Il volume presenta la figura misteriosa di Melchisedek, che nella Genesi compare dal nulla e nel nulla scompare, non prima di aver benedetto Abramo. Nel resto dell’Antico Testamento Melchisedek riaffiora solo nel Salmo 110. Destano dunque vivo interesse le riflessioni fiorite su questo personaggio in due ambiti letterari diversi, ma entrambi radicati nel contesto socio-religioso giudaico del II secolo a.C. - I secolo d.C.: la Lettera agli Ebrei, un’opera omiletica del Nuovo Testamento, e quattro manoscritti rinvenuti nelle grotte della comunità giudaica di Qumran. Su questa figura anticotestamentaria la Lettera agli Ebrei manifesta qualche dipendenza da tali manoscritti? Per rispondere a tale domanda, l’Autore conduce un’analisi comparativa dei testi. Così, su un versante, individua nel personaggio qumranico tre identità eterogenee: un uomo, un arcangelo e Dio stesso, denominato Malkîsedeq, cioè «Re di Giustizia». Sull’altro, evidenzia l’originalità della Lettera agli Ebrei, che proclama Cristo «sommo sacerdote per sempre secondo l’ordine di Melchisedek».
L'esperienza religiosa è complessa, tocca la realtà dell'umano in tutte le sue dimensioni, attraversandone ogni sfaccettatura. Non stupisce che un ruolo centrale lo abbia in essa la musica, che - specie nella liturgia - ha spesso dato espressione a vissuti intensi e coinvolgenti. Basti pensare alla solennità del canto gregoriano, alla forza testimoniale delle corali protestanti, alla potenza del Gospel delle chiese afroamericane. Ma già nella Scrittura troviamo il libro dei Salmi, preghiere nate proprio per essere cantate con l'accompagnamento di una varietà di strumenti. I contributi di questo numero di Credere Oggi, dedicato a "Musica ed esperienza religiosa" e coordinato dalla pastora Ilenya Goss e da suor Elena Massimi, esplorano la varietà di forme in cui si declina il rapporto tra le due realtà. Un'attenzione particolare va proprio ai Salmi ed al loro ruolo nella preghiera ebraica e nelle celebrazioni cristiane - nella liturgia ortodossa, nel salterio ginevrino, nell'esperienza monastica e nella preghiera di Camaldoli. È dunque una sorta di ecumenismo liturgico quello che vi si disegna, teso a cogliere la ricchezza di esperienze musicali cui dà vita l'unica fonte biblica.
Forse mai come in questi ultimi decenni l’umanità è stata chiamata a trasformazioni tanto radicali che sembrano dissolvere strutture mentali e concettuali millenarie. Questo turbine epocale sta in realtà predisponendo l’intera umanità a un vero e proprio salto evolutivo, a una sorta di rinascita. Ecco perché oggi più che mai è indispensabile elaborare un Dizionario della lingua inaudita, per dare un senso nuovo alle parole, sottraendole all’usura crescente e alla loro diffusissima mistificazione. Questa riformulazione non può che essere poetica, frammentaria, aforistica, in quanto il nuovo io, che sta iniziando a parlare in noi la sua lingua inaudita, non è ancora definito, ma cresce lentamente, si forma pensiero dopo pensiero. Il testo presenta più di 220 voci chiave del pensiero di Guzzi: da amore a benedizione, da cambiamento a discernimento, da fake news a globalizzazione, da meditazione a rivoluzione, da salvezza a vocazione.
Lettera enciclica di Paolo VI, del 1968, sulla vita umana con uno sguardo globale sull'uomo, sull'amore coniugale e la procreazione, e con particolari indicazioni riguardanti i metodi per la regolazione delle nascite. La terza parte dell'enciclica contiene alcune direttive pastorali rivolte a: pubblici poteri, uomini di scienza, sposi cristiani, medici, sacerdoti e vescovi.
Dio non si manifesta nel fragore degli eventi, ma nel «sussurro di una brezza leggera»: è quello che scopre il profeta Elia. A partire da questa immagine, padre Cesare Falletti invita a riscoprire la presenza discreta di Dio nella profondità del cuore. In tredici brevi capitoli l'autore riflette su alcuni aspetti essenziali dell'esperienza spirituale: il silenzio, l'ascolto della Parola, il significato della fede, il passaggio dalla fede alla vita e la relazione con gli altri vissuta nella verità e nell'umiltà. Ne emerge un percorso semplice e profondo che conduce a riconoscere l'azione di Dio nella vita quotidiana e a lasciarsi trasformare da essa perché la fede sia più autentica e più umana.
