Isabella Boccadoro d'Este ha scelto di vivere senza ostentare le sue nobili origini, lavorando come domestica a ore a Milano. Con la sua discrezione e la sua innata sensibilità, porta ordine e serenità dove regnano solitudine e disarmonia. Finché una mattina, entrando nell'appartamento elegante dei Tizzoni, non trova Laura, la giovane padrona di casa, gravemente ferita. Dietro la facciata rispettabile di una famiglia perfetta, si nasconde una storia di violenza che minaccia di travolgere anche i due figli della coppia. Mentre la giustizia fatica a fare il suo corso tra bugie e omertà, Isabella si ritrova coinvolta personalmente sempre di più nella vicenda, scoprendo la forza della solidarietà femminile e la fragilità di chi sembra invincibile. Accanto a lei, Duccio Soldanieri, un capitano dei carabinieri affascinante e determinato, anche lui nobile, porta nella sua vita un sentimento nuovo e inatteso. Tra segreti, passioni e scelte difficili, Isabella dovrà affrontare le proprie paure e imparare che, a volte, avere coraggio significa lasciarsi amare. Un romanzo intenso e appassionante che racconta la forza silenziosa delle donne e la possibilità di ricominciare, sempre.
Da troppo tempo l’Italia si limita a vivacchiare in una comfort zone tossica, drogata dal debito pubblico. Anche se facciamo finta di non accorgercene, stiamo già pagando il conto: i nostri figli, i talenti migliori, se ne vanno; i nostri lavoratori - dai medici agli operai - sono più poveri di chi svolge lo stesso mestiere altrove; i nostri imprenditori si lasciano sedurre dalle sirene dei colossi stranieri, invece di investire i capitali fermi sui loro conti correnti. Ignoranza, ideologia e interessi elettorali hanno prodotto un’economia rinsecchita in un contesto in declino. Nel frattempo, ci siamo rifugiati in spiegazioni di comodo, incolpando la burocrazia, le tasse, l’euro, l’immigrazione. Ma la verità è un’altra, e fa molto più male. In questa diagnosi rigorosa, fondata sui dati e non sulle opinioni, gli autori smantellano i miti che da anni alterano la percezione collettiva della nostra economia: dalla retorica della «seconda manifattura d’Europa» al costo del lavoro, dall’illusione del «piccolo è bello» al racconto autoassolutorio e ambiguo sulle colpe dell’ue. Una narrazione consolatoria ci ha anestetizzati mentre il mondo cambiava. Ora siamo all’ultima curva: o correggiamo la rotta o andremo fuori strada. Il giornalista Pietro Senaldi e l’esperto di strategie industriali Giorgio Merli accompagnano il lettore in un percorso di disillusione necessario: capire perché ci siamo impoveriti, perché continuiamo a raccontarci favole e cosa possiamo fare prima che sia troppo tardi. Occorre modificare sostanzialmente i nostri paradigmi economici, adottare nuove strategie industriali, sviluppare altri modelli di business. Esistono concrete opportunità, l’importante è capire come sfruttarle. Non bastano più gli slogan: serve un salto culturale. E serve adesso.
Milano, anni '40. Quando l'insegnante di canto chiede se qualcuno se la sente di eseguire l'inno d'Italia, tutta la classe si volta verso un compagno, perché è il figlio di un musicista. Felice di essere eletto capocoro, il ragazzino si alza e intona orgoglioso le prime note dell'inno di Mameli, ma non arriva a ‘s'è desta' che l'insegnante lo ferma e lo rimanda al posto. Il verdetto giunge irrevocabile: è stonato come una campana. Non va meglio quando suo padre lo spinge a imparare il pianoforte: scoperto che il suo maestro ha un debole per il cognac, lo fa ubriacare per sabotare le lezioni. La storia di Giulio Rapetti comincia così, con un giamburrasca di periferia che non vuole saperne niente della musica. Eppure, qualche anno dopo, quando lavora come ragioniere per un'etichetta discografica e un amico viene a trovarlo nel suo ufficio - un ragazzo cresciuto in via Gluck - accetta la sfida di scrivere per lui il testo di una canzone. Quel giorno segna la nascita di Mogol e l'inizio di un percorso inimitabile, leggendario, che decollerà definitivamente quando un chitarrista ancora sconosciuto, un timido romano coi riccioli e la voce stridula, si presenterà alla sua porta: «Piacere, Lucio». La scrittura delle canzoni è solo una piccola parte della sua vita, fatta sempre di nuovi progetti, di amori familiari, di impegno sociale, di sport, di incontri e di cose semplici. In questa autobiografia a cuore aperto ci racconta la sua esistenza, le emozioni quotidiane, la verità dei sentimenti, la consapevolezza di un uomo che ha saputo cercare dentro di sé la verità e ha lasciato un segno profondo nella cultura italiana.
