Da questo libro non si esce indenni. Mutilati nel cuore, senza dubbio - stigmatizzati è ciò che speriamo. Tra i Vangeli, quello di Marco è il più crudo: pare inciso nel legno, pare istoriato su uno scudo. È il più duro: sigillato da un sepolcro, da un manipolo di donne in fuga. È un Vangelo latrato, questo, di ammutolite grida. E un Vangelo - in questa versione - ammutinato, pura rivolta del verbo. Va intonato coi tamburi, va letto sulla soglia del bosco più che nei recessi del tempio.
Gian Ruggero Manzoni, poeta di arcaica potenza, che da tempo milita modellando i sacri testi, ha la pazienza degli obbedienti e la voracità dell'eresiarca. I vasti apparati con cui ha corredato il "suo" Vangelo di Marco fanno di questo libro uno strumento necessario alla ricerca spirituale - singolare e in contrasto con le correnti del mondo. È, in fondo, uno spregiudicato sprofondare nel corpo di Gesù, l'uomo più folgorante mai caduto su questa terra.
Ricordando l’anniversario della dichiarazione del Concilio Vaticano II Gravissimum educationis, papa Leone riflette sull’importanza dell’educazione nella vita della persona umana. Sottolineando la grande attualità del documento conciliare, il papa ribadisce il diritto di ciascuno all’educazione, l’inscindibilità di professionalità ed etica, il concetto che la formazione cristiana abbraccia l’intera persona: spirituale, intellettuale, affettiva, sociale, corporea. Il volume contiene altri tre recenti testi di papa Leone che hanno a tema l’educazione: - il Discorso rivolto agli studenti in occasione del Giubileo del mondo educativo; - il Discorso rivolto agli educatori in occasione del Giubileo del mondo educativo; - l’omelia pronunciata nella Santa Messa che ha visto san John Henry Newman proclamato «Dottore della Chiesa»
Papa Francesco, nella sua ultima e più cristologica lettera enciclica, Dilexit nos, che ha come tema proprio l'amore umano e divino del Cuore di Gesù Cristo, sottolinea come questo amore incarnato è ben espresso attraverso il simbolo del suo Cuore, che come uomo condivide i nostri sentimenti. Partendo da questo presupposto il testo ci invita a riflettere sulle caratteristiche dell'amore divino-umano di Gesù Cristo per poter partecipare alla redenzione che proprio attraverso il suo amore si è realizzata riconsegnando all'uomo la capacità di vincere i suoi limiti.
Età di lettura: da 6 anni.
Nel cuore delle Scritture la salvezza divina non appare mai un evento limpido e lineare, ma come un cammino attraverso ombre e luci, silenzi e rivelazioni. In questo libro, la Bibbia diventa guida in un viaggio che attraversa la notte dell'anima e l'alba della redenzione. Partendo da alcuni passi dell'Antico e del Nuovo Testamento, l'autore sviluppa il tema del chiaroscuro spirituale: il mistero di un Dio che si nasconde per farsi trovare, parla nel buio, salva nonostante e a volte attraverso l'ambiguità della vita umana. Alle riflessioni esegetiche e spirituali si intrecciano poesie originali, ispirate ai testi sacri, e storie simboliche che danno voce a personaggi universali: il pellegrino, la madre, l'uomo ferito, la cercatrice d'alba. Semplici domande alla fine di ogni capitolo aiutano il lettore a guardare dentro di sé e a fare proprio il messaggio della Scrittura.
Auschwitz, 14 agosto 1941, un frate avanza di un passo e si offre al posto di un padre di famiglia condannato a morte. Da quel giorno buio del passato l'autore risale all'origine di un uomo capace di dire che «l'odio non serve a niente, solo l'amore crea». La vita di san Massimiliano Maria Kolbe, tra povertà, genialità e devozione all'Immacolata, diventa un itinerario di fede concreta non improvvisata. Tra Roma, la Milizia dell'Immacolata e la prigionia, si scopre che la santità è una scelta possibile, persino in tempi feroci come quelli della seconda guerra mondiale.
