Le neuroscienze, studiando il cervello e il suo funzionamento, finiscono per invadere ambiti di pertinenza di altri saperi. Attraverso scoperte straordinarie, applicazioni tecniche innovative e proposte teoriche talvolta ardite, è fatale che turbino vecchi equilibri, mentre al contempo agevolano nuovi paradigmi di comprensione. Le neuroscienze pongono una sfida anche alla teologia. La invitano a guardare in modo audacemente nuovo l'essere umano: la sua mente, la sua coscienza e la sua libertà, la sua anima, la sua relazione con il divino. La teologia non può ignorare tale sfida: deve mettersi in gioco e affrontarla. Si tratterà di dimostrarsi teoreticamente all'altezza (provando, magari, a rilanciare). Si tratterà di valutare bene che cosa, nella proposta delle neuroscienze, offra un'affascinante possibilità di pensare più a fondo alcuni nodi centrali della proposta cristiana, e che cosa invece sia da rigettare. Se il Cristo e la Trinità rivelano il mistero del mondo, le scoperte scientifiche sul cervello non potranno che spingere ad approfondire il senso intimo e quotidiano di questo stesso mistero.
I classici temi della bioetica contemporanea sono qui trattati da un filosofo e da un teologo. Ciascuno dei due offre contributi distinti: questo viene incontro alle esigenze di didattica e fruibilità del testo, e salvaguarda la scientificità del lavoro. La domanda critico-filosofica e quella critico-teologica «procedono l'una dall'esperienza antropologica universale, a partire dalla propria particolare condizione, e l'altra da quella forma singolare dell'esperienza antropologica, che si riconosce interpellata dall'evento di Gesù, attestato nelle Scritture e custodito nella chiesa». I due autori evitano, dunque, di giustapporre i rispettivi punti di vista e, anzi, articolano gli interventi all'interno di un ambizioso progetto comune, attivando una feconda circolarità fra le due prospettive. Superando il divorzio tra fede (teologia) e ragione (filosofia),difetto frequentissimo nel dibattito bioetico, si realizza insomma una sorta di "apprendimento reciproco". Il volume è diviso in due grandi parti: la prima è articolata secondo una prospettiva storico-culturale e teorica; la seconda si concentra più analiticamente sui singoli e più fondamentali temi bioetici. Nella prima parte si prendono le mosse dal presente (cultura), si risale alla memoria (tradizione filosofica e teologica), si accetta la sfida a pensare la questione radicale, sia nella "morale della vita" sia nella bioetica. La seconda parte si articola in tre capitoli, che considerano le grandi forme dell'esperienza della vita: il nascere, il morire, il soffrire. Ogni singolo capitolo prevede una prima istruzione antropologico-teologica fondamentale, una presentazione delle questioni tecnico-scientifiche, e infine una ripresa tanto del dibattito bioetico-filosofico quanto del dibattito bioetico-teologico sull'argomento in questione.
La sequenza "Veni Sancte Spiritus", pregata in genere sotto forma di canto, affiora da circa nove secoli dalle labbra e dal cuore dei credenti. Nella sua sobria delicatezza mette in campo tutti i doni dello Spirito, il Dono per eccellenza, l'origine stessa dei doni celesti. L'orante li chiede, non li pretende, e chiedendoli svela i bisogni e le miserie umane: domanda la rugiada, svela l'aridità, implorando la luce confessa la tenebra, invocando il calore ammette il freddo. Il tono dell'inno è dolce e deciso insieme, intarsiato di immagini bibliche e ricco di metafore, segnato da confidenza e rispetto: come si addice a chiunque solleciti il dono dell'amore di Dio.
Paolo ha fatto la sconvolgente esperienza di essere accolto e amato senza riserve da quel Gesù che perseguitava: nei suoi scritti egli ci conduce a superare tutte le ?immagini? di Dio acquisite, per accedere alla dirompente novità del vangelo. L?autore guida alla scoperta della testimonianza paolina e mostra quanto Paolo, sconvolto dall?incontro con Gesù e dal Dio che Gesù ha narrato, sia stato coraggioso e creativo.
L?autore, con l?approccio poetico che lo contraddistingue, canta l?innamoramento in tutte le sue sfaccettature, in tutte le sue gamme, una vicenda umanissima che è esperienza comune a tutti. Nel tentativo di due creature di arrivare alla pienezza della vita nello stupore della diversità dell?altro, nella bellezza del dono, nell?anelito della ricerca insonne dell?altro vi è la presenza del Dio di Gesù.
Il volume pubblica i risultati della ricerca promossa dall'Istituto di Sociologia dell'Università Pontificia Salesiana, dal Servizio Nazionale CEI per l'Insegnamento della Religione Cattolica, dall'Ufficio Nazionale CEI per l'Educazione, la Scuola e l'Università e dal Centro Studi CEI per la Scuola Cattolica. A trent'anni dall'avvio del "nuovo corso" dell'IRC in seguito alla revisione concordataria, è lecito tentare un bilancio di questa esperienza impegnativa e dibattuta, guardando soprattutto ai problemi che si ponevano inizialmente.
