L'antologia di pensieri e meditazioni di padre Theodossios Maria della Croce, contenuta in questo volume e illustrata con acquarelli evocatori, vuole esprimere il rapporto profondo tra la realtà visibile e il suo creatore. Vuole esortare a non stancarsi mai di ricercare la chiave del linguaggio dell'universo. Contro il nichilismo contemporaneo, l'autore afferma che ogni realtà custodisce un segreto. Per riscoprirlo è necessario tornare a quel primo atto creatore, a quel primo mattino del mondo in cui regnavano l'innocenza e la bellezza iniziali. Ciascuno di noi è chiamato a ritrovare e a riconquistare nella sua vita quel messaggio nascosto. Solo così si potrà superare la lacerazione interiore che, oggi più che mai, l'umanità conosce. Questo volume è un invito alla speranza, fondata sulla certezza che «quel che di più grande esiste nella creazione, è la possibilità di amare che l'uomo possiede, è l'amore che vive nell'uomo ed emana da lui».
Este libro propone un recorrido por la historia de Estados Unidos a través de sus novelas y relatos más representativos. Más que una historia literaria, ofrece una mirada histórica al país desde la ficción, siguiendo su evolución desde los orígenes hasta la actualidad.
El autor recorre los períodos de la historia norteamericana a través de obras literarias que reflejen su evolución, desde las vísperas de la independencia hasta nuestros días. No se trata, por tanto, de una historia de la literatura norteamericana, sino de una aproximación histórica a los Estados Unidos desde su literatura.
Emplea para ello novelas y cuentos, desde Irving hasta Salinger, prescindiendo de tantas otras manifestaciones literarias poesía, teatro, historia, legislación cuyo análisis haría inabarcable el objetivo.
La fragilità del clero e l’umanizzazione delle sue ferite è un libro coraggioso e necessario che attraversa, senza sconti né retorica, le zone d’ombra del ministero presbiterale. Attraverso storie vere, clinicamente fondate e umanamente intense, l’autore dà voce a una sofferenza spesso silenziosa: solitudine, stanchezza emotiva, crisi vocazionali, disagio psichico, burnout. Lungi dall’offrire soluzioni facili, il testo propone uno sguardo integrato – psicologico, spirituale e teologico – capace di restituire dignità alla fragilità, riconoscendola non come fallimento ma come luogo possibile di verità e di cura. Un invito rivolto alla Chiesa tutta a custodire l’umanità dei suoi pastori, perché solo un clero riconciliato con le proprie ferite può annunciare un Vangelo credibile e incarnato.
Ricca e densa meditazione, a metà tra il dato di pensiero e l’esperienza, sulla vecchiaia e i suoi significati umani e spirituali da parte di una delle personalità di Chiesa più conosciute a livello internazionale. La vecchiaia, oggi, è un’età della vita considerata “di scarto” dalla società: l’autore, invece, ne riabilita il valore pieno e autentico, identificando pure il senso profondo del rapporto tra vecchiaia, compimento di un’esistenza e attesa per la resurrezione. Un piccolo testo, un gioiello di sapienza e di umanità.
Angelo Scola, (Lecco 1941), teologo e cardinale, è stato vescovo di Grosseto, patriarca di Venezia e arcivescovo di Milano. In precedenza era stato anche Rettore della Pontificia Università Lateranense. Considerato uno dei teologi più rilevanti a livello internazionale, ha dato avvio anche alla Fondazione Oasis per il dialogo con il mondo islamico. È autore di numerosi libri tra i quali Ho scommesso sulla libertà (Solferino 2018) e Dio ha bisogno degli uomini (Rizzoli 2016).
Quaderno
4207 4208
Parole di speranza in mezzo alla disperazione
La dichiarazione d’indipendenza degli USA, 250 anni dopo
La riscossa dell’Ucraina
Nell-Breuning. Di fronte alle disuguaglianze, la proprietà come diritto di tutti
L’«utilità della fede» nel mondo educativo
Rispondere a Dio in tempi di ateismo
Leone XIV e l’archeologia cristiana: considerazioni esplicative
Risonanze inaspettate: il filosofo cinese Mozi e l’enciclica «Fratelli tutti»
«Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi». Cent’anni di fantascienza
Dal "Pescatore" ad "Anime salve" lo straordinario canzoniere di Fabrizio De André, il sommo dei nostri cantautori, può essere letto come un'antologia poetica ma anche come un irripetibile itinerario esistenziale e spirituale nell'umana avventura. La galleria dei suoi personaggi, dal soldato Piero a Dolcenera, non invecchia perché coglie nel profondo il mistero della vita e della morte nelle storie piccole dei suoi anti-eroi: perdenti dal punto di vista sociale, ma splendenti nelle sue canzoni, perché «dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior». Così, non è solo nella meravigliosa "Buona Novella" (che spiazza il racconto evangelico innamorandosi di Maria di Nazaret), ma in tutta la sua quarantennale produzione artistica che De André ha scritto - storia dopo storia - il suo personalissimo Vangelo, che ancora affascina i suoi ascoltatori/seguaci, di generazione in generazione.
