Già Pasolini, in tempi non sospetti, aveva inquadrato il nuovo potere globalista come «il più violento e totalitario che ci sia mai stato: esso cambia la natura della gente, entra nel più profondo delle coscienze». E non è un caso se si era spinto a parlare, con lucida lungimiranza, di «genocidio culturale». Mascherandosi dietro un multiculturalismo di facciata, che è solo la riproposizione infinita dello stesso modello politically correct, la civiltà globale in cui viviamo non accetta infatti differenze. Esiste un unico profilo consentito: quello del consumatore sradicato, indistinguibile dagli altri, senza identità né spessore culturale. Per usare le parole di Fusaro, il globalismo si fonda su un'inclusione neutralizzante: «in nome del mercato unificato, opera affinché ogni ente si muti in merce liberamente circolante, senza frontiere politiche e geopolitiche, morali ed etiche, religiose e giuridiche». In quest'ottica distorta, ogni tradizione è sacrificata sull'altare del finto progresso turbocapitalista, che vuole «non popoli radicati nella loro storia e nella loro terra, né soggettività dall'identità forte e capaci di opporre resistenza, bensì consumatori dall'io minimo e narcisista, con identità liquide, gadgetizzate ed effimere». Acquirenti indistinti cui vendere ovunque la stessa illusione. Come possiamo opporci a quest'imperante «eterofobia»? Recuperando e difendendo il valore della nostra identità, che si definisce solo nel dialogo con le differenze dell'altro. In questo saggio acuto e provocatorio, la voce critica di Diego Fusaro ci invita dunque a riappropriarci delle nostre radici; a rieducarci - e rieducare soprattutto i più giovani, condannati a un futuro precarizzato che rischiano di accettare supinamente - al «sogno di una cosa», come diceva Marx. All'immagine di un futuro meno indecente di quello che ci vede solo come merce tra le merci.
«Benvenuti a casa nostra! Siamo in sette e non abbiamo un cane, nemmeno uno piccolo, perché non siamo ancora riusciti a convincere papà e Therese. Due genitori e cinque bambini dai quindici ai due anni. Qui non ci si annoia mai e il caos regna sovrano.» Gigi e Anna Chiara, inquieti e innamorati, saggi e scombinati, hanno già quattro bambini quando decidono di raccontare la loro vita movimentata nel romanzo Ci vediamo a casa. Mentre il volume va in stampa, diventando ben presto un piccolo cult per migliaia di coppie e di famiglie, i due scoprono di aspettare il quinto figlio. Fin dall'inizio le cose non sono facili come le altre volte, ma mamma e bambino si dimostrano tenacemente attaccati alla vita. Quando Giorgio Maria nasce, la sua tempra è confermata da un sorriso senza fine e dalla sindrome di Down. Mamma e papà in un'alba di complicità rafforzano il loro patto di ferro e continuano a bisticciare e a ritrovarsi. Mentre i fratelli, alcuni dei quali alle prese con l'adolescenza e i suoi terremoti, litigando e discutendo, si coalizzano solo per prendersi cura di Giorgio Maria, come un affiatato team di fan sfegatati. Così inizia la nuova avventura della famiglia capace ancora una volta di farci ridere, piangere, discutere e sperare.
Il testo è articolato in tre parti distinte, anche se chiaramente conseguenti: la prima tratta gli scenari della competizione internazionale; la seconda le strategie e l'organizzazione dell'impresa nel contesto internazionale; la terza approfondisce le principali problematiche manageriali specificatamente connesse alla competizione nei mercati esterni. Il libro approfondisce i fenomeni del management internazionale divenuti in questi anni di maggior rilievo, in particolare: il ripensamento dei modelli di business in chiave internazionale; l'affermarsi di modelli organizzativi "a rete", di dimensione internazionale e con il coinvolgimento anche di soggetti esterni al Gruppo; il conseguente problema della gestione delle relazioni tra i nodi di tale rete; l'evoluzione dei ruoli e della modalità di interazione tra corporate e controllate estere; la gestione "sostenibile" a livello internazionale; la gestione del capitale umano all'interno di Gruppi diffusi in contesti economici (ma anche sociali e culturali) differenti; la gestione delle tante "diversità" che devono coesistere in un'organizzazione internazionale; il difficile equilibrio tra standardizzazione e adattamento locale delle politiche di offerta e delle altre politiche di marketing; lo sviluppo della global supply chain; la definizione e implementazione della strategia di "sostenibilità" ambientale e sociale a livello internazionale; la valutazione dei progetti di investimento in aree geografiche estere e la presenza sui mercati finanziari internazionali per ottimizzare la raccolta delle risorse finanziarie. Nel testo sono presentati casi ed esperienze aziendali, finalizzati a fornire al lettore un riscontro concreto alle riflessioni concettuali e alla descrizione degli strumenti gestionali.
