Dalla Danimarca alla Grecia, dal Portogallo alla Polonia, i santuari d'Europa più suggestivi per tradIzione, arte, storia e fede. Una guida ricca di notizie storiche, geografiche e artistiche per chi voglia vivere il pellegrinaggio verso questi grandi santuari in modo nuovo e desideri una vacanza alternativa. Per ogni santuario vengono indicati: indirizzo e posizione sulla mappa (con le coordinate geografiche); telefoni e email per i contatti; sito web per l'approfondimento. Inoltre, per chi voglia avvicinarsi già preparato all'incontro con queste realtà di turismo spirituale, sono forniti: una breve nota storica; indicazioni turistiche e artistiche sul luogo e sulle adiacenze; ricettività (sia spirituale che turistica); orari Sante Messe; festività significative celebrate; un testo spirituale per la meditazione personale.
Natale Benazzi è nato nel 1961 a Legnano. Vive a Milano. Teologo, collabora con l’Ufficio beni culturali della Conferenza Episcopale Italiana (ha curato, tra l’altro, l’antologia Arte e Teologia per i tipi di EDB, 2003). Nell’ambito della storia della Chiesa ha curato l’antologia Archivum. Documenti della storia della Chiesa dal I secolo a oggi (Piemme, 2000). Ha pubblicato tra l’altro: Il libro nero dell’inquisizione (Piemme, 1998); Il caso del monastero indemoniato (Piemme, 2000); La Chiesa non risponde (Piemme, 2002); Il Natale del 1943. Esercizi di cristianesimo sulle lettere di Bonhoeffer da Tegel (Centro Ambrosiano, 2003); Dieci domande scomode a Gesù (Piemme, 2005). Per
le Edizioni San Paolo ricordiamo: 1001 fatti della storia della Chiesa (2009), Il terzo cantico (2012).
Questa guida presenta la grande tradizione monastica d'Europa occidentale e orientale: la storia, l'arte, la gloria dei grandi conventi e monasteri, la loro ascesa e le loro temporanee cadute. Un vademecum per attraversare il Vecchio Continente con il "sapore dello spirito". Per ogni monastero vengono indicati: indirizzo e posizione sulla mappa (con le coordinate geografiche); telefoni e email per i contatti; sito web per l'approfondimento. Inoltre, per chi voglia avvicinarsi già preparato all'incontro con queste realtà di turismo spirituale, sono forniti: una breve nota storica; indicazioni turistiche e artistiche sul luogo e sulle adiacenze; ricettività (sia spirituale che turistica); orari Sante Messe; festività significative celebrate; un testo spirituale per la meditazione personale.
"Il Natale è un incontro! Noi andiamo per questa strada per incontrare il Signore e provare la gioia di essere incontrati da Lui". Un libretto che raccoglie e illustra i pensieri di papa Francesco sul Natale e ci porta al cuore della festa più cara dell'anno.
La lettera agli Ebrei, secondo una ormai nota espressione di E. Grässer, non è una lettera, non è di Paolo, né è stata inviata agli ebrei. È invece un magnifico e dotto "discorso di esortazione" (cfr. Eb 13,22) sul sacerdozio di Cristo, messo per iscritto e poi inviato a cristiani vittime di opposizioni e persecuzioni, bisognosi di una parola di incoraggiamento e di consolazione per rimanere saldi in Gesù, "autore e perfezionatore" della loro fede (12,2), unico mediatore tra Dio e gli uomini. Il titolo "Agli Ebrei" (Pròs Hebraíous) non fa parte dell'opera, ma è stato aggiunto successivamente. Infatti, non c'è alcun riscontro nel testo di questo nome o di quello di "giudei" oppure di "Israeliti", né ci sono allusioni a pratiche loro proprie come la circoncisione. Inoltre, non è indicata la regione in cui i destinatari vivono, né le loro origini etniche. Non si sottolinea, altresì, alcuna distinzione tra giudei e pagani. Ciò che è certo è che il predicatore si rivolge a dei cristiani (cfr. 3,14) - e cristiani di lunga data (cfr. 5,12) - i quali sono esortati a rimanere saldi nella fede in Cristo contro tendenze giudaizzanti di ritorno. Proprio questo aspetto, insieme a una conoscenza approfondita del culto giudaico, ha fatto pensare che l'autore si rivolgesse alla comunità di ebrei.
