Al confine tra Lugano e Paradiso, Casa Santa Birgitta è stata fin dalla fondazione, nel lontano ottobre 1924, luogo di accoglienza sia per coloro che venivano da lontano in cerca di un tranquillo e accogliente rifugio dove soggiornare, sia per gli abitanti del quartiere che vi trovavano un sicuro punto di riferimento. In seguito, l'ospitalità e l'accoglienza delle Suore Brigidine si sono coniugate con la loro vocazione all'ecumenismo. Un legame tra passato e futuro, nella fedeltà al carisma ecumenico e missionario della fondatrice, secondo lo spirito di santa Brigida. A noi resta il compito di attingere da questi cento anni di storia i valori e gli ideali, gli stimoli e i talenti da far fruttare perché questa presenza nel cuore del Ticino e della diocesi di Lugano continui a essere testimonianza di fede e di impegno nella carità e nel dono di sé.
La biografia di uno dei mistici più grandi dei nostri tempi: il servo di Dio don Dolindo Ruotolo (Napoli 1882-1970). Mistico, confessore assai richiesto, riferimento, in vita, di moltissime persone, ancor di più ora che la sua devozione si sta diffondendo nel mondo assieme al suo "Atto di abbandono" e aumentano le grazie. Con la sua esistenza di obbedienza e dolore, con il suo "Atto di abbandono" alla suprema bontà e volontà del Padre, ci ha indicato la strada verso la santità. È diventato risposta e sostegno per molte persone. E continua ad esserlo anche dopo la sua morte. Questo avvincente libro presenta ai lettori la straordinaria vita del sacerdote napoletano. Il messaggio di Don Dolindo Ruotolo è più attuale che mai. Il libro rivela l’eredità spirituale di Don Dolindo, un’eredità preziosa per chi cerca risposte e conforto.
Francesco Faà di Bruno (1825-1888), ufficiale, poi matematico e astronomo, voluto da Vittorio Emanuele II come precettore dei suoi figli, infine sacerdote, beatificato nel 1988 da Giovanni Paolo II, emerge nel panorama ottocentesco come figura ricca di ingegno, di cultura e di pietà. Nel contesto risorgimentale delle durissime persecuzioni contro la Chiesa, quasi a smentire il luogo comune secondo cui i cattolici formino un'entità a sé, carente di senso civico e delle istituzioni, Faà di Bruno mostra invece come l'esperienza di fede esalti il senso di appartenenza a un popolo e a una nazione, consentendo al tempo stesso che la libertà di iniziativa personale e sociale non sia subordinata all'autorizzazione dello Stato. Il beato è infatti ricordato per le sue grandiose opere di carità a favore degli anziani, dei poveri, dei malati, delle cameriere, delle prostitute...
San John Henry Newman (1801-1890), uno dei più grandi pensatori cristiani dell’Ottocento, sarà annoverato tra i Dottori della Chiesa da papa Leone XIV il 1° novembre 2025. Appassionato ricercatore della verità e convertito al cattolicesimo (1845), egli «diventa oggi un faro sempre più luminoso per tutti quelli che sono alla ricerca di un preciso orientamento e di una direzione sicura attraverso le incertezze del mondo moderno» (Paolo VI, 1975). Le sue opere arricchiscono la teologia, il suo cammino illumina le coscienze, la sua persona viene già venerata in tutta la Chiesa. Non sorprende, quindi, che il Santo Padre lo proclamerà Dottore della Chiesa universale. Il presente volume, di facile lettura, intende anzitutto offrire un breve tratto biografico e teologico di Newman. Fa poi sentire la sua chiara ed equilibrata voce su alcune questioni cruciali della vita ecclesiale: lo sviluppo della dottrina cristiana, la testimonianza dei fedeli, l’unicità della Chiesa, il significato della coscienza, le caratteristiche di un cuore apostolico. Appare così la straordinaria attualità della vita e del pensiero di questo teologo santo. Come scrisse l’allora cardinale Ratzinger nel 1990: «Newman appartiene ai grandi dottori della Chiesa, perché egli allo stesso tempo tocca il nostro cuore e illumina il nostro pensiero».
