza, icona scritta dalle monache benedettine dell'isola di S. Giulio, Lago d'Orta.
Dopo anni di attesa, nasce finalmente un’opera che mette ordine nello sconfinato oceano degli scritti di don Tonino Bello. Frutto di una collaborazione scientifica tra l’Università del Salento, la Fondazione a lui dedicata e l’ISSRM di Lecce, questo volume raccoglie e scheda 1.222 testi, disponendoli in un emozionante cammino cronologico: dagli esordi del giovane seminarista bolognese fino agli ultimi, profetici, discorsi pronunciati a braccio prima di tornare alla Casa del Padre.
Cosa sono i soldi? Come si accumulano, perché sono diventati così importanti e, soprattutto, che impatto hanno sulla natura umana? Francesco Micheli, da tempo al cuore del potere economico italiano, ha un rapporto privilegiato col denaro. Lo ha visto scorrere a fiumi sin dai suoi esordi in Borsa, ne ha studiato i movimenti carsici, ha osservato da vicino il suo effetto - talora spiazzante - sul comportamento di chi ne disponeva in grande quantità. E, più di ogni altra cosa, ha mantenuto intatta la convinzione che il denaro non sia un fine ma un mezzo: un utensile volto a procurarsi bellezza, velocità, ebbrezza, senza mai perdere di vista il piacere di ciò che non ha prezzo. Dai timidi cenni alle questioni economiche nei dialoghi familiari alle follie del mercato dell’arte, passando per le grandi crisi finanziarie della storia e le fiabe che illuminano il nostro atavico rapporto col denaro, "Il romanzo dei soldi" è un pamphlet colto e sulfureo, intimo e politico, un racconto gioioso e disincantato, spogliato da qualsiasi giudizio morale, un nudo viaggio nella tessitura audace della vita.
Le Chemin Néocatéchuménal est « une modalité de l’initiation chrétienne des adultes ».
C’est peut-être là sa particularité la moins perçue après ces soixante premières années. Les initiateurs ont semé la graine et l’ont soignée longtemps avec amour. Dieu l’a bénie de fruits abondants et du sceau de l’autorité de l’Église. Il devient aujourd’hui incontournable de se poser la question : « Le Chemin vient-il de Dieu ou de Kiko et Carmen ? » Ce charisme concret répond à « une nécessité urgente » (saint Jean-Paul II) : redécouvrir la beauté, la richesse du baptême et de la foi.
Le pape Léon a affirmé : « Vous proposez à tous un parcours de redécouverte du baptême, et ce sacrement, comme nous le savons, en nous unissant au Christ, nous fait devenir des membres vivants de son corps, son unique peuple, son unique famille ... Je vous encourage à poursuivre avec enthousiasme et je vous bénis, tout en invoquant sur vous l’intercession de la Vierge Marie afin qu’elle vous accompagne et vous garde ! »
« Vous avez allumé le feu de l’Évangile là où il semblait s’éteindre et vous avez accompagné de nombreuses personnes et communautés chrétiennes, les réveillant à la joie de la foi, les aidant à redécouvrir la beauté de connaître Jésus ! »
(Léon XIV)
Le père Ezechiele PASOTTI est né à Casto (Brescia), Italie, le 23 septembre 1944. Tout jeune, il est entré au Séminaire de la Società di San Paolo à Cinisello Balsamo (Milan). Il a obtenu la Licence en Théologie liturgique à l’Institut pontifical Saint-Anselme de Rome et a été ordonné prêtre en 1972 à Brescia, avant d’être incardiné à Rome en 1983.
Il a commencé le Chemin Néocatéchuménal, puis il a exercé son ministère en tant que prêtre itinérant : neuf ans en Scandinavie, trois ans en Bolivie et cinq ans en Ouganda.
Il a ensuite poursuivi son ministère à Rome comme Préfet des Études au Séminaire Redemptoris Mater pendant dix-neuf ans.
Depuis 2014, il est Conseiller ecclésiastique du Chemin Néocatéchuménal.
Il a publié plusieurs ouvrages et a dirigé, avec d’autres, pour les Edizioni San Paolo, La Bibbia : Scrutate le Scritture (La Bible : Scrutez les Écritures), à l'occasion de l’ouverture de l'Année biblique de la Famille paulinienne et du 1600e anniversaire de la mort de saint Jérôme.
Le Chemin Néocatéchuménal
60 ans d’initiation chrétienne des adultes
(il Cammino neocatecumenale 60 anni di iniziazione cristiana degli adulti)
Ezechiele PASOTTI
Édité par Giuliano BONOMI
Traduction : Giuliano BONOMI, Mathieu BLEHAUT et Benoît FRICHOT