Questo volume si propone come punto di riferimento per i professionisti di corporate communication e relazioni pubbliche descrivendo l'evoluzione raggiunta dalla professione di comunicazione e il ruolo sempre più strategico che essa svolge nel supportare le organizzazioni a perseguire la loro missione e a raggiungere i loro obiettivi economici e sociali. Nel testo vengono trattati in modo approfondito i metodi e le competenze tecniche, professionali, consulenziali, manageriali e anche imprenditive sempre più indispensabili al professionista di comunicazione. Sono inoltre analizzate le competenze, gli strumenti e le tecniche necessarie per svolgere i più importanti servizi specialistici come la comunicazione della responsabilità sociale, la comunicazione interna, la comunicazione nelle situazioni di crisi, i public affairs, advocacy e lobbuing, la comunicazione di marketing e la comunicazione internazionale. Infine, si affrontano due temi particolarmente rilevanti per le dimensioni imprenditoriale e manageriale della professione: la creazione e cura del contenuto narrativo d'impresa e la valutazione e misurazione dei risultati della comunicazione. Questo volume risponde alle esigenze formative degli studenti e a quelle di aggiornamento dei professionisti, giovani e meno giovani, che vogliono adeguare la loro preparazione al ruolo sempre più strategico e tecnicamente complesso che la comunicazione tende ad assumere nelle organizzazioni. Si rivolge in particolare a coloro che sono interessati ad approfondire metodi, strumenti e tecniche della professione di comunicazione necessarie per svilupparne non solo le dimensioni operative, ma anche quelle strategiche, manageriali e imprenditoriali.
Una raccolta illustrata delle storie più belle dell'Antico e del Nuovo Testamento: la creazione, Adamo ed Eva, Noè e l'arca, Mosè e le Tavole della Legge, la nascita di Gesù, le parabole, miracoli e la Passione. Lodovica Cima ripercorre le vite, i viaggi, gli incontri, gli insegnamenti, le peripezie, la fede dei personaggi più importanti della Bibbia, grandi profeti ma anche uomini e donne comuni le cui gesta hanno attraversato i millenni. Età di lettura: da 7 anni.
Gli amici del cuore trascorrono le giornate sempre insieme: giocano, si divertono, vivono avventure e intanto imparano parole nuove. Insieme cercano anche il segreto dell'amicizia, ma forse lo conoscono già. Per gli amici del cuore ogni giorno è un giorno speciale! Età di lettura: da 4 anni.
Aggiornato alle ultime novità legislative e giurisprudenziali, il manuale offre un panorama articolato ed esaustivo dell'ordinamento costituzionale italiano. Vengono descritti in dettaglio i principali istituti, di cui si illustrano il funzionamento, i rapporti reciproci e la evoluzione nel tempo, senza mai tralasciare l'inquadramento storico-istituzionale. Sono forniti inoltre gli elementi essenziali dell'ordinamento internazionale e del diritto dell'Unione europea. Un ampio apparato di materiali utili per lo studio integra la trattazione. Edizione digitale su Pandoracampus.
