In questo commento discorsivo e scorrevole, Blenkinsopp esplora la storia biblica di Abramo, facendoci dono di un ritratto nuovo e creativo di questo intrigante antesignano per giudaismo, cristianesimo e islam. Mentre decifra i testi di Genesi 11-25, Blenkinsopp si concentra sull'arte letteraria e teologica della narrazione nel suo insieme. Egli discute inoltre una serie di questioni sollevata dalla saga di Abramo, tra cui la conferma delle promesse di Dio, il cosiddetto sacrificio di Isacco (anche in rapporto alla morte di Gesù) e il ruolo dell'altro figlio di Abramo, Ismaele. Ogni capitolo comprende poi una sezione intitolata «Colmare le lacune», che analizza con occhio critico una quantità di commenti ebraici, cristiani e islamici suscitati dal testo-base di Genesi nel corso dei secoli. Abramo ne esce illuminato di una luce nuova. Da storico esperto qual è, Blenkinsopp ci restituisce un riassunto solido ed essenziale del testo, delle sue affermazioni e delle sue ricche risorse per la fede. Concentrandosi infine sul ruolo e la funzione che la tradizione abramitica seguita a svolgere, al lettore e alla lettrice si spiega che cosa può significare il patriarca per i cristiani di oggi.
"Le Scritture hanno un potere e non comunicano soltanto un sapere o delle informazioni. Danno la salvezza attraverso la fede e rendono capaci di opere buone" (P. Beuchamp). Indagando elementi e metodi di approccio al testo biblico, come la Lectio Divina, l'autore propone la Parola di Dio come risorsa feconda per il counseling pastorale, l'accompagnamento nell'itinerario dell'individuazione dell'identità di maturazione integrale della persona. Attraverso le teorie di diversi autori psicologici - tra cui Anselm Grün e Massimo Recalcati - mette in luce la peculiare dynamis della Parola di Dio nell'interpellare la vita e il suo potere risanatore che, al di là del cammino fede, la rendono strumento autentico ed efficace nella conoscenza del proprio io.
Un noto scrittore e un affermato cartoonist presentano la biografia di Don Bosco a fumetti. La vita del grande educatore scorre sotto gli occhi come un piacevole spettacolo, interessante per ragazzi e adulti.
Un minuto prete cattolico dal viso rotondo, ingenuo e impacciato all'apparenza, nasconde uno strano investigatore che nulla ha da invidiare al campione del metodo scientifico, il detective Sherlock Holmes. Padre Brown non è uno scienziato e le sue indagini sono del tutto particolari: egli non cerca il criminale da punire ma l'uomo da far ricredere e l'anima da recuperare. Ancor prima dei malfattori, saranno le falsità e le ipocrisie a cadere nelle sue trappole sotto i colpi di arguti ragionamenti. A Chesterton il merito di aver coniato una nuova declinazione del genere poliziesco che diverte, appassiona e ispira da oltre un secolo, capace di stillare gemme di riflessione morale senza nulla togliere al sano intrigo della migliore tradizione del giallo d'oltremanica.
Karol Wojtyla è stato un papa che non solo ha parlato di Dio, ma ha mostrato come vivere di Dio. Il volume presenta magistralmente la vita di Karol giovane, prete, vescovo, papa e santo.
Il racconto, un po'narrativo e un po'saggistico, non segue necessariamente il ritmo cronologico ma si sofferma via via sugli aspetti salienti di uno che ha segnato profondamente la storia.