Chi videro i contemporanei di Gesù? Quale persona incontrarono veramente? Cosa colpiva della sua personalità, del suo carattere, del suo modo di parlare e di vivere? Di certo, qualcosa deve essere successo in quell'angolo del mondo che era la Palestina di duemila anni fa; qualcosa di eccezionale, di unico e sconvolgente tanto da suscitare odio e amore contemporaneamente. Il libro di Paolo Sacchi, grande esperto di letteratura intertestamentaria e ottimo divulgatore, offre al lettore un incontro di straordinaria effi cacia con la persona dell'ebreo Gesù, come in un film girato in presa diretta abitando giorno per giorno i luoghi, le abitudini, i protagonisti del suo tempo. Un'indagine su Gesù dall'esito sorprendente, realizzata secondo una prospettiva inedita dal più grande giudaista italiano vivente.
Dal Golgota, dove fu crocifisso, Gesù lanciò forse il suo ultimo sguardo "terreno" non solo sulla Città Santa, ma su tutta l'umanità dolente che guardava senza ancora capire. La presente Via Crucis e le meditazioni che seguono nascono proprio percorrendo il selciato che conduceva al luogo del Cranio: la "Via Dolorosa", come tradizionalmente è identificata, nella quale Cristo abbraccia la croce per noi. È con l'auspicio che possano partecipare del clima spirituale in cui il Santo Sepolcro e Gerusalemme tutta sono immersi, che Massimo Tellan dona pagine ispirate e sentite ai suoi lettori, per vivere la Via Crucis non solo come momento di preghiera, ma anche come occasione per fare memoria del dono inesauribile che, lungo quella via dolorosa, si preparava per noi. Un cammino, quello proposto dall'autore, arricchito ulteriormente dai brani degli inni che si cantano ogni pomeriggio con la processione francescana nella Basilica del Santo Sepolcro, qui riportata e adattata per l'oggi. Dal selciato di Gerusalemme, seguendo le orme del Maestro, possiamo imparare a percorrere le tante strade del mondo cui siamo chiamati, le nostre vie dolorose che non comprendiamo; davanti agli occhi però avremo sempre una risposta, mite e potente, che si offre di consolare le nostre paure e i nostri dolori: è Gesù che, anche quando su di noi grava la croce, insegna al cuore come restare in alto, all'anima come volare libera.
«1873, 1883, 2023»: tre date sono all'origine della presente edizione di materiali che aiutano a fare il punto sugli studi relativi alla Didaché e ad offrire elementi per continuare nel cammino di approfondimento di questo singolare documento. L'anno 2023 è stato e permane come richiamo per i 150 anni dalla scoperta del codice greco, e 140 dalla prima edizione ad opera di Philotheos Bryennios. A partire dall'anno successivo - il 1884 - fino agli inizi del terzo millennio, la Didaché è stata oggetto di una serie infinita di studi - come si può vedere nell'amplissima Bibliografia che racchiude ben 503 schede -, sorretti da varie edizioni, cui merita farvi riferimento per cogliere le innumerevoli attenzioni che il testo ha suscitato. Se la Introduzione invita ad una conoscenza diretta del documento attraverso i percorsi che numerosi Autori hanno già realizzato, il lettore può osservare il testo latino secondo l'edizione del Funk, e soprattutto valorizzarne il linguaggio attraverso i risultati della Concordanza verbale. Il mare magnum della bibliografia è un indicatore significativo dell'attenzione che il documento ha suscitato e sicuramente potrà ancora suscitare qualora possano emergere da qualche biblioteca altri testimoni della Didaché. L'amplissima serie di schede se da una parte certifica il lavoro svolto, dall'altra può costituire un invito a proseguire nello studio sia a livello terminologico che tematico, magari in dialogo con documenti pressoché coevi o appena successivi. Sarà un modo per cogliere lo sviluppo di una traditio che fa parte della vita e della vitalità della Chiesa. La presente pubblicazione intende offrire uno strumento di ricerca e di approfondimento. Si tratta di due aspetti che l'ampia bibliografia - e l'insieme della concordanza - intendono facilitare e stimolare. Lo scorrere gli innumerevoli titoli permette di cogliere la multiforme varietà di studi: quelli realizzati indicano quanto vasto sia l'orizzonte di ricerca anche in un breve documento come la Didaché; ma indicano pure prospettive che possono ulteriormente essere sviluppate. Con la concordanza si offre l'opportunità di lavorare sulla terminologia: essa costituisce la chiave per approfondire un determinato aspetto legato ad una parola o ad una espressione, ma invita pure a cogliere il fondamento biblico e i risvolti che un determinato termine può offrire in ordine allo sviluppo di concetti teologici o alla comprensione relativa all'organizzazione della Comunità e delle sue celebrazioni. Uno sviluppo che le pagine introduttive hanno cercato di tracciare avvalendosi di quanto prodotto nell'arco di un secolo e mezzo!