Non ci sono parole per descrivere il distacco del giudice Froget, che dall'inizio dell'incontro non aveva modificato di una virgola il suo atteggiamento. Di solito i giudici istruttori fanno domande su domande, si accaniscono a confondere l'indagato e solo così riescono a strappargli la frase che costituisce una confessione. Lui invece lasciava all'interlocutore il tempo di riflettere, persino di riflettere troppo. I silenzi duravano parecchi minuti, le domande appena pochi secondi. Fino a quel momento ne aveva formulate solo due. Anni dopo, un esperto si sarebbe tolto la curiosità di contare le parole uscite dalla bocca di Froget nel corso di quel cruciale interrogatorio.
Il manuale colloca la costruzione del diritto dell'Ue nell'attuale fase del processo di integrazione: senza trascurare la crisi multidimensionale dell'Unione, apertasi nel 2008 e non ancora superata, e le trasformazioni in atto, che vedono l'Ue come promotrice di un duplice progetto di transizione, ecologica e digitale. L'analisi dei principali capitoli del diritto dell'Unione Europea (architettura istituzionale, processi decisionali, rapporti tra fonti europee e nazionali) è quindi condotta dagli autori in modo da valorizzare il nesso tra l'assetto istituzionale e gli ambiti di azione dell'Unione, il tutto lasciando spazio anche ai modi di attuazione amministrativa delle normative e delle politiche europee. Infine, il manuale dà conto della dimensione esterna dell'azione europea e dell'interazione dell'ordinamento europeo con altri ordinamenti, nel contesto della "global governance".
Attraverso quali tappe e quali autori si è giunti a ritenere il cinema documentario una delle forme più sintomatiche della contemporaneità? Perché esso si pone come un dispositivo filmico fondamentale per l'interpretazione delle svolte geopolitiche, sociali ed economiche che caratterizzano il nostro presente storico? Il volume, colmando un vuoto editoriale, illustra teorie, linguaggi e percorsi del cinema documentario dalle origini sino ai nostri giorni. Grazie a una serie di saggi redatti da qualificati esperti del settore, si rivolge sia a studenti al loro primo incontro con orizzonti filmici affascinanti e spesso inesplorati, sia a giovani studiosi e appassionati cinefili. Grazie a un approccio globale e trasversale, viene proposto un viaggio internazionale tra autori, generi e paesi di una storia multiforme, rivendicandone la centralità per l'intera avventura del cinema.
Il volume ricostruisce il ruolo e il contributo di Antonino Fantosati (Trevi, 1842-Hengzhou, 1900) durante la sua lunga esperienza missionaria nell'Impero Qing, offrendo una lettura storicamente documentata della sua vicenda personale e spirituale. Attraverso una ricca corrispondenza con interlocutori europei e cinesi e grazie a un'approfondita ricerca condotta nei principali archivi storici che ne conservano le tracce più significative, l'autrice restituisce un ampio quadro delle dinamiche politiche, religiose e culturali che segnarono la Cina di fine Ottocento. La figura del frate francescano umbro - ucciso durante la rivolta dei Boxer e canonizzato da Giovanni Paolo ii nel 2000 - emerge come emblematica nel contesto delle relazioni globali dell'epoca, alle soglie del crollo dell'antico impero cinese. Il libro - che presenta al lettore la prima biografia storica del primo santo francescano umbro dopo san Francesco d'Assisi - dedica, inoltre, uno spazio specifico alle strategie linguistiche adottate dal missionario nell'esercizio del suo ministero, mettendo in luce il risvolto sociale e culturale delle pratiche linguistiche impiegate dai missionari stranieri in Cina nel XIX secolo.
