Il dominio occidentale sul mondo, che si è affermato con il colonialismo, poi con la rivoluzione industriale e, negli ultimi decenni, con l'imposizione di un ordine mondiale basato sul mercato, è in profondissima crisi. Alla crisi interna delle economie capitalistiche, che non riescono più a garantire il benessere della popolazione, si aggiungono la crisi ambientale e quella dei rapporti internazionali. La consapevolezza della fine di un'epoca è diffusa, ma ciò che sorprende non è tanto la sua conclusione, quanto l'apparente assenza di alternative. In Occidente, infatti, si continua a interpretare il mondo con le stesse categorie mentali che hanno determinato e sostenuto il suo dominio. La convinzione degli autori del volume è che pensieri e ideologie costituiscano le vere strutture di ogni realtà sociale, e che la mancanza di alternative sia dovuta al fatto che conservazione, reazione e spinte al cambiamento condividano schemi culturali affini, cosicché ogni superamento dello stato attuale delle cose è ostacolato. Questi schemi culturali riguardano, in sostanza, il modo di concepire l'essere umano, la formazione del pensiero, il ruolo degli affetti per l'identità di ciascuno e le fondamenta stesse della nostra natura sociale. A partire dalla teoria e dall'esperienza dello psichiatra Massimo Fagioli, gli autori tracciano alcuni percorsi di ricerca per una trasformazione possibile. Le loro proposte muovono dalla teoria della nascita, che consente di dare un senso nuovo a concetti quali uguaglianza, libertà e nonviolenza, rinnovando le basi dell'agire collettivo e della prassi politica.
Ugo La Malfa (1903-1979) e Giovanni Spadolini (1925-1994) esercitarono una forte leadership nell’area laica della Repubblica dei partiti. La Malfa, attivo nei movimenti antifascisti dagli anni venti, rappresentante del Partito d’azione nel Cln, deputato dal 1946, fu dagli anni Sessanta alla morte leader del Pri. Spadolini, storico e giornalista, senatore nel 1972, segretario del Pri dal 1979 al 1987, fu il primo capo di governo non democristiano nella storia della Repubblica. Diversi per creatività, temperamento e tempi dell’agire politico, La Malfa e Spadolini animarono la cultura politica della sinistra laica democratica, esercitando un’influenza incomparabile rispetto alla scarsa fortuna elettorale. Il libro per la prima volta pone a confronto il loro operato, ne ricostruisce la memoria pubblica e l’influenza sulla cultura politica italiana.
Le attestazioni linguistiche disposte, nei vari schemi interpretativi della lingua, sul fondo dell’asse diastratico hanno via via assunto, nel corso degli anni, una posizione di particolare rilievo nel dibattito scientifico. La riflessione sull’italiano popolare o italiano dei semicolti ha interessato infatti una quantità considerevole di studi impegnandosi nell’analisi di un numero consistente di testi, diversi tra loro per tipologia, livello socioculturale degli scriventi, periodo e luogo di composizione. Dopo la disamina delle direttrici essenziali delle indagini che hanno scelto a proprio oggetto l’italiano semicolto, il volume si propone due obiettivi: far emergere le convergenze e le divergenze esistenti tra le ricerche recenti per definire lo stato dell’arte e prestare una particolare attenzione all’esistenza dell’italiano popolare nel repertorio linguistico contemporaneo, comprendendo in esso l’uso dell’italiano come lingua seconda.
In tempi in cui i fondamenti della convivenza civile sembrano sempre più incerti e le ideologie appaiono svanite, i temi del radicalismo politico e della rivoluzione tornano a imporsi con forza. Con La rivoluzione dei santi, classico dimenticato di Michael Walzer, il grande filosofo statunitense individua nell'esperienza puritana del Seicento l'emergere di una forma originale di politica radicale, costruita sull'insolita convergenza tra vocazione religiosa, disciplina collettiva e tensione trasformativa dell'ordine sociale. Per mezzo di una indagine magistrale capace di intersecare storia, politica e filosofia, sociologia e teologia, Walzer restituisce il senso della mobilitazione puritana come origine di un modello politico alternativo sia alla monarchia tradizionale che alla razionalità secolare dell'Illuminismo. Lontano da una lettura convenzionale, il saggio propone una riconsiderazione delle interpretazioni tradizionali sia marxiste che liberali, mettendo in luce l'autonomia dell'ideologia e il ruolo decisivo degli "intellettuali radicali" nei momenti di svolta storica. Il puritanesimo emerge così non tanto come moralismo religioso, ma come forza culturale e organizzativa capace di prefigurare le logiche dei moderni partiti rivoluzionari. Un testo imprescindibile per comprendere come, tra Vecchio e Nuovo mondo, la coscienza religiosa abbia potuto dare forma a uno dei primi laboratori della modernità politica e di come, ancora oggi, ideologia e fede continuino a bruciare sotto la cenere di un tempo che si vorrebbe disincantato, ma che resta attraversato da impulsi irrazionali e visioni totalizzanti.
