Dopo oltre un ventennio di lavori preparatori, Hubert Jedin, studioso di fama internazionale nel campo della storia della chiesa, presentava nel 1949 il primo volume della Storia del concilio di Trento, subito tradotto da Morcelliana e continuamente ristampato. Il volume è diviso in due parti: la prima - Concilio e riforma dal concilio di Basilea al quinto concilio Lateranense - tratta del sec. XV, valorizzando molte fonti inedite; la seconda - Perché così tardi? La storia precedente al concilio di Trento dal 1517 al 1545 - è interamente dedicata alle complesse e appassionanti fasi della "lotta per il concilio" nel primo quarto del sec. XVI, mentre nasce e si consolida la grande scissione religiosa protestante, e delinea una ricca panoramica degli avvenimenti ecclesiastici e delle controversie delle potenze dell'epoca.
Nella nostra epoca si percepisce come esaurita una certa fase storica. Questo "esaurimento" si manifesta primariamente come crisi delle Chiese istituzionali, afflitte da perdita di autorità, di credibilità, di capacità di orientare, ma si estende a una più ampia crisi di fiducia nella società. Jürgen Werbick ci invita ad andare oltre: indica un cammino che richiede coraggio, ma che è divenuto ineludibile. Egli propone anzitutto una severa analisi della condizione attuale del cristianesimo, riconoscendo che la "clericalizzazione" della fede biblica è giunta al termine e che la liberazione della fede da un sistema di Chiesa autoreferenziale è già iniziata. Una serie di domande urgenti risuonano lungo il testo: Che cosa non va gettato via? Che cosa va compreso in modo nuovo, più biblico, più umano? Che cosa è stato falsificato nel corso della storia e ora, purificato, deve riemergere in primo piano? La comprensione unidimensionale della tradizione e l’assolutizzazione del ministero gerarchico hanno imprigionato la fede, annota il teologo tedesco. Egli allora propone una Chiesa partecipativa, che vive una comunione di mutua dipendenza e servizio, nella quale Dio si comunica mediante lo Spirito attraverso al condivisione dei carismi. Questo libro incoraggiante offre una prospettiva di speranza, stimolando discussioni e dibattiti sulle cose che oggi sono davvero determinanti per essere cristiani. È un invito a riscoprire la vocazione più profonda del cristianesimo in un tempo di crisi, a camminare con Dio, a osare una fede che non teme l’ignoto e trova la sua forza nella debolezza e nella solidarietà con i poveri.
Una meditazione profonda sulla Passione di Cristo, dove ogni ora diventa incontro e preghiera. Nelle pagine della serva di Dio Luisa Piccarreta, la Passione è l’estrema dichiarazione d’amore di un Dio che sceglie di farsi vicino, di farsi dono. Rivivendo, ora dopo ora, gli ultimi momenti della vita di Gesù, il lettore scopre che egli assume il dolore per raggiungere ogni cuore, trasformando ogni ferita in un «ti amo» potentissimo. Ogni ora diventa un incontro, un abbraccio, una promessa che si compie nel mistero della risurrezione di Cristo, vincitore del male, del peccato e della morte. Non è solo un testo da leggere: è un cammino, un’esperienza che tocca l’anima, risveglia la compassione, apre alla grazia e invita a lasciarsi amare e guarire. Queste pagine rivelano la forza dell’amore misericordioso e gratuito di Dio.
Il XXXIV volume della collana Catechesi in immagini, curato da Monsignor Martinelli, delinea in modo sistematico la natura e le esigenze della fede cristiana. L’Autore insiste sul fatto che la fede non è uno stato statico, ma un cammino dinamico (odós) che richiede una continua conversione del cuore e uno sviluppo verso una vera "fede adulta". Questo percorso è fondato su un incontro personale e totalizzante con Cristo, reso possibile dall’ascolto umile della Parola di Dio (fides ex auditu). Un tema fondamentale è l’inscindibilità tra Cristo e la Chiesa, che funge da madre, maestra e unica comunità in cui l’incontro salvifico può avvenire pienamente. La fede matura richiede l’impegno a resistere alle "mode" secolari e a vivere in fedeltà al Magistero ecclesiale (sentire cum Ecclesia). Infine, il libro evidenzia che la comunicazione della fede si realizza in modo efficace non solo attraverso le parole, ma tramite l’esperienza diretta e la testimonianza coerente della vita trasformata. Un testo unico per tornare alle radici della fede.
Ernesto Buonaiuti - prete scomunicato per la sua posizione modernista e personalità rilevante della cultura italiana del Novecento - morì il 20 aprile del 1946; qualche mese prima riuscì a dare alle stampe un'autobiografia (Pellegrino di Roma. La generazione dell'esodo) destinata a orientare le letture postume della sua figura, in positivo e in negativo. Annibale Zambarbieri la lesse nel 1964, in pieno concilio Vaticano II, quando Pellegrino di Roma fu riproposto nel tentativo di stabilire una connessione tra modernismo e rinnovamento conciliare. Quindici anni dopo, il libro che ora si ristampa fu pubblicato da Morcelliana. A proposito restano validi i giudizi formulati dallo storico e sociologo francese Émile Poulat: è un testo tanto «esemplare e scrupoloso», quanto «nuovo e definitivo». Preceduto da una nuova Premessa dell'autore che colloca la ricerca nel contesto in cui nacque, continua a occupare negli studi su Buonaiuti il posto che gli attribuì Poulat: «In una produzione abbondante, è raro trovare un'opera di qualità così alta». (Francesco Mores). Prefazione di Giacomo Martina.
