Lettera Apostolica nel 1700° anniversario del Concilio di Nicea
La Lettera Apostolica di Papa Leone XIV pubblicata in occasione della celebrazione dei 1700 anni dal Concilio di Nicea (325 d.C.). Un documento ricco di contenuti teologici, storici e spirituali. Il Pontefice rilancia l’invito all’unità tra i cristiani, affinchè possano essere segno di pace nel mondo, e la centralità del Credo niceno nella vita della Chiesa e nell’impegno ecumenico contemporaneo.
Robert Francis Prevost nasce il 14 settembre 1955 a Chicago, negli Stati Uniti. Nel 1977 entra nel noviziato dell’Ordine di Sant’Agostino (O.S.A.) e il 29 agosto 1981 emette i voti solenni. Il 19 giugno 1982 è ordinato sacerdote a Roma. In seguito per diversi anni è missionario in Perù. Nel 2001 viene eletto Priore Generale dell’Ordine di Sant’Agostino. Nel 2014 Francesco lo nomina vescovo della Diocesi peruviana di Chiclayo. Nel 2023 Papa Bergoglio lo sceglie come Prefetto del Dicastero per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina. Lo stesso anno viene creato cardinale. È eletto Papa l’8 maggio 2025. Sceglie il nome di Leone XIV.
Voci di natale
Compilation per bambini
Una nuova compilation natalizia con sedici canzoni per bambini, tratte dal repertorio delle Paoline, alternando i ritmi più moderni e i soggetti più teneri e simpatici ad alcuni brani tradizionali e a canzoni molto evocative dei suoni e delle atmosfere del Natale.
Un disco da ascoltare e da regalare, con un repertorio adatto anche a concerti di bambini e ragazzi e sonorizzazione di eventi natalizi.
Contenuti del Cd
Sedici canzoni
Titoli Canzoni
Concerto di Natale
È Natale
Hosanna in excelsis
Tip tap nella stalla
Natale Sarà
Guarda Betlemme laggiù
Cha cha cha delle pecorelle
Babbo Natale Sei Una Star
Il blues della Befana
Milleluci
Fermarono i cieli
Buon Natale a voi
È Natale che bello
We wish you a Merry Christmas
È festa
Buon Natale in cento lingue
Destinatari
Bambini 5-10 anni
La trasmissione della fede è oggi una sfida cruciale che ci interroga tutti. Viviamo in una società dove la fede non si trasmette più naturalmente nel contesto quotidiano della famiglia, della comunità, della cultura: quel processo si è interrotto o si è fortemente affievolito. Ciò richiede un rinnovamento radicale dei modi con cui viene trasmesso e ricevuto il dono del credere. Come accompagnare le nuove generazioni a scoprire la propria identità illuminata dalla luce del vangelo?Questo volume propone un percorso vitale e fecondo per rispondere a questa domanda, disegnando le linee di forza di una "pastorale generativa". L'intuizione fondamentale al centro del testo è la seguente: non si tratta solo di iniziare alla fede cristiana, ma di innestare questo cammino nella trasmissione della vita buona e delle sue esperienze costitutive, intrecciando le forme pratiche della fede con le esperienze elementari dell'esistenza.Brambilla articola queste pagine come un politico in quattro tavole che esplorano le dinamiche essenziali di questo processo corale: le prime due tavole mettono in circolo La spiegazione del Credo (la fede che si crede) con l'itinerario di iniziazione alla vita cristiana (la fede con cui si crede); le seconde due tavole si concentrano sugli attori chiave: da un lato, i padrini, ripensati come "testimoni sul cammino di crescita" e, dall'altro, la spiritualità del catechista, figura essenziale per l'annuncio e la guida.L'autore pone l'accento sul raccordo vitale tra comunità cristiane, famiglie, catechisti e padrini/madrine, indispensabile per la crescita delle nuove generazioni. È un'opera corale che si radica nella convinzione che dal grembo della famiglia e della Chiesa nasce la vita in formato grande, perché l'una genera all'esistenza e l'altra alla fede.
