"Le Scritture hanno un potere e non comunicano soltanto un sapere o delle informazioni. Danno la salvezza attraverso la fede e rendono capaci di opere buone" (P. Beuchamp). Indagando elementi e metodi di approccio al testo biblico, come la Lectio Divina, l'autore propone la Parola di Dio come risorsa feconda per il counseling pastorale, l'accompagnamento nell'itinerario dell'individuazione dell'identità di maturazione integrale della persona. Attraverso le teorie di diversi autori psicologici - tra cui Anselm Grün e Massimo Recalcati - mette in luce la peculiare dynamis della Parola di Dio nell'interpellare la vita e il suo potere risanatore che, al di là del cammino fede, la rendono strumento autentico ed efficace nella conoscenza del proprio io.
La storia, raccontata con humour brillante, di due coniugi americani che, per essere migliori presbiteriani, si trovano «costretti» a convertirsi al cattolicesimo. Un libro appassionante che aiuterà i cattolici a scoprire un gioioso senso di appartenenza (pp. 240).
L'autrice traccia una biografia del frate Giovanni M. Vannucci (1913-1984), inserendolo nel contesto dell'Ordine dei Servi di Maria e nel variegato panorama socio-ecclesiale del suo tempo e ponendolo in relazione con alcune personalità di frontiera. Abbozza poi una sintesi della sua proposta ecumenico-interreligiosa. L'intento è quello di farne conoscere maggiormente la figura e l'eredità spirituale e, a partire dalla sua esperienza e dal suo pensiero, offrire agli uomini e alle donne di oggi, assetati di silenzio e di autenticità, tracce e orientamenti per una vita pienamente umana e trasfigurata in Cristo, Parola eterna del Padre. Dall'indagine emerge che il principio di contemplazione è la chiave di lettura più appropriata per comprendere il percorso umano-spirituale di fr. Giovanni, il quale per i suoi contemporanei non fu "una pianta che svettò alta, per notorietà", ma piuttosto "l'humus silenzioso e nutriente dal quale assorbivano altri". Ed è proprio la via dell'interiorità che egli continua ad indicare anche oggi ai tanti Pellegrini dell'Assoluto in cerca di senso, di luce, di speranza, di Dio.
Nell’arco di pochi anni la visione del futuro è radicalmente cambiata, passando da un ottimismo ingenuo a un pessimismo senza speranza. L’umanità si è scoperta a rischio di autodistruzione e la possibilità che tutto quello che ha ottenuto con un progresso inarrestabile vada a finire in polvere incombe minacciosa. Il male, nascosto in fondo ai cuori, è venuto alla luce, mostrando il suo volto sprezzante e inesorabile. L’uomo si scopre incapace di combatterlo, di arginarlo e di vincerlo. Si sta arrendendo alla sua forza brutale che porta alla morte. In questo passaggio del suo cammino l’umanità si trova improvvisamente di fronte a un abisso nel quale sta scivolando e invano cerca parole di speranza che non siano ingannatrici. Eppure queste parole ci sono ed è compito della Chiesa proclamarle con convinzione e coraggio, senza piegarsi alla presunzione di un mondo accecato. Sono le parole del Vangelo, che non passano mai, che rendono viva la presenza del Signore risorto, che illuminano i misteri della storia, che smascherano le seduzioni mortali e che indicano la via che porta alla salvezza. Questo libro presenta, in modo semplice, una visione della vita e della storia che apre il cuore alla speranza, afferma la vittoria del bene sul male e del Regno di Dio sulle potenze dell’inferno (Padre Livio).
Siamo entrati nel ciclo pasquale con i suoi cento giorni, dal Mercoledì delle Ceneri a Pentecoste. Puntiamo subito l'attenzione sul Crocifisso. Non vogliamo ignorare la Risurrezione e la relativa gioia della vita cristiana; al contrario, è proprio essa che ci rimanda alla consumazione finale di Gesù. Il Crocifisso ha per noi una rilevanza assoluta solo in forza del mattino di Pasqua. Se, per altro, lo contemplassimo al di fuori di essa, si correrebbe il rischio di ridurlo in un'angusta visione; lo ridurremmo al sofferente e abbandonato da tutti, perfino da Dio, in un quadro esclusivamente negativo e pessimistico come rimane quello mondano senza il lume della fede. Non si comprenderebbe nemmeno la costante tensione degli amici di Dio, i quali sono attratti come da un potente magnete dalla passione di Cristo. Chi di essi non ha supplicato di essere unito a Lui, fino alla perfetta somiglianza? […]. Quando essi considerano la croce come il talamo sul quale si consuma lo sposalizio con Gesù, bisogna pensare piuttosto alla fede-amore, legame più profondo di uno stato psicologico. (Antonino Raspanti)
Bellissima VIA CRUCIS con meditazioni evangeliche del noto autore e biblista padre Ubaldo Terrinoni.
Viviamo in un mondo ferito, dove le sofferenze interiori spesso restano inascoltate e senza risposta. Il presente volume si offre come una missione di speranza, come una luce nel buio, guidando i lettori a trasformare il dolore in forza, le cicatrici in testimonianze di guarigione, e le perdite in un ritrovamento di senso attraverso la preghiera e la fiducia in Dio. In queste pagine, l'autrice coniuga una solida competenza professionale con una profonda spiritualità, dando vita a una guida pratica e ispiratrice. Il libro accompagna chiunque sia in cerca di guarigione interiore, offrendo strumenti concreti per riconoscere e superare le ferite più profonde dell'anima, con cui ciascuno è costretto a misurarsi: il rifiuto, l'abbandono, il tradimento, l'ingiustizia e l'umiliazione. Ogni capitolo è un invito a riflettere e agire, a non lasciarsi definire dal dolore, e a intraprendere un viaggio rigenerante che, attraverso storie toccanti, esercizi pratici e un costante richiamo alla forza trasformativa della fede in Gesù, conduce ad abbandonare le convinzioni limitanti e a costruire una nuova identità, guarita e radicata nell'amore di Cristo.
