A sessant'anni dalla conclusione del Concilio Vaticano II, il suo lascito e la sua interpretazione continuano ad essere oggetto di studio. Per meglio comprenderne i documenti e per riflettere sulla loro importanza per la chiesa di oggi, questo libro offre una prospettiva ratzingeriana sul Vaticano II, sia indagando il contributo specifico del teologo e pontefice tedesco che sviluppandone le intuizioni. Dai diciotto capitoli del testo, che riprendono gli interventi della giornata di studi tenuta presso l'Ateneo Regina Apostolorum, emerge come la capacità di Ratzinger di integrare fede e ragione, tradizione e novità, dogma e spiritualità, rappresenti una bussola particolarmente affidabile per accostare i testi del concilio e restituire al Vaticano II la sua vera portata missionaria: un'apertura al mondo, che nasce dall'incontro con il verbo incarnato, crocifisso e risorto, per riproporre all'uomo contemporaneo il vangelo in tutta la sua radicalità.
Un libro che interpella la vita, lo stare al mondo e il lavorare: scritto nel 1948, dopo la seconda guerra mondiale, la prima in cui i bombardamenti colpirono deliberatamente città e civili, propone una modalità di ricostruzione che, in contrapposizione al marxismo, tenga conto di uno sguardo più profondo sulla natura umana, che comprenda anche la dimensione spirituale. Cuore della riflessione è il concetto di otium, strettamente legato alla capacità di contemplazione, approccio alla realtà di cui solo l'uomo è capace, liberandosi dalla schiavitù della prestazione, dell'affermazione di sé contro gli altri e di una visione del lavoro alienante. Non si vive per lavorare, ma, seguendo Aristotele, si lavora per avere otium, che è tale in quanto legato a un tempo altro, quello della festa e in particolare della festa religiosa - cristiana - che ha il suo culmine nel culto di Dio.
Guardini ebbe per tutta la vita una frequentazione assidua del testo biblico, in vista della predicazione nella liturgia, della ricerca teologica e della proposta educativa. I due scritti qui pubblicati per la prima volta in lingua italiana, L'amore nel Nuovo Testamento e La fede nel Nuovo Testamento, testimoniano questo suo accostamento diretto e profondo alla sacra Scrittura, in un'epoca nella quale per i cattolici non era per nulla abituale. Lo sguardo del pensatore tedesco, formatosi alla scuola di Agostino, di Bonaventura e di Pascal, scorge nei testi neotestamentari un filo rosso costante: l'amore.
La vita ti ha ferito? Sei stanco di subire il male l'ingiustizia? Cosa si agita nel tuo cuore quando fai esperienza del dolore?
Padre Claudio Soldavini non offre risposte preconfezionate, né promette di eliminare la sofferenza, ma ti invita a un percorso di cambiamento profondo: la "trasfigurazione" del male che farà scoprire che hai «la possibilità di far fiorire su di esso qualcosa di nuovo».
Accogliere l'invito a intraprendere un cammino personale di ricerca per scoprire la verità di te stesso, illuminato dalla sapienza della Scrittura, significa capire come sia importante porsi nel giusto atteggiamento, trovare un nuovo senso e una via di rinascita per imparare a trasfigurare la sofferenza in saggezza, speranza e coraggio.
Il frutto di questo itinerario è un cambiamento interiore, la possibilità di poter rileggere la tua vita da un' altra prospettiva per un cammino di risanamento che trasforma le ferite nel tuo punto di forza.
