Tutte le ricette di questo libro nasconoda un’esperienza unica nel panorama italiano, quella del Refettorio Ambrosiano di Milano, realizzato da Caritas Ambrosiana durante Expo 2015.
Un luogo “bello e buono”, dove ogni giorno si cucinano per i poveri le eccedenze di cibo della grande distribuzione, di mense e aziende alimentari, seguendo le ricette insegnate dai grandi chef che si sono alternati ai fornelli del Refettorio nei sei mesi di Expo.
Il libro unisce dunque tre finalità: insegna ricette buone e semplici per non buttare via niente; sostiene l’impegno di solidarietà della Caritas; alimenta una cultura contro lo spreco e contro l’esclusione sociale.
Per realizzare questa pubblicazione è stato fondamentale l’apporto dello chef Massimo Bottura, che ha ideato il Refettorio Ambrosiano con Davide Rampello e Caritas Ambrosiana, e dei suoi colleghi che hanno donato le ricette raccontate nella seconda parte del libro.
Gli chef che hanno collaborato: MASSIMO BOTTURA chef e proprietario dell’Osteria Francescana a Modena; ANDREA APREA chef del ristorante Vun al Park Hyatt di Milano; EMILIO BARBIERI chef del ristorante Strada facendo di Modena; MATTEO BARONETTO chef del ristorante Del Cambio di Torino; GIOVANNI CUOCCI chef e proprietario dell’osteria La Lanterna di Diogenea Solara di Bomporto (Modena); GIORGIO DAMINI chef della Macelleria Damini&affini di Arzignano (Vicenza); RINO DUCA chef dell’osteria Il grano di pepe di Ravarino (Modena); ROBERTO PETZA chef del ristorante S’Apposentu di Siddi, in Sardegna; NICOLA PORTINARI chef del ristorante La Peca di Lonigo (Vicenza); LUCIANO TONA direttore didattico di Alma, Scuola Internazionale di Cucina della Reggia di Colorno (Parma).
Uno dei temi più dibattuti nel nostro tempo e cioè il rapporto con il dolore nella fase terminale della vita e le dichiarazioni anticipate di trattamento del malato, affrontato con grande competenza e chiarezza da un professionista esperto di cure palliative. Tutte le visioni etiche sottolineano la necessità di mettere un argine al “dolore inutile” per dare qualità agli ultimi tempi della propria esistenza. Un saggio utile per capire e confrontarsi sul valore del “biotestamento”.
Saverio Gaeta, tra i massimi esperti di apparizioni mariane, racconta la storia, il messaggio e la profezia della Signora di tutti i Popoli e della Nostra Signora di Akita, apparsa in Giappone.
"Per Semeraro, il battesimo è la fonte del servizio dei sacerdoti: dall’essere battezzati viene il “servizio” alla comunità e non il “potere” su di essa. Questo è il punto di partenza della riflessione sul presbiterio, oggi più che mai nell’occhio del ciclone. Per anni la Chiesa cattolica è stata scossa dagli scandali legati alla vita affettiva dei sacerdoti. Ora è necessario passare dall’indignazione alla conversione. In realtà, non è sufficiente essere indignati, è necessario mettere in discussione profondamente i motivi degli scandali e degli abusi. All’interno della comunità dei discepoli, dobbiamo essere consapevoli che siamo peccatori perdonati. Ogni ambito della vita della Chiesa, e in particolare quello dei sacerdoti ordinati, è chiamato a confrontarsi in modo radicale con la propria fragilità. Continuiamo a immaginare che il sacerdote non abbia una vita emotiva e sessuale come tutti gli altri; ma al contrario, egli deve affrontare questa dimensione per tutta la sua vita. Quindi l’affettività deve essere affrontata non solo nella confessione sacramentale, ma anche nella guida spirituale e in uno scambio fraterno e amichevole. A questo proposito l’autore affronta i temi dell’omosessualità, della devianza sessuale e del celibato di “facciata”, al fin di alimentare una discussione senza timore o imbarazzo. In gioco c’è “solo” il significato di essere cristiani."
Età di lettura: da 12 anni.
Questa piccola opera raccoglie alcune riflessioni che don Julian Carron – attualmente alla guida del movimento di Comunione e Liberazione – ha rivolto ai giovani, in particolare a coloro che, avendo terminato le scuole superiori, si apprestano a compiere scelte importanti come quella dell’università e della professione e più avanti, in prospettiva, la scelta di uno stato di vita: la famiglia o, per alcuni, la strada della vita consacrata. Al fondo di ogni scelta, sta il desiderio profondo di realizzazione di sé. Quindi la decisione sulla strada da intraprendere – afferma Carron – non può prescindere da un serio confronto con le domande fondamentali sull’esistenza: Ma io perché sono al mondo? A che vale la pena vivere? Fino alla scoperta che la vita è vocazione, cioè la chiamata alla realizzazione del regno di Dio sulla terra.
Partecipando alla Messa la domenica, ci si accorge come lentamente, ma inesorabilmente, il volto delle nostre assemblee liturgiche stia cambiando. I segni più evidenti sono la progressiva flessione del numero dei partecipanti alle celebrazioni, un certo invecchiamento, soprattutto dei cristiani impegnati. A questo si aggiunge la presenza crescente di occasionali frequentatori, saltuari o di passaggio. Di fronte a questo scenario è importante chiedersi: “In che modo le nostre assemblee liturgiche rispondono a queste sfide? Sono capaci di rinnovare se stesse? Di uscire dalla logica del si è fatto sempre così? Sono queste alcune delle provocazioni che il presente volume sceglie di affrontare perché, anche in questo tempo, la comunità cristiana trovi modi e stili nuovi di festeggiare e celebrare ogni passo avanti nell’evangelizzazione.