A Montefano c’è una sorta di cantiere a cielo aperto. Si è autorizzati a pensare a lavori (pubblici) sempre in corso, ma queste pagine raccontano di altre prospettive. Il "cantiere" potrebbe essere metafora del Centro biblico in cui da oltre trent’anni vive e opera padre Alberto Maggi. Per alcuni è una sorta di culla dell’eresia, per altri un prezioso luogo in cui nutrire una fede adulta. Lì la gente arrivava e arriva, da ogni paese, da ogni luogo. Un tam tam che si è prolungato, rafforzato negli anni, creando come un’onda di energia che continua a stupire gli stessi frati che compongono questa piccola comunità. Quando chiedi a padre Alberto come si spiega questo fenomeno, lui sorride, alza le braccia e risponde: «È la fantasia del padreterno…». Da qui, da questa certezza e da questo luogo inizia il racconto della vita di Alberto Maggi. «Di lui si possono dire mille cose», afferma l’autore. «Ho pensato che quelle più interessanti, una sorta di sinossi della sua vita e del suo pensiero, potessero essere raccolte in un libro-intervista. Eccolo!».
In un tempo in cui è sempre più raro leggere belle storie, capaci di rincuorare e aprire orizzonti di speranza, Filantropia Attiva Italiana desidera dar voce alle diverse realtà sociali incontrate in sei anni di vita. E lo fa direttamente lasciando la parola ai protagonisti: presidenti, fondatrici, veri e propri imprenditori che con coraggio scelgono ogni giorno di valorizzare persone e territori, a vantaggio di chi è più vulnerabile. Perché è possibile fare impresa in modo etico, sostenibile, rispettoso. Che si tratti di una cooperativa sociale o di un’associazione, di una fondazione o di un’impresa sociale, la ricchezza di queste storie è il crocevia senza il quale FAI non sarebbe ciò che è oggi. Grazie alla testimonianza delle persone che, in varie situazioni di disagio, hanno ritrovato la strada del riscatto, il racconto assume i lineamenti dei volti incontrati, carichi di emozioni e soddisfazione per un futuro ritrovato. Insieme. «Un’associazione dedita alla salute dei bambini, una cooperativa sociale per l’inserimento lavorativo di persone con disabilità intellettive, una realtà a servizio dei rifugiati, un fondo di impact investing, un’impresa sociale che forma e dà lavoro a giovani artigiani, una sartoria sociale per donne in situazioni di vulnerabilità, una scuola professionale nel territorio napoletano, un progetto per l’inserimento lavorativo di persone detenute. Tutte storie affascinanti e in continuo divenire. Perché non raccontarle? Sono attività d’importanza fondamentale per andare incontro alle necessità di persone fragili, per favorire una società più inclusiva e, non da ultimo, per promuovere una migliore tenuta sociale del nostro Paese.» (Giulio Litta Modignani, fondatore e presidente di Filantropia Attiva Italiana)
"Calvary in China" ripercorre con tratto autobiografico l'esperienza missionaria in Cina del sacerdote americano Robert W. Greene durante l'ascesa del Comunismo e l'instaurazione della Repubblica Popolare Cinese nel secolo scorso. Padre Greene dalla stanza in cui venne imprigionato assistette impotente ai processi popolari, alle campagne di indottrinamento e alla feroce persecuzione dei suoi parrocchiani, vittima lui stesso della violenza del nuovo regime. Ci lascia una toccante testimonianza di fede e il commosso ricordo di tanti cinesi coraggiosi che pagarono per la propria fede e il desiderio di libertà. Prefazione di Gianni Criveller.
Quali sono le motivazioni che spingono a usare sostanze e soprattutto a continuarne l'uso quando questo diventa dannoso? Quali sono le ragioni che inducono uomini e donne a perseverare in comportamenti che li costringono a dipendere sempre più come peril gioco d'azzardo, l'internet addiction o altro? Come riconoscere quando inizia un problema di dipendenza e quando riuscire ad affrontarlo per sciogliere quei "legami" nei quali le vite sono rimaste in ostaggio? Queste sono alcune domande a cui il testo cerca di dare delle risposte guardando all'uomo e alla donna nel profondo. Sullo sfondo è presente il pensiero e l'opera di don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, che negli anni 80 ha dato avvio ad uno specifico metodo terapeutico. Le storie raccolte nel testo - narrate daGiulio Zambon, insegnante ed influencer con oltre 100.000 follower - testimoniano un fatto reale:smettere è possibile, la maturazione personale può offrire nuove occasioni di vita.
