Il testo si presenta come un possibile percorso, attraverso un dialogo con Paul Beauchamp, che conduce verso una maggiore comprensione di ciò che è stata definita esegesi esistenziale: restituire al lettore la responsabilità e la dignità di interprete, tanto del testo biblico quanto della sua vita. "...Questo lavoro si distingue sia per una accentuata conformità al tenore dell'opera dell'autore amato e studiato, sia per una sorta di pratica diffusa di rendicontazione di una attività in corso, per la quale la denominazione provvisoria di esegesi esistenziale risulta quantomai appropriata non solo per Beauchamp ma per l'autrice stessa. Il lettore italiano che verrà così a contatto con il famoso biblista d'Oltralpe o il giovane studioso che desideri approfondire la conoscenza di un nome o di un commento che ha potuto appena sfiorare e per cui ha provato curiosità, potrà entrare in quell'opera e in quel mondo con immediatezza e con i riferimenti essenziali" (dalla Prefazione di Gian Domenico Cova).
Due dei più noti studiosi italiani di liturgia si interrogano, a partire da prospettive differenti, su chi sia l'uomo della liturgia, su quale affinità esistenziale esista tra l'uomo di oggi e il «fatto» della liturgia cristiana. Queste pagine, nate da conversazioni tenute a giovani universitari, offrono ad ogni lettore interessato e in ricerca un'introduzione chiara e autorevole alla liturgia e alla ricchezza antropologica di cui essa è maestra.
Uno sguardo dentro la stanza di terapia, per cogliere nel loro svolgersi le azioni del prendersi cura. Accogliere, sospendere il giudizio, ascoltare empiricamente, offrire sostegno alla persona nella esplorazione di nuove possibilità, co-creare: questo e molto altro è il nucleo del prendersi cura, fatto non solo di pensieri e parole, ma anche di sguardo, voce, emozioni, immaginario, corporeità.
Forse è alle cose semplici che dobbiamo rubare il segreto della serenità. Così tutte le mattine la vita ci viene incontro timida e scalza, allargandoci le braccia. Questo libro è il diario di viaggio di un
prete con i suoi parrocchiani: nato nel più umile dei modi, racconta storie di periferia. Quando il cuore è colmo, su ogni ora che si consuma si può spendere un pensiero, più spesso una preghiera.
Il sospetto è che qualche volta Dio ci visiti, sotto mentite spoglie, senza che nemmeno ce ne accorgiamo.
L'edificio di culto è la più visibile raffigurazione che ogni tradizione religiosa offre di se stessa nello spazio pubblico: dal punto di vista teologico ed ecclesiologico, vi è un nesso inscindibile tra la coscienza che la chiesa ha di se stessa e l'immagine che dà di sé. Di queste tematiche offrono un esauriente approfondimento i contributi raccolti negli atti del XIV Convegno liturgico internazionale di Bose.
Cos’è la tenerezza? come spiegare quel piegarsi di un cuore verso un altro cuore? e soprattutto, siamo ancora capaci di tenerezza?
Lo abbiamo chiesto a Chandra Livia Candiani, forse perché solo un poeta può accompagnarci nella comprensione del nostro sentire e riesce a dare parole a quelle sfumature del cuore per noi difficili da interpretare.
Chandra Livia Candiani
È nata nel 1952 a Milano dove vive.
Ha pubblicato: Io con vestito leggero, Campanotto (2005); La nave di nebbia. Ninnananne per il mondo, La biblioteca di Vivarium (2005); Bevendo il tè con i morti, Interlinea (2015); La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore, Einaudi (2014) vincitore premio Camaiore 2014; Ma dove sono le parole? a cura di C.L. Candiani con A. Cirolla, Effigie edizioni (2015); Fatti vivo, Einaudi (2017). Traduce testi buddhisti e libri per bambini, conduce seminari di poesia nelle scuole elementari delle periferie milanesi, nelle case alloggio per malati di aids e per i senza casa. Guida gruppi di meditazione.
Il discorso sulla Chiesa è sempre attuale, sia quanto alle sue origini, sia quanto alla sua natura, sia quanto alla sua esistenza... Questa "Sintesi" aiuta a mettere a fuoco le delicate questioni che riguardano la Chiesa (natura, fondamenti, struttura, uffici, caratteristiche, ecc.), con particolare riferimento al documento conciliare Lumen Gentium.
