Éloi Leclerc (1921-2016) è stato un frate minore francese. La sua lunga vita è stata come spezzata in due parti ben distinte: una prima, quella della giovinezza e della formazione francescana, culminata nell'esperienza del dolore e della crudeltà, con l'internamento nei lager tedeschi sino alla fine della guerra; la seconda totalmente consacrata alla testimonianza di un mondo diverso, che nasce dal riconoscere la bontà originaria della creazione di Dio: un riconoscimento che diventa chiamata per l'uomo ad accogliere la fraternità che gli è donata e che chiede di essere accolta con gratitudine. È l'utopia di Francesco d'Assisi, di cui frate Éloi si è fatto cantore sino agli ultimi giorni della sua vita. In questo libro vengono presentate, in forma di intervista, le ultime riflessioni di Leclerc, profonde ed essenziali come tutti i suoi scritti, e un'antologia dei suoi testi più significativi. Per tutti coloro che hanno amato le pagine di É. Leclerc è l'occasione di ritrovare l'inconfondibile fascino del suo canto e della sua scrittura.
Il testo si propone di coniugare pensiero e azione. Prima pensare, e poi indicare scelte, modalità, attenzioni e strategie concrete per realizzare progetti e percorsi formativi nella comunità cristiana, soprattutto a servizio dell'annuncio. Ogni capitolo, nella parte finale, presenta uno o due schemi per un incontro di formazione dei catechisti e qualche dinamica/scheda per il lavoro personale o a piccoli gruppi. È la parte più originale del volume. Nessuna ricetta, ma una sfida per rendere vivace e sempre nuova la proposta formativa, un invito ad abbandonare l'idea delle cattedre e degli incontri frontali, per creare un'interazione costante.
"Oggi la questione seria è la crisi della vocazione: cioè la fatica a pensare tutta la propria vita come la risposta a una chiamata, dentro un progetto più grande di quello che possiamo disegnare noi e dentro una rete di relazioni più forte di quella che potremmo intessere da soli. La vocazione è scoprire con chiarezza la propria identità e viverla ogni giorno, nelle relazioni, nel lavoro, nelle scelte concrete, nella fede? È difficile trovare il proprio posto nel mondo e costruire il proprio domani. Ma questo posto c'è; nessuno è senza. Per ciascuno Dio ha un disegno singolare. La questione è riconoscerlo e viverlo."
Lo popular y sus consecuencias son el palco escénico del misterio de la redención. Sus categorías y lenguaje hablan de quienes y como son sus actores. Este estudio hace una lectura sociológica, antropológica y teológica de sus componentes, tales como su lenguaje simbólico y ritual. Se buscara demostrar el como y el porque lo popular es un lugar antropológico y teológico donde la liturgia y la piedad-religiosidad de la Iglesia se encuentran.
Iò volume affronta alcuni dei nodi più delicati relativi alla preghiera pubblica della Chiesa. In modo particolare assume le conseguenze del passaggio dalla Recita del Breviario alla celebrazione della Liturgia delle Ore, riscoprendo le potenzialità della preghiera oraria e i limiti del libro liturgico attuale.
Il volume raccoglie una cinquantina di omelie in cui l'autore presenta il "volto" di tanti santi e beati di ogni epoca. Sono tanti spunti di riflessione, per suscitare il desiderio di conoscere meglio coloro che Dio ci ha dato come amici e modelli di vita: da Giuseppe lo sposo di Maria a Pio da Pietrelcina, da Stefano primo martire a Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, da Martino di Tours a Pier Giorgio Frassati, da Filippo Neri a Giovanni Bosco... Una ricca galleria di profili spirituali, accenni da cui si intuisce e si diffonde il fascino di figure straordinarie.
Un libro illustrato di preghiere dei bambini, che ritmano tutti i momenti della giornata, dal mattino alla notte. Le frasi delle preghiere sono visualizzate da simpatici e curati disegni che i bambini possono colorare e arricchire per rendere il libro unico e personalizzato.
È una sorta di diario dove giorno per giorno, a cominciare dal 1° gennaio solennità della Madre di Dio e Giornata mondiale della pace - fino al Te Deum del 31 dicembre, vengono annotati gli avvenimenti e i fatti principali. Ma è anche una bussola per quanti cercano di orientarsi in uno degli Stati più piccoli del mondo. Può essere paragonato anche a un'autobiografia documentata, dove in questo caso a scrivere sono le istituzioni della Santa Sede. Vengono inoltre riportati stralci delle omelie, udienze, discorsi, messaggi del Pontefice. Oltre a queste varie attività sono state inserite anche quelle del segretario di Stato, dei dicasteri e degli organismi della Santa Sede.
"Gli sono stati dati molti anni in dono. Una lunga vita gli era stata predetta da quell'uomo strano, che aveva seguito e aveva imparato a vedere come il Messia. Aveva appoggiato la testa al suo petto. Lo aveva visto gridare sulla croce, aveva avuto in consegna sua madre. E aveva ripiegato i lini dentro al sepolcro vuoto. La figura di Giovanni, il discepolo amato, è qui raccontata senza pudore da una donna dei nostri tempi, in cerca di comprendere il segreto del cristianesimo. Come mai un piccolo evento che ha toccato un pugno di uomini ha attraversato il mondo e la storia, trascinando folle di persone? Cosa scriveva Giovanni a Maria, sua nuova madre? E Dio è padre e anche madre? Cosa ha pensato alla fine della sua lunga vita questo uomo che ha visto decapitare il fratello e finire lontani i suoi amici? La vicenda di uno degli uomini più importanti e misteriosi della storia." (Davide Rondoni)
Chi era davvero Ildegarda di Bingen, esperta di cure con le erbe, mistica, musicista e veemente fustigatrice di vescovi? E cosa c'è nel mistero di un ragazzo scomunicato sepolto in terra consacrata? Con uno stile chiaro e vivace l'autrice ci porta nel cuore del Medioevo e di una donna tra le più autorevoli, amate e discusse della storia. Un romanzo che unisce la forza della ricostruzione di figure e ambienti con la finezza della indagine psicologica. Due sorelle in un mondo convulso di lotte per il potere, di dispute, di pericoli. Un ritratto memorabile di una santa dai tratti antichi e moderni. E che continua a stupire, a inquietare e a interrogare.
Da più di un secolo il filo che legava arte e fede sembra spezzato. L'arte contemporanea si sviluppa sempre più lontana dal contesto della religione cattolica e, d'altra parte, la Chiesa spesso, nelle commissioni delle sue opere d'arte liturgica, dirige le proprie attenzioni verso artisti che guardano al passato e non al dibattito contemporaneo. Ma cosa c'è dietro a questo desiderio di passato? Non è che gli stilemi di ieri ci aiutano a non riconoscere il vero problema, e cioè che non ci stiamo più interrogando sul serio sulla nostra fede?
La vita teologale ha alla base le tre virtù teologali: la fede c'introduce nel mistero di Dio e del suo amore; la carità ci fa partecipi di questo mistero; la speranza ci apre al tutto e al sempre dell'Amore. La fede, la carità e la speranza sono portatrici di quella carica di verità e di grazia che è alla base della morale evangelica, e che il cristiano vive come una fonte incessante di libertà e di azione. Per esse la vita teologale s'estende all'agire: è principio di un'etica teologale che informa, anima e dirige il volere e l'operare.