Nelle società democratiche non è soltanto la storia in quanto disciplina ad essere in crisi. È in realtà la percezione stessa del passato che - per una serie di cause analizzate in questo libro - va scomparendo, a vantaggio di una nuova dimensione esperienziale e cognitiva incentrata sul presente come unica dimensione possibile. Questo implica una trasformazione gravida di conseguenze. È infatti il senso del passato, il rapporto con la storia, che dicono chi siamo, che aiutano una comunità ad avere una valutazione adeguata dei suoi problemi e delle sue possibilità, educano a una visione realistica delle cose. Conservare la percezione del passato, della profondità storica dalla quale proveniamo, è tanto più essenziale in un momento in cui avvenimenti inaspettati - dal ritorno della guerra nel nostro continente all’allontanamento tra le due sponde dell’Atlantico legato alla presidenza Trump - hanno risvegliato bruscamente l’Europa dall’illusione di poter continuare nella vita tranquilla, sonnacchiosa e pacifica in cui si era da tempo accomodata.
Questo libro è il racconto, visto dall’interno, di una delle più autorevoli istituzioni del Paese, l’Istat; è la testimonianza di una vita dedicata a dare voce alla realtà che si scopre con i dati; è un invito a superare le diffidenze e comprendere che dietro ogni numero c’è una storia che merita di essere conosciuta. Perché i numeri sono il riflesso di chi siamo e di chi possiamo diventare.
I numeri non sono mai neutrali. Possono rendere visibile l’invisibile, rivelare ingiustizie, smascherare luoghi comuni. Eppure, quando si parla di statistiche, molti si ritraggono impauriti, immaginando tabelle sterili e grafici indecifrabili. Linda Laura Sabbadini, pioniera nella statistica sociale e di genere, ribalta questo pregiudizio e ci porta dentro il mondo affascinante dei dati, svelandone il ruolo cruciale nella nostra società. Con scrittura brillante e coinvolgente, l’autrice ricostruisce la storia recente dell’Italia da una prospettiva unica, restituendoci il ritratto di un Paese per molti aspetti diverso da quello che immaginavamo di conoscere: un Paese dove gli uomini si dilettano nel ricamo e le donne preferiscono l’enigmistica, ma anche dove più di sei milioni di italiane hanno subito violenza fisica o sessuale almeno una volta nella vita. Percentuali alla mano, mostra come la statistica non sia affatto una fredda disciplina, ma una bussola per orientarsi nel presente, un’arma per tutelare i diritti dei più deboli, il pilastro di una democrazia da difendere contro chi utilizza fake numbers per piegare la verità ai propri interessi.
Tahar Ben Jelloun ripercorre la storia del conflitto israelo-palestinese, evidenzia le responsabilità di entrambe le parti in causa, ma di fronte alla reazione militare israeliana, seguita agli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, non esita a usare il termine genocidio. Criticando una guerra alimentata dagli interessi personali di Netanyahu e dall'ossessione per l'annientamento del popolo palestinese, che ha portato a una condanna del premier israeliano da parte della Corte Penale Internazionale. Con passione e argomentazioni brucianti, Ben Jelloun denuncia il silenzio complice di molti Paesi europei e invita a distinguere tra critica al sionismo e antisemitismo, una parola troppo spesso usata per silenziare le voci di protesta. Non si può tacere di fronte a questi crimini, ci ricorda, perché la spirale di odio generata da questa guerra potrebbe avere conseguenze gravissime.
In un mondo attraversato da una crescente pornificazione sociale, dove i confini del pudore vengono costantemente erosi e la sessualità è sempre più mercificata, questo libro offre una riflessione lucida e coraggiosa sulla crisi antropologica e spirituale del nostro tempo. Don Marcello Stanzione, nella prima parte, esplora i meccanismi della pornificazione sociale, le strategie del mondo contemporaneo per normalizzare l'impurità, e le radici spirituali di questa crisi, senza dimenticare il ruolo dei demoni. Attraverso il pensiero di santi come don Dolindo Ruotolo, si riscopre la forza salvifica del pudore. Padre Pietro Magliozzi, nella seconda parte, si concentra sui temi più attuali e controversi: pornografia, identità di genere, educazione sessuale e la necessità di una solida formazione alla luce della fede cattolica. L'appendice propone un prezioso approfondimento sul pensiero di Papa Leone XIV in merito all'amore e alla sessualità in ambito familiare. Un'opera che invita a riscoprire la bellezza del pudore, la verità dell'amore umano e la dignità del corpo alla luce della fede cattolica. Due sacerdoti affrontano temi scottanti - pornografia, pedofilia, identità di genere, lobby ideologiche e strategie mediatiche - alla luce del Vangelo e del Magistero della Chiesa cattolica.