Il volume raccoglie i commenti che l'Autore scrive per la rubrica del settimanale "Il Mio Papa" alle Omelie che Papa Francesco pronuncia la mattina a Santa Marta. Commenti di cui non vi sarebbe davvero bisogno, data la grande attitudine giornalistica di Papa Bergoglio, tale da fare invidia a qualsiasi titolista di un importante giornale. Resta tuttavia l'esigenza di "personalizzare" la sua parola, di ricondurla al proprio contesto familiare, sociale, psicologico e culturale. Il richiamo più efficace è quello capace di creare un eco, un rimbalzo da persona a persona, un passaparola dello spirito. Una raccolta composta di brevi citazioni del Papa integrate non solo dal commento dell'autore, ma anche da immagini e didascalie che diano più concretezza al testo o riscoprano radici dimenticate. Il messaggio di un Papa è sempre universale. Il nostro orecchio, la nostra mente, e il nostro cuore lo riporta però alle situazioni che stiamo vivendo. Ed è naturale che sia così. Per parte sua l'Autore ha cercato di aiutare questo lavoro interiore: rendere soggettivo un richiamo universale affinché possa muovere l'attenzione di altre persone sulle gioie e i dolori di cui si è protagonisti e testimoni.
Per far fronte a una società di soggetti autointeressati, un certo liberalismo ha cercato dei meccanismi giuridici che consentano di fare a meno delle virtù dei singoli. Ma questa concezione non pare risolvere vari problemi che attanagliano diverse società: per esempio garantire più libertà, ma anche più controlli (per contrastare terrorismo e criminalità); favorire la coesione e la solidarietà fra le persone, ma anche rispondere alle esigenze non di rado confliggenti dei singoli, che a volte rivendicano insaziabilmente diritti nei confronti degli altri e dello stato. La crisi delle democrazie deriva dalla mancanza di un ethos in grado di sorreggerle e dal dilagante individualismo. Risulta oggi imprescindibile promuovere le virtù civili e la diffusione di motivazioni a perseguire il bene comune anche quando contrasti con il proprio vantaggio. La principale sorgente di fioritura umana e sociale e di virtù civili sono le comunità umanizzatrici, e il loro inestimabile vivaio, nonché il fondamento cruciale della società, è la famiglia (come già sottolineavano Aristotele, Cicerone, Locke, Hegel e tanti altri). E dunque interesse intrascendibile dello stato (anche per il liberale Rawls) promuovere questo istituto, che è una componente decisiva del bene comune politico. E va rilanciata un'antropologia relazionale (Tommaso d'Aquino): la vita associata è un elemento cruciale del bene di ciascuno.
Facciamo le tabelline: 2 x 2 = 4, poi 5 x 5 = 25 e dopo 7 x 7 = 49; e invece 70 x 7 è un po' meno facile, ma vi si arriva: è 490. È l'unica volta in cui Gesù invita ad un'operazione matematica. Ma perché e soprattutto per quale motivo? Per il perdono, sì proprio su questo tema, facilissimo da capire ma difficile da attuare: è come un pugno nello stomaco, quando pensiamo alle facce di coloro ai quali dovremmo perdonare. Ma Gesù non vuole metterci in difficoltà, anzi desidera liberarci dai pesi interiori, cioè liberare la nostra libertà.
La storia dei battisti italiani sembra avere creato un risultato irreversibile: un certo tipo di uomini e di donne, un certo tipo di strutture democratiche, delle chiese locali e dei raggruppamenti di chiese regionali e una struttura nazionale chiamata Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia (UCEBI), di cui ora tracciamo la storia organizzativa dai primi stadi fino al consolidamento definitivo. Ha creato inoltre un certo tipo di pensiero e di prassi, insomma ha dato come risultato un'identità cristiana definibile e visibile.
Il volume tratta del movimento pentecostale in Italia presentandone in breve la storia e l'identità dot- trinale. L'analisi si approfondisce per il periodo che va dal 1935 al 1955, cioè il ventennio di vigenza della circolare Buffarini Guidi che vietava questo culto in quanto lesivo dapprima alla 'razza' (in età fa- scista), quindi alla 'salute' (in età repubblicana). La costituzione delle Assemblee di Dio in Italia e la loro lotta per la libertà religiosa, facendo valere la recente Costituzione, costituisce una bella pagina della storia non solo dell'evangelismo ma dell'intera società italiana di quegli anni. L'autore, avvalendosi di fonti archivistiche e bibliografiche, intreccia gli eventi di storia del pentecosta- lesimo con quelli della vita culturale, politica e sociale dell'Italia in un momento di grandi sconvolgi- menti postbellici. In breve: una vicenda di cui essere fieri.