Nel corso dei secoli l’uomo ha accumulato un discreto livello di conoscenza su ciò che più gli premeva di conoscere: la propria struttura fisica e le possibilità di curarla e renderla più forte. Sa però ancora pochissimo della propria psiche. Ad esempio dove si trovi un suo strumento fondamentale, la coscienza, rappresenta oggi uno dei puzzle più difficili per le neuroscienze, impegnate come tutte le scienze naturali a localizzare e misurare ogni cosa, ma in affanno quando si tratta di aspetti più sottili, non quantificabili e traducibili in misure e luoghi precisi. Per lunghe epoche l’uomo è stato impegnato a vivere e farsi spazio nel mondo vivente, non si è posto troppe domande su chi fosse. Era più urgente e vitale cercare buoni rapporti con le forze che istintivamente percepiva come molto più potenti di sé: quelle della natura primordiale e quelle dell’origine della vita e della morte, che ha interpretato come dei, progenitori e antenati. E’ in questo ambito che ha preso forma il bisogno di “conoscere se stessi” e lo sviluppo di pensiero e di pratiche di vita che lo accompagna. E proprio a partire da questo bisogno e da queste pratiche primordiali che prende il via il viaggio di questo libro alla scoperta di sé, un viaggio tra mito, folklore e psicologia.
La vulnerabilità, altro “seme” teologico di papa Francesco, è una delle chiavi che ci permettono di riconoscere l’esperienza umana della fragilità come luogo di salvezza alla luce dell’evento di Gesù Cristo, per mezzo del quale l’amore di Dio sana, eleva e porta a compimento l’intera creazione. Nel magistero del Papa frequenti sono i richiami alla cura delle persone fragili e deboli. Nella Esortazione apostolica Evangelii gaudium, il Papa indica nella cura della fragilità (cfr. EG 209-216) uno dei compiti primari dell’evangelizzazione. Secondo l’Enciclica Laudato si’, la vulnerabilità delle persone e quella del mondo in cui viviamo non corrono su vie parallele: a causa dell’intima relazione tra la fragilità umana e quella del pianeta, le radici umane e la sfida ambientale sono profondamente interconnesse. Il grido della terra si alza insieme al grido dei poveri (cfr. LS 40). Il volume tratta della vulnerabilità cominciando dall’attenzione alle persone più fragili, che papa Francesco abitualmente incontra e alle quali rivolge un’attenzione speciale (cap. I). Attraversando l’impervio sentiero in cui s’intrecciano volti, esperienze e pensieri, avanza verso un tentativo di rilettura: dalla sfida della vulnerabilità e da ciò che comporta assumerla (cap. II) ci si chiede come percorrere la vulnerabilità e se è possibile abitarla in modo generativo (cap. III e IV), per concludere con alcune note di carattere teologico (cap. V).
Prendendo spunto da un’immagine musicale questo volume si sofferma su un “seme” teologico di papa Francesco: l’armonia. Dal punto di vista musicale, l’armonia è l’insieme di percezioni sonore naturali e gradevoli dei suoni o delle voci, che esprimono bellezza, sentimento, ordine tra le parti. L’approccio pastorale di papa Francesco rispecchia questo cammino, che si può profilare in tre movimenti. Fin dai primi gesti del pontificato emerge un andante sostenuto che con lo scorrere del tempo si sviluppa attraverso modalità e iniziative che rispondono al progetto di far progredire la Chiesa dal di dentro, per suscitare uno slancio missionario che tocchi tutti i livelli della struttura ecclesiale. Il secondo movimento è l’adagio, con la sua atmosfera serena e armoniosa. Il terzo movimento è allegro: un passo veloce nella gioia, cadenzato ritmicamente, di solito iniziale dell’opera che viene poi ripreso nel finale. L’armonia diventa così il sottofondo del pontificato di papa Francesco, con la sua più volte richiamata attenzione alla sinodalità nella Chiesa per un mondo più armonioso, con la sua ripresa dell’apertura del Concilio Vaticano II, con la sottolineatura del dono del femminile, fattore di armonia per il creato. L’armonia è anche un modo per risolvere le dissonanze e smascherare le false consonanze, come fa papa Francesco con il suo magistero quotidiano.
Può un gatto essere d'aiuto nella lunga marcia di una famiglia in fuga? Come combatterà la fame, la sete, la guerra, il freddo e la paura degli umani che viaggiano con lui? Questa storia, ricca di belle immagini e di frasi poetiche, vi svelerà che non solo un gatto può essere utile, ma addirittura fondamentale. Età di lettura: da 6 anni.
Che cosa ci attende dopo la morte? Che cosa succede alla morte? In che modo lo spirito si stacca dalla sua prigione di carne? Quali impressioni lo attendono in quel temuto istante? La dottrina spiritista o spiritismo è una dottrina filosofico-scientifica, derivante dagli insegnamenti degli spiriti, secondo la quale gli spiriti non sono altro che le anime disincarnate degli uomini. È una dottrina, quindi, che apre prospettive di vita e rivela forme d'esistenza là dove la vita si credeva finita per sempre, che sviluppa una concezione del mondo tale da risvegliare nel cuore dell'uomo una fede nell'avvenire più ferma, più illuminata e un sentimento d'amore per i suoi simili, capaci di trasformare completamente la società. Denis presenta in questo libro le prove per cui la vita non può essere un'ironia del destino, né il risultato di un caso, ma la conseguenza di una legge giusta ed equanime. Apre perciò a prospettive radiose per l'avvenire, fornendo un movente e uno scopo più nobile per le nostre azioni e ci insegna a non tremare di fronte alla morte.