In questa biografia l’autore lascia che sia la protagonista stessa a raccontarsi. Ne nasce così una sorta di "autobiografia", possibile grazie ai molti scritti che Chiara Lubich ha lasciato: appunti, diari, lettere, interviste… Numerosi gli inediti. Ciò consente di entrare nell’intimo del suo vissuto, nelle esperienze più profonde, dagli inizi fino al 1962, quando la sua "Idea" raggiuge il primo riconoscimento ecclesiale.
Lo stile discorsivo e confidenziale del libro fa della storia della ventisettenne spagnola, la Venerabile Suor Filomena di Santa Coloma (1841-1868), un racconto esaustivo, in cui si intersecano i testi autobiografici, gli studi scientifici e l'agiografia, senza dimenticare le Positio che ha portato Filomena ad essere dichiarata Venerabile. L'autrice commenta le esperienze mistiche della consorella alla stregua di quelle di altri mistici, aiutando il lettore alla comprensione dei fenomeni straordinari di cui Filomena è stata protagonista. In un razionalismo che nega oggi l'azione del Divino ed inquadra i mistici come prigionieri di fanatismo narcisistico o patologica schizofrenia, il libro testimonia la radicalità della fede della Ferrer, insieme al sano equilibrio umano e relazionale.
È difficile sfuggire al fascino delle parole che Giovanni di Salisbury, nel XII secolo, attribuisce a Bernardo di Chartres, suo maestro: "Siamo come nani assisi sulle spalle di giganti, cosicché possiamo vedere più cose e più lontano non per l'acume della nostra vista o per l’altezza del nostro corpo, ma poiché siamo sollevati più in alto dalla loro statura". L'aforisma evoca ancora oggi la questione del debito dei moderni verso gli antichi, il riconoscimento della grandezza di quanti ci hanno preceduto, il rapporto fra maestri e discepoli, e tra le diverse generazioni, ma anche la capacità e la possibilità dei moderni di vedere più lontano se sanno fare buon uso della grande opportunità loro offerta.
Contribuiti di: Massimo de Giuseppe, Luciano Caimi, Gianni di Santo, Giuseppe Riconda, Davide Barazzoni, Fabrizio Mandreoli, Guido Innocenzo Gargano, Daniele Piccini, Marco Roncalli, Guido Formigoni, Marcello Brunini, Maria Cristina Bartolomei, Giovanni Ferretti, Gian Carlo Perego, Mariangela Maraviglia, Adelina Bartolomei, Fulvio de Giorgi, Daniela Mazzucconi, Bruna Bocchini, Alessandro Andreini, Gianfranco Brunelli, Luca Rolandi, Piero Coda, Pier Giorgio Grassi, Luigi Accattoli, Angelo Bertani, Beppe Tognon, Marco Vergottini, Rosy Bindi, Claudio Ciancio, Piero Stefani, Mariella Carpinello, Marco Garzonio, Fabio Ciardi, Marinella Perroni, Vito Angiuli, Domenico Mogavero, Franco Giulio Brambilla, Sergio Tanzarella.
Un mosaico di testimonianze su don Alberto Pistolesi (1979-2021), prete cagliaritano scomparso a 42 anni in un incidente stradale. Insegnante di religione, responsabile per anni della pastorale giovanile diocesana e parroco, ha lasciato una traccia indelebile in chi lo ha conosciuto. Per questo, alla sua morte, furono molte migliaia i messaggi di ragazzi (le sue "felpe gialle"), studenti, famiglie, preti, persone "lontane" dalla Chiesa, tutti conquistati dal suo sorriso, dalla sua capacità di ascolto, dalla gioia che caratterizzava la sua azione pastorale, molto legata alla spiritualità salesiana e allo scoutismo. Non un "amicone" ma un "prete educatore" attento a giovani, famiglie, sofferenti. Prefazione del card. Arrigo Miglio