Attraverso una meticolosa e puntuale disamina degli scritti che hanno per finalità la decostruzione del cristianesimo, libro mette in luce le ingiustificate e arbitrarie deduzioni alle quali i detrattori del testo sacro pervengono. Una lettura attenta e priva di tesi precostituite evidenzierebbe, infatti, un "sapere" non asservito alle intelligenze umane.
volume, che è un'appassionata difesa della Bibbia, mostra con quanta disinvolta superficialità sono argomentati gli episodi in essa narrati; episodi che in realtà presentano livelli di lettura che sfuggono alle "ragioni" di una mente che vuole essere esclusivamente razionale.
Rocco Quaglia è psicologo e psicoterapeuta, già professore ordinario di psicologia dinamica all'Università degli Studi di Torino. Si interessa dello studio della Bibbia da una prospettiva psicologica ed è autore di numerosi libri sull'argomento.
Tra le sue pubblicazioni: Qohélet, tremila anni dopo (Roma, 2023) e, per le Edizioni Segno, I cristiani per davvero e l'odio del mondo (2021), L'Apocalisse di Gesù Cristo (2024).
Quante volte ci siamo domandati se stiamo davvero seguendo gli insegnamenti di Gesù, se il cammino Sia quello giusto.
Rispondere a queste domande non è semplice: significa liberare quelle energie profonde @ mai sopite che permettono di dire senza esitazione: 'Sì, Signore, seguirò!". Ma dove? La risposta è una sola: sul sentiero che Gesù stesso ha tracciato nel Vangelo, invisibile agli occhi smarriti del mondo, ma luminoso per chi si lascia guidare dalla luce del Suo amore.
Un cammino unico e necessario per vincere il peccato.
spezzare le catene degli idoli terreni ed elevarsi verso vette dello spirito. La strada non è facile: richiede coraggio, perseveranza e adesione totale agli insegnamenti di Cristo. Ma è anche un percorso d'amore straordinario, capace di fortificare e donare la gioia incisa nell' anima fin dall'origine.
fratelli Corrado ed Enrico Guelpa ci prendono per mano e ci accompagnano lungo il cammino della fede, aiutandoci a viverlo nella quotidianità. Senza mai deviare dalla fedeltà al Vangelo, ci guidano nelle tappe di un'ascesa spirituale che porta oltre i limiti dell'umano, verso la meta più ambita: il Regno promesso.
I pensieri in 50 punti che vengono proposti nascono da u contesto di vita eremitica, vissuta nel silenzio, nell'assidua preghiera, penitenza, nell'ascolto e meditazione della parola Dio e con letture varie, specialmente della vita dei santi.
Essere eremita è una vocazione impegnativa, ricca di lotte tentazioni ed estasi.
L'eremita si spoglia di ogni sovrastruttura per meglio ascoltar nel silenzio il "soffio di Dio" racchiuso nel cuore, ma anche nella natura che circonda l'Eremo.
Il libro intende andare oltre la visione riduzionista dell’Homo oeconomicus, introducendo il concetto di Homo integralis nella sua triplice dimensione di corpo, psiche e spirito. Questo è il primo passo per promuovere una Economia per lo Sviluppo Umano Integrale, ossia per uno sviluppo di tutta la persona e di ogni persona in armonia con la natura. L’Homo integralis diviene così la "pietra d’angolo" di una originale analisi dei processi di sviluppo che integra l’economia politica classica, lo sviluppo umano, il capability approach di Amartya Sen, l’ecologia integrale e le politiche di sviluppo sostenibile.