"Chi è vero cristiano? Vero cristiano è colui che è battezzato, che crede e professa la dottrina cristiana e obbedisce ai legittimi Pastori della Chiesa. Che cosa è la dottrina cristiana? La dottrina cristiana è la dottrina che Gesù Cristo nostro Signore ci ha insegnato per mostrarci la strada della salute."
"San Pio X, nato nel 1835 e scomparso cento anni or sono, è stato il grande Papa riformatore. Fino a oggi la stragrande maggioranza degli storiografi ha offerto un'immagine parziale del suo operato, mettendo a fuoco prevalentemente la sua azione antimodernista e antiliberale. Lo stereotipo predisposto per Papa Sarto si sintetizza in poche parole: un Pontefice intransigente, proveniente da un'esperienza pastorale e non diplomatica e non intellettuale, formatosi alla teologia "manualistica" senza una ricerca e una rielaborazione personale. In realtà la sua figura è più complessa, più colta, più completa, spiritualmente più profonda di quello che si vuol far credere e definirlo un intransigente tout court è storicamente errato". La prima biografia completa, basata sugli scritti del Papa che volle riformare la Chiesa e indicare al mondo che l'unica strada di salvezza era "guardare a Cristo". Cristina Siccardi ci conduce alla scoperta di una personalità tutta da riscoprire e sorprendentemente moderna, capace di parlare, al di là delle ideologie, anche all'uomo d'oggi.
Ci si può mantenere in forma senza seguire le regole "disumane" spesso imposte dalla nostra società frenetica? Sì. È quanto si propongono di fare gli autori con questo volume, che ha lo scopo di aiutare le persone a vivere rispettando maggiormente se stesse e gli altri, partendo da una sana alimentazione, con l'ausilio di prodotti naturali anti-stress, seguendo regole di vita che sono alla base di equilibrio psicofisico, serenità e benessere. Non si possono far ritornare indietro le lancette dell'orologio, ma si può senz'altro essere in forma senza stress.
Il libro di Ester entrò con fatica nel canone dei libri ispirati: le scene di stragi e l'assenza di Dio sembravano testimoniare contro il suo carattere ispirato. Anche i Padri della Chiesa raramente lo commentarono. Ecco perché appare affascinante il tentativo dell'autore di affrontare con ampiezza e precisione, ma senza tecnicismi, la vicenda che vede coinvolti la regina Ester, il padre adottivo Mardocheo e gli altri personaggi. La chiave di lettura principale è mutuata dall'utilizzo che la tradizione ebraica ha riservato a questo libro: la festa di carnevale, in cui prevale l'uso delle maschere. Leggere il rotolo di Ester può essere, soprattutto all'inizio di questo nuovo, complesso e avvincente millennio, una scuola di riconoscimento che comporta una graduale capacità di tirare giù la maschera, la propria e quella degli altri. Qui si impara a meditare sul mistero del Male non in modo astratto, ma nel suo inverarsi e mascherarsi ogni volta che si sente il bisogno di eliminare il fratello sentendolo come una minaccia fino a maturare il bisogno di sterminarlo. Attingendo alla sapienza interpretativa rabbinica, patristica e persino cinematografica contemporanea, l'autore mostra quanto questo libro sia ricco teologicamente e spiritualmente.
Il mondo dei libri raccontato attraverso gli occhi di una ragazza particolare. È sera. Una giovane donna di nome Lia ha appena chiuso la saracinesca di una piccola libreria e si trattiene al suo interno. Passa in rassegna i suoi libri, fino a che uno in particolare la riporta con la memoria a quando aveva 11 anni, alla notte in cui aveva deciso di scappare dalla casa dei genitori affidatari. Da qui in poi si dipana la storia di Lia, una ragazza ribelle dalla vita complicata. Sarà l'incontro con una misteriosa libraia e con i libri a trasformare la sua vita... Età di lettura: da 12 anni.