Nella sua grande opera Regula pastoralis, san Gregorio Magno (T614) afferma: «Il magistero pastorale non può essere assunto da temerari impreparati, giacché il governo delle anime è l'arte delle arti (Ars est artium regimen animarum)» (I, 1). In effetti, la direzione delle anime è l'arte, nonché la scienza di guidare i cristiani verso la santità, per cui costituisce un compito importantissimo per tutta la Chiesa. Questo libro è diviso in tre parti intrinsecamente collegate. Nella prima, Storia della direzione spirituale, si presenta una rassegna delle forme o modelli variabili che la direzione spirituale ha adottato lungo la storia della spiritualità. Nella seconda, Teoria della direzione spirituale, si studiano i fondamenti teologici, scritturistici ed ecclesiologici della direzione spirituale, nonché la sua natura e necessità per il progresso nella vita cristiana. Nella terza parte, Pratica della direzione spirituale, d'indole più pastorale, vengono analizzate le diverse caratteristiche della direzione spirituale a seconda delle diverse situazioni in cui si pos sa trovare ogni fedele.
Un pratico sussidio per comunicare i contenuti e i messaggi del catechismo Cei "Io sono con voi" attraverso una serie di racconti. Le storie, per quanto frutto di fantasia, prendono spunto della vita quotidiana: piccole "scene" che aprono a riflessioni e approfondimenti e che, attraverso il dialogo con l'educatore, aiutano a crescere nei valori che sono la vera ricchezza dell'umanità.
Il volume è un vero e proprio diario che l'Autore, avendo prestato la sua opera per 22 anni, dal 1965 al 1987, nei vari Organismi della Santa Sede che hanno diretto l'attuazione della riforma liturgica stabilita dal Concilio Vaticano II, ha scritto dal suo privilegiato punto di osservazione. Del resto sono in molti a ritenere che Mons. Piero Marini abbia contribuito in maniera decisiva a realizzare nella Chiesa universale gli scopi della riforma liturgica del Concilio Vaticano II. Attraverso la sua fondamentale riflessione e la sua apertura alle esigenze contemporanee egli ha aperto cammini nuovi per affermare la presenza della liturgia nei media. La pubblicazione è impreziosita da due ampie Appendici, nelle quali sono raccolti vari documenti ed elenchi di persone e cose finora inediti o pubblicati in maniera sparsa, che costituiscono la parte più voluminosa della ricerca ora a disposizione degli studiosi di liturgia.
L’Imitazione di Cristo appartiene alla ristretta schiera dei capolavori assoluti. Nei secoli ha saputo parlare in modo inimitabile al cuore non solo di monaci, per i quali fu composto, e di fedeli di ogni religione, ma anche di deisti, agnostici, miscredenti. Secondo Voltaire «bisognerebbe che le opere utili non appartenessero ad alcuno. Si hanno ancora dubbi sull’autore dell’Imitazione di Cristo. Che importa l’autore di un libro, se fa del bene alla brava gente?». Carducci lo definì «il più sublime libro religioso del Medioevo». Il suo segreto è proprio quello di interpretare l’anelito più profondo dell’uomo, quel bisogno di assolutezza, di completezza, di infinità che nessun bene finito può colmare, e chi l’ha detto – con tutta probabilità, l’abate benedettino Giovanni Gersen, cadute ormai le impossibili attribuzioni a Tommaso da Kempis e a Giovanni Gerson – si rivela profondo conoscitore del cuore umano.
La presente edizione, con testo e apparati riveduti e aggiornati, si impone per rigore, facilità di lettura, limpidezza di commento.
Il volume è a cura di Giovanni Bacchini, che ha anche seguito per Ares l’edizione di L’Amicizia spirituale & Gesù a dodici anni di Aelredo di Rievaulx, La contemplazione di Dio con La Lettera d’oro di Guglielmo di Saint-Thierry e i Sermoni sul Cantico dei Cantici di Bernardo di Chiaravalle.
Il discorso ecclesiologico attuale è incentrato sulla dottrina del Vaticano II e sui suoi approfondimenti teologici successivi. L’obiettivo di questo libro, invece, è quello di inquadrare meglio il Concilio all’interno della storia del pensiero cristiano sulla Chiesa e, in particolare, leggere l’evento nell’orizzonte del secolo XX. Lo studio, da questa prospettiva, ripercorrerà tre grandi questioni dell’ecclesiologia: i diversi paradigmi della Chiesa, il rapporto tra lo Spirito Santo e la Chiesa e, infine, il rapporto tra Salvezza e Chiesa. L’intento è quello di contribuire alla formazione di una visione dei grandi argomenti discussi nell’assise conciliare più contestualizzata, all’interno di un arco di tempo che comprende tutto il secolo XX fino ai nostri giorni.