Since Monday 14 November 2016 a new book collecting the proceedings of the last year International Sport Seminar is available at the Libreria Editrice Vaticana (the Vatican Bookstore). The Seminar was held in the Vatican by the Pontifical Council for the Laity (now Dicastery for Laity, Family and Life). The book of the proceedings is now available in English, and version in Italian and Spanish will be soon available.
“Coaches: educating people” was the title of the Seminar. It was aimed to develop and better understand the important role of coaches in the formation of sports leaders. The goal was to look at sports not only at the level of a hobby, but also at the professional level. In fact, in many places the youth are beginning to earn money and fame at an early age and the coach is often a respected figure that accompanies them during the entire process of formation.
The title of the Seminar was chosen in continuity with the outcomes of the previous seminars. The goal is to give a complete work which can be used to continue this mission at the level of local Churches.
To that end, the conferences chosen for the Seminar were to reflect the most open perspective of sports, so that, the cultural point of view, the diverse levels, and specialties existing in athletic activities could be seen. Thus, it was done in such a way to have participants with both international and diversified profile. In fact, among the one hundred people participating there were IOC members, sports figures, former coaches, instructors, amateur team coaches, and heads of international organisms or Universities’ professionals. Chaplains from numerous Episcopal Conferences and other people belonging to different Christian denominations took part in the seminar.
The proceedings will be very useful not only to the participants but especially to the sport pastoral ministries all over the world, the dioceses and the directors of sport ministry in the Bishop Conferences. They will help to know more and to develop new tools and ideas useful to evangelization and formation of the athletes through the practice of sport.
Le pagine di questo libretto tracciano il ritratto spirituale ed apostolico di san Vincenzo Pallotti. La novità dell'intuizione carismatica di san Vincenzo Pallotti si esprime nell'intrinseca congiunzione tra l'impegno apostolico e la santità. Tutti devono essere apostoli, santi apostoli. In san Vincenzo Pallotti la santità e l'apostolato si fondono, si compenetrano, si sostengono a vicenda. L'esempio di santità apostolica di san Vincenzo Pallotti è un invito ad irradiare con le opere quella carità generosa che fa risplendere l'amore di Dio.
In questa Via Crucis, secondo lo schema tradizionale, le meditazioni e le preghiere sono tratte dall’Esortazione apostolica Amoris laetitia di papa Francesco.
"Con la sua morte Gesù compie un atto d’amore. Il matrimonio è un segno che indica quanto Cristo rende presente tale amore nella comunione degli sposi."
Ad ogni stazione un personaggio della Via crucis prende la parola e ci racconta quello che ha vissuto accanto a Gesù.
Maria di Nazaret, la prima vergine consacrata per il Regno, al momento dell’Annunciazione ha pronunciato con gioioso impegno il suo «sí» obbedienziale a Dio. Egli la rendeva partecipe del suo progetto e mediante lo Spirito la consacrava al Figlio e alla sua missione nel mondo. Da allora, come lei, un grande numero di donne e uomini, mossi dallo Spirito, hanno abbracciato e vissuto la verginità e il celibato per il Regno. La vita consacrata è vera vita cristiana, carica di tutte le promesse ed esigenze di ogni autentica vita credente, si configura come scelta di amore che esalta la libertà, è una realtà di Chiesa che mostra in maniera privilegiata i suoi valori e si realizza in una pluralità di forme corrispondenti all’indole di ciascun Istituto religioso.
Per Joseph Ratzinger e per Jean Daniélou, l'evento unico, irripetibile ed eternamente presente della morte-risurrezione di Gesù Cristo costituisce la luce che illumina il significato del tempo e della storia, rivelando il cuore del Dio Uno e Trino. Da questo punto sorgivo, entrambi hanno cercato una sintesi tra pensiero, liturgia e vita spirituale. In vari modi e in diversi ambiti, il loro pensiero ha interagito con i nuclei centrali del pensiero del secolo XX, specialmente nella ricerca di una sintesi teoretica capace di abbracciare insieme essere e tempo. Purezza di cuore, si direbbe quasi spirito fanciullesco; esperienza della croce e della risurrezione; interesse per la storia come parte fondamentale del metodo teologico; attenzione al cristianesimo dei primi secoli per cercare luci da offrire al mondo contemporaneo: sono alcune delle caratteristiche che accomunano Joseph Ratzinger e Jean Daniélou. Nella prima parte del presente volume si esplorano le convergenze e divergenze del loro pensiero circa la storia e la verità, l'essere e il tempo. Nella seconda parte si sviluppano le conseguenze di queste posizioni nella comprensione delle religioni, nella liturgia, e nella missione della Chiesa.