Punto di riferimento insostituibile per la teologia cattolica contemporanea, la rivista Concilium delinea la mappa delle domande più pressanti che l’attualità pone alla riflessione teologica. E costringe la fede cristiana non solo a confrontarsi con il discorso pubblico, ma anche a impegnarsi nel dialogo con le prospettive specifiche delle diverse confessioni cristiane. Per la profondità dei contenuti, oltre che per l’ampiezza di respiro e la capacità di penetrazione intellettuale, Concilium riesce così a fornire risposte innovative e di convincente solidità alle questioni più importanti che si pongono alla teologia.
I Comandamenti non vanno visti come un concentrato di "no" ma come la porta di ingresso a grandi "sì" che aprono a Dio e alla vita. Sono i riferimenti di un progetto di vita orientato alla responsabilità, alla fedeltà e all'amore. La legge di Dio, in altre parole, indica la strada per agire bene e realizzare la propria vocazione. Il mondo ha più che mai bisogno di speranza: speranza di pace, di giustizia, di libertà ma non potrà realizzarla senza obbedire alla legge di Dio che Cristo ha portato a compimento. Non a caso il tema del Giubileo 2025 è proprio la speranza cristiana.
Il volume propone una formalizzazione metodologicamente rigorosa della nozione teologica di comunione volta a renderla il fondamento unitario dell'ecclesiologia. Riprendendo la proposta di J.-M.R. Tillard, tale nozione non è fatta derivare immediatamente dal mistero trinitario, ma dalla vocazione creaturale alla relazionalità degli umani, e quindi ampiamente reinterpretata nel quadro della visione processuale di AN. Whitehead integrata dall'approccio analitico di K. W. Hector. La proposta analitico-processuale che ne deriva viene poi declinata come ecclesiologia pubblica, cioè come un modo di comprendere e dire l'identità ecclesiale che è pienamente legittimato anche nelle odierne società post-cristiane post-metafisiche.
La teologia deve rinnovarsi? Nell'eventualità lo faccia, in che direzione? A domande così impegnative risponde l'autore in questo saggio, primo volume di un'intensa riflessione che muove dalla suggestione di Han Urs von Balthasar sulla necessità di una "teologia in ginocchio" che non perda nulla del rigore scientifico e non indulga al pietismo o al devozionismo, ma stia "con la testa in cielo e i piedi per terra", "fedele alla terra" dove scruta i misteri del cielo. Come esemplificazione e inveramento della proposta teologica, l'autore ha messo mano alla redazione di un salterio nuovo, peculiarmente cristiano, di cui questo volume propone i primi 33 componimenti.
Com’è possibile che il cristianesimo sia davvero una religione universale? Quali sono i processi e gli stili dell’evangelizzazione? In modo pionieristico e profetico, nell’immediato secondo dopoguerra, il teologo parigino Jean Daniélou traccia in questo saggio orizzonti e criteri che mantengono intatta la loro attualità. Incarnazione e redenzione, Pentecoste e Parusia, storia e mistero e altre tensioni generative che innervano la storia della salvezza vengono esplorate con il piglio dell’intellettuale e con l’ardore del missionario. Una raccolta di meditazioni nate all’interno dell’esperienza del Circolo san Giovanni Battista, di cui Daniélou fu instancabile animatore per decenni. L’affresco di una teologia della missione che già all’epoca delineava il nascente volto di un cristianesimo in India, in Cina, in dialogo con religioni e culture mondiali.
Jean Daniélou (1905-1974), cardinale francese, è stato tra i maggiori teologi del Novecento. Nel catalogo Morcelliana ricordiamo, di Daniélou, Il mistero dell’avvento, I Vangeli dell’infanzia, Saggio sul mistero della storia e, di G. Pasquale, Jean Daniélou.
