I mutamenti che vanno investendo il nostro tempo sono così radicali e repentini da sembrare una fine. Il clima che cambia, la tecnologia che spadroneggia, vecchi fantasmi nucleari che tornano, e le turbolenze geopolitiche che agitano il mondo, sono ombre lunghe gettate sul domani che ci attende. Il sentimento apocalittico sembra dominare il nostro sguardo sul futuro, e il suo immaginario spopola ovunque. Un antico mondo letterario, prosperato attorno alla cultura biblica, torna a offrire le sue suggestioni, specie nella loro versione catastrofica, che fa della fine del mondo uno scenario nello stesso tempo terrorizzante e spettacolare. Ma il senso cristiano dell’apocalisse, che significa rivelazione di Dio nella storia, non parla della fine catastrofica del mondo, quanto piuttosto del riscatto promesso alla storia degli umani, già operante nel mondo a dispetto di ogni apparenza. La vera rivelazione riguarda il bene che vince, grazie all’avvento di Cristo, e orienta ogni contraddizione della storia al suo compimento, al suo giungere alla giustizia che il mondo contemporaneamente calpesta e reclama. Nella nostra epoca, agnostica e secolare, occorre riportare il sentimento apocalittico al suo tratto genuinamente evangelico, che invita a leggere anche le contraddizioni della storia alla luce della giustizia che esse invocano, e a scommettere sul bene che ha già vinto, una volta per tutte.
In un villaggio prossimo alla città costiera di Putian, nella Cina meridionale, all’inizio del XX secolo, Yong Sheng è figlio di un cesellatore e carpentiere che fabbrica fischietti per colombe addomesticate. Gli abitanti adorano questi fischietti che, legati alle penne degli uccelli, fanno sentire meravigliose sinfonie girando sopra le case. Andato a pensione presso un pastore americano, il giovane Yong Sheng, che segue gli insegnamenti di sua figlia Mary, istitutrice della scuola cristiana, ritiene di essere a sua volta chiamato a una vocazione di pastore. È così che, pur continuando a svolgere il proprio lavoro di costruttore di fischietti, Yong Sheng diviene il primo pastore cinese della città. Dopo gli studi di teologia e varie peripezie, torna a svolgere il proprio ministero nella sua città natale. Ma tutto crolla con l’avvento della Repubblica popolare, con la quale comincia per lui e per tanti altri Cinesi un’epoca di tormenti, che culmineranno con la Rivoluzione culturale. Grazie al suo meraviglioso talento di narratore, Dai Sijie riscrive la sorprendente storia di suo nonno, uno dei primi pastori cristiani in Cina.
Don Pasqualino di Dio, a partire dalla sua esperienza di esorcista diocesano, ha realizzato questo libro con l'obiettivo di aiutare i fedeli che si accostano al sacerdote per ricevere preghiere di liberazione e di esorcismo. L'ha concepito come un piccolo ausilio e stimolo per la preghiera quotidiana, fondamentale per la liberazione, incentrata sulla parola di Dio: uno scudo per difenderci dai dardi infuocati del maligno (Ef 6,10-18). Il libro propone un itinerario spirituale che si sviluppa in quattro settimane: la settimana del perdono, quella della liberazione, quella della guarigione e quella della consolazione. Il percorso di ogni settimana ruota attorno al triduo pasquale della passione, morte, sepoltura e risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, il mistero principale della nostra salvezza e della nostra fede. Il libro, nella sua semplicità e immediatezza, fa pervenire a uno stile nuovo di preghiera, necessario per scacciare efficacemente il maligno. Presentazione di don Gabriele Amorth.
Le testimonianze qui raccolte sono parole non vane di quei Suchende (coloro che cercano) che Hermann Hesse ha ben raccontato nelle sue opere: uomini e donne inquieti, che non si accontentano della superficie delle cose, ma ambiscono alla profondità, dove la conoscenza di sé stessi s’intreccia indissolubilmente col cosmo intero e dove l’invisibile si fa presente in «quel cercare che è in sostanza vivere nello spirito». Patrizia Gioia, designer e poeta, è stata responsabile del settore culturale e artistico di Fondazione Arbor (che ha avuto come primo presidente Raimon Panikkar) sino al 2023, anno della sua chiusura. Co-fondatrice di MilleGru, casa editrice e associazione di Poetry Therapy, cura la collana "Tita" e la collana interculturale "I semi". È ricercatrice in Psicologia Analitica junghiana.
Che cos’è la compassione? Non semplice pietà, ma Gianfranco Santini partecipazione profonda al dolore altrui, fino a farsene carico. In queste pagine Gianfranco Santini ci guida in una "scuola" speciale, dove i maestri sono santi e beati che hanno trasformato la sofferenza in amore: da Camillo de Lellis a Madre Teresa, da don Gnocchi a Giorgio La Pira. Sette racconti, tratti da vicende reali e ricreati con sensibilità narrativa, mostrano come la compassione sia il linguaggio stesso di Dio e la via più alta per vivere da cristiani nel mondo.