The Holy See's diplomatic action during the pontificate of Pius XII (1939-1958) was undoubtedly multifaceted and adapted to fluid political conditions, from the tragedy of the Second World War to a new world order animated by a desire for peace, but indelibly marked by the divisions fostered by the Cold War.
It was Pius XII's firm conviction, nurtured since the final years of the pontificate of his predecessor Pius XI, that only in the return to a truly Christian civilisation and a worldview inspired by Christian principles could a sufficiently strong antidote to the evils of war, atheism and materialism be found, providing a a solid basis for a new international order that would ensure lasting world peace.
This inner conviction had to reckon, especially after the end of the Second World War, with the emergence of an idea of Western civilisation conveyed by the growing processes of economic, political, cultural and social globalisation as an organic entity, animated by the same basic democratic values and a capitalist development model, with the United States dictating the agenda, in contrast to an Eastern bloc, under the grip of communist ideology.
This volume seeks to examine how-and to what extent-the actions of papal diplomacy, from the outbreak of the Second World War to the end of Pius XII's pontificate, engaged with or expressed distinct conceptions of the West, particularly in light of newly available archival evidence from the Vatican archives.
ROBERTO REGOLI (Rome 1975) is Full Professor of Contemporary Church History at the Pontifical Gregorian University. He writes on the history of the papacy, Roman Curia and papal diplomacy. He is a member of several academic and cultural institutions in Europe and the US. He has written, edited or co-edited numerous books, most of which have focused on the dynamics of Papal governance. He has also founded journals and a publishing series focused on the history and thought of Catholicism.
PAOLO VALVO (Milan 1984) is Associate Professor of Contemporary History at the Faculty of Education of the Università Cattolica del Sacro Cuore and international correspondent of the Academia Mexicana de la Historia. He is a member of a number of scientific and editorial boards of journals and a publishing series in Italy and abroad and has published several volumes and essays on the Holy See's diplomacy in 20th century Europe and Latin America.
NICHOLAS JOSEPH DOUBLET (Pietà, Malta 1983) is a Senior Lecturer at the University of Malta, and lectures in Church History at the Faculty of Theology, in Archival sciences in the Department of Library information and Archive Sciences. He 1S also the Diocesan Archivist of the Archdiocese of Malta and has served as the chairperson of The Jesuits' Church Foundation. His main research interest is in Vatican diplomacy in the contemporary period.
Attraverso un’analisi accurata delle dinamiche sociali e culturali dell’umanità contemporanea sempre più esposta al dominio tecnocratico, il volume si offre come tentativo Teor-Etico per una ricomprensione "interale" della vita umana come esistenza complessa e pluridimensionale capace di intersecare strutturalmente pathos, ethos e logos. Mostrando la compenetrazione del patico e del logico nella sfera del pensiero e dell’agire umano, l’autore mette in evidenza la centralità della dimensione etica come luogo di compimento esistenziale in cui si realizza un intreccio patico-logico che, partendo dal pathos originario come fonte di intenzionalità dell’agire e del sapere si incanala, grazie al logos, in una progettualità razionale e relazionale che conferisce senso e ordine all’esistenza personale. Come si mostra nel volume, infatti, l’ethos della persona si esprime come tensione tra apertura intenzionale e progettualità pratico- razionale, ma anche come apertura al mistero dell’alterità: la sfera etica ricompone la polarità tra il pathos e il logos nell’esercizio stesso della responsabilità esistenziale verso gli altri. In essa la persona traduce la pura intenzionalità patica in un progetto di vita consapevole e razionale, volto quindi a concretarsi in precise forme pratiche.