La vittoria di Zohran Mamdani alle primarie democratiche per il sindaco di New York ha sorpreso tutti: trentatré anni, origini indiane, musulmano, nessuna esperienza politica significativa. Eppure è riuscito a battere Andrew Cuomo, uno dei nomi più potenti e controversi della politica americana, sostenuto dall’intero establishment democratico. Una vittoria clamorosa, che arriva in un momento cruciale: con Donald Trump alla Casa Bianca per il secondo mandato e un Partito Democratico in crisi d’identità, incapace di offrire una leadership credibile, New York diventa un laboratorio politico. Mamdani incarna la nuova sinistra americana, quella dei Democratic Socialists of America, che rifiuta i compromessi del centrismo e propone un’agenda esplicitamente egualitaria, attenta ai diritti sociali, alla redistribuzione e al welfare. La sua affermazione apre una domanda decisiva: si tratta di un caso isolato, limitato alle metropoli progressiste, o di un modello replicabile su scala nazionale? Nella sfida tra due visioni opposte - quella liberal e quella socialista - si gioca il futuro del Partito Democratico e, forse, della sinistra occidentale. Dall’esperienza di questo outsider potrebbe nascere una nuova via per un’America che cerca, ancora, una narrazione alternativa al trumpismo.
La vita, a volte, ci riserva strane sorprese. Non tutte piacevoli, non tutte desiderabili. Eppure, anche dalle situazioni più oscure e misteriose può fiorire qualcosa di inatteso e straordinariamente bello. Sembrava una sera di aprile come tante quella in cui don Gianni si è ritrovato, da un momento all'altro, con la vita appesa a un filo. Non sapeva se si sarebbe salvato ma sapeva che, qualunque fosse stata la sua sorte, l'avrebbe accettata con serenità, senza paura. Quella notte ha segnato per lui un prima e un dopo: quando tutto sembrava sul punto di svanire, a tre centimetri dalla vita eterna, un miracolo ha fatto sì che qualcosa di nuovo nascesse. Certo, quella non era la prima volta che il destino lo coglieva di sorpresa: Gianni Castorani era un semplice impiegato di banca quando, folgorato dall'incontro con padre Daniel Ange, fondatore della scuola di evangelizzazione Jeunesse Lumière, aveva deciso di lasciare tutto per seguire una chiamata che non poteva più attendere. Da allora, dopo aver dato vita a Jeunesse Lumière Italia e aver preso gli ordini sacerdotali, non ha mai smesso di portare la Chiesa tra la gente e, soprattutto, tra i più giovani, attraverso un'instancabile opera di evangelizzazione nelle piazze, sulle spiagge e nelle discoteche. In questo libro, insieme alla penna di Gaia Corrao, don Gianni racconta la straordinaria bellezza di una vita segnata da tanti sì, intrisa di incontri decisivi, episodi sconvolgenti e coincidenze che hanno dell'incredibile, se non vengono lette con gli occhi della fede. Un racconto autentico che parla al cuore di tutti: di chi quella fede l'ha trovata e di chi, forse, la sta ancora cercando. Con uno scritto inedito di padre Daniel Ange, fondatore di Jeunesse Lumière.
Il cammino dell’umanità non è mai stato agevole. Troppo spesso, però, ce ne dimentichiamo e siamo preda dell’antico adagio del «si stava meglio prima». È così che finiamo per avere paura del futuro e abbiamo l’impressione che le speranze nell’umanità si assottiglino giorno dopo giorno. I conflitti si aggravano, l’economia ci stritola, il clima si ribella, la tecnologia inquieta, i sentimenti sono sempre meno lineari, la gioventù sembra perdere valori e guide, la società invecchia. Sullo sfondo di questo panorama preoccupante c’è una sola vera chiave di salvezza ed è quella che passa attraverso i nostri giovani, le nuove generazioni. Sono loro la speranza dell’umanità: donne e uomini del futuro senza confini mentali - né tra i popoli, né tra le culture, né nei confronti del nuovo che avanza. In questo libro, Don Antonio Mazzi spiega per la prima volta come è nata l’ormai ventennale esperienza di Educatori Senza Frontiere. Un’esperienza in grado di far entrare i giovani in contatto con il mondo e le sue diversità, un progetto ambizioso ma concreto, ricco di storie straordinarie tra Milano e il Madagascar, la Bolivia, l’Angola, la Palestina e molti altri Paesi. Una realtà sorprendente che racconta qual è l’educazione di cui tutti abbiamo bisogno, una formazione che ha come primo scopo la rinascita e la riscoperta di sé in rapporto all’altro. Perché è vero che «non esistono "il" tempo giusto, "la" società ideale, l’uomo sicuro di sé in ogni circostanza e sempre coerente con i suoi principi. Ma esistono persone in continua crescita, e ciò che conta è come queste persone riescono a "essere", in ogni epoca e in ogni luogo».
