Il volume costituisce gli Atti del terzo convegno di studi sulle nuove forme di vita consacrata, svoltosi nel 2016 presso l’Auditorium della Pontificia Università Antonianumin Roma.
Il convegno da un lato intendeva ribadire alcune caratteristiche delle nuove forme di vita consacrata o nuove comunità che, pur sostenendosi sugli stessi valori di fondo della vita consacrata, sentono di essere qualche cosa di nuovo nella Chiesa. E dall’altro lato c’è la Chiesa ufficiale, timorosa di fronte alle nuove forme di vita consacrata, così come lo era stata di fronte alle nuove congregazioni dell’Ottocento, che lentamente essa ha cercato di configurare in un quadro accettabile, non volendo correre rischi, correggendo e approvando le loro costituzioni. Le nuove forme di vita consacrata o nuove comunità sono e vogliono essere una vocazione della Chiesa e nella Chiesa, il che richiama un dialogo costruttivo, impegnato e a lungo termine, al quale questo volume vuol contribuire.
CURATORI
ROBERTO FUSCO è docente stabile di Teologia spirituale presso la Facoltà Teologica Pugliese di Bari e presso la Facoltà Teologica di Lugano.
GIANCARLO ROCCA, laureato in Teologia con specializzazione in Mariologia, è direttore del Dizionario degli istituti di perfezione, ed è stato docente invitato presso la Pontificia Università Gregoriana -Facoltà di Storia della Chiesa, presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”, e presso la Pontificia Università Lateranense -Istituto Claretianum.
STEFANO VITA, laureato in Giurisprudenza, dottorato in Teologia e licenziato in Diritto canonico, è stato Vicario generale della Delegazione Pontificia Santa Casa di Loreto, Vicario Generale della Fraternità Francescana di Betania e Direttore del Centro Studi Lauretani, nonché docente incaricato presso la Facoltà Teologica Pugliese di Bari.
In un eremo sperduto tra le montagne del Libano, immerso nel silenzio e nella preghiera, san Charbel Makhlouf ha vissuto una vita di profonda devozione e miracoli straordinari. Monaco maronita e mistico del XIX secolo, ha incarnato con straordinaria intensità la ricerca dell'unione con il divino, trasformando la sua esistenza in una testimonianza vivente di fede e santità, capace di toccare il cuore di milioni di fedeli in tutto il mondo. Questo libro conduce il lettore in un viaggio attraverso la vita e il messaggio di san Charbel, dall'infanzia semplice alla decisione radicale di abbracciare la vita eremitica, fino agli eventi straordinari che hanno segnato la sua canonizzazione. Il racconto si intreccia con le testimonianze di coloro che, ancora oggi, sperimentano la sua potente intercessione attraverso guarigioni inspiegabili e segni che sfidano ogni logica. Un viaggio spirituale che invita a riscoprire il valore della preghiera, della solitudine e della fiducia nella Provvidenza.
Una riflessione che parla d'amore. La vita monastica è circondata dalla preghiera e immersa in un continuo ambiente orante. L'autore iscrive questo dato all'interno di un contesto sponsale. Il testo affronta, infatti, il tema di una Chiesa orante e consapevole della propria povertà, che si apre al bisogno degli innamorati.
In un tempo in cui il ministero presbiterale è attraversato da crisi di identità, solitudine e stanchezza spirituale, questo libro offre parole sincere, profonde e concrete per aiutare i sacerdoti a ritrovare il centro della loro vocazione. Senza idealismi né moralismi, l'autore accompagna il lettore attraverso i temi fondamentali della vita sacerdotale: la centralità dell'Eucaristia, l'ascolto della Parola, la vita affettiva, la preghiera quotidiana e il valore della debolezza. Un testo pratico e ispirato, ideale per la formazione permanente di sacerdoti, seminaristi e formatori. Uno strumento di consolazione e discernimento per chi vive il sacerdozio in tempi di fatica e trasformazione.
Nei nostri Paesi i preti stanno diventando rari, almeno in rapporto a un passato ancora recente e, più in generale, a lunghi secoli di vita cristiana. È una realtà che va osservata con coraggio, evitando sia l'illusione di un ritorno a situazioni del passato, quindi con un clero presbiterale più numeroso, sia la fuga verso improbabili soluzioni miracolose.Attraverso un'analisi degli aspetti teologici, canonici e pastorali, l'autore si interroga sull'annuncio del Vangelo nel tempo presente e su come liberare le risorse non ancora valorizzate del popolo che è la Chiesa.