Il presente lavoro si propone, approfondendo aspetti importanti e poco noti della tradizione storico-liturgica occidentale, di recare un contributo scientifico per una migliore comprensione e valorizzazione del senso teologico e dello spirito originario dei vari momenti della giornata ecclesiale, fondamentali per la preghiera pubblica della Chiesa.
In tutte le liturgie, in Oriente come in Occidente, la Chiesa antica ha manifestato il significato che essa attribuiva a questi momenti, considerati ore gemelle del suo ufficio, sia nei testi biblici da essa scelti, sia nei testi eucologici e poetici appositamente da essa composti per dare espressione alla sua preghiera all'inizio, durante e alla fine della giornata. In questo studio abbiamo inteso restringere il nostro diretto interesse alle sole liturgie occidentali, dando, prima di tutto, al lettore una panoramica storica delle particolari eucologie e diversi sviluppi in seno alle varie aree ecclesiali.
Questo, in particolare, perché la riforma voluta dal Vaticano II mirava alla revisione dei testi e della struttura in uso presso la Chiesa romana, per cui la nuova Liturgia Horarum è il frutto di un plurisecolare, svariato e ricco cammino fatto dalle diverse Chiese locali in Occidente. Ignorare il passato, le fonti e le esigenze di questa storia, significa sradicare dalle sue più profonde radici una perla della preghiera cristiana, oggi in nostro possesso.
Il vestire del Papa e il cerimoniale della corte pontificia sono stati per secoli regolati da norme minuziose. L'interesse dei media per l'argomento ha cominciato a serpeggiare, con inesattezze talvolta macroscopiche, durante il pontificato di Benedetto XVI ed è poi divampato con l'assunzione al soglio petrino di papa Francesco. In questo saggio si prendono in considerazione i significati simbolici dei colori - il bianco e il rosso - e i singoli capi di abbigliamento indossati dai Pontefici nei secoli per mettere in luce la storia, la tradizione e la continua evoluzione.
Essere genitori competenti, capaci di «allenare» i nostri figli alla vita, non è facile. Soprattutto in questo inizio di terzo millennio, dominato dall'attrazione magnetica che il mondo online esercita su bambini e ragazzi. Da una parte, infatti, ci siamo noi adulti, con il nostro progetto educativo, desiderosi di fornire ai più giovani tutti gli strumenti di cui hanno bisogno per diventare grandi. Dall'altra c'è il marketing, che quando si rivolge ai nostri figli non ha alcuna attenzione per i loro bisogni di crescita. Anzi, strategicamente, identifica le loro fragilità e vulnerabilità per trasformarle in un'opportunità senza precedenti di profitto e manipolazione. Il risultato è che il cuore e la mente dei ragazzi vengono sempre più risucchiati dalle piattaforme online, un nuovo Paese dei Balocchi che possono frequentare senza limiti, nello spazio circoscritto delle loro stanze. Alberto Pellai e Barbara Tamborini, da anni impegnati sul fronte educativo, sollecitano i genitori, gli insegnanti e gli adulti in generale a riflettere e ad abbandonare la rotta percorsa finora, per imboccarne una completamente nuova. Tenendo come bussola il principio che sostenere la crescita delle giovani generazioni significa arginare la pervasività con cui il digitale e lo smartphone hanno aggredito la loro vita. Alla luce di questa convinzione analizzano due esperienze fondamentali dell'età evolutiva: il gioco e la socializzazione. Partendo da una critica tanto accurata quanto tagliente del modo in cui il mondo online le ha stravolte, Pellai e Tamborini offrono una serie di consigli concreti e validissimi per vincere la sfida oggi cruciale, ossia far uscire un figlio dalla propria stanza. Perché solo varcando la soglia di quello spazio angusto in cui - quasi senza accorgersene - si è recluso, potrà ritrovare la fatica, la bellezza e la libertà di diventare se stesso.
