Leone Dehon nasce il 14 marzo 1843 in Francia, a La Chapelle. Osteggiato dalla famiglia nel suo desiderio di diventare prete, ma deciso a seguire la sua vocazione, è accolto nel Seminario francese Santa Chiara in Roma. Ordinato sacerdote torna nella sua patria con tre lauree e con tanti progetti e sogni nel cuore. Fonda la Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, che si espanderà in tutto il mondo. Muore il 12 agosto 1925 muore, dopo una vita di totale donazione.
La ricorrenza del 1° Centenario della sua morte (1911-2011) offre un'occasione propizia per presentare la poliedrica e accattivante figura del Venerabile Paolo Pio Perazzo, il "ferroviere santo": un fedele laico che nella sequela di Cristo e nello spirito francescano ha camminato alacre e operoso sulla via della santità e dell'apostolato. Entrato a far parte del Terz'Ordine Francescano si dedicò a tempo pieno alle sue molteplici attività apostoliche e sociali, che hanno sempre completano la sua intensa giornata lavorativa.
Giuseppe Calasanzio nasce nel 1557, a Peralta de la Sal, un paesino della nobile Aragona (Spagna) da una famiglia in vista e benestante. Inviato a Roma viene a contatto con la realtà di povertà e di miseria morale di tanta gioventù, ne sente compassione e decide di seguire la voce del Signore che lo spinge a dedicarsi ad essa. Fonda così la prima scuola pubblica e gratuita d'Europa e crea una Congregazione religiosa dedita all'educazione, i cui membri sono chiamati "Scolopi". Muore nel 1648.
Si deve a Sant'Ambrogio, vescovo di Milano, la ricerca dei resti di questi due martiri del secondo secolo, e la nascita di una profonda devozione nei loro confronti. Data la scarsità di notizie che li concernevano, un autore rimasto anonimo compose una "passio" presentando Gervaso e Protaso come figli gemelli dei santi Vitale e Valeria.
L'attuale chiesa parrocchiale di Novate, dedicata ai santi martiri milanesi Gervaso e Protaso, è la più recente di una serie di edifici di culto presenti nell'area almeno a partire dall'XI secolo. La chiesa conserva preziose opere d'arte. Questo libretto racconta storia, arte e devozione di questo luogo sacro.
Come dovrebbero leggere la Bibbia i cristiani in un tempo di disastri ecologici? Come raffigura la Bibbia il rapporto degli uomini con il resto del creato?
In questo libro ben argomentato e di cui si avvertiva l’esigenza, Bauckham esplora il rapporto tra gli uomini e il resto del creato. Egli sostiene che nella Bibbia si trova a tal proposito ben più del compito di dominare affidato agli uomini in Genesi 1, che troppo spesso è stato addotto a giustificazione del dominio e dello sfruttamento delle risorse del nostro pianeta. Egli critica inoltre il concetto di custodia, ritenendolo da un lato presuntuoso, e dall’altro troppo generico per poter rendere conto delle nostre responsabilità cruciali nei confronti della terra.
Secondo l’Autore vi sono altre importanti prospettive bibliche che vanno esplorate, come quelle offerte dal libro di Giobbe, dai Salmi e dai Vangeli. La nozione di più ampio respiro di «comunità di creazione» che egli propone rende maggiormente giustizia alla globalità del discorso biblico rispetto al concentrarsi sul solo concetto di «dominio». Con la sua analisi limpida e che fa riflettere, La Bibbia e l'ecologia è una lettura fondamentale per chiunque sia interessato ad un approccio all’ecologia fondato sulle Scritture.
Richard Bauckham è stato fino al 2007 Professore di Studi Neotestamentari e Bishop Wardlaw Professor presso l’Università di St Andrews (Scozia), dove è oggi un Professore Emerito. Si è recentemente ritirato dall’attività accademica per dedicarsi alla ricerca e alla scrittura, ed è Senior Scholar a Ridley Hall, Cambridge, e Visiting Professor al St Mellitus College di Londra.