Tra i punti forti del libro, il racconto inedito di quando il seminarista Wojtyla salvò una ragazza ebrea di 13 anni da morte certa; i retroscena dell'attentato di Al Agca; il viaggio di Giovanni Paolo II del 1983 in Polonia, che segnò l'inizio di un "terremoto" che avrebbe portato alla caduta del Muro di Berlino; il Giubileo del Duemila, quando, dopo l'opera costante e i "mea culpa" di papa Wojtyla, la Chiesa chiese perdono per i tradimenti del Vangelo compiuti dai cristiani lungo i secoli
L'elezione di Robert Francis Prevost al soglio pontificio, con il nome di Leone XIV, segna un tornante significativo nel cammino della Chiesa cattolica e nel contesto più ampio della società globale. In queste pagine, don Stefano Stimamiglio ricostruisce le radici umane e pastorali dell'uomo chiamato oggi a guidare la barca di Pietro e propone le prime prospettive di interpretazione per un Papato che, necessariamente, dovrà affrontare sfide complesse. Dall'infanzia trascorsa nei sobborghi operosi dell'Illinois alla vocazione agostiniana, dagli anni della missione in Perù alla carriera ecclesiale, la biografia di Leone XIV si rivela un tassello chiave per comprendere le urgenze e le speranze della Chiesa contemporanea, rispondendo a una domanda necessaria: come la visione teologica e pastorale di un religioso cresciuto nel solco del Concilio Vaticano II e nutrito dal pensiero di sant'Agostino possa contribuire a orientare la riflessione e l'agire della Chiesa post-bergogliana, sospinta dalle tensioni tra globalizzazione e inculturazione, centralismo e sinodalità, conservazione e rinnovamento. Don Stimamiglio ricompone la complessità dei processi che hanno portato alla scelta di un Papa di frontiera, chiamato a ricentrare la Chiesa su Cristo e a rilanciare l'annuncio del Vangelo, avviando una riflessione sulle responsabilità del ministero petrino nel tempo presente e sulla capacità della Chiesa di rispondere alla sfida dei cambiamenti.
Secondo il cardinale Walter Kasper, una risposta alla crisi della tradizione nel cristianesimo occidentale richiede molto di più di una modernizzazione superficiale, di qualche rattoppo su un ambito consunto. Ne va, infatti, della questione fondamentale di come il vangelo di Gesù, in quanto origine normativa del cristianesimo, si comunichi nella storia della Chiesa e apra il futuro, innescando oggi il rinnovamento. Questo volume contiene appunto tre nuovi saggi inediti sul rinnovamento a partire dalle origini e sui temi centrali della fede che hanno animato il grande teologo tedesco per tutta la sua vita. Kasper risponde a domande decisive come queste: che cosa significa fare teologia nella Chiesa? Chi è Gesù Cristo per i credenti? Come sperimentano i credenti la sua presenza nella celebrazione dell'eucaristia? Tre saggi che riepilogano e completano il pensiero di Kasper.
Don Alessandro Pronzato una volta ha affermato che scrivere un libro in collaborazione è «un' esperienza che non rifarei più con nessuno» (salvo, ad esempio, un Luisito Bianchi o un padre Leonardo Sapienza). Sembra che, dopo la sua morte, questa sua affermazione si possa avverare. La morte di don Alessandro Pronzato è sopravvenuta il 25 settembre 2018 e, così, Mons. Leonardo Sapienza si è ritrovato con una grande quantità di scritti, di spunti, di semplici abbozzi che, con grande cura ha ordinato e completato, con la speranza di poter aggiungere questo libro agli oltre centotrenta che erano da lui stati scritti nel corso della sua lunga vita. La vita del prete è lieta o triste? L'essere prete rende felici, oppure impone limiti, doveri, oneri, che rendono triste e infelice la vita, o meno felice, meno piena di quella degli altri uomini? Come ci ricorda il Concilio Vaticano II, la vocazione sacerdotale è un invito alla beatitudine; e i sacerdoti lo devono far comprendere ai fedeli, con il ministero della parola e con la propria testimonianza di una vita in cui si rifletta chiaramente lo spirito di servizio e la vera gioia pasquale. Proprio in questo vuole aiutare la presente raccolta di riflessioni: meditare sul rapporto tra le difficoltà e le fatiche ministeriali e la possibilità, anzi il dovere della gioia cristiana, che per i sacerdoti diventa gioia ministeriale.
