Due gemelli opposti: uno compiacente, l’altro ribelle. Quando il nonno scopre chi ha davvero mantenuto una promessa, tutto cambia… Andrea abbandona i suoi amici per unirsi ai "fighi" della scuola, ma scopre troppo tardi di aver perso un tesoro: la loro amicizia… Emanuela sogna il palcoscenico, ma in un gruppo caotico e svogliato imparerà che anche chi sembra "fuori posto" può brillare… In queste scoppiettanti storie, che divertono e fanno pensare, troverai litigi tra fratelli, amicizie messe alla prova, sogni inseguiti con ostinazione, paure che bloccano e scelte difficili che fanno crescere. A raccontarle sono ragazzi e ragazze come te, con le loro passioni, le loro incertezze e la voglia di trovare un posto nel mondo. Non troverai prediche né risposte pronte, ma spunti per farti domande vere e imparare a guardare la realtà con occhi curiosi. Età di lettura: dai 9 anni.
«Il termine “sacrificio” rimane una di quelle parole originarie e inaggirabili, in cui l’umano stesso è in gioco, con le sue ambiguità e promesse. È quindi una categoria fondamentale, che esige una paziente e rinnovata ripresa» (A. Cozzi).
«Con il sacrificio noi siamo al centro del mistero di Cristo e dell’esistenza cristiana. Per questo una comprensione autentica del sacrificio è di capitale importanza, e ogni errore, anche teologico, è così dannoso» (B. Sesboüé).
Informazioni sull'autore
Ezio Prato, sacerdote della diocesi di Como, è professore ordinario di Teologia fondamentale nella Facoltà Teologica di Milano.
Centoquaranta silenziosi testimoni: tanti sono i santi e le sante raffigurati dalle statue di marmo collocate sopra il colonnato del Bernini, che cinge piazza San Pietro. Dalla loro balconata che, come due braccia, si protende sul «teatro del mondo», osservano le vicende umane, le commentano, parlano della loro esperienza e lanciano un messaggio ai cristiani di oggi. Il presente «dialogo», costruito sulla base degli scritti e delle biografie di questi santi e sante, intende liberarli dall'anonimato e regalare a noi tanti fratelli e sorelle «maggiori» per incamminarsi con fiducia verso il futuro.
L’assistenza spirituale in hospice, distinta da quella religiosa, è parte essenziale delle cure palliative e richiede formazione specifica per valorizzare la dimensione umana della cura.
"Noi siamo Gaza. Siamo quella città millenaria del nostro Mediterraneo, in cui alberi, monumenti e cibo sono gli stessi nostri. Siamo quella città in cui la parola ‘umanità’ perde e, insieme, acquista tutto il suo valore. Nessuna democrazia, nessuna promessa di pace e di giustizia, sarà credibile se Gaza muore, assassinata dall’Occidente, cioè da noi. Per questo noi dobbiamo salvare Gaza: perché è Gaza che salva noi." "Forse - e lo speriamo intensamente - questo potrà essere un vero ‘cessate il fuoco’, ma non è certo un ‘cessate il genocidio’: perché nulla pare intaccare il progetto di annullamento del popolo palestinese che pure, in questi due anni, è entrato in una fase di tale brutale chiarezza da essere ormai innegabile. Per questo, è vitale che le opinioni pubbliche, le piazze, le scuole, le università, i sindacati continuino la loro mobilitazione." Questo piccolo libro, fatto di figure e di parole, nasce nel cuore della mobilitazione italiana per il popolo palestinese. Le parole non descrivono le figure e le figure non illustrano le parole: le une e le altre parlano di Gaza, per Gaza. Tomaso Montanari e Marco Sauro intrecciano così parole e immagini per raccontare, senza reticenze, il genocidio nella Striscia: la fame come arma di guerra, la cancellazione culturale, la censura, la disperata resistenza civile e artistica. Per Gaza rifiuta il silenzio sui bambini uccisi, sugli artisti che continuano a dipingere sotto le bombe, sui sopravvissuti che scrivono e chiedono al mondo, a noi, di non voltarsi dall’altra parte. Le parole, scrive Montanari, sono lo strumento dei senza-potere. Le tavole e i colori di Marco Sauro non illustrano semplicemente, ma compongono un controcanto visivo, un atto di testimonianza. E insieme, parole e immagini costruiscono un libro che è al tempo stesso denuncia, memoria e appello all’azione. Tomaso Montanari e Marco Sauro firmano il loro intervento più urgente e coraggioso: Gaza è lo specchio della nostra coscienza collettiva, il luogo in cui si decide la possibilità stessa di un futuro umano. "Come è possibile che tutto il senso di umanità si sia riversato a Gaza, lasciando disumano il resto del mondo, che non insorge?" Un’elegia, un’opera civile, politica e artistica. Per disertare il silenzio che avvolge il genocidio di Gaza.