Dai vangeli ai padri della chiesa, dalle lettere di Paolo alle Confessioni di Agostino, dagli eremiti del Vicino Oriente all'eresia ariana, da Anselmo alla scuola francescana del XIII secolo, fino a Tommaso d'Aquino e ai suoi avversari - Duns Scoto e Occam -, dalla Riforma luterana e calvinista al Vaticano II e fino a Joseph Ratzinger: in questo libro vengono presentate e analizzate le scuole di pensiero, le dottrine, le correnti (talvolta contrapposte) della teologia cristiana. La sfida, per gli ideatori del volume, era quella di presentare una storia niente affatto breve in poche pagine e sintetizzare dibattiti complessi in poche parole chiave. Quest'opera si rivolge a coloro per i quali la teologia resta una sconosciuta, una questione da credenti, il recinto degli eruditi.
Siamo convinti di sapere che cosa è una religione. Ma è sempre chiaro dove passa il confine tra una religione, una spiritualità, una sapienza, una ricerca dell'equilibrio vitale o dell'equilibro con le energie cosmiche? Insomma: anche la pratica dello yoga è una religione? E l'astrologia? E la scientologia? E il ricorso ai fiori del dottor Bach o all'omeopatia? Oppure ancora: una religione ha sempre a che fare con il credere, e il credere in un Dio?
L'esperienza della malattia mette a dura prova l'immagine che abbiamo di noi stessi. Ci pone a contatto con il limite. E ci fa sentire acutamente il bisogno di vicinanza e di pensieri positivi, che ci aiutino ad aver fiducia e a non abbandonarci alla depressione. Questa riflessione vuole fare scoprire che cosa la sofferenza può cambiare dentro di noi: "Una malattia non è solo un difetto negli ingranaggi, da risolvere al più presto. Quasi sempre ha un qualche significato, ha un motivo, ha un.intenzione." In un linguaggio semplice e attraverso immagini efficaci le meditazioni di Jörg Zink, teologo evangelico, portano a coscienza atteggiamenti ed energie, e dimostrano come Dio ci doni forza e benedizione!
Questo libro ci apre alla domanda più antica dell'essere umano: "O Dio, chi sei?". Anselm Grün, uno degli autori di spiritualità più significativi dei nostri giorni, e Wunibald Müller, celebre psicologo di vasta esperienza, parlano in maniera estremamente autentica e coraggiosa delle loro esperienze con Dio. Con grande sincerità trattano anche dei dubbi, delle paure e delle preoccupazioni. Dio non è un "ammorbidente", non è privo di contorni precisi. Ci mette a confronto anche con gli ambiti oscuri della nostra anima. Solo così, alla sua luce, possiamo crescere e maturare. "Non avanziamo la pretesa di sapere, su Dio, anche soltanto un po' più degli altri. Non rivendichiamo nemmeno di essere in possesso della verità, quando si tratta di Dio. Abbiamo soltanto esaminato alcuni degli interrogativi su cui riflettono le persone quando pensano a lui. Forse il nostro dialogo sarà uno stimolo a iniziare a parlare con gli altri di Dio oppure, addirittura, a incominciare a propria volta a dialogare con lui. Perché Dio abbia un'opportunità di entrare nella nostra vita e nel nostro quotidiano" (Anselm Grün e Wunibald Müller).
Il Tau era il simbolo più caro per Francesco d'Assisi. Il segno rivelatore di una convinzione spirituale profonda: che solo nella croce di Cristo è la salvezza di ogni uomo.
“Ho partorito! Domani vi voglio in Cile!”. Così si esprime padre Alceste Piergiovanni quando sceglie una famiglia cui affidare i suoi orfani e bambini abbandonati. Personalità di spicco, burbero, saccente, provocatore, ma anche uomo ricco d’amore, il sacerdote italiano salpa da Genova nel 1956 per il Cile, dove resterà fino alla morte avvenuta nel 2003. Per mezzo secolo viaggerà instancabile tra i due Paesi, cercando in Italia la famiglia giusta per ognuno dei suoi mille e duecento piccoli cileni, sviluppando un sistema d’adozione originale e gratuito. Così oggi in tutta Italia vive una popolazione italo-cilena di ragazzi e genitori adottivi, tutti uniti nel nome di padre Pier e impegnati a continuarne l’opera. Qui ci raccontano il “loro” padre Alceste.