Sul finire del sec. XVI l’abbadessa Orsola Formicini scrive nel Libro de l’antiquità de San Cosmato la storia del monastero: la nascita come fondazione benedettina maschile (sec. X o forse anche VII), la cessione alle Sorelle povere inviate da s. Chiara (sec. XIII), l’adozione dell’Osservanza e il farsi carico della sua diffusione (sec. XV), l’accoglimento delle disposizioni controriformistiche. La mole di materiali che l’autrice ricava da documenti medievali, tradizioni orali e testimonianze dirette (preziose quelle sul Sacco di Roma), non soltanto arricchiscono la storia del monachesimo romano, sia benedettino sia della prima comunità clariana insediatasi a Roma, ma illustrano anche diversi aspetti della vita culturale della città tra XVI e XVII secolo. E se nell’ordine cronologico e nella disposione tematica dei materiali il Libro rimane fedele alla tradizione memorialistica monastica, il suo notevole stile narrativo lo rende interessante anche per i non addetti ai lavori.
Nel XXXVIII volume della collana Catechesi in immagini, monsignor Martinelli affronta una tematica molto attuale eppure spesso messa ai margini: la fede cristiana come realtà poliedrica. Con la sua consueta chiarezza e profondità, l’Autore spiega come la fede cristiana non è una cosa sola ma la sua essenza ha molteplici aspetti che presi nel loro insieme ne fanno la bellezza e la ricchezza inestimabile. Il libro guida il lettore in un percorso di riflessione che approfondisce l’identità della fede cristiana e, quindi, del cristiano. Attraverso un approccio originale, il testo si arricchisce di immagini, collegate e illuminate dalle spiegazioni, grazie all’utilizzo di slides PowerPoint che ne esaltano il contenuto, rendendo l’esperienza di lettura più interattiva e stimolante.
A partire dal III secolo dopo Cristo e fino alla fine del Medioevo, l’elezione del papa avveniva spesso in un clima molto conflittuale, che dava adito a contrasti e contestazioni. Il più delle volte questi sfociavano nella presenza contemporanea di due pontefici, uno dei quali definito, appunto, antipapa. Nel nostro immaginario questi personaggi sono rappresentati come individui corrotti, assetati di potere, nemici della Chiesa e dell’unità dei cristiani. In realtà, lungi dall’essere creature tenebrose che tramano nell’ombra, molti sono devoti uomini di Chiesa divenuti antipapi perché sostenitori di posizioni teologiche poi sconfitte o per una serie di motivi fortuiti. Questa storia dei ‘perdenti’ rispetto alla tradizione ufficiale della Chiesa ci farà scoprire così che dei trenta e più antipapi, uno è venerato come santo e martire e altri sono morti in odore di santità. Che per lunghi secoli su molti di loro la Santa Sede ha preferito non prendere posizione e su alcuni si mantiene tuttora cauta, ammettendo che potrebbero essere considerati papi legittimi. Si scoprirà anche che alcune figure che la storiografia tradizionale ha considerato burattini in mano al potere secolare, hanno contribuito in modo decisivo alla definizione delle regole che stanno alla base del papato e, per questo, in modo del tutto inatteso, alla storia e all’autocoscienza della Chiesa stessa.
Il 17 ottobre 1926, Pio XI proclamava beati i dottrinari Claudio Bochot ed Eustachio Fèlix, insieme ad altri 189 martiri della Rivoluzione francese. In occasione del centenario della loro beatificazione, questo opuscolo desidera far conoscere non solo il martirio di questi discepoli di san Cesare de Bus ma anche le vicende vissute da altri dottrinari, di cui è in corso il processo di beatificazione, come anche l’enorme prezzo che la Congregazione pagò durante la Rivoluzione Francese.
Che cos’è la massoneria? Un’associazione filantropica o un occulto centro di potere? Quale l’obiettivo che persegue, la democrazia e l’uguaglianza, o l’imposizione ovunque e a tutti delle ricette di progresso e di felicità elaborate in loggia? Quando i massoni parlano di morale si riferiscono a quella del Decalogo o no? E che cos’hanno in mente quando parlano di libertà?
Il terzo capitolo della Genesi descrive la seduzione che Satana esercita sugli uomini di ogni tempo: il menzognero e omicida dall’inizio invita ognuno di noi a trasformarsi in Dio definendo noi stessi che cosa è bene e che cosa è male. Il frutto di questi suggerimenti è la morte.