I testi più significativi di Papa Leone XIV si offrono a noi proponendo un magistero che invita la Chiesa e l'umanità intera a "camminare insieme". Dalle omelie ai discorsi, dagli appelli per la pace alle riflessioni sulla famiglia, sulla missione e sulla speranza, emerge una voce al contempo paterna e profetica, capace di parlare ai nostri giorni difficili con chiarezza evangelica e profonda tenerezza e di invitare ciascuno all'impegno per una testimonianza sincera in un mondo che fatica ad accogliere Cristo e il mistero della Vita. Al centro risplende l'annuncio della salvezza per tutti, luce che non abbaglia ma orienta, che non impone ma attrae. Leone XIV richiama con forza l'urgenza di una fede vissuta nella comunione, di una Chiesa missionaria, lievito nella pasta del mondo, testimone di unità in un'epoca segnata da divisioni e fragilità. Le sue parole aprono orizzonti di speranza, invitano a disarmare i cuori, a custodire le famiglie, a servire la vita e a riscoprire la gioia dell'Eucaristia. Queste pagine non sono soltanto memoria di un anno, ma promessa di un cammino: perché nessuno si salva da solo e la gioia del Vangelo fiorisce quando diventiamo, insieme, popolo in cammino verso la casa del Signore.
«Ho riconosciuto in queste pagine qualcosa che nel mio minister di predicazione sento come urgente: la necessità di restituire alla spiritualità francescana la sua forza originaria, quella capacità di toccare il cuore delle persone con la semplicità disarmante del Vangelo. Non un Francesco da museo, dunque, ma il Francesco vivo, quello che ancora oggi può prendere per mano chiunque desideri camminare verso il mistero di Dio e verso il meglio della propria umanità.
Dieci parole. Potrebbe sembrare poco per raccontare un gigante dello spirito come il Poverello di Assisi. Eppure, proprio qui sta l'intuizione felice di questo percorso: nella scelta di non dire tutto, ma di dire l'essenziale. Letizia, dall'amaro al dolce, povertà, fraternità, minorità, Laudato si', vedere e credere, contemplazione e restituzione, dialogo, croce: sono come dieci lampade che illuminano il cuore semplice e e profondo della spiritualità francescana, e al tempo stesso dieci porte attraverso le quali ciascuno di noi è invitato a entrare» (dalla Prefazione di Roberto Pasolini).
Esta obra es un tratado, más que un manual, de la parte general del Derecho canónico. Es útil para los alumnos, pero lo será más aún para quienes tengan que prepararse para la docencia de esta materia académica. Desde el punto de vista de sus contenidos, la obra comienza presentando en dos capítulos algunas ideas básicas acerca del ordenamiento jurídico y de la norma jurídica. El tratado accede a continuación a un desarrollo más específico (a lo largo de siete capítulos) de las fuentes normativas canónicas, especialmente la ley y la costumbre.
La domanda di oggi non è più: l'uomo ha bisogno della religione? La domanda urgente suona invece: il credente, il cristiano, ha bisogno di una Chiesa? Non sarebbe forse preferibile un cristianesimo libero, senza istituzioni, per la diffusione del Vangelo? Il clero e le chiese non oscurano forse il messaggio di Cristo più che annunciarlo? Cosa perderemmo se non appartenessimo più a una Chiesa? Più ancora: quali sono stati i motivi originari del sorgere di una Chiesa come istituzione organizzata e quale senso dovrebbe avere essa oggi, nell'epoca della secolarizzazione? È possibile mettere in discussione il potere, il dominio e la divisione delle funzioni dentro la Chiesa? Con il suo nuovo lavoro il sociologo e filosofo Hans Joas - uno dei più grandi pensatori delle questioni al crocevia fra Chiesa, cristianesimo e società - si dedica a queste e altre domande brucianti, presentando le sue acute riflessioni. «Sullo sfondo di questo lavoro c'è un mio progetto a lungo termine: quello di trovare un'alternativa alla teoria della secolarizzazione. L'alternativa che propongo consiste in una storia globale dell'universalismo morale, cioè nella comprensione delle diverse fonti religiose e filosofiche di un éthos che si rivolge a tutta l'umanità».
L’opera si presenta come cantiere aperto e sollecitazione per lavori futuri, condotti in modo inclusivo e comparato, perché le teologie possano arricchirsi reciprocamente. La fede oltre le religioni, la pluralità degli studi teologici con i suoi punti di arrivo, in continuo dinamismo, il decisivo lume dell’orizzonte verticale inclusivo nella rispettosa pluralità delle teologie in campo educativo, sono gli spazi di riflessione offerti dal volume. Giuseppina Battista richiama sovente l’opportunità di considerare i vari processi educativi e le teologie che li sostengono, come ‘processi educativi insieme’; insomma teologie delle confessioni cristiane e teologie che si rifanno all’esperienza di fede di Abramo, che possano essere ‘teologie insieme’ a servizio nel vasto campo dell’educazione. (Dalla presentazione di Sua Ecc.za Mons. Enrico dal Covolo)
Giuseppina Battista,
L’Autrice con lunghi anni di ricerca e di studio ha individuato nella pluralità delle antropologie e delle teologie uno spazio di straordinaria importanza per l’educazione che si apre alla trascendenza, colta nella pluralità delle riflessioni di teologia. Con l’attenzione alla ricchezza di questa pluralità, aperta allo scambio del dialogo e all’impegno della testimonianza di credenti, è nata l’idea e la realizzazione di questo volume. Un costante servizio educativo nella scuola statale e in varie Università Pontificie ha corredato il suo percorso di studiosa. Attualmente è docente invitata per il corso di Teologia dell’educazione presso la Università Pontificia Salesiana.