Roberto Beretta, giornalista di Avvenire per oltre trent’anni, parte dall’esperienza personale di semplice laico per spiegare perché ormai è diventato necessario essere un po’ meno cattolici per tentare di diventare un po’ più cristiani. «In "Meno cattolici + cristiani" Beretta avvia un confronto serrato con la realtà: la Chiesa - e più in generale il cattolicesimo - affronta una crisi reale, e qui non si tratta solo di mantenere rituali o osservare norme. Quello che serve è un salto: riformulare la domanda su Dio con onestà, coraggio e senza imposizioni.» (Paolo Rodari) Duemila anni di dogmi, tradizioni, riti, documenti, pratiche pastorali, devozioni, abitudini, precetti morali - a volte contraddittori tra loro e spesso incomprensibili agli uomini d’oggi - hanno appesantito la Chiesa al punto che molti faticano a ritrovarvi i tratti originari del messaggio di Cristo. Mentre l’interpretazione delle Scritture e la ricerca teologica compiono significativi passi in avanti, ai credenti (ma anche ai cosiddetti «lontani») continua a essere proposta una dottrina pensata per altri tempi: quando la Chiesa si sentiva unica ed esclusiva padrona della «verità» e della «salvezza». Prefazione di Paolo Rodari.
Il nuovo libro della teologa biblista Annamaria Corallo si rivolge a quanti avvertono l’urgenza di scoprire un cristianesimo liberante in un contesto contemporaneo caratterizzato da incertezze e trasformazioni profonde. La metafora della "bussola transteista" utilizzata dall’autrice consente in modo originale di orientarsi secondo i quattro punti cardinali: Credo (Nord), Culto (Sud), Codice (Est) e Compimento (Ovest), con l’ago rappresentato dalla Consapevolezza, che guida il cammino spirituale e umano. Il transteismo, molto vicino al post-teismo, nasce come superamento creativo del teismo tradizionale, mantenendo la ricchezza della tradizione cristiana cattolica ma rinnovandone le categorie per renderle più comprensibili e umanizzanti nel mondo attuale. La metafora della bussola è scelta per indicare un modello di orientamento dinamico, che non sostituisce il cammino ma ne indica le condizioni di possibilità, con l’ago che rappresenta la Consapevolezza personale e libera. Prefazione di Elisa Belotti.
In un tempo in cui la Chiesa è chiamata a ripensare sé stessa in chiave sinodale, questo volume propone una lettura innovativa e profonda della sinodalità, a partire dal cuore pulsante della vita ecclesiale: la liturgia. Attraverso il contributo di teologi, anche di diverse tradizioni cristiane, si esplora come l'evento liturgico possa essere luogo generativo di comunione, partecipazione e missione. Questa ricerca a più voci si apre con l'autorevole discorso di Sua Santità Bartolomeo I, patriarca ecumenico di Costantinopoli, il cui magistero richiama con forza il legame inscindibile tra eucaristia, unità e sinodalità. Ne seguono riflessioni teologiche e prospettive interdisciplinari che mettono in luce la centralità della liturgia nella vita della Chiesa e nel dialogo ecumenico. L'intento di questo libro è una proposta originale per riscoprire nell'evento liturgico la sorgente viva di una Chiesa in dialogo e disposta a lasciarsi trasformare dall'azione dello Spirito Santo e non da logiche sociopolitiche. Giuliana Albano è docente di Arte sacra e condirettrice della Scuola di Alta Formazione in Arte e Teologia presso la Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale (Napoli) sez. San Luigi, dove ricopre anche il ruolo di Segretario generale. Nicola Salato, OFMcap, è professore straordinario di Ecclesiologia e Mariologia presso la Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale (Napoli) sez. San Luigi, dove dirige il Settore di specializzazione in Teologia dogmatica.