La vita consacrata presenta oggi molti segni di crisi. Oltre al calo vocazionale, in chi ha fatto questa scelta possono esserci momenti di stanchezza e di dubbio, possono sorgere domande e perplessità. A volte è utile fermarsi a rileggere il proprio cammino e magari intervenire con qualche aggiustamento. Queste pagine intendono aiutare a considerare le dinamiche umane implicate nella vita consacrata, riconoscendo quegli aspetti che potrebbero essere eventualmente curati e integrati. Molte le tematiche messe a fuoco, tra le quali: l'affettività, la percezione della propria identità, la gestione dei conflitti, il rapporto tra il voto di obbedienza e i propri desideri, il senso di autostima.
In occasione del cinquantesimo di ordinazione sacerdotale dell'arcivescovo Mario Delpini - che verrà festeggiato con tutti i suoi compagni di messa in occasione delle Festa dei Fiori nel maggio 2025 - il Seminario Arcivescovile di Milano gli ha preparato come "regalo" una raccolta di tutte le omelie sul ministero ordinato. Un volume prezioso che mette in luce il significato dell'essere prete oggi, nella visione del Vescovo, e le qualità che rendono i sacerdoti degli annunciatori credibili della buona notizia del Vangelo.
Come i gesuiti hanno deviato dalla linea del loro santo fondatore Ignazio di Loyola per diventare la testa di ponte del modernismo nella Chiesa.
L'insegnamento di Benedetto XVI ai consacrati, nel segno di un invito a restare vigilanti e a guardare al futuro con speranza. Il volume raccoglie passi di discorsi sulla vita consacrata pronunciati dal papa emerito in svariate occasioni. In queste riflessioni si legge, in filigrana, tutta la sua preoccupazione perché il carisma dei vari fondatori, lungi dall'inaridirsi, sia attualizzato con scelte coraggiose e responsabili.
Per una teologia del carisma di fondatore
Nella Costituzione Apostolica Veritatis gaudium Papa Francesco parla di «un vero e proprio cambiamento d'epoca, segnalato da una complessiva "crisi antropologica" e "socio-ambientale"» (n. 3). Per rispondere a tale sfida, la Ratio Fundamentalis Institutionis Sacerdotalis segnala l'importanza di «una visione integrale della formazione dei futuri chierici, che tenga conto ugualmente di quattro dimensioni che interessano la persona del seminarista: umana, intellettuale, spirituale e pastorale» (Introduzione, n. 1). La dimensione intellettuale si mostra indispensabile per un'adeguata e profonda comprensione di Dio e degli altri, di se stessi e della missione. Ciò che non viene in qualche modo riflettuto e ponderato non diventa vita consapevolmente vissuta e non si può trasmettere efficacemente alle generazioni future. Quando invece la dimensione intellettuale è ben integrata con le altre, il futuro pastore è in grado di avere «un cuore saggio e intelligente» (1 Re 3, 12). A febbraio 2020, il Centro di Formazione Sacerdotale della Pontificia Università della Santa Croce (Roma) ha organizzato la VI Settimana di Studio per Formatori di Seminari, con il titolo "Ti concedo un cuore saggio e intelligente". La dimensione intellettuale della formazione dei candidati al sacerdozio. Sacerdoti provenienti da 25 paesi si sono riuniti nella Città Eterna per riflettere su questo argomento da una prospettiva inter e transdisciplinare (teologica, filosofica, pastorale e pedagogica). Il presente volume raccoglie le conferenze che si sono tenute in quell'occasione. La comunità dei formatori e i professori troveranno suggerimenti utili per aiutare i candidati ad integrare la loro preparazione intellettuale con le altre dimensioni (umana, spirituale e pastorale) in beneficio della comunità che sarà loro affidata.
Lettura spirituale della vita e dei testi dei sette monaci di Tibhirine, uccisi nel 1996 in Algeria e beatificati nel 2018. Resi celebri dal film Uomini di Dio, questi trappisti hanno incarnato alcuni valori cristiani che gli autori mettono in risalto per la vita di ogni fedele: il primato della preghiera, la vita comunitaria, la fedeltà nella prova, l'attraversamento delle crisi... Con un linguaggio semplice, questa vicenda di grande rilievo assume una dimensione universale