Oggi la sinodalità è sempre più compresa come dimensione costitutiva della Chiesa, in grado di spalancare nuovi scenari. Si tratta di uno dei temi cardine del pontificato di papa Francesco, il quale nell'autunno del 2022 ha messo in agenda un Sinodo dei vescovi - Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione - che sarà preparato e accompagnato, com'è facile prevedere, da un vivace dibattito. Che cosa s'intende precisamente per sinodalità? Quali sono i tratti di una Chiesa sinodale? Si profila forse un nuovo stile di Chiesa? L'intento di questo libro non è di dire tutto, visto che si tratta di un tema inesauribile, ma di offrire uno sguardo panoramico che faccia gustare il sogno di una Chiesa più sinodale e accenda il desiderio di tentare l'impresa.
Quelle ripresentate in queste pagine sono due "serie" delle Scuole della Parola, che furono una delle molte e grandi intuizioni del Martini pastore ed educatore. Esse vanno a comporre un dittico su ciò che lo Spirito muove nei nostri cuori non solo dal punto di vista della vita cristiana, ma della vita tout court, delle virtù umane che, però, alla luce di Dio e della sua Grazia, si trasformano in qualcosa di più alto: «La morale dello Spirito, su cui meditiamo nelle nostre catechesi» dice il Cardinale «non mira semplicemente a una società ordinata, bensì a una società cordiale, calorosa, entusiasmante». A partire dalla lettera di Paolo ai Galati (nella prima parte del volume) e da pagine bibliche che hanno al centro Maria e altre figure femminili (nella seconda parte), Martini ci accompagna in una riflessione sul bene che, riletta a distanza di anni, ancora oggi non lascia indifferenti e, anzi, appare di una contemporaneità sorprendente.
Questo libro — una sorta di testamento teologico di padre Luigi Lorenzetti — ha un intento specifico: presentare la morale cristiana come riposta alle domande morali, anzi alla domanda morale degli uomini e delle donne del nostro tempo.
Nel libro si prendono le mosse dal rinnovamento della morale cristiana voluto dal Vaticano II cosi da rispondere alla domanda morale, che è alla radice domanda di senso, per poi applicare la morale rinnovata alle istituzioni (strutture) distinguendo tra istituzioni sensate e in-sensate, mostrando infine come l'intera storia umana e cosmica abbia un senso nel disegno di Dio.
La morale cristiana emerge cosi nel suo vero volto, con i suoi nomi. Il suo ruolo positivo, preoccupato di guardare in avanti. A ognuno ama dire: "Alzati e cammina". E morale della perfezione ma, insieme, morale della misericordia e della compassione.
LUIGI LORENZETTI (1931-2018), e stato sacerdote dehoniano, docente di teologia morale allo Studio teologico S. Antonio di Bologna e all’Istituto superiore di scienze religiose di Trento. Presidente dell'Associazione teologica italiana per lo studio della morale (Atism) dal 1992 al 1996, ha fondato e diretto la Rivista di Teologia Morale.
STEFANO ZAMBONI è nato a Trento nel 1974. Sacerdote dehoniano, è professore ordinario di teologia morale presso l'Accademia Alfonsiana (Roma) e docente invitato presso altre facoltà teologiche romane.
Un'antologia di lettere personali - non d'ufficio - del Card. Giuseppe Siri, Arcivescovo di Genova (1946-1987) ai suoi sacerdoti: testimonianze della sua paternità e - in filigrana - della sua spiritualità, delle sue adamantine convinzioni teologiche, della sua intensa fede, del suo profondo amore alla Chiesa, della sua limpida, assoluta coscienziosità, umana e pastorale.
Il volume propone una lettura meditata dei capitoli 40 — 55 del libro di Isaia, attribuiti al cosiddetto deutero-Isaia. È un testo che nasce come parola di consolazione rivolta agli esuli d’Israele, ma che conserva tutta la sua attualità per l’uomo contemporaneo. Con un linguaggio poetico e profetico, Isaia annuncia il Dio che libera e rinnova: il Dio che si manifesta nel Servo sofferente, prefigurazione del Cristo, Agnello mite che accetta di portare su di sé il dolore dell’umanità e di farsi radice divelta per restituire vita. Il libro è un invito ad accogliere la Parola che consola e salva, a lasciarsi raggiungere da un annuncio che non parla solo a Israele, ma a ogni uomo e a ogni tempo: il Signore è vicino, viene incontro al suo popolo con la forza discreta dell’amore, capace di trasformare la nostra aridità interiore in giardino fiorito di grazia.