A ottocento anni dalla morte di san Francesco d'Assisi si può dire che la sua vita e il suo pensiero hanno generato molti frutti ma anche semi in attesa di fioritura. Tra questi ci sono concetti diversi, come l'Altissima Povertà e la Fraternità, che interrogano il presente e, in particolare, l'economia e il pensiero economico contemporanei. Questo volume è una raccolta di contributi che offrono alcuni spunti a partire da domande ineludibili: quanto è rimasto della profezia francescana e di Francesco nell'economia di oggi? Quali frutti e quali semi pongono in discussione i valori del sistema economico globale? Se la profezia è contemporaneamente un "già" e un "non ancora", cosa è stato fatto e cosa c'è da fare perché il pensiero e l'azione economica si incontrino con le parole "scandalose" di san Francesco? Domande impegnative che richiedono risposte scientificamente rigorose ma anche dal taglio divulgativo, affinché la profezia non rimanga strumento per pochi eletti ma diventi punto di vista attraverso il quale interrogare, ed eventualmente cambiare, il presente. Prefazione di Stefano Zamagni. Postfazione di Domenico Sorrentino.
Sulla soglia di una locanda, un viandante consegna a un albergatore un uomo ferito e qualche denaro. È la fine, non l'inizio, della parabola del buon Samaritano. È anche la scelta narrativa che fa Rembrandt nell'incisione del 1633 conservata a Londra. Marie Grand parte da quel dettaglio per dirci quel che la tradizione cristiana ha pensato più raramente: l'albergatore non è una comparsa, ma è l'altro volto dell'amore. Davvero si può amare tutti? Per Grand questa domanda nasconde due richieste molto diverse, che continuiamo a confondere: amare ciascuno senza distinzioni e amare tutti insieme. La prima è la sfida del buon Samaritano, l'incontro che cambia la geografia dei legami. La seconda è la sfida dell'albergatore: l'amore che si fa istituzione (ospedale, scuola, casa di riposo, mensa dei poveri... ). Non carità, ma giustizia. La filosofia francese mostra che le due figure non si oppongono, ma anzi si reggono a vicenda: senza buoni Samaritani, le istituzioni si addormentano; senza buoni albergatori, l'amore eroico non sostiene il peso della miseria del mondo. Una rilettura sobria e originale, che restituisce dignità al lavoro silenzioso di chi tiene aperti gli alberghi del mondo.
Che queste pagine possano prendersi cura di chi si prende cura, facendoci sentire più prossimi, accompagnati e accompagnatori sulla stessa barca dell'esistenza. Perché non possiamo stare bene accanto al letto sacro di una persona che soffre se anzitutto non ci confrontiamo con i nostri vissuti, con le nostre emozioni, con le nostre esperienze personali prima ancora che professionali, intorno ai temi della cura, della morte, della malattia.
Un libro ardente e ispirato che riflette su come, in tempi difficili come quelli attuali, possiamo riconoscere un fuoco divino nascosto sotto le ceneri, ispirandoci alle grandi figure della spiritualità e della mistica di tutti i tempi. Il fuoco è visto come un elemento dinamico che unisce odio e amore, distrugge e crea, e simbolizza la comunicazione tra Dio e l'umanità. Le parole della Bibbia e delle maestre e dei maestri spirituali danno forma a un invito a vivere l'esperienza del Roveto ardente, simbolo della rivelazione di Dio, e a seguire il cammino dalla Torah all'Anástasis, il compimento della storia umana in Cristo.
Oggi, che cosa sta a cuore alla vita consacrata? Questa domanda ha accompagnato il 50° convegno del Claretianum. È un interrogativo che rimanda ad un altro, molto più radicale, che costantemente deve porsi ogni discepolo e discepola di Gesù: Chi sta nel nostro cuore? Chi muove davvero le nostre scelte? La vita consacrata è oggi preoccupata e agitata da molte cose, ma non deve dimenticare qual è la vera inquietudine. In vario modo, i contributi del volume cercano di ridire come il cuore si inquieti nella ricerca di Dio e nel servizio del prossimo, perché, come ha ricordato papa Leone inviando la sua benedizione, è «da un'autentica esperienza del Signore» che «scaturiscono slanci generosi di carità».