Le lettere di Paolo sono, per chi le incontra nella liturgia, fitte di intuizioni ruvide, di immagini potenti e di passi insidiosi; in esse la carica mistica si mescola ai problemi concreti e quotidiani delle comunità fondate dall'apostolo delle genti. Per chi non frequenta la comunità ecclesiale, sono pure pagine sorprendenti, a volte provocatorie, e danno l'impressione di essere legate a epoche sorpassate. Ma le comprendiamo davvero? Severino Dianich, dopo un'introduzione in cui brevemente narra la storia di Paolo, raccoglie alcune sue "perle": brani che scintillano, pur nella complessità del linguaggio, e rivelano il cuore di un'esperienza: la grazia che coglie un uomo, preso per mano da Cristo, che trasformerà per sempre la storia cristiana. Con delicatezza filologica e sincerità di lettore, l'autore li trascrive in un linguaggio accessibile e chiaro rispetto alla traduzione classica, facendo emergere una carica emotiva in grado di toccare il cuore dei lettori e restituendone l'attualità. Al testo riformulato fanno seguito brevi commenti che restituiscono il contesto di ciascuna delle comunità incontrate da Paolo, gli interrogativi di chi leggeva allora e di chi, oggi, si trova a meditare quelle parole: è l'uomo alle prese con la Legge e la libertà, con la croce e la speranza, con la tensione tra carità e rigore, nella consapevolezza che la vita si ottiene donandola.
Due testi fondamentali delle origini della Chiesa: "La didachè" o dottrina degli Apostoli è una sorta di compendio degli obblighi morali individuali e sociali che caratterizzano la vita del cristiano. "Il pastore di Erma" un testo classico scritto da Erma, fratello di Pio, vescovo di Roma tra il 142 e il 155. Il testo vuole rendere pubblica la rivelazione concessa a un profeta cristiano invitando tutti alla penitenza, a non cedere al rilassamento, a cambiare vita per il perdono dei peccati. Due testi fondamentali dell’epoca dei Padri Apostolici che sono da meditare anche oggi.
Vuoto: una parola che, soprattutto nel cammino spirituale, possiede due poli ben distinti. Da un lato, descrive lo stato a cui molti aspirano nella meditazione o nella preghiera: il vuoto di pensieri e preoccupazioni, distrazioni, ma anche del proprio Ego, per essere ricolmati da Dio, o da ciò che si potrebbe definire "qualcosa di più nella vita". Dall'altro, è qualcosa che incute timore; per esempio quando, dopo anni di pratica spirituale, si avverte improvvisamente solo un senso di vuoto anziché di vicinanza a Dio. Oppure quando ci si rende conto, nella vita di tutti i giorni, che il significato delle proprie azioni è andato perduto e che si stanno compiendo solo rituali vuoti. I due poli sembrano inizialmente contraddirsi, ma, a un livello più profondo, si fondano su un desiderio esistenziale di abbondanza, di qualcosa di più grande di noi stessi. Il prerequisito per trovare tale abbondanza è la volontà di confrontarsi con il proprio vuoto interiore. In questo libro, Anselm Grün ci accompagna ad affrontare il senso di vuoto e ad affidarci a Dio con l'aiuto dei più grandi maestri della tradizione mistica occidentale e orientale.
Lo Scapolare, rimane solo un segno e un pegno della protezione di Maria per chi lo indossa devotamente. Al tempo stesso, lo Scapolare è un segno di appartenenza a Maria e di fiducioso affidamento a lei, in una parola di “consacrazione mariana”. Cosa significa? La consacrazione a Maria equivale ad una donazione totale e perenne di tutto il nostro essere a lei, nostra Madre e Signora, affinché possiamo più pienamente e profondamente essere consacrati al Signore Gesù. È per seguire lui che noi decidiamo di unirci più strettamente al cammino di Maria, alla vita e all’esempio di lei, oltre che alla sua protezione e guida. In questo libro tutta la devozione legata all’Abitino della Vergine, in versione tascabile.
La Divina Commedia rimanda per molti ai tempi della scuola, a testi di difficile comprensione, adatti solo per pochi eletti. Al contrario, essa è nata come opera per il popolo. Lo documenta la storia di questo libro la cui origine è nelle conversazioni dell'autore prima con i figli - su loro richiesta - e alcuni loro amici diventati in breve tempo duecento; poi con un gruppo di massaie e infine con migliaia di ragazzi e adulti in tutta Italia. Da questo lavoro è nata l'associazione Centocanti, una sorta di Divina Commedia vivente. Dante, dunque, non autore difficile, riservato ai letterati, ma "uno di noi". Una scoperta che l'autore ha fatto a dodici anni mentre trasportava casse di bottiglie lungo le scale di una cantina, folgorato dal verso "E proverai [...] come è duro calle / lo scendere e 'l salir per l'altrui scale». Quell'intuizione lo ha portato a uno studio appassionato di Dante e alla scoperta che ciò che percorre tutta la sua opera è il desiderio, la tensione a un Bene totale, "l'Amor che move il Sole e l'altre stelle". La lettura offerta dall'autore in queste conversazioni si pone in continuità con il fine di tutta l'opera di Dante, da lui stesso così definita: "removere viventes in hac vita de statu miseriae et perducere ad statum felicitatis", rimuovere gli uomini da uno stato di miseria e condurli a uno stato di felicità.