Può Dio farsi uomo? E, se sì, che cosa significa questo per Dio stesso e per il pensiero che tenta di comprenderlo? Ecco la domanda radicale che Hans Küng affronta nel suo Hauptwerk filosofico, scritto per il bicentenario della nascita di Hegel (1970) e qui riproposto in una edizione ampliata, con una Introduzione e nuovi testi inediti per il pubblico italiano. Conducendo il lettore in un serrato confronto con l'intero arco del pensiero hegeliano - dai frammenti giovanili sulla religione fino alla Filosofia della religione della maturità -, Küng mostra come l'idea dell'incarnazione di Dio costituisca il nucleo più profondo e più problematico della filosofia Hegel. L'intento non è celebrare né liquidare il sistema hegeliano, ma interrogarlo teologicamente: che cosa resta della fede cristiana con Hegel e dopo Hegel? La cristologia può ancora dire qualcosa di credibile sulla presenza di Dio nella storia? Il volume, oltre che una rigorosa introduzione al pensiero teologico di Hegel, è al contempo un'autobiografia intellettuale: Küng ripercorre la propria formazione dalla neoscolastica tomista all'esistenzialismo di Sartre, fino all'incontro decisivo con l'Idealismo tedesco. Le riflessioni filosofiche tardive - tra cui i discorsi per i dottorati honoris causa di Genova e Madrid - completano il quadro, estendendo il dialogo tra fede e ragione ai temi dell'etica mondiale, del diritto e della nascita dell'intellettuale nel mondo islamico. Un'opera che, a più di cinquant'anni dalla prima edizione, non ha esaurito la propria forza di provocazione.
«Ma il Signore non era nel fuoco». Un solo versetto, nel cuore del ciclo di Elia, capovolge tutto. Dopo lo zelo, dopo i prodigi sul Carmelo, dopo il fuoco fatto scendere sui sacrifici, il profeta scopre sull'Oreb un Dio che abita non la potenza, ma «un sussurro di silenzio sottile». Anne Lécu riprende i sei capitoli che la Bibbia dedica a Elia (1 Re 17-2 Re 2) e li riscrive come una partitura: Preludio, Ouverture, Recitativi, Interludi, Corale. Una forma musicale capace di custodire ciò che la spiegazione, da sola, dissolverebbe. Camminando con lui dall'est all'ovest, dal Cherìt a Sarepta, dal Carmelo all'Oreb, fino al Giordano e al carro di fuoco, scopriamo un Elia che non è eroe: si esalta e crolla, sfida i potenti e fugge davanti a una donna, conosce il successo e l'esaurimento, il fuoco e il deserto, il desiderio di morire e il pane portato da un angelo. Un compagno per chi attraversa la stanchezza della fede, per chi ha smarrito l'immagine di Dio, per chi cerca senza certezze. Pagine di teologia narrativa e di mistica concreta, per chi cerca il Signore non dove la religione grida, ma dove la verità sussurra.
Il volume affronta la questione del primato del vescovo di Roma in una prospettiva rigorosamente storico-teologica, operando una recensione ecumenica del documento Il vescovo di Roma Primato e sinodalità nei dialoghi ecumenici (2024). Il testo si articola intorno a tre nuclei fondamentali: le basi scritturistiche e storiche del primato petrino, la critica dei presupposti dogmatici del Vaticano I e la ricerca di possibili modi di esercizio del primato compatibili con le ecclesiologie ortodossa e protestante. Attorno a questi tre fuochi si sviluppa un ricco confronto a più voci - introdotto da Giacomo Canobbio - che intende aggiornare e proporre una lettura ecumenica serie e non concordista del primato, senza falsi compromessi ma riconoscendo la legittimità delle obiezioni storiche ortodosse e protestanti. Infatti, solo accogliendo la relatività del primato rispetto all'esperienza ecclesiale, si può davvero aprire il dialogo ecumenico a risultati significativi.
Il volume propone la sezione con i quattro Vangeli e gli Atti degli apostoli della nuova edizione (2026), interamente riveduta e aggiornata nei box di commento, della Bibbia Giovane. È una proposta adatta a tutti e soprattutto a chi è alle prime armi con la Sacra Scrittura, a chi cerca una guida facile e attraente al testo biblico, a chi vuole finalmente imparare a tradurre la Parola di Dio nel concreto della vita. Allo stile giovane e fresco, a colori e con molteplici disegni, si accompagna una grande ricchezza di contenuti, in grado di venire incontro a tutte le esigenze di una lettura personale e di preparazione di incontri e catechesi.