Alzarsi, pregare, domandare, dare, benedire, creare, sostenere, nascere, dire, fare, prendere, camminare: sono i verbi che scandiscono la preghiera biblica della notte delle nozze di Tobia e Sara e che hanno scandito il cammino di riflessione e revisione del cammino di crescita individuale e di coppia proposti dalle guide e dagli animatori di Villa Capriolo di Selva di Val Gardena. Il libro ripropone i materiali degli incontri, ispirati alla pedagogia e alla spiritualità ignaziane. Ogni tappa del percorso è scandita da una pagina della Bibbia con un commento, una riflessione, un'immagine artistica, una proposta cinematografica.
«Se pensi che per sfuggire da Satana sia sufficiente credere in Dio, ti sbagli. Anche Satana crede in Dio». Michela "Fuggita da Satana" è la testimonianza forte e sconvolgente di Michela, una donna che al culmine della carriera, attraverso incontri apparentemente innocui con un gruppo esoterico, incontra il male. Si ritrova in una setta satanica e, attraverso un indottrinamento lento e minuzioso, giunge a scalarne le gerarchie interne fino ad arrivare a essere un'aspirante sacerdotessa di Satana. Per arrivare al gradino più alto, e avere finalmente il "potere", le manca un'unica cosa da fare: uccidere! La vittima è la Fondatrice di una comunità che si occupa di "recuperare" i "perduti". Michela si prepara a questo ultimo passo progettandolo in ogni minimo particolare, ma non sa che i suoi progetti saranno stravolti da un abbraccio... che le salverà la vita e le farà incontrare Gesù Cristo, Dio della vita. Un libro che ricorda a tutti che il Bene avrà sempre la meglio sul male! In questa edizione è stata inserita un'appendice che spiega: la diffusione odierna della magia, le sue diverse forme, il giudizio dottrinale della Chiesa, la differenza tra maleficio e possessione diabolica, l'attività evangelizzatrice della Chiesa per contrastare magia e spiritismo. Si tratta della Nota Pastorale dei Vescovi della Toscana sulla magia e la demonologia.
La riflessione che Martini propone è un vero e proprio viaggio verso l’interiorità, un cammino tutt’altro che facile. Da un lato c’è quel che noi diciamo di noi stessi; dall’altro quello che gli altri capiscono e dicono di noi; su un versante ancora più impervio, infine, c’è tutto quello che né noi né gli altri sappiamo di noi stessi. La sfida di andare a fondo nell’esplorazione di questi tre fronti non deve trovarci impreparati. Occorre anzi affrontarla con coraggio. Del resto, ogni esplorazione dell’interiorità è una porta di accesso alla chiamata che Dio ci rivolge, ed è al contempo «l’altra faccia della nostra conoscenza di Dio». Dio ci chiama «per dirci il nostro nome, la nostra identità in un incontro personale, irripetibile, singolarissimo, che trasforma la nostra esistenza in maniera assolutamente insperata e imprevedibile». In questo, anche in questo, la via di Pietro è il simbolo di ogni cammino dell’umanità verso il Regno, di ogni pellegrinaggio verso la casa del Padre.
«Ciao, sono Carlo, ho 15 anni, e li avrò per sempre!». È così che Carlo Acutis, tra i più amati giovani santi, inizia a raccontarsi, regalando un brevissimo ma significativo profilo della sua vita e della centralità di Dio. Alcune frasi, scelte tra le sue più conosciute, e la preghiera per la sua canonizzazione chiudono queste pagine che permettono a tutti di "portare in tasca" il grande tesoro che la santità di Carlo Acutis rappresenta per chi continua a incrociarlo nella vita di tutti i giorni. Il giovanissimo, intraprendente e generoso Carlo, che per il Vangelo si è fatto autostrada attraverso la rete, continua a esserlo anche oggi per chi a lui si affida: un'autostrada verso il cielo.