I tempi sono cambiati. In passato, un'azienda poteva scegliere per quali problemi impegnarsi. Oggi non è più così. I consumatori, in particolare Millennial e Generazione Z, chiedono a gran voce alle imprese di essere le protagoniste del cambiamento del mondo e del tentativo di risolvere i problemi più urgenti che affliggono la società. Crisi di fiducia, emergenza climatica, disparità di reddito, correttezza verso i collaboratori, diritto alla salute e all'istruzione, riscaldamento globale, discriminazioni, impronta ambientale dei singoli e delle imprese sono diventati nel volgere di un decennio i temi centrali su cui ogni azienda è chiamata a rispondere, prendendo posizione e mettendo in gioco la propria reputazione. Che cosa vuol dire tutto questo? Essere brand activist. E se è vero che la dichiarazione del purpose non basta più ed è necessario passare all'azione, Brand Activism è il testo per capire quali strategie le aziende devono mettere in atto per trasformare i valori del bene comune e della sostenibilità da semplici slogan ad azioni concrete. In questo libro, Philip Kotler e Christian Sarkar mostrano alle aziende come passare dall'assunzione di responsabilità sociale all'azione e dall'azione alla sua narrazione. Passaggi decisivi per affermarsi in un mondo in cui la reputazione è divenuta la moneta di scambio da cui tutto il resto dipende. Passaggi realizzabili aderendo al brand activism. Gli autori spiegano come fare grazie a un'analisi che, partendo dalla spiegazione di tutti gli aspetti di interesse aziendale e passando attraverso diverse prospettive (il brand activism rivolto ai manager, ai collaboratori, ai clienti), arriva alla definizione di una strategia d'impresa, volta a rendere ogni azienda protagonista di uno sviluppo sostenibile. Completano questo excursus le "voci dal fronte" più interessanti e autorevoli, testimonianze dirette di cosa significhi oggi essere brand activist. Prefazione di Paolo Iabichino.
la differenza tra la donna e l'uomo e la nuova identità della donna sono due questioni oggi prioritarie, non solo in ambito socio-culturale, ma anche nella comunità ecclesiale.
Partendo da questi assunti, l'Autrice indaga sul ruolo e la missione delle donne nella Chiesa, colte nella loro differenza con gli uomini ma anche tra loro, alla luce della teologia e prima ancora dell'antropologia illuminata dal Vangelo.
La riflessione sulla differenza all'interno del genere femminile apre ai temi come l'esperienza religiosa, il dialogo interreligioso e la fraternità, la sonorità appunto, ma anche la coscienza, l'etica e le neuroscienze, e infine affronta argomenti concreti come la corporeità, la maternità, la gravidanza, dov può fare irruzione in un modo del tutto unico e speciale la ricchezza della vita e la concretezza dell'umano.
«Leggendo questi testi di Paolo VI, sempre così intensi e accurati, mi sono confermato nella persuasione che i preti abbiano bisogno d'altro, rispetto a quello che si raccomanda o si pretende. I preti hanno bisogno di stima. Esprimono il meglio di sé non quando sono tesi e guardinghi per difendersi dalle critiche, ma, come tutti gli umani, quando avvertono intorno a sé l'atteggiamento benevolo che apprezza la loro presenza, che riconosce l'essenziale della loro missione. Le parole di Paolo VI si possono forse anche riassumere così: una lunga, convinta, commovente attestazione di stima per i preti a cui si rivolge.» (Dalla Prefazione)
San Paolo VI è un grande profeta del nostro tempo. I meriti di questa eccezionale personalità sono molteplici. Questo libro ne focalizza uno in particolare, che riguarda la difesa che Papa Montini ha fatto, con lucidità e coraggio, della fede cattolica. Il suo grande merito fu quello di aver compreso che il problema di fondo della Chiesa, nella temperie della modernità, era quello di preservare il deposito della divina Rivelazione ad essa affidato.
Pur in mezzo a contestazioni e ad attacchi da parte di élites intellettuali che avrebbero dovuto sostenerlo, San Paolo VI combatté coraggiosamente la sua battaglia in difesa della fede e una delle sue iniziative più efficaci fu la solenne Professione di fede pronunciata nella basilica di San Pietro il 30 giugno 1968. A chi negava la verità rivelata e subdolamente operava per un pantheon religioso universale, il Pontefice opponeva il Credo cattolico, approfondito in tutti quei passaggi dottrinali che venivano messi in discussione.
Nell’attuale clima di «autodissoluzione della fede» e di «apostasia silenziosa», il Credo di Paolo VI, arricchito dagli insegnamenti del Catechismo della Chiesa cattolica, rappresenta una guida necessaria per non smarrire il cammino della verità e tenere accesa la lampada della fede mentre si estendono sempre di più le tenebre della menzogna.