Nata ufficialmente a Londra nel 1717 la “Libera Muratoria”, come lo stesso nome indica, ha un’anima “libera”, vale a dire affrancata dalla Rivelazione e dal Magistero. Papi e massoneria: ricorrendo al magistero pontificio illustrato con considerazioni di tipo storico-documentario, Pellicciari fa luce su questo “rapporto” che è e non può che essere, al di là della propaganda, totalmente inconciliabile. In questa nuova edizione ampliata e aggiornata la drammaticità dell’analisi dei Papi risulta in tutta la sua profetica verità.
Dio, che ha mandato suo Figlio Gesù per salvarci dalla morte, ha dato ai Papi zelo e discernimento straordinari per descrivere e analizzare la realtà delle logge, mettendoci così in grado di difenderci da quella forma di gnosi moderna che è la massoneria. Un magistero che vale la pena di conoscere perché di grande attualità.
Attraverso la documentazione archivistica e la letteratura coeva, il libro ricostruisce la rete di devozioni, preghiere, suffragi e penitenze, culti di santi e reliquie che ha plasmato il tessuto religioso e urbano della Genova dell'età moderna e riconsidera la categoria di religiosità popolare, sopravvissuta dall'epoca barocca, mostrando il suo radicamento nella cultura, nel collezionismo e nell'erudizione. L'intersecarsi di oggetti e testi costituiva una specie di camera delle meraviglie da catalogare e riordinare, come le raccolte di reliquie delle sacrestie, traducendo un uso erudito e aristocratico in una versione devota. Il collezionismo si proiettava in un immaginario di devozioni e feste, che a loro volta producevano oggetti di devozione, per cui preghiera e pietà erano collegate a un supporto fisico - un'immagine, una stampa o una reliquia -, la cui legittimazione liturgica era conferita dalla Congregazione dei Riti a Roma.
"L’unico modo per comprendere le promesse di Dio è viverne ed essere grati per averle ricevute. Non temere di essere in cammino, ma vivi con radici profonde". Cosa significa vivere la nostra vita come pellegrini? Da dove ha origine la nostra speranza? Da dove possiamo attingere forza sempre nuova per ripartire? Attraverso questa serie di meditazioni sulle Scritture, frére Matthew ci accompagna ad abbeverarci alle sorgenti della fiducia e ad ascoltare la voce di Cristo nella nostra vita, per scoprire che Dio è fedele e ci invita alla fedeltà ai nostri impegni e alla perseveranza nella strada dietro a lui.
Nel 1219, mentre era in atto la quinta Crociata, san Francesco d’Assisi intraprendeva un viaggio rivoluzionario quanto pericoloso e dall’esito incerto, alla volta dell’Egitto per incontrare il sultano al-Kamil. Fu la preghiera a sostenerlo e l’autentica volontà di pace. Un evento ancora oggi carico di significato e portatore di un messaggio sempre attuale e pregnante. L’incontro effettivamente avvenne, il contenuto del dialogo non ci è noto, ma ciò che ci basta sapere è che quel confronto ci fu e fu proficuo, a dimostrazione della ricchezza che può nascere dall’incontro di culture diverse quando vi sia la volontà di aprirsi e di comprendersi. Qui, Enzo Fortunato ripercorre le tappe del cammino di Francesco e dei Francescani, a partire da quel fatidico viaggio quando il Vangelo incontrò il Corano. Piero Damosso ci rappresenta — attraverso le tappe del dialogo cristiano sostenute da papa Francesco, Benedetto XVI e san Giovanni Paolo II — la necessità di recuperare, anche proprio dall’esempio francescano, l’amore verso i fratelli, il rispetto per le altre culture nel riconoscimento dell’altrui libertà e dell’uguale diritto alla vita, voluti proprio da Dio stesso.