I grandi Padri della Chiesa sono figure eterne, capaci di illuminare la nostra fede anche oggi. Padre Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia e volto noto della televisione, conduce il lettore alla riscoperta delle verità del credere cristiano abbinandole alle figure dei più grandi Padri della Chiesa, da Sant'Atanasio a Sant'Agostino, Sant'Ambrogio, San Gregorio Magno... Un'opera sull'essenza della fede. "Noi - diceva Giovanni di Salisbury siamo come nani che siedono sulle spalle dei giganti, di modo che possiamo vedere più cose e più lontano di loro, non per l'acutezza del nostro sguardo con l'altezza del corpo, ma perché siamo portati più in alto e siamo sollevati da loro ad altezza gigantesca". Questo pensiero ha trovato espressione artistica in certe statue delle cattedrali gotiche del medio evo, in cui sono rappresentati personaggi dalla statura imponente che reggono, seduti sulle spalle, degli uomini piccoli, quasi dei nani. I giganti erano per essi, in primo luogo, gli evangelisti e poi Padri della Chiesa.
Non compaiono quasi mai in televisione, non hanno voce sui grandi giornali, non sono incoraggiate dai partiti che governano il Paese, eppure chi ha occhi per vedere li può scoprire ogni giorno: attorno a quella piccola chiesa, a quella scuola, a quella statua, a quell'archivio impolverato e mal custodito. Eccola l'Italia da salvare. Non l'Italia delle opere d'arte, delle chiese, delle piazze, ma l'Italia delle persone che, unendosi, se ne prendono cura. Come in ogni terra di questo mondo, ciò che c'è da salvare è soltanto il fatto che una persona possa unirsi a un'altra persona, e poi ancora a un'altra, e nell'insieme possano dire: noi ci prendiamo cura di questo, noi lo amiamo, noi gli daremo significato, noi gli daremo futuro. La comunità nasce in quel momento: dal mettere in comunione una cosa che sembra di nessuno mentre invece il suo senso, la sua memoria, la sua consistenza sopravvivono nelle mani, nelle premure, nelle attenzioni, nelle vite di molti che noi neanche conosciamo. Un libro, che è anche un viaggio, attraverso alcune delle esperienze di fraternità e di comunione più fervide che si possano conoscere nelle regioni d'Italia.
"Non è vero che chi muore di cancro va all'Inferno... non è vero che la morte è la fine di tutto; e non è vero perché c'è stato in un attimo della mia vita un giardino pieno di camomilla fiorita, una sensazione di gioia e di gratitudine immensa verso chi mi aveva donato la vita e quell'attimo di vita." L'autore, medico milanese dell'Istituto dei tumori, scopre a quarant'anni, sposato con tre figli piccoli, di avere un tumore al rene. Lo svilupparsi della malattia, dopo un primo importante intervento chirurgico, gli garantisce, per usare le sue parole, "dieci anni di vita quasi normale", in una sorta di tregua armata che termina il 4 dicembre 1989, allorché l'ultima operazione svela l'inesorabile recrudescenza del male. "Mi trovo" scrive allora "di fronte a ciò che Leopardi chiama "l'apparir del vero", e che si potrebbe più prosaicamente definire l'esperienza della fragilità della vita". Questi dieci anni di vita quasi normale, e quello successivo, l'ultimo, sono attraversati dalla testimonianza che Antonio ha lasciato in lettere, scritti, appunti e un abbozzo di libro. La loro raccolta e pubblicazione, prima in forma "artigianale", ora in una nuova edizione rivolta al grande pubblico, racconta una reale esperienza di vittoria sulla fragilità della vita e sulla morte. Prefazione del cardinale Angelo Scola, vescovo di Milano.