Difficile sfuggire a quel sentimento formidabile e sublime che chiamiamo amore. Ma che cosa significa amare? Cosa accade quando ci innamoriamo? E perché le parole «ti amo» possono generare tanto sconcerto? Sono alcune delle domande a cui non solo i filosofi, ma donne e uomini di ogni tempo hanno tentato di rispondere. L’amore ci guida lungo i sentieri del sapere, in una ricerca di sé e dell’altro che è il cuore di ogni possibile felicità; spesso si accompagna alla paura, a passioni che ci fanno perdere il contatto con il mondo, anche se poi è proprio nello smarrimento che è possibile ritrovarsi. Questo libro è un insieme di indagini sull’amore. Ne esplora volti, incognite, enigmi, restituendo la complessità di un sentimento che la filosofia continua a interrogare e che oggi, nell’epoca del consumismo, resiste alla sua mercificazione imperante.
Pur in un’epoca di grandi cambiamenti, ci sono verità che restano sempre attuali. La verità non si acquisisce una volta per tutte, ma è frutto di una continua ricerca, anzi essa stessa è ricerca. Ciò, tuttavia, non osta al fatto che ci siano aspetti della vita più veri di altri e che non tutto sia equivalente. Almeno alcune verità, pur modificandosi sotto tanti punti di vista, nella sostanza resistono al tempo. Certo non sono verità perentorie, assolute. Si presentano piuttosto come piste di ricerca e di scoperta ineludibili: il sapere chi siamo noi come persone, qual è il fine ultimo della nostra esistenza, come si debba camminare per giungere alla meta del nostro viaggio. Sono queste verità intergenerazionali di cui urge parlare.
L’alfabetizzazione scientifica è un aspetto essenziale della formazione universitaria. Il libro risponde a questo bisogno fornendo un’introduzione ai metodi e ai ragionamenti scientifici, rappresentando uno strumento imprescindibile per qualsiasi studente universitario. Può essere utilizzato in un’ampia varietà di corsi, compresi quelli introduttivi al ragionamento scientifico, quelli di metodologia nelle discipline scientifiche e quelli di educazione scientifica e di filosofia della scienza. Gli autori offrono casi di studio contemporanei e storici nel campo delle scienze fi siche, biologiche e sociali; ausili visivi per chiarire e illustrare le idee; riquadri di testo per esplorare argomenti correlati; numerosi esercizi per supportare il richiamo e l’applicazione dei concetti da parte degli studenti; suggerimenti per ulteriori letture alla fi ne di ogni capitolo; un glossario con definizioni utili dei termini chiave; e materiali online con l’indicazione di ulteriori risorse, slide, appunti delle lezioni, esercizi aggiuntivi e brevi video originali su argomenti chiave.
«Per quasi due anni di spedizione, la nostra routine mattutina è stata scandita da alcuni rituali. Dopo la colazione, lavoravamo qualche ora e poi uscivamo ad esplorare i dintorni. In Baja, questo significava spesso gonfiare il kayak e spingersi tra le foreste di mangrovie oppure al largo di qualche baia. Un giorno fummo così fortunati da essere circondati da un branco di delfini, molti dei quali cuccioli, che presero a giocarci attorno. Altre volte, a farci visita erano enormi tartarughe olivastre che, al nostro primo accenno di meraviglia, si immergevano velocemente per ricomparire svariati metri più in là. Una mattina decisi di oltrepassare il punto in cui la baia dove avevamo dormito si apriva sul mare aperto, prima che l’alta marea chiudesse il passaggio. Il sentiero era disseminato di conchiglie, nidi di uccelli marini abbandonati, una carcassa di coyote, un paio di mandibole e tutto quel che restava del processo di sfilettatura delle catture quotidiane dei pescatori. Tra queste, un numero indescrivibile di piccolissime teste di squalo martello smerlato. Ne raccolsi una con il rispetto di chi sa che potrebbe essere l’unica volta in cui si trova al cospetto di una creatura tanto antica e misteriosa». Una naturalista percorre il Nord e il Sud America raccontando, giorno per giorno, un viaggio on the road attraverso gli ecosistemi più affascinanti e minacciati della Terra. Bracconaggio, deforestazione, inquinamento, cambiamento climatico, diffusione di specie aliene. Ma anche luoghi straordinari, specie animali e vegetali che resistono e comunità che combattono perché il proprio territorio venga preservato.