Questa pubblicazione raccoglie gli atti (in lingua francese e inglese) della Conferenza Pan-Africana sulla Caritas in Veritate, tenutasi ad Accra, in Ghana, dal 26 al 29 settembre 2010 e organizzata dal Pontificio Consiglio per la Giustizia e per la Pace. Lo scopo della Conferenza è stato quello di approfondire i temi affrontati dall'Enciclica di Benedetto XVI alla luce degli insegnamenti della dottrina sociale della Chiesa e contestualizzarli nella realtà del continente Africano. Il volume contiene inoltre un reportage fotografico che documenta la Conferenza.
"Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato! Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede", scrive l'apostolo Paolo ai Corinzi (1Cor 15, 13-14). Questo breve studio non ha altra pretesa se non quella di suggerire al lettore alcune delle principali riflessioni che scaturiscono da queste parole cariche di forza e di speranza anche per la generazione presente, con la convinzione che solo in Cristo Risorto l'uomo incontra veramente se stesso: chi egli sia e chi sia chiamato ad essere.
"Dio ha proferito la sua rivelazione nel cuore d'un mondo che è quello dello spirito greco e dell'impero romano, e la Chiesa ne custodisce la verità nell'eloquio greco del suo libro sacro e nell'eredità dottrinale che proviene dalla Roma latina. [...] L'umanesimo dei cristiani è l'amore per la Parola di Dio. E nella vicenda di quella cultura che ha offerto il linguaggio umano al Dio rivelante, esso vede la mano dello Spirito che addita il Cristo." (dalla Premessa) Secondo l'autore, nella tradizione cristiana vive e si rinnova l'aspirazione greca per il mito e per il mistero che in esso si rispecchia, ed è in ciò che si ritrova il messaggio più autentico dell'antichità classica, nutrimento all'indigenza in cui attualmente si vive, quali barbari odierni, e insieme il farmaco che può aiutare a guarire.
Pagine dedicate al Calice e alla Croce. Compiere il gesto del bere al Calice che contiene il Sangue di Cristo è accogliere al pieno nella propria vita il progetto di Dio, soprattutto quando il calice della propria vita è pieno di amarezza. La Croce indica il Cristo Crosifisso e Risorto che continua ad essere presente nella sua Chiesa e nella storia dell'umanità attraverso i sacramenti ed in particolare l'Eucaristia. Il Calice in copertina è quello donato a Benedetto XVI e la Croce di S. Ubaldo.
Questa pubblicazione costituisce il terzo volume del trattato storico, filosofico e artistico su Enrico Castelli, grande filosofo della religione del '900, e si inserisce nella collana 'Scienze umane, filosofia e teologia' dello Studio teologico del Seminario Arcivescovile di Benevento, il cui scopo è studiare la filosofia dell'essere, che comprende tutta la ricchezza della tradizione cristiana e umana. L'autore, Don Raffaele Pettenuzzo, direttore della collana e docente di Filosofia e Teologia presso lo stesso Seminario di Benevento, prende in esame in questo volume il problema della demitizzazione, intesa come progressivo allontanamento di Dio dall'orizzonte umano, e si sofferma in particolare su due aspetti contrapposti della religione cristiana, cioè la perdita e il recupero della testimonianza, aspetti che rappresentano le contraddizioni del nostro tempo.
Se chi avrà la bontà di leggere queste pagine ne trarrà giovamento, la sua gratitudine dovrà indirizzarsi ai giornalisti e agli studiosi che dal 1999 collaborano al mensile di apologetica cattolica il Timone, del quale il sottoscritto è direttore responsabile. Solo qualche decennio fa il termine era demonizzato e impronunciabile essendo legato - si diceva, ma qualcuno ancora oggi lo sostiene - ad un cristianesimo "pre-conciliare", datato, lontano dalla sensibilità delicata e dubitativa dell'uomo che la Chiesa incontra oggi. Ma i tempi sono cambiati e una rivista come il Timone può contare su decine di migliaia di lettori e abbonati. Quanti la seguono con attenzione e affetto sanno bene che l'apologetica è una disciplina antica. Agli albori del cristianesimo infatti gli "apologeti" illustravano le ragioni per credere presentandole sia alle autorità laiche sia agli eretici che si allontanavano dalle verità della fede cattolica. Non solo illustrare le ragioni della fede ma anche e soprattutto difenderle dagli attacchi e dalle accuse che mai sono mancate nel corso della storia della Chiesa è il compito dell'apologetica. Ed è questo lo scopo che si prefigge una rivista come il Timone.
"La vocazione dell'uomo" di Spalding. che appare per la prima volta in traduzione italiana è un caso letterario del Settecento e uno dei testi di riferimento più significativi dell'Illuminismo tedesco. Stampato per la prima volta nel 1748, ha attraversato tutta la seconda parte del secolo con ben undici edizioni, l'ultima pubblicata nel 1794. Nel corso dei suoi cinquant'anni di vita, il breve saggio e stato più volte ampliato e modificato dal suo autore in risposta alle sollecitazioni culturali dell'epoca, e ha attirato l'attenzione di pensatori come Mendelssohn, Abbt, Kant e infine Fichte, alimentando un vivace dibattito. Da teologo illuminista, Spalding compie un itinerario all'interno della coscienza dell'individuo alla ricerca di un'identità spirituale che gli consenta di realizzare le sue finalità più alte. Egli affronta il classico tema del destino dell'uomo a partire non da posizioni religiose, ma da un esame razionale della condizione umana, disegnando così i contorni della nascente antropologia filosofica. La traduzione si basa sull'edizione critica delle opere di Spalding curata da Albrecht Beutel e in corso di pubblicazione presso l'editore Mohr Siebeck di Tübingen.
"La teologia, come viene qui intesa, è semplicemente il 'discorso su Dio' che gli uomini non riescono a evitare, la cui presenza si riscontra quindi in tutte le culture umane. Tutti gli uomini sono 'teologi', parlano cioè di Dio sia affermandolo e pregandolo, ma anche negandolo o dubitando di lui. Ma questo discorso su Dio nella storia degli uomini tutti ha suscitato anche dei discorsi che hanno la caratteristica di essere funzionali, secondari. Nella storia dell'Occidente (ma non solo in essa) al discorso su Dio che si ritrova nel linguaggio comune si è infatti aggiunto un discorso sul discorso che ha avuto sempre una duplice motivazione: la prima, piuttosto critica e negativa, che rende attenti a non trasferire in Dio i sentimenti dell'uomo che spesso sono discutibili e pericolosi; la seconda (che è poi il risvolto della prima), piuttosto positiva, che tende a dare rigore al discorso a partire da ciò che è specifico di Dio in qualunque modo lo si concepisca. E anche questo discorso sul discorso su Dio si chiama teologia": Giuseppe Ruggieri introduce alla disciplina che studia Dio, prendendo in esame l'esperienza religiosa cristiana nella sua dimensione dottrinale e di riflessione intellettuale.
"La più grande delle crisi in cui ci troviamo è quella del bene comune, di quel senso di solidarietà sociale che ci lega tutti a un destino comune, ricchi e poveri. Siamo di fronte a una crisi del bene comune perché ci sono forze potenti che operano tra noi, per rompere la solidarietà sociale e negare il destino comune. Ma le persone mature sono persone che si impegnano per il bene comune, quel bene che va al di là degli interessi privati, trascende gli impegni settari e offre umana solidarietà". Walter Brueggemann