Ogni sapere teologico è a servizio dell' unità della fede. Soprattutto quando tale sapere scaturisce da una vita dedicata ad investigare sul senso della verità rivelata e trasmessa, condizione per ogni autentica ricerca. Gli studi che in questa miscellanea vengono presentati,rappresentano una variazione tematica sul sapere teologico e sul suo metodo,a partire dall'insegnamento del prof. P. Jared Wicks, la cui esistenza è stata interamente impegnata a perlustrare la possibile unità della fede tra i membri delle varie chiese cristiane,in cui viva vox Vangelii resonat (DV8). Come mostra il titolo , L'attenzione è focalizzata su i due campi di studio che hanno caratterizzato il lavoro e l'insegnamento del P. Wicks nella Pontificia Università Gregoriana: l'area della teologia fondamentale e l'area delle questioni ecumeniche. In tal senso, i contributi presenti nel volume ad opera di professori docenti in varie parti del mondo, ma anche di giovani ricercatori, esprimono il fil rouge della ricerca attuale, a testimonianza di un'amicizia che si traduce nella passione per il teologare.
A dieci anni dalla pubblicazione di Amoris laetitia, il presente volume si propone come uno strumento pensato per approfondire la svolta impressa da papa Francesco alla riflessione teologica ed ecclesiale con questa esortazione apostolica. Attraverso la forma del glossario, esperti di rilievo internazionale analizzano le categorie fondamentali che compongono la "grammatica" dell'amore cristiano: dall'accompagnamento al discernimento, dalla centralità della coscienza alla riabilitazione della fragilità. L'opera mira a superare un'impostazione puramente legalistica per approdare a una «morale dell'esistenza», capace di accogliere la «meravigliosa complessità» delle relazioni umane e di integrare le ferite dei legami contemporanei nella logica del «bene possibile». Il volume non è solo un bilancio critico del decennio trascorso, ma una bussola per una Chiesa che intende abitare la realtà concreta delle famiglie come vero locus theologicus. Prefazione di Erio Castellucci.
Questo volume intende contribuire con fedeltà e creatività a un cammino ecclesiale di confronto franco e sereno, per una comprensione della fede e un annuncio del Vangelo che incontrino le domande e la ricerca di senso che inquietano i credenti e il mondo contemporaneo
Che cosa stiamo costruendo, mentre la tecnologia trasforma il nostro modo di vivere, lavorare, comunicare e credere? Muovendo dalla domanda centrale di Magnifica humanitas, il libro accompagna il lettore dentro l'Enciclica di Leone XIV con uno stile accessibile ma rigoroso. Capitolo dopo capitolo, i grandi temi del testo - persona, comunità, Intelligenza artificiale, lavoro, pace - vengono riletti alla luce del pensiero contemporaneo e dell'esperienza ecclesiale, offrendo chiavi di comprensione e strumenti di discernimento. Completa il percorso una proposta operativa in sette tappe, pensata per parrocchie, gruppi e comunità che desiderano vivere un cammino condiviso di riflessione e di azione.
Chi è lo Spirito Santo? E in che rapporto sta con il Padre e con il Figlio? Per secoli la Chiesa cristiana ha vissuto con questa domanda aperta, affrontata spesso in modo marginale, mai con la chiarezza che il tema richiedeva. Antonio Bonato ripercorre il lungo e tormentato cammino che ha condotto alla piena definizione teologica della terza Persona divina: dagli Apologisti del II secolo, Giustino, Teofilo, Atenagora, passando per Ireneo di Lione, Tertulliano e Origene, fino alla svolta decisiva del IV secolo, quando la sfida pneumatomaca degli omeusiani e degli ariani costringe la riflessione cristiana a uscire dall'ambiguità. In questo itinerario emerge con forza il contributo dei Padri cappadoci e di figure come Atanasio e Didimo il Cieco, che getteranno le fondamenta per il riconoscimento della perfetta consustanzialità dello Spirito con il Padre e il Figlio.
L'enciclica «Magnifica humanitas»: custodire l'umano nella rivoluzione digitale
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