Un nuovo vocabolario per la spiritualità di oggi. Dalla A di Amore alla Z di Zero, passando per Dio, Giuda, Quarantena, Occidente, Peccato, Vergogna. Un prete eremita e un poeta si gettano a capofitto nel vocabolario, risignificando parole consunte dall'uso e svuotate, ridotte a ricamo televisivo, a sentimentalismo stantio o ad atto di guerra. Giocando all'alfabeto, Davide Brullo e Alessandro Deho', da inadatti e ingenui, con la ferocia dei felici, percorrono le estremità del sacro, guardando là dove non si deve, nei luoghi oscuri, ostili del Vangelo, nelle stimmate del nulla. In questo Nuovo Alfabeto del Sacro si entra a piedi nudi, con le candele sui polsi. Certi che varcare la soglia di alcune parole è un atto di disobbedienza, di libertà.
Riflessione di grande acutezza e spessore intellettuale sulla dimensione della festa per il cristiano e la comunità dei credenti. Spaziando dalla Scrittura alle serie tv, dalla letteratura alla cronaca, l’autore traccia una meditazione a tutto campo sul valore antropologico della festa, indicandola come evento da riscoprire, anche in chiave culturale, per vivere in pienezza la fede cristiana, che si fonda sulla gioia della Resurrezione di un morto.
L’originalità di questo libro consiste nell’analisi della comprensione agostiniana dell’essere responsabili: ogni persona deve "rendere conto" del proprio operato. Agostino rivelò questo profondo senso del dovere attraverso la sua predicazione. In questo libro vengono affrontate questioni riguardanti la relazione che univa Agostino alla comunità a lui affidata, indagando al contempo anche la relazione unificante tra Agostino e Dio. Questo testo offre una nuova prospettiva nell’ambito della spiritualità, mostrando come il "rendere conto" emerga come un tema importante nell’esplorazione della spiritualità agostiniana.
La tendenza suscitata dal progetto di una meditata riappropriazione sapienziale dell’ethos della finitezza sollecita la teologia del cristianesimo a mettersi alla prova di letture difformi - non necessariamente ostili o negative - della sua stessa tradizione veritativa e del suo repertorio simbolico, nel solco di una stimolazione già in atto ad opera di alcuni intellettuali di riferimento della cultura laica. A partire dall’esplorazione analitica del pensiero di quattro autori (F. Jullien, S. Natoli, W. F. Otto e J.-P. Vernant) il saggio si orienta verso la riconsiderazione di un Umanesimo non estraneo alla drammatica teologale del sacro. Prefazione di Pierangelo Sequeri.
Lo strumento liturgico più completo ed economico. UNO STRUMENTO INDISPENSABILE Per la preghiera personale. Per la preghiera comunitaria. Per la messa quotidiana. Per ritiri di preghiera, celebrazioni, gruppi di catechesi. Per celebrare l'Eucaristia in ogni occasione. UNICO PERCHÉ Ogni mese, giorno per giorno, i testi della santa messa e la liturgia delle ore. Il rito completo della messa. Il commento alle letture. Una ricca raccolta di preghiere del cristiano grafica chiara con simboli per ogni sezione. Testo a caratteri grandi facilmente leggibile. TUTTO A PORTATA DI MANO Il calendario liturgico. Benedictus e Magnificat. Le antifone per la preghiera della Compieta.
Il XXXV volume della collana Catechesi in immagini, curato da Monsignor Martinelli si propone di aiutare ogni fedele a prendere maggiore consapevolezza della necessità impellente, che è insita in ogni credente in Cristo: condividere con gli altri il dono ricevuto, la fede in Cristo. L’Autore insiste sul fatto che ogni cristiano è chiamato a testimoniare ad altri la gioia del Vangelo, nella vita quotidiana, con parole e gesti. La fede, infatti è un dono da condividere, perché cresce quanto più lo condividiamo. Un tema fondamentale del libro è l’"annuncio": chi annunciamo? Come annunciamo? Chi annuncia? La risposta imprescindibile è una sola: annunciamo Gesù Cristo.
Educare a una pace disarmata e disarmante invita a riscoprire la centralità di Cristo "nostra pace" in ogni annuncio e impegno per promuovere la riconciliazione e la concordia, e si inserisce nel solco della Dottrina sociale della Chiesa, con un’analisi attenta della situazione attuale segnata da numerosi conflitti; dall’"inutile strage" di persone, per lo più civili e bambini; da una mentalità che rincorre la strategia della deterrenza degli armamenti, che può cambiare l’economia e la cultura dei nostri Paesi; da una violenza diffusa che rischia di diventare una cultura che affascina soprattutto i più giovani. Per questo, è necessario un rinnovato annuncio di pace al quale la presente Nota può offrire un contributo.