MIGUEL DE SALIS AMARAL è un sacerdote portoghese. Dal 2001 è professore della Facoltà di Teologia della Pontificia Università della Santa Croce e dal 2015 è vicedirettore del Centro di Formazione Sacerdotale della stessa Università. È laureato in Ingegneria Civile e dottore in Teologia dogmatica. Nel suo lavoro teologico si è dedicato principalmente all’ecclesiologia, al dialogo ecumenico, alla teologia orientale e al Concilio Vaticano II. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Dos visiones ortodoxas de la Iglesia: Bulgakov y Florovsky (Eunsa 2003), poi tradotto in romeno e pubblicato dalla casa editrice della Facoltà di Teologia Ortodossa dell’Università di Cluj-Napoca, e Concittadini dei santi e familiari di Dio. Studio storico-teologico sulla santità della Chiesa (pubblicato in questa stessa collana nel 2009), poi tradotto in portoghese (con la casa editrice San Paolo). Dal 2002 è consultore della Congregazione delle Cause dei Santi.
Il volume contiene il testo del Messaggio del Santo Padre Francesco in occasione della celebrazione della 58? Giornata Mondiale della Pace.
La Bibbia è ricca di rimandi al mondo vegetale. In queste pagine Anne Lécu esplora in particolare la metafora della fecondità. Che cosa significa "portare frutto"? Come vanno distinti i frutti seducenti dai frutti buoni? Come intendere l'essere "sterili"?Lécu osserva come il frutto nasca dall'incontro tra seme e terreno, come si sviluppi - spesso nel segreto - grazie a un processo di maturazione che avviene sotto l'azione dello Spirito. L'autrice sottolinea che il vero frutto sfugge a definizioni e controlli (va infatti ricevuto, non afferrato) e ci invita a riflettere sulla nostra tendenza a confondere i "buoni frutti" con il successo: la fecondità di una vita, in realtà, non può essere ridotta a un semplice calcolo utilitaristico o a una valutazione puramente umana.Al termine di un viaggio inaspettato, in mezzo a frutti come spighe, viti, fichi, veniamo infine condotti di fronte a un albero piantato nel cuore delle Scritture: la croce di Gesù Cristo, frutto offerto per noi.Ecco allora un libro intimo e realistico, ricco di spunti preziosi per una vita cristiana che sia autentica e radicata nella parola di Dio, un libro che, ponendo domande stimolanti, le affronta con saggezza e profondità. un libro che è esso stesso... un frutto gustoso e nutriente.
In questo secondo volume del dittico dedicato ai fenomeni straordinari che possono interessare la vita del credente, Raffaele Talmelli indaga con scrupoloso rigore le manifestazioni diaboliche, nelle loro molteplici e subdole espressioni, e in special modo nelle dinamiche intrinsecamente divisive che investono l’integrità dell’individuo e delle comunità cristiane. Presentando un ampio excursus storico — dalle antiche superstizioni alle aberrazioni dei regimi totalitari, fino alle sfide etiche del nostro tempo — e coniugando riflessione teologica e casistica clinica, lo studio offre una guida per mettere in pratica un corretto discernimento così da «rettamente distinguere» ciò che è autentico da ciò che rischia di rivelarsi ingannevole. Sintesi di un’esperienza accademica e pastorale pluridecennale, l’opera conferma come la Chiesa nella sua unità sia bussola imprescindibile per orientarsi verso la giusta interpretazione degli eventi straordinari e delle esperienze spirituali, superando ogni superstizione nel cammino verso «la patria eterna».
Il volume, il primo di una trilogia, parla dell'esperienza del male e del peccato, a partire dal testo biblico di Genesi, ma calato nella condizione della modernità. Noi tutti viviamo non solo nel peccato, ma nella condizione di coloro che devono "scusarsi" per averlo commesso: il senso di colpa attanaglia le donne e gli uomini religiosi. E il nostro peccato si declina in forme che sconvolgono le nostre vite: ci sentiamo soli, inadeguati, cancellati; siamo insofferenti, infedeli, idolatri; ma viviamo anche nel dolore (siamo muti, ciechi, fuggiaschi) e, forse, è proprio Dio l'unico che ci guarda nella certezza che, a volere tutto questo, non siamo stati noi. Dio, paradossalmente, è l'unico che può condurci fuori dal senso di colpa, restituendoci la vista, la parola e un sentiero da camminare insieme.